Forse conviene ammalarsi dopo l’estate: per la Cgil, gli ospedali dell’anconetano andranno in “default”

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WhatsApp Image 2019-05-29 at 15.32.41Fabriano – Con l’estate, si sa anche la sanità marchigiana va in ferie. Ma non necessariamente i suoi dipendenti. Sembra un paradosso, ma purtroppo non lo è. La sanità marchigiana, nello specifico quella dell’area Vasta 2 che abbraccia tutta la provincia di Ancona, risolve i suoi problemi d’organico, mettendo a dieta reparti e posti letto. Una cura dimagrante che, secondo Cgil-Cisl-Uil, non risolve il problema della carenza di organico e fa emergere la cattiva gestione dell’Av2 come la dimissione del direttore Milco Coacci confermerebbe.

Ma procediamo per ordine.

Lato dieta dimagrante, la notizia delle riduzioni e rimodulazioni delle attività, sempre mantenendo i cosiddetti i Lea, il Livelli Essenziali di Assistenza, non è una notizia nuova. Anzi. E’ un’abitudine stagionale. Tocca i reparti degli ospedali per acuti di Fabriano, Jesi, Senigallia ed Ancona ma anche le cure intermedie di Chiaravalle e Loreto.

In tutte le sedi previsto una rimodulazione dei servizi ambulatoriali e operatorie.

Per l’entroterra, nell’Ospedale di Fabriano, fino al 30 luglio Ginecologia e Otorinolaringoiatria non potranno andare oltre 10 posti letto (3 per ginecologia e 7 per otorinolaringoiatria) ma ad agosto la dieta tocca anche i i tre settori chirurgici che diventano due. Ossia Chirugia-Ginecologia -Urologia avranno in tutto disponibile 25 posti letto (17 il primo, 3 il secondo e 5 il terzo) mentre Otorinoaringologia-Ortopedia-Oculistica ne avranno 22 (5-14 e 3). E l’area medica va in un unica sezione con 10 posti letto in meno a fronte dei 32 sulla carta.

Dieta applicata anche a Senigallia e Jesi.

Strategia bocciata dalle tre sigle sindacali che punto per punto contestano la gestione dell’Av2.

E la bagarre parte dal piano ferie estivo del personale della sanità della provincia di Ancona che dovrebbe scattare dopodomani, sabato 1 giugno.

Non passa nemmeno la prorogato due giorni fa (martedì 28 maggio) dei contratti di oltre 300 dipendenti, per i sindacalisti la misura «getta solo fumo» come conferma la dimissione del direttore dell’AV2, Milco Coacci, a solo 43 giorni dalla sua nomina.

Per i sindacalisti, le «ragioni personali» invocate dal dirigente sono solo una facciata. Avrebbe rinunciato a gestire l’AV2 perché l’Asur il 28 maggio non avrebbe dato risposte ad una serie di richieste fatte il 7 maggio che Coacci avrebbe ritenuto fondamentali. «Per garantire il piano ferie estivo, la proposta – spiegano – era ben più articolata e corposa, chiedeva la disponibilità di 2,7 milioni per assicurare le proroghe e assumere ben 70 persone. Richieste che lui stesso aveva illustrato alle tre sigle sindacali nel tavolo di confronto il 20 maggio. Milco Coacci – raccontano – aspettava un segnale dal presidente della giunta, Luca Ceriscioli, quello che la regione avrebbe recepito nelle Marche il famoso decreto del 30 aprile “Salva Calabria”». Ossia che non si agganci più la spesa massima del personale al budget del 2004 meno l’1.4% ma a prendere come riferimento il budget del 2018 con la possibilità di aumentarla del 5 %. «Il che avrebbe azzerato il taglio di 4,4 milioni di euro alla spesa di personale imposta dalle previsioni di bilancio all’AV2, taglio che impedisce le assunzioni indispensabili per risolvere il grave problema del fabbisogno di personale nell’organizzazione della sanità e garantisce il mantenimento della sicurezza e dei servizi nella provincia di Ancona».

Un piano ferie specchio di una gestione della sanità che non condividono. «Per risolvere il problema delle vacanze estive – commentano – e dare come da contratto nazionale almeno 15 giorni di ferie continuative ai dipendenti, hanno di nuovo programmato, senza discuterne con i sindacati, e ciò a dispetto delle promesse fatte da Coacci, delle insensate e pericolose riduzioni di posti letto e accorpamenti di reparti, che pensiamo faranno anche tra RSU e le OOSS territoriali. L’Asur presenta queste rimodulazioni come delle “soluzioni organizzative già effettuate negli anni scorsi” ma sono solo il sintomo di un riassetto organizzativo assurdo, con il rischio che potrebbero diventare definitive dopo l’estate tutto l’anno».

Addirittura la Cgil-Fp prevede che, entro giugno, il sistema Av2 andrà in default organizzativo. «La proroga dei 300 contratti a tempo determinato riguarda contratti di precari che non hanno ancora maturato quattro anni di rapporti di lavoro, pertanto, chi ha già fatto 4 anni, non è prorogabile e non sono pochi. Il 30 giugno – anticipano – non saranno prorogabili i contratti di 3 autisti di ambulanza».

Come collegano la dimissione di Coacci al buco di bilancio «di ingenti proporzioni» dell’AV2. «Perché – denunciano – la regione Marche non interviene visto che la voragine impedisce di assumere o di sostituire il personale e stimola molti precari a dimissionare volontariamente e dunque molte professionalità ad andare via dall’anconetano?»

Véronique Angeletti@civetta.tv

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