Prendo atto, senza stupore, quale responsabile della formazione civica “Governo di popolo per Sassoferrato”, che ogni contestazione portata avanti, anche da numerosi cittadini, (i giovani sono cittadini a tutti gli effetti… anzi) viene considerata dal Sindaco Rinaldi sterile, inopportuna e infondata. Cerco, Signor Sindaco, se ne sarò capace, di spiegarle perché lei non ha tutte le ragioni. La democrazia, non quella cristiana, è qualche cosa che dovrebbe tutelare tutti i cittadini, ovvero quelli che la musica l’ascoltano ed anche quelli ai quali la musica dà fastidio: ma al di là di questo, ci sono questioni più gravi che sinceramente chi percepisce una più che lauta pensione da Deputato non può certamente capire; mi spiego meglio: chi rischia il proprio denaro in attività imprenditoriali dovrebbe essere compreso, e non affossato: (nell’Amministrazione che Lei guida, a partire da lei medesimo, di imprenditori non se ne annoverano molti ed è molto difficile per voi capire chi con i soldoni deve fare i conti tutti i giorni!!). Lasciando da parte queste considerazioni (visto che in democrazia ognuno può scegliere di vivere come più lo aggrada), resta il fatto che i giovani, se non trovano soddisfazione in loco, si spostano in altri centri dove la loro domanda può essere soddisfatta. Capisco Signor Sindaco che Lei ed anche io facciamo un po’ fatica a comprendere i giovani per una questione anagrafica, io però ci provo e, qualche volta, ci riesco pure... Se invece Lei vuole ascoltare solo le voci di qualche pseudointellettuale, forse sofferente di qualche complesso, faccia pure, sappia comunque che io insieme con tanti cittadini, giovani e meno giovani, continuerò a portare avanti questa questione, non solo per la musica, ma anche per la crisi che stiamo attraversando, per non far spopolare di più il Paese, per far sì che succedano sempre meno incidenti stradali ed infine per poter dare soddisfazione a chi rischia in proprio. E’ vero, Signor Sindaco, che esiste un regolamento della Regione Marche datato 24 giugno 2003 ma, come giustamente Lei dice, è un regolamento che può essere “aggiustato” dalle amministrazioni a secondo le situazioni. Per quanto riguarda le firme mi premurerò di fargliele avere il prima possibile, anzi, le anticipo che ogni firma è correlata dal numero di documento, proprio per fugare un Suo antico “vizietto” che da sempre la affligge quando il popolo firma qualche petizione: “Non si sa chi ha firmato”
Governo di popolo per Sassoferrato
LISTA CIVICA
Franco Sorci
In Olanda esplode una centrale a “BIOMASSE”
Andate a vedere questo video su www.sassoferrato.tv
Secondo voi tutto quel fumo nero può essere prodotto dalla combustione di biomasse? Secondo me NO.
Il link è : http://www.sassoferrato.tv/page44/page44.html
Saluti
Carlo Alessandrelli
DOPO LA BERBENTINA TOCCA ANCHE A GAVILLE!!!!
Tutti attaccano il Nostro territorio: perchè nessuno parla di quello che stanno facendo a Gaville?
Il Comitato Tutela Ambiente si è attivato: e i nostri amministratori?
Gaville o Le Cave hanno perso la parola?
Vogliamo che Sassoferrato muoia nel silenzio?
IO NO!
Marco Giulietti
Libro in memoria di Don Renato
Vorrei poter avere o prenotare una copia del libro in oggetto, come posso fare? a chi dovrei rivolgermi? resto in attesa di una risposta, se possibile.
Nel ringraziare porgo sentiti Auguri di buon Anno
Oretta Ippoliti
tel. casa 06-5033233
cell. 339-8960458
Richiesta di aiuto
Cerco foto o informazioni su una presunta pietra raffigurante faccia di angelo che mi dicono stava su una facciata di una casa a casamenetto. Ho acquistato questa casa cinque anni fa,ma era intonacata... se potessi avere notizie a riguardo ve ne sarei grata. Ho intenzione di riscoprirla, ma dovrei sapere dov'e' !
Grazie
Anna
Incredibile ma vero!
In tempo di crisi c'è chi ha rivolto la sua attenzione ai bambini della scuola dell'infanzia "G. Rodari"!!!!
Siamo i bambini della scuola dell'Infanzia "G.Rodari "di Sassoferrato,insieme alle nostre Insegnanti cogliamo l'occasione per inviare tanti auguri a mamma, papà, ai nonni,agli amici e a tutto il nostro paese. Attraverso sassoferrato.tv vogliamo inviare un augurio particolare e un sentito ringraziamento al CREDITO COOPERATIVO DI PERGOLA, filiale di Sassoferrato: grazie al suo intervento Babbo Natale è arrivato nella nostra scuola con caramelle e un libricino per ognuno di noi, rendendo il Natale di quest'anno davvero speciale.
Buone feste!!!!
I bambini della scuola dell'infanzia "G.Rodari"
Lucia Marchetti
Saluti, Carlo Alessandrelli
Gianni della sor'Ida
Essendo persona estremamente istintiva ho sempre riflettuto molto sulla tue ripetute costernazioni riguardanti le politiche locali,dal sociale alle tematiche sportive,dal turismo fino all'ultimo tuo articolo riguardante i comitati pro-treno e pro-pedemontana e allora rimuginando mi è balenata nella mente in maniera chiara e ben delineata la tua figura di candidato con cui ti sei presentato alle ultime elezioni comunali,quella di "Gianni della sor'Ida". Gianni penso che il punto sia tutto qui,tu sei un politico,come puoi parlare alla politica in terza persona(i nostri politici pensano più alle...,la politica ci rimprovera...),tu sono anni che fai politica e soprattutto sei un politico legato per storia personale a coloro che hanno partecipato sempre in maniera diretta nell'amministrazione del nostro territorio. Da quale pulpito ti proclami santo? Con quale dignità intellettuale affronti la battaglia dei TUOI comitati? Per giunta in forte antitesi tra loro,pensa bene,a cosa servirebbe oggi nel 2008 la pedemontana con lo sviluppo industriale collegato alla vecchia arteria,sicuramente è più logico e sostenibile un serio progetto di mobilità su rotaia che percorre per intero lo "sviluppo"delle aree industriali esistenti(Berbentina,Melano). Certo, mette rabbia vedere quell'incompiuta di ponte al passo di S.Donato,ma quello è il frutto di una logica spietata di coloro che vincono gli appalti:lasciano incompiute sparse,non terminano mai un pezzo, segnano il territorio perchè la gente si lamenti così da far intervenire i politici che si intervengono,ma non colpendo chi non ha terminato i lavori,ma bensì lì foraggia con nuovi denari. Longarini docet. Tu,caro Gianni sei del mestiere,lo sai come va il mondo e hai una certa età,e, ricorda che l'illusione(di qualcosa di nuovo) è il lusso della gioventù.....
Gianluca Minardi
Un nuovo sito a Sassoferrato
www.lavaseria.altervista.org

COMUNICATO STAMPA: due comitati uniti nella protesta.
Partecipiamo anche noi alla festa per la riapertura di cantieri edili e stradali e per la realizzazione di grandi opere nel territorio marchigiano .Tuttavia, pure il comprensorio fabrianese fa parte delle Marche e dell’Italia , ma le deficienze che noi sosteniamo da tempo non vengono minimamente prese in considerazione . Il comitato per la Pedemontana e quello per la linea Ferroviaria Fabriano –Sassoferrato-Pergola tornano a pungolare le istituzioni sulle infrastrutture .E non a torto ,visto che tali questioni sembrano essere state dimenticate ,Per il nostro territorio ,spiega Gianni Pesciarelli , la Pedemontana e la tratta ferroviaria sono molto importanti ,tanto è vero che abbiamo avuto numerose testimonianze di cittadini.La politica ci rimprovera i metodi ( il ricorso alla nota trasmissione televisiva Striscia la Notizia ), ma da allora nessuno si è piu’ fatto carico di questi problemi.Noi dei comitati non ci scoraggiamo ,ma è evidente che i nostri politici pensano piu’ alle grandi opere ,ignorando quelle che mettono in crisi il comprensorio fabrianese .
Gianni Pesciarelli
Raccolta differenziata (ancora!)
Il ponte dell’8 dicembre (non è uno di quelli di Sassoferrato ma proprio la data), ci ha dato in anteprima un’idea di ciò che potremmo aspettarci durante il periodo Natalizio riguardo allo smaltimento dei rifiuti urbani (scusatemi, purtroppo sono costretto a ritornare in argomento). Vi risparmio le foto, su Sassoferrato.tv ce ne sono fin troppe. Vi ricordate l’amico che qualche tempo fa mi chiedeva della raccolta differenziata? L’ho rivisto questo fine settimana. Altro che chiacchierata, mi sono proprio sfogato e non vi posso proprio riferire i vocaboli con i quali mi sono espresso (che erano comunque leciti e molto contenuti rispetto alla rabbia che provo, se penso che paghiamo fior di quattrini per avere sotto le nostre finestre una tale sporcizia, evento senza precedenti per la nostra città). Innanzitutto, ognuno di noi deve agire con buon senso e responsabilità (basi delle regole comportamentali di reciproco rispetto e convivenza), seguendo alla lettera la differenziazione dei rifiuti così come da elenco recapitatoci dall’Ente preposto. In secondo luogo, faccio presente a detto Ente, che i contenitori non sono sufficienti, sia in città che fuori, e che il servizio di svuotamento degli stessi debba avvenire con maggior frequenza. La raccolta differenziata così com’è oggi, ha deluso fortemente anche chi intravedeva in essa una forma di progresso ecologico. Inoltre, trovo deplorevole anche il comportamento di tanti maleducati (qui avrei voluto usare un altro epiteto), che passano in macchina davanti ai contenitori non di loro competenza e si fermano per compiere indisturbati il proprio comodo, cioè gettandovi indiscriminatamente i loro rifiuti (non continuate a farlo sotto casa mia perché “ve stronco!”). Tutti coloro che subiscono tale atteggiamento, ignorante e menefreghista, devono far rispettare i propri diritti in maniera ferma e decisa denunciando i trasgressori alle autorità. Basterebbe in tal caso prendere il loro numero di targa. Ricapitolando: con maggior buon senso e vigilanza da parte degli utenti, con più contenitori e maggior frequenza di prelievo dei rifiuti da parte dell’Ente preposto (e non mi si risponda che non ci sono i fondi e bla bla bla…), la situazione potrebbe migliorare. E’ chiaro che la mancanza di uno di questi fattori rende vana qualsiasi prospettiva di miglioramento.
Comunque, buone feste a tutti.
Renzo Ricciardi
Il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato informa la comunità locale su importanti avvenimenti accaduti ultimamente
- Causa RITRAMA contro il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato
Poco dopo l'importante assemblea pubblica svoltasi il 4 ottobre, alcuni componenti del consiglio direttivo del comitato si sono visti recapitare la notifica di un atto giudiziario nel quale il legale della RITRAMA chiede al Giudice che vengano eliminati, urgentemente, tutti i contenuti (scritti, manifesti e altri documenti) prodotti dal CTA riguardanti la RITRAMA spa e/o l’inceneritore che la stessa vorrebbe costruire, ritenuti fortemente dannosi per l’immagine dell’azienda; in tale atto si arrivava addirittura a richiedere al giudice (che oltretutto non ha tale potere) di impedire lo svolgimento dell'assemblea citata!
L’atto di accusa depositato in cancelleria il 2 ottobre (due giorni prima dell’assemblea pubblica) si conclude così:
“...Voglia altresì (il Giudice - ndr) adottare, si opus, tutti i provvedimenti ritenuti necessari ed utili al fine di impedire lo svolgimento dell’assemblea pubblica indetta dal Comitato Tutela Ambiente per il giorno 4 ottobre 2008 presso il palazzetto dello sport di Sassoferrato”.
Il magistrato, lo stesso giorno, naturalmente, rispondeva che non avrebbe dato seguito a tale richiesta, dando appuntamento alle parti dopo pochi giorni.
In data 27 novembre il Giudice scioglieva ogni riserva pronunciando la sentenza qui trascritta (se&o):
TRIBUNALE CIVILE DI ANCONA - SEZIONE DISTACCATA DI FABRIANO
Ordinanza pronunciata fuori udienza
Il Giudice, dr. Paolo Giombetti, sciogliendo la riserva, osserva che il ricorso è infondato e va respinto per i seguenti motivi.
Con lo stesso si chiede infatti ".. l'immediata cancellazione e rimozione a loro spese e cura di tutti i manifesti, manifestini, immagini, scritti, comunicati stampa e filmati facenti riferimento alla società Ritrama S.p.a. e/o all'inceneritore per il quale la stessa ha chiesto l'autorizzazione alla realizzazione… " nonché "… di impedire lo svolgimento dell'assemblea pubblica indetta dal Comitato Tutela Ambiente per il giorno 4.10.2008.."
Nel ricorso non viene in alcun modo, neppure indirettamente, precisato il contenuto della connessa azione di merito che sarebbe, come emerge dalla successiva memoria, l'azione risarcitoria ex art. 2043 e/o art. 2059 c.c. e tale azione, come sembra dubitativamente e alternativamente proponenda, sarebbe connessa al "discredito che ha provocato e sta provocando ingenti danni dei quali si intende chiedere il risarcimento".
Si osserva allora che:
1. il ricorso appare inammissibile perché non è stata precisata nello stesso l'azione di merito, né le successive puntualizzazioni appaiono esaurienti, in quanto non è dato comprendere quali siano gli ingenti danni connessi al ritenuto discredito;
2. non è stato precisato in quali specifici siti si faccia riferimento alla società Ritrama s.p.a. e/o all'inceneritore dalla stessa costruendo e sotto tale profilo la richiesta è indeterminata;
3. non risulta in atti alcun documento nel quale si faccia specifico riferimento alla società Ritrama s.p.a. e sotto tale profilo la domanda è inaccoglibile;
4. i riferimenti al costruendo inceneritore non paiono comunque lesivi della reputazione di chicchessia e sotto tale profilo la domanda è inaccoglibile;
5. la richiesta di bloccare una pubblica assemblea appare addirittura fantasiosa, sia perché questo Giudice sarebbe privo del relativo potere, sia perché non se ne comprende la connessione con la supposta tutela di un diritto della ricorrente;
6. se l'azione da intraprendere in via ordinaria fosse, come è stato affermato in memoria, di natura risarcitoria, non risulterebbe comunque l'estremo del periculum in mora, anche perché non si è neppure accennato all'inadeguatezza del patrimonio dei resistenti in relazione al risarcimento dei supposti "ingenti danni" lamentati nella citata memoria.
Alla soccombenza segue il rimborso delle spese processuali sostenute dai resistenti, liquidate come in dispositivo.
P. Q. M.
rigetta il ricorso proposto da Ritrama s.p.a a cui carico pone le spese sostenute dai resistenti che liquida in complessivi Euro 3.500,00, oltre IVA e CAP.
Si comunichi.
Fabriano 27.11.2008
Depositata in cancelleria il 28.11.2008
- Incontro tecnico in Provincia sul tema dell'inceneritore RITRAMA
Il giorno 3 novembre si è svolto un tavolo tecnico presso la provincia di Ancona dove il Comitato, accompagnato dal dott. Stefano Montanari, dal proprio legale avv. Corrado Canafoglia e dal sig. Adriano Mei del Coordinamento dei Comitati, si è potuto confrontare con la RITRAMA, affiancata dai propri esperti, e con tutti i soggetti istituzionali presenti nella Conferenza dei Servizi indetta per il giorno 18 novembre. Già in questa sede sono stati evidenziati dai tecnici provinciali e regionali (Arpam), così come dai rappresentanti del Comitato e dal dott. Montanari, lacune, imprecisioni ed omissioni riguardanti il progetto dell'inceneritore oltre le note e gravi problematiche ambientali e sanitarie.
- Incontro con la presidente della Provincia dott.ssa Patrizia Casagrande
Giovedì 13 novembre una delegazione del comitato è stata ricevuta dalla Presidente della Provincia di Ancona dott.ssa Patrizia Casagrande che, assieme all’assessore all'ambiente Mariani e ai funzionari provinciali, ha confermato l’estrema cautela, la massima attenzione e l'assoluta trasparenza poste nell’istruttoria e nella valutazione di questo delicato procedimento.
- Conferenza dei servizi della Provincia di Ancona sull'inceneritore RITRAMA
Il 18 Novembre si è tenuta la Conferenza dei Servizi volta ad autorizzare o meno l’impianto in questione.
Come anticipato negli incontri precedenti, i funzionari ed i tecnici provinciali hanno comunicato all’azienda la necessità di approfondire alcuni aspetti, anche alla luce delle numerose osservazioni formulate dal CTA e dai suoi consulenti, il dott. Stefano Montanari direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, il dr. Federico Valerio responsabile del servizio di Chimica Ambientale presso l’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova, il Prof. Gianni Tamino docente Biologia all'Università di Padova ed il prof. Raniero Massoli-Novelli, docente di Geologia all'Università di Roma Tre e all'Università dell'Aquila.
- Conclusioni
Riportiamo la parte finale dalla relazione redatta dal dr. Federico Valerio dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova (istituto pubblico):
La realizzazione dell’inceneritore presso lo stabilimento RITRAMA produrrà certamente un peggioramento della qualità ambientale intorno all’impianto che per la parte riconducibile alle emissioni di composti tossici persistenti si aggraverà nel tempo.
Questo fatto è in aperto contrasto con i principi alla base della attuale normativa a tutela della qualità ambientale.
Le valutazione dell’impatto, nelle richieste di autorizzazione, presentano gravi lacune e sottostime dei possibili effetti dovuto alla formazione di idrocarburi policiclici aromatici, polveri fini e ultrafini, ceneri volanti.
L’oggettivo peggioramento della qualità ambientale, per quanto giudicato piccolo dall’azienda e per quanto presumibilmente rispettoso dei limiti di legge, non è un rischio obbligatorio: gli scarti che si vogliono incenerire possono essere riciclati integralmente con impatti ambientali decisamente minori e con presumibili vantaggi economici per l’azienda altrettanto meritevoli di interesse.
Dr. Federico Valerio
Responsabile Servizio Chimica Ambientale dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova
Le osservazioni al progetto dell’inceneritore RITRAMA formulate dall’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (dr. Federico Valerio), dal Laboratorio Nanodiagnostics di S. Vito di Modena (dr. Stefano Montanari) e dal prof. geol. Raniero Massoli-Novelli e dall'apparato scientifico del Comitato sono a disposizione dei cittadini e possono essere richieste scrivendo una e-mail a: posta.cta@gmail.com
Chiunque voglia tutelare la propria salute, il proprio territorio ed i propri beni può mettersi in contatto con questo comitato: e-mail: posta.cta@gmail.com
Il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato
Inceneritore...
Stavo cercando su internet se c'era scritto dove vanno a finire i rifiuti dopo che il camioncino li passa a prendere...
ed ho scoperto che c'è stata una campagna contro l'inceneritore, ma la cosa che mi ha sconvolto è che non sapevo fossimo in pericolo!!! Come mai non sapevo nulla? E com'è andata a finire la storia dell'inceneritore???
Per favore fatemi sapere, sono scioccata... tra un po' scoprirò che c'è un progetto per una centrale nucleare???
Ma Rinaldi quand'è che [se ne va]????
Luana
Sveglia!
Cari sassoferratesi, si avvicina il giorno dell'accensione dell'albero di Natale. Speriamo che nei prossimi anni non si accenda anche l'inceneritore, chissà... Potremmo accenderli insieme, non sarebbe una bella idea? Passeremo delle feste con dei bei fumi che inizieranno ad intossicarci. Finiranno almeno i discorsi di qualcuno che si prodiga nel rassicurarci che i fumi sono come quelli dei nostri camini. Dovessero arrivare dei sarcomini ai nostri figli, dopo sapremmo chi cercare. Svegliatevi sassoferratesi, non lasciamo soli i "ragazzi" del Comitato, ai quali invio un grazie di cuore per il lavoro di salvaguardia della salute di tutti noi.
Svegliatevi sassoferratesi, difendete la vostra salute e quella dei vostri figli e nipoti.
Buone feste a tutti voi!
Massimo Fanesi
P.s.: Ancora a pieni polmoni...
.....avrà perso gli occhiali?

Marcella
Il nostro amico tuttofare Roberto Frollichi (Lallobasket Sassoferrato) risponde alla precisazione di C. Straccini
Ricordo benissimo che tu ed altri lavoravate in quegli anni per far grande il basket a Sassoferrato, io ero uno dei giovani che si divertivano a giocare e devo ringraziare per questo la vostra grande passione; ricordo anche che c’era il minibasket, non ricordavo solo che si facevano i campionati.
Scusa ancora per l’inesattezza e grazie per la precisazione.
Roberto Frollichi.
A proposito dell’articolo “Minibasket: Or.sal. Ancona - Lallobasket Sassoferrato” nella sezione “sassoferrato.tv”
Mi preme sottolineare, e Andrea Tribuzzi ne è testimone come atleta di minibasket che, con i suoi coetanei, avevamo un'eccellente settore giovanile.
Collaborando con il Fabriano Basket nella persona dell'allora coordinatore Ugo Sghiatti, avevamo raggiunto dei buoni risultati anche fuori le mura cittadine.
Bravi comunque a tutti gli addetti al settore e alla Società stessa.
Claudio Straccini
La pallavolo Sassoferrato si sta facendo onore in Italia

Alcuni giorni fa ho avuto la piacevole occasione di incontrare a Sassoferrato, nei pressi dei campi da tennis, la pallavolista di casa nostra Manuela Roani.
Non avevo mai avuto l’opportunità di parlare con questa atleta ormai famosa ed è stata una simpatica e interessante conversazione; abbiamo parlato di molte cose, soprattutto della sua vita sportiva con la S maiuscola.
Dopo anni di duro lavoro e di sacrifici, attraverso tappe importantissime, dallo scorso anno è approdata nella squadra di A2, la Florens Castellana in provincia di Bari.
Nata a Sassoferrato il 13 Febbraio 1983 (alta m.186 ), il suo percorso nella carriera sportiva è stato davvero lusinghiero .
Ha iniziato piccolissima, a 3 anni, a muovere i primi passi nel mondo dello sport con il pattinaggio a rotelle, ma poi a 6 anni, accompagnata in palestra dalla mamma, ha scoperto la pallavolo, di cui ci parla ovviamente con grande entusiasmo.
Nei primi 3 anni ha giocato nella squadra di Sassoferrato, nei tre anni successivi a Fabriano in B1, quindi è passata nella CarifacFabriano i A2 poi per un anno nella Sintesi Gubbio in B1.
Nel 2004/2005 il salto nella Siram Roma A2, per approdare l’anno successivo nella pallavolo Reggio Emilia A1.
Il 2005/2006 è stato l’anno importante, nella Rebecchi River Volley A2: la doppia promozione in A1 e vittoria della coppa Italia A2; lo scorso anno ha giocato ancora con L’Arzano ancora in A2.
Poi l’acquisto da parte della Florens Castellana Grotte per la stagione 2007/2008, addirittura al posto di una straniera, ma Manuela ha accettato la sfida vincendo alla grande la sua scommessa grazie anche all’ambiente sereno a al clima positivo incontrati a Castellana, che l’hanno portata ad esprimere appieno le sue potenzialità.
E’ d’obbligo una intervista a Manuela.
Come ti trovi in questo ambiente?
Mi trovo molto bene, ho maturato la consapevolezza che i passaggi nelle diverse categorie mi hanno fatta crescere come atleta e come persona.
Come siete riuscite in una cittadina di appena 30 mila abitanti ad essere catapultate nella massima divisione?
Con i sacrifici e con l’amore di tutti, degli allenatori e della gente; con una società seria i risultati prima e poi si ottengono.
Come ti trovi con le atlete straniere?
Ho con loro ottimi rapporti in quanto sono atlete, ma soprattutto amiche e questo ci fa essere una vera famiglia. Il contatto con le persone è per me molto importante, odio la solitudine; Castellana è un piccolo centro e il grande affetto della cittadina ti avvolge.
Le tue aspirazioni in campo sportivo?
Rimanere in questa serie il più a lungo possibile :
Castellana ha cambiato la Roani atleta?
Direi proprio di sì, mi sento una giocatrice diversa e sono molto contenta di aver vinto, almeno per il momento, le mie scommesse anche contro il passato; ora voglio portare a termine quello che ho iniziato.
A 24 anni hai pensato al tuo futuro ?
Certo, mi piacerebbe rimanere in questo ambiente facendo per esempio la fisioterapista.
Tu sei la quinta/sesta atleta che ha raggiunto il professionismo a Sassoferrato: accetteresti il ruolo di testimonial di Sassoferrato, in una campagna pubblicitaria volta a rilanciare il nostro territorio, la nostra cultura, le nostre bellezze, le nostre tradizioni?
Non ci ho mai pensato, ma sarei molto fiera di cimentarmi in questa avventura; davvero questa tua proposta mi inorgoglisce.
Manuela Roani fuori dai campi da gioco?
Mi piacerebbe cucinare, ma vorrei, avere più tempo per imparare meglio.
Cosa ricordi dei tuoi inizi della pallavolo a Sassoferrato?
Ho buoni ricordi; da lì è iniziata la mia vera passione; se non ci fosse stata la possibilità di praticare la Pallavolo, forse mi sarei dedicata ad un altro sport, perché fin da piccola ho manifestato la mia propensione per l’attività sportiva.
Non so se lo sai, ma io insieme ad altre persone ho dato vita alla Pallavolo a Sassoferrato, che per 27 anni ho seguito anche io con vera passione. I risultati ottenuti da voi atleti in questa disciplina mi convincono che è stata una scelta vincente.
Con vivo piacere ho incontrato Manuela Roani: è una ragazza dolce, determinata, ricca di buoni sentimenti e con tanta voglia di fare.
Giovanni Pesciarelli
L'Italia secondo Scarpinato
Roma, 10 gennaio 2008, presentazione del libro “Mani Sporche” di Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio. Il corrispondente dall’Italia del settimanale “The Economist” David Lane introduce Roberto Scarpinato, Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Palermo. L’affresco che Scarpinato fa dell’Italia del potere, della politica, del malaffare è terribile e struggente.
seconda parte
terza parte
quarta parte
quinta parte
Contro la riforma Gelmini
Buongiorno sono Lucia Marchetti,
ho letto nel sito il documento di Marcella Maiolatesi contro la riforma Gelmini e condividendolo in ogni suo aspetto,chiedo se possibile, di pubblicare anche il documento informativo della Scuola dell'infanzia,visto che di noi nessuno parla. La legge è passata ma noi crediamo che il dissenso debba comunque essere tangibile.grazie alla redazione per darci questa grande opportunità di poter esprime idee e preoccupazioni.
Lucia Marchetti
……e la scuola dell’infanzia????
Nessuno parla della scuola dell’infanzia. neppure il ministro si è soffermato sul tema nelle numerose interviste rilasciate. si riporta quindi l'articolo del piano programmatico che riguarda le scuole dell'infanzia:
Revisione degli ordinamenti scolastici revisione dei quadri orari nei diversi ordini di scuola l’assestamento dei curricoli e la razionalizzazione dei piani di studio dovranno comportare nuovi quadri orario di durata piu’ contenuta, con …la revisione delle attuali forme di compresenza finalizzata al piu’ proficuo utilzzo del personale docente e all’estensione del servizio.
nella scuola dell’infanzia l'orario obbligatorio delle attivita' educative, nell'ottica di una progressiva generalizzazione, e tenendo conto delle diversificate esigenze rappresentate dalle famiglie, si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unita' di personale docente per sezione e riorganizzando il piu' possibile il funzionamento delle sezioni di una medisima scuola, sulla base di tali opzioni.
Le conseguenti economie di ore e di posti potranno consentire nuove attivazioni e conseguentemente l'estensione del servizio.
E’ reintrodotto con apposito intervento normativo, l’istituto dell’anticipo di cui alla legge 53/2003 e al decreto leg.vo 59/2004, nei limiti delle disponibilita’ finanziarie esistenti. ulteriori risposte alle esigenze relative alla medesima fascia di eta’ potranno essere soddisfatte anche attraverso la prosecuzione e lo sviluppo delle sezioni primavera.
E ancora…
Razionale ed efficiente utilizzo delle risorse umane della scuola-personale docente-criteri per la determinazione degli organici del personale
…….il rapporto alunni-classe si elevera’ di uno 0,20 con riferimento all’a.s. 2009-2010 e di uno 0,10 in ciascuno dei due anni scolastici successivi.”
Cosa vuol dire?
La scuola dell’infanzia potrebbe funzionare soltanto al mattino e con un solo insegnante. se ci fossero esigenze diverse da parte delle famiglie, non indica chi vi deve provvedere, nè come. gradualmente, però, l'orario delle scuole dell’infanzia dovrà diventare di sole quattro (o 5 ?) ore al mattino. con i risparmi fatti attraverso licenziamenti e diminuzione delle ore di scuola, si potranno fare altre scuole della stessa natura: ovvero bambini di tutte le età, (vista la reintroduzione dell’anticipo e la possibilità di inserimento in una stessa classe di bambini dai due ai sei anni), in numero superiore ad oggi per ogni classe e con un solo insegnante.
Sono molti gli aspetti che non vengono chiariti nel piano programmatico, quello che è certo è che la scuola dell'infanzia,un'ottima scuola come quella primaria, verrà demolita nella sua struttura di base. che tipo di didattica si potrà fare riunendo insieme bambini dai due ai sei anni?
questo è l’anno in cui si pensava di festeggiare i 40 anni della nostra scuola…. c’è proprio da festeggiare!
diffondiamo le informazioni, affinchè ciascuno possa farsi un'idea propria di questa riforma.
Le insegnanti
Contro la riforma Gelmini
Sono molto preoccupata per la RIDUZIONE DELL’OFFERTA FORMATIVA rivolta agli alunni della SCUOLA PRIMARIA qualora venissero attuate le disposizioni presenti nel D.L. n.137 del 1^ settembre 2008 riguardanti, (oltre la valutazione in decimi, il voto sul comportamento, la chiusura di istituti e di plessi, la riduzione dell’orario d’insegnamento, dei docenti, del personale ATA, l’aumento del numero degli alunni per classe) anche l’introduzione dell’INSEGNANTE UNICO.
L’insegnante unico si configura come un ritorno al passato e stravolge una organizzazione che nel corso degli anni ha saputo dare risposte adeguate ai bisogni formativi di bambini e bambine da sei a undici anni. Tale organizzazione ha garantito una scuola di qualità come confermato dalle indagini internazionali che collocano la Scuola Primaria Italiana ai primi posti.
Penso che l’attuale organizzazione modulare
· sia apprezzata dagli alunni e dalle famiglie del nostro territorio;
· risponda alle esigenze formative, didattiche e culturali dei bambini di oggi sempre più sollecitati da una società complessa che offre stimoli di crescita, ma nel contempo li espone a situazioni di problematicità, diseducazione, difficoltà di integrazione, violenza;
· permetta il recupero delle conoscenze negli alunni con carenze di apprendimento e nel contempo favorisca la cura delle eccellenze promuovendo un insegnamento personalizzato;
· offra agli alunni il vantaggio di avvalersi di insegnanti con competenze professionali indirizzate in specifici AMBITI DISCIPLINARI per meglio rispondere alle esigenze di una formazione di base efficace e corretta;
· garantisca un insegnamento più qualificato di quello che può essere offerto dal MAESTRO TUTTOLOGO;
· permetta agli insegnanti, operanti nella stessa classe di lavorare in equipe sia nel momento della programmazione degli interventi didattici sia nel momento delle VERIFICA E VALUTAZIONE FORMATIVA;
· offra agli alunni la possibilità di relazionarsi, per cinque anni, con più di un MODELLO EDUCATIVO;
· incoraggi la realizzazione di PROGETTI, LABORATORI, ATTIVITA’ A CLASSI APERTE, USCITE DIDATTICHE che altrimenti sarebbero difficile da realizzare.
Il compito primario della scuola è quello di dare risposte efficaci ai bisogni formativi dei bambini e l’attuale organizzazione della Scuola Primaria è la più adeguata al soddisfacimento di queste richieste e non ravvedo alcuna motivazione didattico-pedagogica al ripristino del maestro unico. Auspico che prevalga il buon senso e si RIVEDA e si MODIFICHI il decreto per il bene dei bambini e della società futura.
Marcella Maiolatesi
Ciao sono Roberto
Gasparetti
Vorrei segnalare che è stato creata una piccola comunità di
sassoferratesi on line.
L'ha creata Giorgio Gentili, e pensavo che se le segnalate sul
vostro blog, aiutate a farla crescere un po'.
Visto che voi avete una consolidata visibilità ormai. Vedete se vi
piace, e se potete farlo!
L'indirizzo è http://sassoferrato.ning.com/.
Complimenti per il lavoro che fate con il sito.
Saluti.
Roberto
Raccolta
differenziata
Domenica scorsa, un mio amico mi è
venuto a trovare. Mi ha chiesto in che cosa consisteva la raccolta
differenziata (avrà visto i nostri contenitori?), poiché la sua
Amministrazione Comunale stava pensando di aderirvi. Ho cercato di
spiegarglielo in parole povere, approfittando di una passeggiata
per le vie di Sassoferrato (quale migliore occasione!): "Ascoltami:
si chiama raccolta differenziata perché A DIFFERENZA DI PRIMA,
immancabilmente il sabato e la domenica abbiamo i
cassonetti traboccanti di sacchetti, e devi aspettare il
lunedì per buttare via i rifiuti. Solo se puoi passeggiare durante
la settimana (cioè se sei fortunato) puoi goderti la vista dei
contenitori vuoti, ma sporchi, maleodoranti e ubicati in
modo non strategico. Se invece, come la maggior parte della
gente, vuoi passeggiare la domenica per il paese
insieme alla famiglia o ad amici che ti sono venuti a trovare (e
che non hanno la raccolta differenziata proprio come te), allora
puoi fare bella figura facendogli vedere questi cumuli di
sacchetti che traboccano da ogni contenitore. Ecco cosa
significa RACCOLTA DIFFERENZIATA".
Cordiali saluti.
Renzo Ricciardi
Atti vandalici
Il PdCI di Sassoferrato deve
denunciare l'ennesimo atto vandalico consumato nella notte tra il
18 ed il 19 ottobre ad opera di misteriosi ed ignoranti teppisti:
la bandiera comunista esposta fuori dalla sezione è stata divelta e
poi fatta sparire.
Ricordiamo che a questo atto di stupidità vanno sommati altri tre
episodi nel recente passato di danneggiamento e vilipendio alla
stessa sezione situata in Piazza Matteotti ( O "Piazza del Comune")
all'inizio di via Don Minzoni.
Sottolineiamo che il PdCI ha sempre rispettato i simboli, le
insegne o le strutture di tutti, combattendo duramente le idee o le
posizioni politiche che non riteneva di condividere, nel massimo
rispetto istituzionale e civile.
Ci auguriamo che questi gesti di viltà non si ripetano più e che
nel corso della prossima imminente campagna elettorale non si
verifichino azioni irrispettose del civile dibattito politico che
questa città merita.
La nostra forza risiede nella forza delle nostre idee.
Sezione PdCI Sassoferrato
La nostra amica e compaesana dott.ssa Milena Moretti ci
scrive:
dal 29 settembre i precari
che lavorano presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (INGV), con l’insostituibile sostegno di tutti i
colleghi, sono in stato di agitazione a causa delle disposizioni
previste dalla legge 133 del 5 agosto 2008 e in particolare
dell’emendamento 37- bis del Ddl 1441 quater, che sarà discusso
OGGI (14 ottobre 2008) alla Camera dei deputati: a rischio la
sorveglianza sismica e vulcanica dell'Italia.
In modo molto più preoccupante, questo stato di agitazione riguarda
tutto il mondo della ricerca in Italia. L’emendamento 37-bis, fra
le altre cose, prevede in tempi brevi la cancellazione di alcuni
commi della Finanziaria 2007, che individuavano un percorso per
l’assunzione del personale precario in possesso di precisi
requisiti di anzianità lavorativa. I precari del settore della
ricerca sono lavoratori che, nella maggior parte dei casi, hanno
laurea, dottorato, idoneità a concorsi, esperienze di lavoro anche
pluriennali all’estero e numerosi anni di formazione, costati
centinaia di migliaia di euro alla collettività per raggiungere
altissimi livelli di specializzazione.
La condizione di precarietà contrattuale è la fisiologica
conseguenza di quasi un decennio di blocco delle assunzioni e tagli
delle piante organiche, cui la Finanziaria 2007 (e la successiva)
intendeva porre un limite. La ricerca in un paese civile non è un
optional; gli investimenti in questo settore pongono le basi per la
crescita e lo sviluppo Paese.
L’INGV conta 1000 lavoratori, il 40% dei quali con contratto a
termine e svolge attività di ricerca con risultati di assoluta
eccellenza. Nel 2008 è risultato il primo istituto di geofisica al
mondo per qualità di lavori e pubblicazioni (fonte:
sciencewatch.com), nel 75% delle quali è autore almeno un precario.
Al personale dell’INGV è affidata la sorveglianza sismica e
vulcanica di tutto il territorio italiano, come contributo
strutturale al Sistema di Protezione Civile. Nelle 3 sale di
sorveglianza (Roma, Catania e Napoli), i lavoratori di ruolo e
precari si affiancano 24 ore al giorno, 365 giorno all’anno per
monitorare il territorio italiano e garantire il pronto intervento
in caso di terremoto o eruzione vulcanica.
In caso di evento sismico o vulcanico, non sarà più possibile
fornire al Dipartimento di Protezione Civile e al Ministero degli
Interni, nelle modalità attualmente garantite, le informazioni
necessarie per interventi tempestivi nelle aree interessate.
La notte del 26 settembre 1997 credo rimarrà per molti di noi una
ferita aperta.
Ridimensionare l’INGV nella sua professionalità, sarebbe una grave
perdita per tutti noi.
Milena Moretti, precaria INGV – Centro Nazionale Terremoti
Roma
http://precariatingv.wordpress.com/
Assemblea pubblica del C.T.A
Sicuramente una
serata coinvolgente che mette in evidenza,
con argomentazioni e prove, la scellerata e “proficua”
scelta della Ritrama. Un plauso a tutti i componenti del C.T.A. e
ai collaboratori scientifici che mettono a nudo le vere
motivazioni per la realizzazione dell'"inceRitrama".
Credo che siano chiare a tutti le "intenzioni" di questo progetto
"innovativo" che noi cittadini dovremmo subire passivamente per
"interessi" altrui. Bisogna bloccare questo tipo di arroganza
politico-imprenditoriale che mette a repentaglio la salute di tutti
noi... ma dobbiamo farlo da soli... perché soli siamo, e i
nostri politici.. be' come dice Anselmo... stendiamo un velo
pietoso... Abbiamo un patrimonio paesaggistico e ambientale di
enistimabile valore e non dobbiamo farcelo distruggere da pochi
individui...
Carlos Marchitelli
Sull'assemblea pubblica del C.T.A. di Sassoferrato,
sull'essenza e sull'assenza dei nostri politici dal pie'
veloce.
Grande lavoro, pertinente e approfondito, dei
ragazzi del Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato. Palazzetto
pieno di gente.
Mancavano i nostri politici: oltre al sindaco ed ad altri
tre/quattro tra assessori e consiglieri, il nulla. Quali impegni
improrogabili e più importanti i nostri politici abbiano avuto non
ci è dato sapere. Da quali imprescindibili questioni siano stati
trattenuti (il sabato sera...) non riusciamo ad immaginarlo. Certo
è che se la "classe" politica sassoferratese è questa,
menefreghista, sciatta e contumacemente favorevole
all'inceneritore, è arrivato il momento del repulisti.
Superficialità e inadeguatezza è il nostro giudizio. Il sistema
politico-amministrativo sassoferratese è morto. Di politici dal
"pie' veloce" e dalla "sgrullata di spalle", che scappano davanti
alle proprie responsabilità, non sappiamo che farcene. Vorremmo
vederli in piazza ed alle assemblee, con fasce tricolori e
megafoni, ad arringare la folla, a gridare ai "ritramisti" che
questo è il nostro paese e il nostro paese non si tocca.
E invece, la domenica e i dì di festa, camminando a testa bassa, li
vediamo raggiungere la piazza con la giacca buona, incappannellarsi
davanti ai bar e ciarlare con il sorriso di chi ha capito tutto...
E invece non hanno capito un cazzo. Non hanno capito che sono gli
eletti portavoce delle nostre istanze, che dovrebbero essere loro,
i nostri politici assenti, a condurre in prima persona le battaglie
per il territorio, per l'occupazione, per il turismo, per la
libertà di espressione; per i nostri diritti, per il nostro
orgoglio sassoferratese, per i nostri bambini, per l'istruzione.
Sgrullano le spalle e si allontanano, i politici dal pie' veloce.
Fuggono dal confronto, mascherando con un inadeguato sorriso
l'orrido vacuo della mente.
E lei, signor sindaco, con i suoi piani e contatti segreti, veda di
vincere questa battaglia. Non vorremmo ricordarlo come il sindaco
dell'inceneritore.
Anselmo Verdini
Er
monnezza
Cari
paesani,
leggo spesso e vedo spesso lamentele e foto sulla immondizia al di
fuori dei cassonetti là per le strade del sentinate paese. Non
siamo una eccezione. Tranquilli. Siamo nella normalita'. Il mio
lavoro mi porta a girare e questo succede ove esiste un sistema
simile o uguale al nostro. Basterebbe andare in realta' mooolto
vicine a noi per vedere sistemi che forse funzionano meglio.
Funzionano meglio perche'??? Forse perche' i cittadini sono piu'
educati o perche' a fine anno riescono a vedere tangibilmente il
riciclo fatto?? Ma poi, ragazzi, vi siete mai chiesti perche' una
risma di carta riciclata A4 costa piu' di una fatta fresca
fresca???? Beh...come ormai sappiamo, il nostro paese è pregno di
cervelloni che elaborano sistemi per poter fare come sempre, in
qualsiasi momento e perennemente i f...i con il c..o degli altri. E
no cari cervelloni.....a casa mia si dice che "finche' c'e' 'l
salame l' pregiutto nun se comincia".
Saluti a tutti.
Peppe Sabbatini
Nuovo sito a Piaggiasecca
Salve, dal 20 agosto 2008 anche
Piaggiasecca è in rete con un blog http://piaggiasecca.blogspot.com per adesso
siamo in pochi ma vogliamo crescere, cerchiamo collaboratori
animati dal senso della paesanità, per comunicazioni contattate il
sottoscritto al mio indirizzo mail epierpaoli@virgilio.it oppure il "blogger
administrator" Fausto, all'indirizzo piaggiasecca@gmail.com
Saluti
Emo Pierpaoli
Ode a GIANNETTO a 70 anni dalla
“nascita”
Giannetto ha lasciato recentemente la
storica attività avviata dalla nonna Cristina Lunardi nel 1938 con
un banchetto prossimo allo storico marciapiede di piazza Bartolo.
Fu poi continuata dalla madre Adele (de Cuderio) e da lei condotta
per tanti anni partendo dall’edicola, ma noi piace chiamarlo
chiosco che sembrava posto a “guardia” della piazza stessa.
In quel minuscolo spazio Adele non solo ha condotto la vendita dei
giornali, ma ha continuato a fare lavori a maglia e a governare la
famiglia con quattro figli maschi: non facile.
Proprio da quel chiosco e successivamente dal locale della loro
abitazione ubicato nella piazzetta in appendice a piazza Bartolo, è
inconsapevolmente nato uno dei “salotti” delle chiacchiere
Sassoferratesi (tra i vari cito la barbieria di Bruto Agostini
condotta poi da Alvaro Ragni).
Si diceva quindi che Giannetto Mentecchiani (eterno dilemma con
Montacchiani?) ha lasciato in punta di piedi …
Di per sé la notizia è di poco conto, ma a pensarci bene per chi è
di Sassoferrato e dintorni, si è chiusa un’epoca iniziata con il
mitico negozio di scarpe di Alberto Fata che ha ospitato tanti
personaggi della ns. città che, a vario titolo, accoglieva persone
e clienti nell’ingresso rientrante o nell’angolo sul marciapiede
con le poltroncine di vimini: che tempi!!! Poi Alberto Fata ha
passato il “testimone” alla famiglia di Giannetto che ha trasferito
la propria attività in questo locale assumendo la configurazione di
una vera e propria Cartolibreria , mentre prima era uso dire: vado
dal giornalaio.
Si chiude quindi l’ultimo “salotto” delle chiacchiere (oggi si
direbbe gossip) dove si analizzava e al tempo stesso prendeva
forma: il costume, il profilo della ns. comunità con scambi di idee
e opinioni. Si potrebbe oggi paragonare nel piccolo al salotto di
“Porta a Porta” da dove alla fin fine si pongono nel bene e nel
male le basi della “governance” di una comunità.
Insomma nel nostro piccolo e immaginario collettivo era
paragonabile ai “talk-show” televisivi odierni: né più né
meno.
Giannetto (è?) / sarà stato pure “antipatico” ancorché “misantropo”
e magari “agnostico” (espressione cara ad Alberto Fata), ma ha
sempre dato “asilo” a tutti proprio tutti nel “suo salotto” e
aggiungerei gratis sia come spazio per passare il tempo e veder
scorrere il via-vai sulla strada, sia come sala di lettura –
biblioteca…
Per questo gli va riconosciuto grande merito e pazienza… perché non
ha mai fatto distinzione (come si dice in gergo) di sesso,
religione, razza o provenienza (dalla campagna…) tra i vari
salottieri frequentatori della Cartolibreria che per semplicità
raggrupperei in tre tipologie “animali” nelle quali ci possiamo
riconoscere tutti:
- Oratori. Oggi si direbbe “opinion Leaders”, o assimilabili allo
“Speaker-Corner” del famoso parco di Londra.
- Interlocutori che intervenivano solo se dava il “LA” l’Oratore di
turno.
- Ascoltatori puri e semplici che non intervenivano mai, al massimo
un’occhiata o una smorfia.
Gianne’! C’ accorgiamo solo ora che tutto sommato eri un
“patrimonio” della ns. Comunità non solo cittadina ma di tutto il
territorio ancorché quando nelle ricorrenze festive: Ognissanti,
Natale, Pasqua, Ferragosto ritornavano i Sassoferratesi emigrati
oltre i confini dei 3 fiumi che delimitano il ns. territorio, per
dire: toh chi si rivede, come stai?, Nun te passa ‘n’anno!
Tu eri, anche se di tanto in tanto: scoglionato, dissacratore…,
sardonico ma ne avevi diritto essendo a casa tua. Tu eri dicevamo
un “anfitrione discreto” nella tua Cartolibreria perché hai
inconsapevolmente fornito il palcoscenico e le luci della ribalta
a: Danilo, Renato (“Protesta”), Vincenzo Piermattei e financo a
Dario Razzi, Tonino Bellucci, i fratelli Mario e Stelio Stella…
(solo per citarne alcuni che in questo momento sono venuti alla
memoria) compreso forse il più gettonato “Gianni de la
Sorida”.
E ora come faremo?
“Tocca dasse da fa ’per cercare un nuovo Giannetto prima di perdere
la tradizione” (ma non sarà facile!).
Altrimenti bisogna fare appello alla stereotipata frase: “Aridatece
C. Pomicino”…
Tutto sommato a pensarci bene nun ce dispiacerebbe.
Ciao Gianne’.
Anzi grazie da:
Le tre tipologie di Animali di cui sopra…
Biagio Marini
A Sassoferrato sono stati rimossi tutti i contenitori per
la raccolta differenziata delle pile
usate!!!.
Secondo il sito web del CIR: www.cir33.it "....vanno
consegnati ai negozi del proprio Comune o quartiere di residenza
convenzionati per la loro raccolta. L'elenco dei punti di raccolta
Comune per Comune: Ufficio informazioni del CIR33 tel.
0731.215990".
Chiaramente non essendo indicato nessun negozio convenzionato, ho
provato a telefonare al numero dell'ufficio informazioni preposto
riportato sul sito.
La risposta è stata che al momento il CIR non ha ricevuto
dal comune nessun elenco delle attività commerciali abilitate,
per cui il CIR non è in grado d'indicare dove
possono essere smaltite le pile usate nel comune di
Sassoferrato.
A questo punto ho telefonato in comune.
Il comune asserisce di aver sollecitato più volte il CIR per
la consegna dei bidoni atti alla raccolta delle pile usate da
distribuire poi ai vari negozi che vorranno aderire a tale
iniziativa.
Secondo il Comune ci sarà d'attendere minimo 1 o 2
mesi!!!!!!!!!!
Ma è nato prima l'uovo o la gallina?
Risultato: A Sassoferrato al momento non si può più smaltire
le pile usate!!!!!!
Ma in un paese civile non era più corretto attendere prima
l'individuazione dei nuovi punti di raccolta prima di smantellare i
vecchi?
Visto il loro impatto ambientale invito tutti i concittadini a
non smaltire le pile nel grigio, ma di attendere
che anche a Sassoferrato possa ritornare la raccolta differenziate
delle pile usate e con tale appello sollecito l'amministrazione e
il CIR di accorciare i tempi d'attesa di questi benedetti punti di
raccolta.
Simone Latini
Ecco dove sono finiti i rifiuti di
Napoli
Sempre
peggio
Terzo mondo

Renato
Un saluto a tutti
gli amici di Sassoferrato TV.
Seguo il sito da tempo e
mi complimento con chi ha avuto l'idea di attivare questo
importante strumento di comunicazione e con tutte le persone che lo
animano con i propri contributi e le proprie riflessioni. Molte
volte sono stata stimolata ad inserirmi nelle conversazioni ed ora
che ho trovato la strada, mi prometto di partecipare di più, perchè
Sassoferrato scorre nelle vene di chi ci è nato, sopratutto quando
ne sei lontano.
Mi ha colpito, ma non sorpreso, quanta coesione ci sia nella
vicenda dell'inceneritore e come questa unità rafforzi le scelte
fatte dall' Amministrazione Comunale.
Auspico che questo impegno civile sopravviva alla contingenza e
animi il dibattito politico culturale della città.
Proprio sull'onda di questa ritrovata consapevolezza mi rivolgo a
quanti vorranno collaborare ad un progetto referendario.
Domenica 11 Ottobre inizierà la raccolta delle firme per il
referendum abrogativo del Lodo Alfano. Il Lodo Alfano è una legge
che concede l'immunità alle quattro più alte cariche dello Stato:
il Presidente della Repubblica, i Presidenti delle due Camere e Il
Presidente del Consiglio. E' un principio ignoto alle democrazie
occidentali ed anticostituzionale.
Ci stiamo attivando in tutta Italia per la raccolta delle firme,
nella nostra Regione ne dovremmo raccogliere 30.000 entro il 20
Dicembre. Nnn è un traguardo facile da raggiungere, ma è il rpimo
passo verso il nostro obiettivo.
Ci stiamo attivando in tutta la Regione, se qualcuno fosse
interessato a collaborare o solo per ulteriori informazioni prego
di mettersi in contatto con me.
Grazie.
A prestissimo!!!
Paola Giorgi
giorgipa@hotmail.it
Indecoroso
Raccolta di
tutto
Renato
Alcune
considerazioni sul raduno dell’UCOII al Convento La
Pace
Nonostante manchino solo 2 giorni all’inizio del raduno nazionale
dell’associazione musulmana Ucoii, presso il Convento la Pace, mi
sembra di essere il primo nel postare qualcosa su questo “evento”.
Non credo che una cosa come questa possa passare inosservata, nel
tranquillo (forse troppo) tram-tram Sassoferratese. Non so perché
sia stato scelto il convento La Pace, tantomeno che ruolo abbiano
avuto i Frati affinché la sede fosse questa. Ho letto qualcosa
sull’Ucoii, incluso qualche commento autorevole in materia, e mi
sembra esistano molte contraddizioni, polemiche ed addirittura
accuse intorno a questa associazione. Ammetto che mi sorprende che
dei musulmani, indipendentemente dalla reputazione
dell’associazione che li riunisce, si ritrovino proprio a
Sassoferrato. Probabilmente perché questo è un ulteriore segnale
che la nostra Città non sfugge più a certi fenomeni che prima
vedevamo da lontano, sul giornale o in televisione. Non credo pero
che i Sassoferratesi “vivranno” questa iniziativa, ed ho dei dubbi
che serva a favorire l’integrazione e l’intercambio culturale.
Probabilmente si farà alla Pace solo perché era una struttura
disponibile e magari perché l’Ucoii potrà contraccambiare ospitando
i Frati a Damasco per un raduno di preghiera dei seguaci di S.
Francesco.
Luca Giorgi
Ci ha
scritto
Desidero complimentarmi per i contenuti del sito , che ho
conosciuto attraverso l'amico Mario Toni.
Sono Piero Agostini , di Montelago , e mi sono veramente commosso
nel vedere le 150 foto storiche di Montelago che mi hanno
ricordato gli anni dell'infanzia ; ho delle altre foto dell'epoca
e qualora fosse di vostro interesse ampliare la
sezione , potrei senz'altro fornirle per la pubblicazione .
Grazie ed auguri di grande successo.
Saluti
Piero Agostini
A Cecco da
S.Egidio...
...caro guardiano notturno,controllore
della soglia che dà diritto al viandante il meritato riposo tra le
braccia di Morfeo, che come talamo ha un'amaca e che, dalle colonne
di Ercole, volgendo lo sguardo al cielo ti ubriachi di stelle,
perchè così il mattino possa essere più leggero,ma nell'incontrare
la luna piena ti riempi allo stesso modo con il ricordo per quel
paesello da dove per tanti di noi tutto ha avuto inizio. Quel
contenitore di emozioni condivise che con il tempo assumono la
gloria del ricordo,un crogiolo di anime col chioppo e di
luoghi incantati. Questa per noi è Sassoferrato,non una
città-territorio,non uno svincolo autostradale,non una meta adatta
per improbabili giocatori di golf, e nemmeno un
posto "magico" come ci vogliono far credere,dove si potrà
trasformare per incanto e a norma di legge, montagne di
rifiuti in efficente energia. Non mi fido della magia e soprattutto
di certi illusionisti,per i maghi ho un'avversione che mi porto
dietro fin da bambino,quando vidi Silvan al campo
sportivo e mio padre a fine dello spettacolo non mi
comprò la scatola d'iniziazione del provetto maghetto perchè era
una cazzata... Oggi quella scatola è un inceneritore. Non c'è
dubbio che avrà il suo fascino per gente che va incontro alla vita
già stanco e abituato a viverla,senza trovarci niente
d'interessante;ma, come dice nonna per i tonti non c'è la
medicina,neanche nella farmacia Vianelli(con tutto il rispetto per
i tonti,io sottinteso,e per il personale più che qualificato della
farmacia Vianelli). E' tutta questione
di denaro. Questi non hanno capito che i soldi non
sono come le bestie,non figliano mai,nemmeno una volta
all'anno. Caro Cecco dobbiamo avere tutti la
pretesa di non farlo questa merda d'inceneritore e l'importante è
avere tutti un po’ più di coraggio. Scegliamo il futuro,scegliamo
la vita.
Smilzo, so' lo Smilzo
No
comment!

M.
Risposta al
Cecco
Caro “Cecco”,
leggo con piacere le tue avventure “on the road” e ne rimango
affascinato.
Ti spiego.
Ho sempre ammirato chi non ha paura di confrontarsi con il nuovo,
con ciò che non conosce e porta la sua vita dove vuole lui e non il
contrario.
Io, privilegiato giovane, non ho potuto né voluto decidere dove
portare la mia vita…ha fatto tutto Lei con relativi “incidenti”di
percorso ma, ripeto, so di essere per certi versi molto fortunato
rispetto a molti miei coetanei e non solo.
Ecco perché guardo con ammirazione chi come te non ha paura di
perdersi, geograficamente parlando ma non solo (poi magari se
accade, si ritrova per poi riperdersi…)!
Sono andato in internet per vedere com’è Tarifa: SPLENDIDA!!
Ho trovato disponibilità per un appartamento vicino il mare, ne ho
parlato con Lucia proprio ora ma ci sono alcuni problemi; comunque
ti farò sapere!
Il Comitato è forte più di prima!!
Ci stiamo dando da fare con l’analisi del nuovo progetto e stiamo
lavorando molto bene!
A breve organizzeremo un incontro pubblico con la cittadinanza e la
politica per spiegare le nostre sacrosante ragioni.
Gigi non è mai uscito dal Comitato, ha solo avuto un attacco acuto
di sfiducia, pessimismo e fastidio, per certi versi giustificato e
prontamente curato dalla Farmacia Vianelli!!
Ricordo con piacere i giorni di aprile a Capannori al meeting
internazionale rifiuti zero e quella sera a casa mia che decidevamo
la sceneggiatura dello spettacolo per la festa dell’ambiente.
Ricordo anche che quando t’impunti sei terribile, parti per la
tangente e riportarti indietro non è cosa facile.
Sono certo che troverai “un posto nel mondo” per dirla alla Fabio
Volo e mi auguro d’incontrarti in uno dei più belli!!
Luca
L’immondizia regna
sovrana al di fuori dei cassonetti

... in effetti da quando
c'e' il differenziato, l'immondizia regna sovrana al di fuori dei
cassonetti .. non solo in via loreto, ma anche in altre vie e
frazioni, (vedi felcioni).. sicuramente c’è una certa
disorganizzazione nei mezzi di raccolta.. ma come faceva notare
Pia, ci vuole un po' piu' di volontà da parte
dei cittadini, soprattutto nel differenziare nel modo
migliore la spazzatura... E' anche vero che, non si potra' fare
differenziato totale, finche' le industrie continueranno a
fare confezioni con "sette" materiali diffferenti... ma questo e'
un'altro problema..
Carlos Marchitelli
Amici,
che bello rivedervi su sassoferrato tv dopo tanto tempo. Vi ho
lasciato il giorno dopo l'epica festa del comitato ambiente.
qui e' notte fonda, la notte di ferragosto, con la stessa luna
piena per me e per voi. io sono a tarifa, sud della spagna, cosi a
sud che in marocco ci si arriva con una notata di 13 km, e inutile
dirlo, la costa del continente nero si vede sempre, giorno e
notte.
sono emigrato, sono scappato, ho lsciato tante cose, progetti in
sospeso.....chissa' se ho fatto bene...
per iniziare vi racconto un po' cos'e' successo negli ultimi tempi.
subito dopo la bella festa che abbiamo orgnizzato con il comitato
di tutela ambientale sono partito per la liguria, bordighera per
l'esattezza. Per una settimana avei dovuto lavorare li' come
assistente disabili in vacanza. Si', le solite cose, lavare culi,
fare docce, giocare a briscola, fare passeggiate, confrontarsi
passo passo con la quella che il sistema chiama pazzia. Mi piace
questo lavoro, solo che qualcosa e' andato storto. Mi hanno
cacciato.
Al secondo giorno, durante la solita riunione serale degli
educatori che si svolge dopo aver messo a nanna i pargoli
geriatrici, e' successo il patatrak.
Ho fato notare che non eravamo abbastanza ecosostenibili. Sapete,
ad ogni pranzo, ad ogni merenda, ad ogni minimo succo di frutta
bevuto nel pomeriggio si buttavano via sacchi e sacchi di
plastica-vetro-cibo-carta e chi piu ne ha piu ne metta
nell'indifferenziato.
Ho trovato un muro, mi hanno risposto che non ci si poteva fare
nulla. Al che ho dichiarato che me ne sarei assunto io la
responsabilita'.
Neanche questo andava bene. Mi e' stato detto che se avessi
dedicato la mia energia a quasta cosa non avrei svolto il compito
per il quale ero pagato.
-non sono d'accordo, pero' va bene-ho detto.
Poi gli altri hanno fatto mucchio contro di me, e messo in un
angolo, e' uscito il cane di fuoco che alberga dentro di me.
-domani te ne vai, qui non c'e' spazio per le tue opinioni
personali.
breve riflessione: prima di essere educatori, ingegneri, dottori o
macellai, siamo esseri umani, vivi, ed ha poco senso essere
"professionali" se non ci preoccupiamo di salvaguardare la vita,
nostra e del pianeta.
licenziato, a piu' di 800 km da casa, non ci ho pensato molto, e ho
iniziato a camminare....20 km mancavano al confine francese, il
cielo era blu e il sole caldo. Cammina cammina, autostop dopo
autostop, rimuginavo dentro cio' che era accaduto, riflettevo su
come vanno le cose nel nostro paese....minchia, come mi vergogno di
essere italiano......
adesso sono in spagna e lavoro come guardiano notturno di un hotel
molto elegante. Di giorno invece accompagno turisti a fare
passeggiate a cavallo. Non ho una casa. Un po' dormo durante il
lavoro, e il resto del giorno che non vado a cavallo mi riposo
nella pineta dietro l'albergo cullato da un amaca...che grande
investimeto quest'amaca.....vi consiglio a tutti di possederne una,
puo' risolvere un sacco di problemi.
Per il momento il sogno di fare documentari e lavorare con le
immagini rimane da un lato. Finita la stagione credo che andro' a
vivere a granada, o a sevilla, e li ricomincero' con qualche
televisione locale......anche la televisione.....qui' in spagna mi
sembra migliore, piu' critica, piu' libera.....
chi abbandona la lotta......( e' un gran filgio di madre
ignota)
ho letto della ritrama e di gigi che abbandona il comitato.....sono
mortificato, mi spiace di non essere presente, anche se peccherei
di megalomania pensando che qualcosa sarebbe andato diversamente
stando li'.......
mi manca Sassoferrato, cacchio, non ho fatto il bagno a baldibetto
quest'anno e non sono andato sulla croce in una notte di stelle,
non sono stato con mia nonna a fare la conserva di pomodoro e mi
sono perso tutte le primizie dell'orto.....
vi lascio con la nostalgia nel cuore, e se possibile, vorrei
mettervi un po di pepe al culo.....non fateglielo fare 'sta merda
di inceneritore, per favore!!!
il cecco
so' il cecco
Differenziato (ma
molto poco...)

I contenitori del
differenziato di via Loreto sono sempre stracarichi anche perchè
non si degnano di infilare le cose nei fori, e tra le buste
lasciate per terra e " ripassate " da qualche animale, c' era di
tutto, cibo - che andrebbe nell' organico- , tetrapack - che
andrebbe nel non differenziato- e così via. Ho fatto qualche foto
col telefonino.
Grazie
Umena Pia
Francesco: la telenovela
Ciao
Francesco,
E' incredibile, ti pensavo qualche giorno fa, mentre organizzavamo
una serata revival in rocca un po' tutti abbiamo rispolverato i più
bei ricordi, tra i miei c'erano le anche scorribande con la
tua Renault e le serate sulla piazza del castello, bene...adesso
perchè non torni a trovarci, magari scopri che
Sassoferrato non è cambiato poi così tanto.
Ciao,
Marcello Marcellini
Francesco: la telenovela
... in
riferimento al post (scomparso) di risposta che mi hai mandato ti
confermo che era la pizzeria davanti a Cesauri e che sono riuscito
a focalizzarti grazie la descrizione dei tuoi mezzi di
locomozzione motorino verde Peugeot, e Renault 11 bianca.. il tutto
confermato da Luca Giorgi che ho incontrato l'altro giorno al bar..
se capiti da queste parti.. fa un fischio.. Ciao..
Carlos Marchitelli
Sassoferrato: senza
titolo
Ho
visto la Mostra del Salvi e mi è piaciuta
Però, non posso fare a meno di commentare la foto apparsa su
sassoferrato.tv e che vi rispedisco con due domande:
chi è la persona che si intravede sulla sinistra che tocca il culo
alla signorina che regge il nastro?
Perché non date una forbice anche al nostro sindaco, almeno non
deve far finta di tagliare il nastro? 
Per sorridere un po’, Giobbe57
Francesco da Roma
Sì Peppe, sono
proprio io. Ho abitato sopra la Farmacia Vianelli e poi alla
Marena.
Sono sempre Peppe Sabbatini,
a volte delle persone svaniscono dalla quotidianità e poi si stenta
a ricostruire il passato. Se non erro, tu non abitavi sopra la
farmacia Vianelli quando venivi a Sasso? Sempre, se non erro, non
hai 2 sorelle ed una si chima Laura e tua mamma mi sembra
Ludovica?
Saluti a tutti quanti.
Francesco da Roma
Ciao Carlos, se la tua pizzeria è quella che stava davanti al
negozio di Cesari io mi ricordo di te. Io giravo con un motorino
Peugeot verde ed ero l’unico ad avercelo.
E con la maggiore età con una renault 11 bianca.
Francesco Giambartolomei
Ciao
Francesco
Ciao.. cavolo Francesco (a proposito... riesci a postare una tua
foto?.. il tuo nome non mi e' nuovo e credo di
conoscerti).. hai messo il dito nella piaga scoprendo un
calderone di ricordi, dove luoghi e personaggi facevano parte
della nostra vita.. io aggiungerei le serate danzanti sulla Rocca,
la saletta giochi di Marchesi,gli incontrti al bar del castello
oltre a quello di Ovidio,gli ammassamenti sullo scalino di Razzi,le
pallonate davanti la chiesa, con Don Renato che chiamava il
maresciallo Fanini che ci sequestrava il pallone.. la mia pizzera
di via Fratti (24 anni di ricordi indimenticabili) che ahime'
a malincuore quest'anno ho chiuso (ma che spero di riuscire a farla
riaprire).. e altro ancora..grazie Francesco per averci ricordato
di questi spensierati momenti..come si dice.. "io c'ero"..
anzi.. "noi c'eravamo".. spero che presto si possa rivivere
un'epoca come questa e che Sassoferrato riprenda la sua
identita'.. come dice Luca.. niente è perduto...
Saluti a tutti
Carlos Marchitelli
10 e lode al
personale sanitario dell’Ospedale di
Sassoferrato
Colpito da inenarrabile colica renale
(bevete tanta acqua, gente...), arrivo alla Postazione POTES di
Sassoferrato alle ore 8.15.
Alle ore 9.45, ne sono uscito, fresco come una rosa, quasi
resuscitato.
Un personale medico e paramedico dalla sorprendente disponibilità e
professionalità, educazione e cortesia.
Grazie di cuore al dott. Mengoni, alla dott.ssa Andreoli, al
personale paramedico Troiani, Marchitelli e Renzaglia.
Il webmaster è ancora tra voi.
Sassoferrato, 16 luglio 2008
Luigi Garofoli
Francesco da Roma
Ciao Peppe, anche io non ricordo la
tua fisionomia, forse con dei riferimenti più precisi riuscirei a
focalizzarti.
Non sapevo della morte di Gennaro, e mi dispiace molto.
Colgo l’occasione per rispondere anche a Luca, con cui non ho
potuto fare il tour in Francia in quanto militare, ma con cui ho
condiviso un meraviglioso viaggio in Grecia.
E per sapere come ve la passate adesso, perché a parte Massimo non
so niente più di voi.
A presto.
Francesco Giambartolomei
Re. Francesco, i
ricordi, però soprattutto Sassoferrato
Io Francesco lo conosco bene ed ho condiviso con lui, insieme ad
altri amici, estati semplici, ma vissute intensamente al tempo
stesso. Per esprimere quella semplicità mi piace l’accostamento con
l’anguria di Peppe, oppure vale la pena ricordare le “sedute”
estive fino a tarda notte sullo scalino di Razzi.
Il Club al quale fa riferimento Francesco è l’HCF, il cui spirito
rimane vivo ed indelebile nel cuore dei fondatori (Marcello
Marcellini, Giacomo Fata, Massimo Civerchia, Fabio Vecchi, Carlo
Silvestrini, Sandro Agarbati, Massimo Ceccotti, Stefano Malzew ed
il sottoscritto), ma spero risvegli bei ricordi anche nei
tantissimi amici che, come Francesco, hanno in qualche maniera
preso parte alle innumerevoli attività organizzate.
Quelli dell’HCF sono quelli dei “famosi” tour in vespa, in Italia
ed all’estero, le cui foto sono tuttora visibili in alcuni negozi
di Sassoferrato.
Il post di Francesco, così come il mio nella parte iniziale, parla
di ricordi che si ricordano (appunto) piacevolmente perché sono,
quasi sempre, belli. Purtroppo contengono un lato negativo, in
quanto l’intorno nel quale si sono prodotti sempre cambia.
Sassoferrato è stato l’intorno ideale ed idillico che ha permesso a
Francesco, a Peppe, a me e a chissà quante persone, appartenenti a
diverse generazioni, di passare momenti indimenticabili.
C’è la percezione però che la Sassoferrato di oggi abbia perso la
magia che sempre, noi Sassoferratesi, gli abbiamo riconosciuto,
tanto che potrebbe non generare piú bei ricordi da raccontare in
una cena tra amici nel 2025.
Questa analisi un po’ bizzarra, che trova spunto dal post di
Francesco, mi riporta bruscamente alla realtà perché non si vive di
soli ricordi.
Mi sento un po’ colpevole, perché mi perseguita una sensazione di
passivitá che Sassoferrato sicuramente non merita.
Se altri condividessero questa sensazione non mi sentirei per
questo meno colpevole, peró per lo meno penserei che non tutto é
perduto.
Luca Giorgi
Re. A Francesco da
Roma
Caro Francesco Giambartolomei,
sicuramente ti conosco ma al momento mi sfugge la tua fisionomia.
Certo, quei tempi erano belli e molto belli quelli ancor prima.
Bastava un'anguria per essere contenti, ora invece... Ma bando alle
ciance, a proposito di Gennaro. Gennaro Romano veniva dall'Abruzzo
e più precisamente da Guardiagrele. Ragazzo dotato di generosità
autentica, generosità che a volte hanno portato tanti ad
approfittare di lui, ma il suo buon cuore, sicuramente ha sempre
perdonato. Aprì una pizzeria "Pizzeria La Maiella" in corso
Fratelli Rosselli, per capirci come dimo noi... su pel borgo.
Chiusa l'attività lavorò a destra e a manca fino a trasferirsi in
Germania, dove stava realizzando la sua vita. Ma la vita si sa,
spesso è tiranna e daccordo con la morte ha ceduto i suoi diritti
facendolo portar via in giovanissima età. Credo che non avesse
ancora 40 anni.Grazie per averlo ricordato. Anche se non era un
sassoferratese e stato partecipe di un bel periodo della nostra
giovinezza.
Un caro saluti a tutti.
Peppe Sabbatini
Francesco da
Roma
E’ tanti anni che manco da Sassoferrato,
dopo averci passato tutte l’estati dell’infanzia e
dell’adolescenza. E dando uno sguardo al blog, resto sconcertato e
rattristato da come il paese che amavo sia cambiato. Era mia
intenzione tornarci quest’estate, ma sinceramente ora ho paura di
trovare cose che non appartengono più ai miei ricordi, di quando al
Pincetto c’era il chiosco che vendeva le granite, di quando al Bar
Giorgi c’era un videogioco delle moto ed era una eterna sfida con
Ciocci, di quando quel particolare personaggio di cui ora non
ricordo il nome aveva aperto una pizzeria sul corso, di
quando Sandro Marchesi girava con la sua 2CV con l’adesivo di
Marilyn Monroe e con le catenelle al posto degli sportelli o di
quando passavamo serate meravigliose anche senza fare niente con i
ragazzi del Club (Massimo Civerchia, Luca Giorgi, Fabio Belli,
Marcello Marcellini, etc…) e di tante altre cose che ho nel cuore.
Tutti vorremmo che alcune cose rimanessero come le ricordiamo e per
me Sassoferrato è una di questa.
Un saluto a tutti.
P.S. Mi sembra che quel personaggio si chiamasse Gennaro.
Francesco Giambartolomei
Riuso, riciclo, recupero... e
risparmio!
La vergogna del mercato a
Sassoferrato
Ogni venerdì, intorno alle ore 14,
lungo il centro storico di Sassoferrato, è possibile assistere
all’indecoroso spettacolo delle cataste dei rifiuti lasciate da
venditori ambulanti.
A Sassoferrato sta partendo (com molte negligenze da parte dei
cittadini, dell’amministrazione e dalla ditta preposta) la raccolta
differenziata. I venditori ambulanti, noncuranti e menefreghisti,
ammucchiano (quando va bene!) lungo strade e marciapiedi rifiuti di
tutti i generi (dalla plastica al legno, da verdure marce alla
carta...) e poi se ne vanno, impuniti.
Richiediamo l’intervento dell’Amministrazione e della Polizia
Municipale per controllare l’accurata differenzazione dei rifiuti
degli ambulanti, con controlli, multe e ritiro delle licenze.
Fino a prova contraria i padroni di Sassoferrato sono i
sassoferratesi. Gli ambulanti si ricordino che sono nostri
ospiti.
Anselmo Verdini (un po’ stufo)
Dov’è il programma
dell’estate sassoferratese?
Ho visto il
programma dell’estate arceviese: più di 150 appuntamenti da qui a
fine settembre.
Il nostro, il programma di Sassoferrato, giace ancora nei cassetti
dell’assessore comunale.
Forse che quest’anno vogliano fare il programma
dell’autunno Sassoferratese?
Anselmo Verdini
E pensare che ne mancavano solo
20 cm.
Renato
Abbandono e
fatiscenza del Parco giochi del “Campo della
fiera”









In questa struttura, va ricordato, giocano i nostri bambini. Il
verde pubblico, tutto, andrebbe mantenuto in maniera più decorosa e
sicura.
Marcello Marcellini
Estate 2008: un bel
bagno a Gabicce
(o magari a Fano, Marotta,
Senigallia...)
Il filmato

Sandrino
Comitato
Pro-Treno della Linea Fabriano- Sassoferrato-Pergola
Dal convegno tenutosi a Pesaro il 5 giugno scorso, organizzato
dalla Regione Marche sul tema “Verso il nuovo piano dei trasporti”,
come Comitato Pro-Treno della Linea Fabriano- Sassoferrato-Pergola
usciamo abbastanza fiduciosi. Finalmente dopo numerose insistenze
siamo riusciti ad ottenere l’effettuazione di uno studio di
fattibilità per uscire dall’impasse in cui è stata relegata questa
tratta ferroviaria, cui parteciperanno diversi interlocutori: oltre
alla Regione Marche quale proponente, Trenitalia, R.F.I, le
Province, i Comuni, i Sindacati, le società di trasporto su gomma e
la società T-Bridge. Per questo ci sentiamo di ringraziare
l’assessore ai trasporti della Regione Marche, Pietro Marcolini, i
funzionari, Sergio Strali e Paolo Pasquini, e tutti quelli che si
sono trovate in sintonia con la proposta (gli assessori Provinciali
Lucarini e Virili, i sindacati, le associazione dei consumatori,
Trenitalia e R.F.I).
Abbiamo fatto un primo passo avanti con l’inserimento della nostra
tratta nel piano strategico del comparto della mobilità della zona
montana del Fabrianese.
Abbiamo sempre affermato che il treno non serve solo agli studenti,
ma serve anche al trasporto delle merci, ai turnisti, agli operai,
alla cultura e al turismo. Riteniamo che il treno debba funzionare
tutto l’anno e non solo nei mesi in cui la scuola è aperta. Secondo
i nostri esperti è possibile collegare Civitanova Marche con
Pergola così da portare le attuali sei corse giornaliere a dodici:
in tal modo si possono prendere le coincidenze con i treni della
linea Ancona Roma. Attuando quanto detto non solo ridurremmo i
costi, il traffico automobilistico, l’inquinamento e
salvaguaderemmo di più le vite umane, ma daremo la possibilità ai
turnisti delle varie fabbriche di poter utilizzare questa via di
trasporto. Inoltre per ottimizzare il tempo e rendere più agevole
la viabilità, abbiamo proposto e sollecitato la costituzione di una
società mista regionale anche con privati: treno più bus, vedi
Adria-Bus, cosi’ da sperimentare una nuova gestione che sta dando
ottimi risultati in altre città, si veda la linea Merano-Malles.
Sarebbe opportuno creare un biglietto unico per dare la possibilità
ai fruitori di poter utilizzare dei bus urbani per arrivare più
agevolmente alle stazioni e viceversa (una esperienza abbozzata a
Sassoferrato sta dando i suoi frutti con un aumento dei
passeggeri). Per quanto riguarda la tratta ferroviaria sopra
citata, è assurdo che da Pergola partano dei pulman
contemporaneamente al treno, queste corse parallele dovrebbero
essere trasformate in corse a “pettine” ed utilizzare i bus per
trasportare le persone verso le stazioni ferroviarie più vicine. E’
altrettanto auspicabile non solo poter usufruire di corse di
autobus “stornate” in modo da collegare i piccoli centri
periferici, ma anche di intensificare le corse dei treni su
Pergola, da collegare con un servizio di Autobus per Urbino e
Pesaro, così da favorire lo spostamento di molti utenti della zona
di Fabriano, ma anche del maceratese diretti a Urbino e Pesaro.
Infine, per promuovere la diffusione e lo scambio delle idee
culturali, sarebbe conveniente, opportuno e produttivo collegare
tra loro le cittadine universitarie di Camerino, Fabriano, Macerata
e Urbino (“Il Treno delle università Marchigiane”). Poi da non
trascura il comparto culturale e Turistico.
Concludendo, ribadiamo che la trasformazione a metropolitana di
superficie può portare a dei risultati interessanti, crediamo che
razionalizzare il trasporto ferro –gomma a lungo andare darà i suoi
frutti, o meglio, renderà partecipi sulla scena nazionale quei
piccoli centri periferici ricchi di storia e di tradizioni non
serviti dalla ferrovia e da una rete stradale efficiente.
Per il Comitato Pro-Treno
Giovanni Pesciarelli
In attesa dei
turisti...






Renato
Alberti
Il marciapiede più alto del
mondo (80 cm!)
Felcioni discarica
comunale!



Sassoferratesi negligenti, piuttosto che fare la raccolta
differenziata, portano la loro immondizia (indifferenziata) a
Felcioni, dove viene ammucchiata per giorni in fatiscenti
cassonetti. Che il Comune, l’ufficio tecnico, l’assessore preposto,
intervengano al più presto, con controlli, informazione e, se
necessario, multe.
Andrea Piermattei, felcionaro
Per
Marcella
A proposito di Veronesi, sarebbe sufficiente leggere alcuni
articoli riportati su questo stesso sito per capire che il ‘prof.’
Umberto Veronesi non è minimamente attendibile quando parla di
inceneritori (come ha fatto nella trasmissione di Fazio con i
ditini posti a ‘picciol o’) e ora anche di centrali nucleari, basta
che clicchi su questo link (internet è una gran cosa rispetto alla
TV o ai giornali: non ha un padrone! Buttate via la televisione: io
l’ho fatto ed è stata una liberazione! )
http://www.sassoferrato.tv/page9/page122/page122.html
oppure leggi il documento redatto da l'Institut de Veille Sanitaire
(InVS) dove sono stati resi noti i risultati definitivi della
ricerca condotta nelle popolazioni residenti in prossimità di
impianti di incenerimento (termovalorizzatori!), l'aumento del
rischio è:
sarcomi + 22%,
linfomi non Hodgkin + 12% in entrambi i sessi e + 18% nelle
femmine
cancro al fegato +16%,
tutti i cancri nelle donne +6%
mieloma multiplo in entrambi e sessi +16% e addirittura + 23% per i
maschi
(link : http://www.invs.sante.fr/publications/2008/rapport_uiom/rapport_uiom.pdf
)
Come può uno che alcuni definiscono studioso e oncologo ignorare
ben 435 ricerche e studi sull’argomento inceneritori (link http://www.sassoferrato.tv/page44/page44.html
anche questo riportato su questo sito… basta leggerlo, titolo
‘Rifiuti. Ultimatum agli inceneritori’ , un articolo di Repubblica
di qualche giorno fa) …. Insomma di materiale da studiare e leggere
per documentarsi ce n’è a iosa; il coperchio della pentola che per
anni è stato tenuto ben chiuso con campagne di disinformazione
sapientemente organizzate e orchestrate da chi sappiamo, sta
lentamente aprendosi (grazie a Dio!) per merito di qualcuno un po’
più volonteroso e cosciente. E tutto questo non è successo per
caso, quasi niente in questo paese succede per caso! Nemmeno
l’emergenza rifiuti a Napoli. C’è chi lo vuole, e chi può volerlo
se non chi ci guadagna cifre colossali con la rapina dei CIP6 ( 7%
della bolletta energetica) che nello spirito della direttiva
europea dovevano finanziare le energie alternative?
Non voglio ripetere cose già dette e ridette ma che bisogno ha
Veronesi di far finanziare la sua Fondazione da Veolia, Acea, ATM,
Enel, Gnutti, Pirelli ed altre ditte operanti nel settore
dell’incenerimento e della produzione di energia termoelettrica da
petrolio.
Dice bene il dott. Montanari quando, in una intervista di qualche
settimana fa, parla di uno scienziato costruito e pubblicizzato da
questa gente per i loro scopi, asservito alla loro lobby.. e poi,
se vuoi, possiamo farcelo di nuovo spiegare il primo giugno quando
sarà alla sala Avis (non mancare).
E’ di oggi o ieri la notizia che è stato sbugiardato di nuovo da
Carlo Rubbia (premio NOBEL per la fisica! A Veronesi quando lo
daranno il Nobel per la medicina?) per la sua ‘sponsorizzazione’
delle centrali nucleari (ricordo che tra gli sponsor della
fondazione c’è l’Enel), che stanno tornando di moda e hanno bisogno
di campagne di ‘imbonimento’: chi meglio di un personaggio così
‘prestigioso’ e disinteressato può farlo? Vai sui seguenti
link: http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/veronesi-rubbia/veronesi-rubbia.html
e poi anche su: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_maggio_26/nucleare_lite_tra_rubbia_e_veronesi_f9b0508c-2aec-11dd-9793-00144f02aabc.shtml
Un articolo, quest’ultimo, dove, oltre a Veronesi e Rubbia, parla
anche un illustre sconosciuto, tale Paolo Fornaciari (ENEL, guarda
un po’) che dice testualmente «Rubbia? Ma se non ha mai progettato
nemmeno un chiodo di una centrale nucleare. Lui è un fisico delle
particelle, di centrali nucleari non se ne intende affatto» (sic)
mi domando come cavolo si fa ad ascoltare questa gente, certe
c….te, rivolte nientemeno che ad uno che è stato direttore del
CERN, acronimo di Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire..
(penso che non serva tradurlo in italiano!). Beh… se non se ne
intendono di nucleare loro... ma questa è l’informazione in Italia:
che ci vuoi fare!
E poi Veronesi se andiamo a ben vedere è un personaggio tutto
italiano, quasi sconosciuto all’estero se non fosse per le fesserie
che ogni tanto dice… ad esempio che le tossine contenute nella
polenta, nelle patate o nel basilico sarebbero più pericolose degli
OGM (non mi meraviglierei di vedere tra i suoi sponsor la Monsanto
Co. oppure la Union Carbide Co.). Leggere a tal riguardo le
patologie indotte dai cibi OGM già ampiamente documentate: se vuoi
ti mando una serie si link e documenti.
Di cose da dire e da leggere ce ne sarebbero tante altre ma penso
che quelle già illustrate bastino per capire che non basta andare
in televisione, essere ministro, poi parlamentare e oncologo di
fama per essere al di sopra di ogni sospetto ed essere ritenuto un
oracolo infallibile, se in Italia si fanno ancora inceneritori,
quando in America per esempio non se ne costruiscono più da una
quindicina di anni, un po’ di colpa è anche del Veronesi Prof.
Umberto che tranquillizza, imbonisce, rassicura su impianti
micidiali… se qualcuno in più, lì intorno, muore di cancro un po’
di colpa è anche del Veronesi prof. Umberto! Ma che fa questo
chiude la stalla dopo aver fatto scappare i buoi? Ricordiamoci le
parole del prof. Tomatis quando diceva che il cancro è meglio
prevenirlo (cioè non provocarlo) che curarlo… anche un vecchio
proverbio cinese dice ‘plevenile è meglio che culale’.
A parte gli scherzi: signori qui ne va della nostra salute e di
quella dei nostri figli e nipoti… ce la vogliamo vendere al
migliore offerente per avere un po’ di corrente in più e per
ingrassare ancora di più qualche multinazionale o qualche
multiutility?
Sperando di averti annoiato troppo…ti saluto,
Carlo Alessandrelli
Re.Re. (BRU.LU.)
Riporto parte della mail dell'Ing.Carlo Alessandrelli
"Da un articolo di oggi (18 maggio) apparso sul Corriere
Adriatico, malamente redatto da un imbrattacarte, certo BRU.LU.,
che nemmeno ha il coraggio di firmarsi per esteso (per ora sappiamo
solo che è di Jesi), si legge una breve descrizione di cronaca che
relaziona sull’ultimo Consiglio Comunale di venerdì scorso e poi si
inoltra, “per dovere di cronaca”, in una avventurosa quanto
patetica e faziosa dissertazione sulla terminologia delle parole
“coinceneritore”, “termovalorizzatore” mostrando una ignoranza
oltre che tecnica anche sostanziale sull’argomento… e ci fa pure il
giornalista… vuoi vedere che è anche iscritto all’ordine dei
giornalisti! .........."......"Quando leggo simili castronerie
sulla carta stampata mi consolo soltanto pensando che al tuo amico
Veronesi non daranno mai il premio Nobel per la medicina e che
nemmeno a te daranno mai il premio Pulitzer per il
giornalismo!
Non ti saluto perché non te lo meriti… "
Premetto che sono contraria all'inceneritore e che ho firmato la
petizione.....ma mi chiedo: perchè insultare una persona che
esprime un parere? In fin dei conti siamo in democrazia e, per
fortuna, abbiamo ancora libertà di parola e di pensiero. Poi che
Veronesi sia definito uno "spacciatore di fumo" mi sembra veramente
eccessivo... Ognuno difende le proprie convinzioni... ma c'è un
modo molto più civile di farle valere.
Grazie per l'attenzione
Marcella Maiolatesi
Re. A BRU.LU.
Caro
sig. Bruno Luminari,
chi Le scrive è un componente del Comitato Tutela Ambiente di
Sassoferrato e San Donato che tanto si è speso per sostenere la
civile e aggiungerei ”scientifica” battaglia contro
l’inceneritore.
Nella vita faccio il farmacista e mi occupo quindi di salute
pubblica anteponendo sempre la tutela di quest’ultima ad ogni altra
ragione, commerciale e non.
Mi riferiscono che Lei si interessa del tema rifiuti da diversi
anni, vivendo tra l’altro nelle vicinanze della discarica di
Maiolati Spontini e proprio per questo non comprendo come abbia
potuto sostenere alcune tesi e porsi certi interrogativi.
Più precisamente: Lei afferma che questo impianto è una centrale di
produzione di energia elettrica alimentata da scarti di produzione
aziendali. Vero, come vero è che il carburante utilizzato a tal
fine quando viene “termovalorizzato” si trasforma in composti
chimici che la comunità scientifica CONCORDEMENTE ritiene
pericolosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
Il termine termovalorizzatore, seppur di uso comune, non viene mai
utilizzato nella normativa europea e italiana di riferimento, nelle
quali si parla solo di "inceneritori” e tutt’al più di
“co-inceneritori” quando si vuole produrre un po’ di energia
elettrica.
Dico un po’, visto che l'efficienza energetica di un inceneritore è
variabile tra il 19 e il 27% se si recupera energia
elettrica.
Nessuno può sostenere, a meno che non sia in malafede, che
gli inceneritori abbiano un impatto pari a zero sulla salute
dell’uomo, altrimenti non si capirebbe perché siano considerati
come da D.M. del 5 settembre 1994 industrie insalubri di prima
classe, le stesse contro cui prima i medici emiliani, poi quelli
francesi chiedono una moratoria.
Dunque, anche dalla Francia arriva un appello per uno stop all’uso
dell'incenerimento dei rifiuti. Si tratta di un documento in otto
punto realizzato dal Cniid (Centre national d'information
independante sur les dechets) con l'appoggio dell'Artac
(Association pour la recherche therapeutique
anti-cancereuse).
"L'inceneritore - si legge nel documento francese - presenta dei
rischi per la salute pubblica, con conseguenze su tutta la catena
alimentare riguardando l'essere umano direttamente o
indirettamente". Quello che "preoccupa di più"- dicono i francesi-
è che siano state "fissate norme strette solo su 20 parametri
mentre sono oltre 2.000 le molecole differenti prodotte dalla
combustione". Un vero e proprio "cocktail chimico costituito dai
fumi della combustione" che "crea una bomba-ritardata, i cui
effetti cominciano appena a essere conosciuti (la diossina detta di
'Seveso' è stata classificata come agente cancerogeno certo dal
Centro internazionale sulla ricerca sul cancro solo nel
1997)”.
Il no “istituzionale” preventivo che La rende perplesso è a
mio parere doveroso: chi governa il/i territorio/i?
I tecnici o gli amministratori chiamati a rappresentare la volontà
dei cittadini?
Nessun ODG vieta all’azienda di ripresentare un nuovo progetto, che
sarà poi valutato dai tecnici.
Ma il passo è successivo.
Se vogliamo ribadire il primato della Politica (troppe volte
disatteso e/o inopportuno) è qui che si gioca la partita.
E’ la Politica (rappresentanza) con il contributo dei cittadini
(partecipazione) che deve, ora più che mai, essere lungimirante,
immaginare e sforzarsi di realizzare circoli virtuosi da lasciare
in eredità alle future generazioni che altrimenti, come disse il
prof. Tomatis, non ci perdoneranno per questo suicidio ambientale
che stiamo attuando.
Il professore che le cito, nato a Cabernardi di Sassoferrato è
stato uno dei più grandi epidemiologi europei e forse del
mondo.
Si occupava di quantificare e qualificare tutte quelle sostanze che
potevano interferire con il nostro essere sani così da poterle
misurare ed evitare, a differenza del prof. Veronesi che per usare
le parole del presidente dell'Artac francese (Association pour la
recherche therapeutique anti-cancereuse) è un medico competente nel
trattare i tumori, ma non fa molto per precederli.
In conclusione le riporto le dichiarazioni dell’ ISDE italia
riguardo le dichiarazioni del prof. Veronesi: "L'Associazione
Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, che annovera tra i suoi membri
anche alcuni tra i principali epidemioliogi italiani, non ritiene
scientificamente valida l'affermazione dell'assenza di rischi
legati alla presenza di inceneritori, così come rilasciata dal
Prof. Veronesi nel corso della trasmissione televisiva del 20
gennaio u.s....... Molti studi epidemiologici hanno infatti
dimostrato il contrario, tanto è vero che il recente documento
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in materia di impatto
sulla salute della gestione dei rifiuti (http://www.euro.who.int/healthimpact/MainActs/20070228_1),
assume l'incertezza scientifica per definire una posizione
prudenziale. Peraltro messaggi totalmente tranquillizzanti di
questo tipo rischiano di screditare tutto il Sistema Sanitario
Nazionale e di mettere in crisi il rapporto di fiducia tra
cittadini e istituzioni."
Con una buona classe dirigente, una Scienza degna di tale nome, la
collaborazione dei cittadini ed una informazione corretta non ci
sarebbe bisogno nè di inceneritori né di discariche.
Paul Connett docet.
Non so Lei, io farò la mia parte.
Ritenevo fosse giusto sottolineare tutto questo dopo il Suo
articolo.
Cordialmente.
Dr. Luca Antonelli
Re. A
BRU.LU. caduto da cavallo
Se non sai cavalcare, sei pregato di andare a piedi. Essere
disarcionato da un buon cavallo non è un disonore, ma cadere di
nuovo potrebbe essere molto pericoloso. Intanto, prima di cercare
di riprendere le briglie in mano, studiati il manuale: poche righe
scritte da un Giornalista, con la G maiuscola.
Marco Giulietti
Il diavolo brucia. Dio crea, ricicla, trasforma:
infinitamente
Ernesto Burgio, sulla rivista Ecologist
Dovrebbe essere ormai evidente a tutti che l'attuale fase della
storia umana, quella coincidente con l'era dello *sviluppo
industriale* e con l'utilizzo sempre più massiccio e irrazionale
dei *combustibili fossili* (prima carbone, poi petrolio e gas),
volge rapidamente e inesorabilmente al termine per due ragioni,
strettamente interconnesse:
- l'imminente/immanente esaurimento delle risorse energetiche
fossili, che l'uomo ha letteralmente dilapidato nel corso di questi
due secoli
- gli effetti potenzialmente irreversibili che i processi di
combustione, sempre più diffusi su tutto il pianeta, rischiano di
avere sulla composizione dell'atmosfera, sul clima, sui cicli delle
acque e del carbonio e sugli equilibri dei singoli ecosistemi e
dell'intera biosfera.
Fra tutti gli impianti e sistemi eco-distruttivi inventati
dall'uomo, gli "*/inceneritori di rifiuti/*" rappresentano il
*simbolo forse più perfetto* (in senso negativo) di una "civiltà"
dominata dalla Pulsione di Morte e di una specie vivente che, pur
di estendere il proprio dominio, rischia di trasformare l'intero
pianeta in una gigantesca camera a gas, in un immane forno
crematorio.
E' infatti difficile negare che gli inceneritori (il termine
"/termovalorizzatore/" essendo frutto di un /escamotage/ ipocrita e
illegittimo, volto a convincere i cittadini circa un'inesistente
resa energetica di questi impianti) sono essenzialmente *grandi
acceleratori entropici*, che trasformano ogni giorno in cenere e
gas:
- milioni di tonnellate di carta, cartone e legname che potrebbero
essere utilizzate ancora a lungo e che sono il dono prezioso di
boschi e foreste, cioè di quel polmone verde del pianeta, substrato
e fucina della vita (/biodiversità/), che l'uomo sta distruggendo a
ritmo frenetico e insostenibile;
- milioni di tonnellate di plastica e derivati, cioè di petrolio
(si ricordi che un kg di PET equivale a due litri di petrolio):
materiale organico che, formatosi attraverso milioni di anni di
lento accumulo all'interno della crosta terrestre, siamo riusciti a
consumare in pochi decenni;
- migliaia di tonnellate di metalli preziosi -- alluminio, cromo,
ferro, piombo, nichel -- che potrebbero servire a costruire
biciclette, navi, treni, ponti ed utensili vari.
Ma gli inceneritori non sono soltanto all'origine di un immenso,
insensato spreco di materiali preziosi: sono anche tra *gli
impianti industriali più inutili, nocivi e rapidamente distruttivi
nei confronti dei delicati meccanismi che regolano il clima e gli
ecosistemi*. E l'effetto forse più temibile e meno noto di questi
eco-mostri concerne proprio il loro possibile impatto distruttivo
sugli organismi e sull'intera biosfera: in quello che potremmo
definire un immenso esperimento di bio-trasformazione a cielo
aperto.
Perché i milioni di metri cubi di gas e ceneri volanti, che escono
da quei camini e contaminano il mondo vegetale e i milioni di
tonnellate di ceneri di fondo, che si depositano alla base delle
caldaie e devono essere "smaltiti" in immense discariche di rifiuti
speciali e che inevitabilmente finiscono con il percolare nelle
falde idriche, avvelenando la catena alimentare e l'intera
biosfera, sono un vero e proprio concentrato di alcune tra le
sostanze più tossiche che l'uomo sia mai riuscito a produrre:
diossine, furani, policlorobifenili, idrocarburi policiclici e
metalli pesanti, che - trasportati dalle particelle microscopiche
prodotte dalla combustione -- attraversano gli epiteli di
rivestimento dei nostri apparati respiratorio e digerente, passano
nel sangue e nella linfa, attraversano le barriere alveolare ed
emato-cerebrale e penetrano attraverso le sofisticate membrane che
proteggono le nostre cellule. In questo modo per anni, per decenni
le *nanoparticelle* veicolano gli atomi di cromo, di piombo e di
mercurio all'interno delle cellule che rappresentano la /prima
linea /dei nostri sistemi di difesa - macrofagi, cellule
dendritiche - di volta in volta paralizzandole o iper-attivandole
(rendendole cioè incapaci di svolgere correttamente il proprio
compito o inducendole a /infiammare/ in modo cronico e progressivo
i nostri organi e tessuti più preziosi) e all'interno dei nostri
neuroni e delle cellule che formano la struttura portante del
nostro cervello, che irreversibilmente danneggiate o cronicamente
attivate finiscono per produrre ed accumulare al loro interno
proteine alterate nella loro sequenza-base o nella loro forma
tridimensionale...
Un dato epidemiologico estremamente allarmante di questi ultimi
anni, è quello concernente il notevole aumento delle patologie
neuro-degenerative croniche che funestano le nostre società. E'
sufficiente ricordare che negli Usa le morti per morbo di Alzheimer
sono aumentate negli ultimi 20 anni del 1200%, ed è evidente che
soltanto una trasformazione ambientale può aver determinato una
simile deriva epidemiologica L'ipotesi patogenetica oggi più
accreditata riconosce all'origine di questa e di altre malattie
neurodegenerative, proprio un accumulo, nel citoplasma cellulare,
di proteine alterate.
E' noto quanto sia difficile dimostrare con assoluta certezza -
sulla base delle modalità di studio e di valutazione usuali
(essenzialmente epidemiologiche), che hanno come inevitabile
parametro di riferimento popolazioni sottoposte a tassi di
inquinamento similari e difficilmente valutabili - il nesso
causa-effetto tra un possibile fattore patogenetico (in questo caso
l'inalazione delle sostanze prodotte dalla combustione di materiale
vario, plastica e metalli /in primis/) e l'aumento di una patologia
cronico-degenerativa legata a meccanismi immuno-patogenetici e/o
genotossici relativamente lenti (siamo nell'ordine di anni o
decenni).
Ma alcuni ricercatori hanno recentemente sottolineato come esistano
dati terribili, provenienti da un campo di "sperimentazione" ancora
più drammatico ed eccezionale - quello delle /guerre high-tech/,
ideate ed attuate negli ultimi 15 anni dagli USA e dai loro alleati
- che possono aiutarci a chiarire il problema.
In queste guerre infatti intere popolazioni inermi hanno subito le
conseguenze dei bombardamenti condotti con armi nuove e
sofisticate, che solo tra alcuni decenni riveleranno tutti i loro
effetti devastanti. Va da sé che pochi si sarebbero curati di
questo lontano dramma, se migliaia di soldati occidentali non
avessero manifestato, al ritorno dalle guerre nel Golfo e nei
Balcani, sintomi e quadri patologici gravissimi, riconducibili
all'esposizione alle sostanze chimiche e radioattive utilizzate e
liberate nel corso dei bombardamenti.
L'interesse per questi lontani eventi, da parte di alcuni
ricercatori che indagano sull'impatto ambientale e sanitario degli
inceneritori, è dovuto al fatto che le molecole tossiche che si
sono accumulate nei polmoni e nei cervelli, nel sangue e nello
sperma dei soldati; che li hanno fatti ammalare di linfomi,
leucemie, mielomi, epatocarcinomi e sarcomi; che hanno perfino
causato l'insorgenza di carcinomi uterini nelle loro mogli e
compagne e di malformazioni nei bambini da loro procreati negli
anni successivi, sono praticamente le stesse prodotte dagli
inceneritori. Il che non deve stupire, perché in entrambi i casi è
proprio l'alta temperatura raggiunta nei processi di combustione a
determinare: da un lato la liberazione di miliardi di atomi di
cromo, nichel, mercurio, cadmio e di molecole di diossine, furani,
idrocarburi policiclici; dall'altro la frammentazione della materia
in nanoparticelle rotondeggianti, che inalate fungono da perfette
navette per le sostanze /killer/. E in entrambi i casi le
particelle col loro carico mortale penetrano nelle cellule del
sangue, infiammano organi e tessuti, sregolano gli stessi apparati
di controllo sistemico e /in primis/ il sistema neuro-endocrino:
anche perché alcune di queste sostanze, come le diossine (di cui
gli inceneritori sono oggi la fonte principale), agiscono da
/endocrine disruptors/, con meccanismi veramente diabolici, che
permettono loro di ingannare i recettori delle cellule bersaglio o
di mimare (agendo direttamente o indirettamente sul DNA o sui
meccanismi di trascrizione ed espressione genica) l'azione delle
molecole che innescano o modulano la produzione di ormoni,
citochine, chemochine.
Ma queste non sono le uniche controindicazioni alla costruzione ed
all'uso degli inceneritori che sarebbe importante conoscere e
divulgare. *Alle motivazioni di ordine ambientale e sanitario, si
possono infatti affiancare numerose motivazioni di ordine economico
e sociale*.
A cominciare dal semplice calcolo dei costi di produzione: visto
che, cifre ufficiali alla mano, il costo di un MWh di energia in un
impianto idroelettrico è valutabile intorno ai 65 euro; in un
impianto eolico intorno ai 60; in un impianto a biomasse intorno a
120, mentre produrre un MWh in impianti di *incenerimento di
rifiuti solidi urbani *con "recupero energetico" costa la bella
cifra di 228 euro (senza mettere nel conto il costo di smaltimento
delle ceneri e i danni incalcolabili alla salute umana)! *Questo
significa che ben lungi dal consentire un recupero energetico, gli
inceneritori sono una fonte di immenso spreco energetico ed
economico* (concetto che può anche essere sintetizzato dicendo che
l'energia necessaria a produrre i materiali che vengono inceneriti
è circa 4 volte maggiore di quella che si può ottenere
bruciandoli).
D'altro canto dovrebbe essere ormai noto a tutti che esistono
strategie semplici e collaudate che permettono di organizzare una
corretta filiera di trattamento dei materiali post consumo (in
effetti il termine "/rifiuti/" dovrebbe essere utilizzato solo per
gli scarti e via, via abolito), fondata sulla riduzione e
razionalizzazione della produzione, sul recupero, riciclaggio e
riuso di vetro, carta, legname e metalli; sul corretto trattamento
dell'organico; sul processamento a freddo dell'eventuale residuo..
e che non mancano le norme comunitarie
e nazionali, che almeno sulla carta, incentivano questo vero e
proprio circuito virtuoso.
Dovrebbe insomma essere ormai chiaro a tutti coloro - imprenditori,
economisti, politici, chimici, ingegneri, medici -- che si
interessano a vario titolo al problema del trattamento dei rifiuti,
che non ha alcun senso bruciare tonnellate di materiali preziosi e
in larga misura riutilizzabili; che una simile prassi ha costi
enormi oltre a essere dannosa per l'ambiente in cui viviamo e per
la nostra salute.
Eppure è un dato di fatto che in Italia, da alcuni anni, assistiamo
ad una vera e propria corsa alla costruzione di nuovi impianti. Un
mistero che, in effetti, non è poi così difficile svelare.
Basta infatti ricordare che *in Italia è attualmente in vigore una
Legge, unica in Europa e in palese contrasto con le direttive
europee, che consente allo Stato di sovvenzionare fortemente la
produzione di **energia attraverso l'incenerimento dei rifiuti,
che** essendo (come visto) alquanto costosa, se non fosse
incentivata con danaro pubblico, non avrebbe mercato*. E' appunto
grazie a questa Legge che i gestori di inceneritori e i gruppi
industriali come Moratti, Garrone, Falck che li costruiscono,
possono fare grandi profitti, scaricando gli enormi costi di
impianti assolutamente antieconomici, sulla collettività.
Il trucco è semplice e scellerato: *in pratica gli ingenti fondi
che dovrebbero esser destinati per Legge alle energie rinnovabili
(pagati direttamente dai contribuenti nella bolletta Enel) vengono
letteralmente stornati nelle tasche dei gestori*, che ricevono
circa 40 euro per ogni tonnellata di rifiuti inceneriti, più altri
sussidi: cifre che moltiplicate per milioni di tonnellate (nella
sola Sicilia è prevista la costruzione di 4 eco-mostri, che
dovrebbero incenerire circa 2,5 milioni di tonnellate di
rifiuti/anno!) raggiungerebbero dimensioni piuttosto ragguardevoli.
Difficile negare che si tratta di una legge immorale (ci troviamo
di fronte a un vero e proprio furto legalizzato ai danni dei
cittadini e a favore di chi li sfrutta ed inquina), oltre che
antiecologica (un vero e proprio incentivo allo spreco energetico).
Come difficile sarebbe negare che le complicità in questo settore
sono veramente molte e varie: si pensi al ruolo dei media, in gran
parte schierati da anni dalla parte delle /lobbies/
inceneritoriste, e impegnati a convincere gli italiani che gli
inceneritori (pardon i /termovalorizzatori/) sono macchine magiche,
capaci di far sparire per incanto i rifiuti, risolvendo l'emergenza
e il problema delle discariche; di produrre "energie rinnovabili";
di creare nuovi posti di lavoro; di "ripulire" l'aria che
respiriamo e di "ridurre" le emissioni climatizzanti, secondo i
sacri dettami del Protocollo di Kyoto !
Tutte affermazioni rigorosamente false e tendenziose, che pochi
cercano di smentire.
Eppure non è difficile capire che bruciare i rifiuti significa
semplicemente trasformare materiali preziosi in gas e sostanze
infinitamente più tossiche e pervasive; che gli inceneritori non
risolvono il problema delle discariche, anzi le trasformano in
depositi di rifiuti speciali e infinitamente più pericolosi; che
gli inceneritori non possono che disincentivare la raccolta
differenziata e il recupero della carta, del legname e della
plastica.. per il semplice fatto che senza queste sostanze,
l'inceneritore non potrebbe neppure funzionare; che per ogni
tonnellata di "rifiuti" inceneriti (anziché riciclati, compostati o
riutilizzati) si emettono in atmosfera 450 chili di gas serra; che
una corretta filiera di riciclaggio, recupero, riuso e compostaggio
permetterebbe la creazione di decine di cooperative di giovani
impegnati in un servizio al tempo stesso utile sul piano ecologico
e sanitario, redditizio sul piano economico e persino educativo per
se stessi e per l'intera comunità...
Stando così le cose appaiono più chiari i motivi che ci hanno
spinto a proporre gli inceneritori a simbolo negativo di una
"civiltà" fondata sulla distruzione sistematica della Natura. Cioè
su processi *lineari*, *irreversibili*, tanto per ciò che concerne
le trasformazioni della materia, quanto nel campo degli esseri
viventi: visto che le modifiche deliberate o involontarie del DNA
rappresentano (anche sul piano simbolico/metafisico)
un'interferenza indebita e potenzialmente definitiva sul
programma-base che definisce le linee guida per lo sviluppo nello
spazio-tempo di tutte le forme di vita (dalle singole cellule alle
specie).
In questo senso gli inceneritori rappresentano davvero il tetro
simbolo di un sistema: perché ciò che accomuna la gran parte delle
nostre attuali modalità di sfruttamento delle risorse energetiche è
appunto che si tratta di *cicli aperti*, cioè di *non-cicli*, che
consumano energia e materia relativamente organizzata e liberano --
al termine del processo -- calore e sostanze tossiche che si
disperdono nell'atmosfera, inquinandola in modo potenzialmente
irreversibile. Tale discorso vale per tutti gli impianti e le
macchine che consumano *energia chimica* (petrolio, carbone, gas) o
*nucleare* e che presentano, sia pur con diversa gradazione (minima
per il gas naturale, massima per il nucleare) gli stessi problemi:
quello termico; quello, strettamente connesso, dell'enorme consumo
idrico; quello della produzione di scorie pericolose; quello
dell'imminente esaurimento degli stessi combustibili.
E in questo contesto dovrebbe apparire più comprensibile anche il
titolo "/teologico/" che abbiamo scelto di dare al nostro pezzo e
che riecheggia una celebre frase di Paul Connett, un noto
professore di biochimica americano, che da anni gira il mondo nelle
vesti di profeta di una società /zero-waste/.
Affermare che il diavolo e l'uomo da lui asservito o irretito
bruciano, allontanandosi dal modello naturale e/o divino significa
infatti asserire in modo semplice e chiaro
- che ogni *forma di combustione, attuata su scala planetaria, si
rivela rapidamente insostenibile e biocida* e che, in particolare,
la pratica di trasformare enormi quantità di materiali preziosi
(metalli, carta, legname, vetro) in rifiuti, per poi dis-integrarli
per combustione è prassi antieconomica e insostenibile sul piano
del consumo di risorse; del dissesto climatico; dell'inquinamento e
dell'impatto ambientale e sanitario (produzione e inevitabile
dispersione nell'ambiente, bioaccumulo e biomagnificazione
attraverso la catena alimentare di diossine, furani,
policlorobifenili, metalli pesanti..)
- che diviene di giorno in giorno più urgente e necessaria una
*ri-conversione del sistema produttivo e commerciale globale,* che
non può che derivare da una ancora più radicale conversione
culturale/spirituale: perché in assenza di una profonda ed
autocritica presa di coscienza collettiva, è veramente difficile
immaginare che l'umanità decida di tornare nel giro di alcuni
anni/decenni ad un modello/sistema fondato su un utilizzo
responsabile e parsimonioso (il risparmio energetico rappresenta la
vera chiave di volta di questa che potremmo veramente definire
*Rivoluzione Verde*) dell'energia che ricaviamo dalla materia (che
deve essere rinnovabile ed a ciclo eminentemente chiuso) e da
quella fonte praticamente inesauribile e "pulita" che è il
sole.
Re.
(BRU.LU.) ALLARME! Gli inceneritoristi sono in
agguato!
Da un articolo di oggi (18 maggio) apparso sul Corriere Adriatico,
malamente redatto da un imbrattacarte, certo BRU.LU., che nemmeno
ha il coraggio di firmarsi per esteso (per ora sappiamo solo che è
di Jesi), si legge una breve descrizione di cronaca che relaziona
sull’ultimo Consiglio Comunale di venerdì scorso e poi si inoltra,
“per dovere di cronaca”, in una avventurosa quanto patetica e
faziosa dissertazione sulla terminologia delle parole
“coinceneritore”, “termovalorizzatore” mostrando una ignoranza
oltre che tecnica anche sostanziale sull’argomento… e ci fa pure il
giornalista… vuoi vedere che è anche iscritto all’ordine dei
giornalisti!
Che vuol dire, signor BRU.LU., “coinceneritore” o addirittura
“termovalorizzatore”? Niente altro che “inceneritore” cioè un
impianto che brucia rifiuti, meglio se ‘speciali’, e produce fumi,
produce ceneri e infine (qui forse ce la può fare! …a capire
intendo.) produce malattie! Il neologismo (ce la fa?)
termovalorizzatore è solo un gioco di parole inventato in Italia e
solo in Italia usato per gettare fumo (sic) negli occhi della
gente! E poi perché “coinceneritore” è un termine negativo e invece
“termovalorizzatore” sarebbe positivo? Non so se ha notato che
nemmeno MS Word, il più diffuso word processor, digerisce la parola
e la segna come errore ortografico!
Mi chiedo poi come fa, sign. BRU.LU., a conoscere così bene i
particolari della vicenda dell’inceneritore (perché di inceneritore
si tratta!) della Ritrama, anche nei dettagli tecnici del progetto,
da chi le sono stati suggeriti? Da chi è stato istruito ed
imbeccato? Indagheremo!
E poi la perla finale: lei sign. BRU.LU., definisce ‘scienziato’
uno spacciatore di fumo come il prof. Veronesi (più noto come
Cancronesi) uno che i tumori, prima difende chi li genera, e poi li
cura (?), uno ‘scienziato’ che viene foraggiato con i soldi delle
maggiori ditte di inceneritoristi; guardati il video con Fabio
Fazio ma leggiti anche l’esposto che i numerosi medici hanno
inviato alla magistratura contro l’inceneritore di Ferrara, o di
Forlì oppure quello inviato Dr. Nicolino D’Autilia, Presidente
dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di
Modena…. e ce ne sono tanti altri… basta informarsi!
Leggi, informati e cerca di capire quello che c’è scritto (se ce la
fai!).
Se vieni a trovarci a Sassoferrato, sarai mio sgradito ospite e ti
farò comunque personalmente dono di un libro dal curioso titolo “Il
girone delle polveri sottili” scritto da un cretino che non
appartiene alla categoria dei tuoi scienziati, a quella cui
appartiene Veronesi per intenderci; questo sempliciotto, insieme
alla di lui consorte, ha scoperto l’effetto che hanno le
nanoparticelle (polveri sottili appunto, prodotte dai tuoi
termovalorizzatori) sulla pelle della gente: vatti a leggere
qualcosa nei seguenti siti e informati, per ‘dovere di cronaca’ per
carità! http://www.nanodiagnostics.it oppure su http://www.stefanomontanari.net e se ce la fai puoi
anche cercare su un qualsiasi motore di ricerca (sai cos’è?) le
seguenti parole: inceneritore, nanoparticelle, diossina, furani,
nanopatologie, ecc...
Quando leggo simili castronerie sulla carta stampata mi consolo
soltanto pensando che al tuo amico Veronesi non daranno mai il
premio Nobel per la medicina e che nemmeno a te daranno mai il
premio Pulitzer per il giornalismo!
Non ti saluto perché non te lo meriti…
Ing. Carlo Alessandrelli
Re. Risposta al "giornalista"
BRU.LU. ed al suo articolo
Corriere Adriatico - Domenica
18 maggio 2008
(In corsivo le parti
dell'articolo firmato da BRU.LU., in neretto, le
mie considerazioni)
Ma il dovere di cronaca ci impone di chiarire alcuni termini.
Il “coinceneritore” in oggetto...
Il coinceneritore, come lei lo chiama sig. BRU.LU., è un
inceneritore: i coinceneritori ed i termovalorizzatori, sono
inceneritori a tutti gli effetti. All'estero queste centrali
cancerogene sono chiamate con il loro unico nome: INCENERITORI, ma
in Italia si sa... Poi, per appellarsi al DOVERE DI CRONACA,
bisogna esser certi di essere imparziali, avendo l'accortezza di
documentarsi prima di scrivere, portando rispetto per gli uomini e
per il territorio a cui non si appartiene (Lei è di Jesi, come la
ditta che sta progettando l'inceneritore, sig.
BRU.LU.).
...- secondo il progetto presentato nel 2007 dalla ditta
Ritrama con sede nell’area industriale della Berbentina di
Sassoferrato, è in realtà una centrale di produzione d’energia
elettrica alimentata dalla combustione del proprio scarto di
lavorazione:...
Guarda un po', un altro nome per il nostro inceneritore!
Tra un paio di giorni, sig. BRU.LU., in questo sito sarà pubblicato
quanto costerà a noi cittadini questo inceneritore, alimentato con
i soldi sottratti direttamente dalle nostre tasche attraverso la
truffa dei CERTIFICATI VERDI e/o CIP6. Sono i nostri soldi che
vengono inceneriti! L'energia che si ricava da un inceneritore è
appena sufficiente ad autoalimentarlo! Sono i nostri soldi a farne
un affare vantaggioso!
...imballaggi in carta e cartone, carta adesiva siliconata e
pallets di legname...
In tutto il mondo (civile) gli imballaggi di carta e
cartone ed i pallets vengono riciclati. La carta, in generale, non
deve essere conferita in un inceneritore perché contiene CLORO,
elemento precursore della diossina. Il CLORO, infatti è ancora
usato per il trattamento di sbiancamento della carta stessa. Non
parliamo poi, nemmeno per scherzo, dell'incenerimento della carta
accoppiata col PVC!
La Provincia respinse il progetto perché “incompleto ed
incompatibile con le normative di riferimento”. L’azienda avrebbe
riveduto e corretto l’elaborato, ma in “no” ora arriva in via
preventiva, indipendentemente dalle eventuali soluzioni tecniche
individuate dall’azienda propositrice...
Caro amico mio, non vedo proprio perché bisogna aspettare
che un INCENERITORE venga costruito se già sappiamo come funziona,
quello che provoca e quanto ci costa. Il NO è appunto, come lei
dice, preventivo. Meglio prevenire, sig. BRU.LU., che curare, anche
se lei e Veronesi non siete propriamente d'accordo con quanto
affermo. Si faccia un viaggio su internet, sig. BRU.LU. Lì c'è
tutto il materiale che può esserLe utile per capire la pericolosità
degli INCENERITORI. Poi, se proprio non lo capisce, si limiti a
scrivere articoli sul Verdicchio.
Così hanno deciso i rappresentanti dei cittadini di
Sassoferrato.
I rappresentanti dei cittadini di Sassoferrato
"rappresentano il pensiero dei cittadini di Sassoferrato". Caro
sig. BRU.LU, si è votato contro l'inceneritore in Provincia e nel
Consiglio Comunale di Sassoferrato. Sono state raccolte 3.500 firme
contrarie. Se ne faccia una ragione, sig. BRU.LU. Se poi trova
spazio a Jesi (lì c'è anche uno studio che progetta
inceneritori...), ed i tuoi concittadini non La linciano, se il SUO
comune le dà il benestare, parli con la RITRAMA e si faccia pure
promotore della costruzione di questo inceneritore dalle sue parti,
magari davanti casa sua.
Nell’ordine del giorno viene rilevato che il mondo scientifico
sarebbe sostanzialmente diviso sui termovalorizzatori (tale è
quello che viene chiamato coinceneritore), in relazione alla tutela
della salute collettiva. Nel caso specifico il progettato impianto
di Sassoferrato non sarebbe stato alimentato con rifiuti urbani più
o meno selezionati, ma da materiali specifici che non producono
diossina...
Booooom!!! Ecco qua il nostro caro sig. BRU.LU. che in base
ai "suoi studi" e all'esame del progetto (che deve essere ancora
presentato) già ci dice che questo inceneritore non produrrà
diossina. C'è da star sicuri, tanto l'ha detto BRU.LU., insigne
scienziato prestato alla carta stampata, paladino della salute
dell'intera comunità sassoferratese, "giornalista" indipendente del
Corriere Adriatico. Confidiamo in Lei, sig. BRU.LU: ci tenga
informati: sa com'è, qui in campagna...
E se uno scienziato come il professor Veronesi, uno dei
maggiori scienziati dei tumori, sostiene apertamente i
termovalirazzotori, qualche dubbio sulle motivazioni del “no
preventivo” potrebbe essere legittimo...
Confessi, sig. BRU.LU., ha visto Veronesi da Fazio e poi Le
si è rotto il modem!!! Allora, quando lo aggiusterà, faccia un
salto sulla pagina qui sotto;
poi, mi segua attentamente, vada su Google e scriva "VEOLIA", che è
uno degli sponsor della Fondazione Veronesi. Vedrà, con suo immenso
stupore, che la Veolia COSTRUISCE INCENERITORI! Veronesi cura il
cancro; noi stiamo semplicemente provando a non farcelo venire
(prevenzione...)!!! Documentarsi un po' sig. BRU.LU, che ne
dice?!!!
E poi: perché questi impianti sono chiamati termovalorizzatori
(termine positivo) a Napoli e coinceneritori (termine negativo) a
Sassoferrato? Riteniamo che fosse giusto sottolinearlo ora che
tutto è deciso.
E' davvero indignato, eh sig. Bru.LU.? Tra tutte le cose di
cui indignarsi Le scoccia che chiamiamo "inceneritori" i
"termovalorizzatori"! Vada a Napoli, allora, dove gli
"inceneritori" si chiamano "termovalorizzatori". Lì, con la Sua
somma scienza non le sarà difficile pensare che dai loro camini non
escono diossine, particolato, metalli pesanti e gas nocivi, ma un
bel profumo di
violette.
LUI.GA.
(Luigi Garofoli, sassoferratese)
Il Consiglio boccia
l’inceneritore - Corriere Adriatico, domenica 18 maggio
2008
Il provvedimento stoppa ogni possibilità per la
ditta Ritrama di ripresentare un progetto rivisto e corretto
rispetto quello del 2007
Decisione preventiva presa all’unanimità l’altra sera nella seduta
straordinaria
SASSOFERRATO - L’inceneritore non si farà. argomento inerente alla
realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti a mezzo di
combustione è da tempo al centro dell’attenzione dell’opinione
pubblica locale. La questione è stata dibattuta l’altra sera nella
seduta straordinaria del Consiglio Comunale alla quale ha assistito
un numeroso pubblico. Un dibattito, quello a cui hanno dato vita
gli esponenti dei quattro gruppi consiliari, dalle opinioni
convergenti e che ha portato all’approvazione unanime di un ordine
del giorno con cui si esprime contrarietà, qualora fosse
ripresentato un nuovo progetto per la realizzazione di un
coinceneritore da parte di un’azienda locale all’interno della area
industriale della Berbentina. Il primo progetto, com’è noto, fu
respinto dalla Provincia di Ancona il 6 febbraio scorso. Una
decisione, quella assunta ieri dal Consiglio comunale, che è in
linea con l’ordine del giorno approvato dal Consiglio provinciale
il 9 maggio, con il quale si esprimeva una forte perplessità in
merito alla eventuale presentazione di un nuovo progetto per la
realizzazione del coinceneritore. Con i pareri sfavorevoli espressi
dai due citati enti sull’argomento, si ha ragione di ritenere che
la volontà politica sia chiara e sufficiente ad impedire la
costruzione del discusso impianto, qualora un analogo progetto
venisse, come sembra, riproposto. In questo senso è molto esplicito
l’ordine del giorno votato da tutti i consiglieri comunali.
Ma il dovere di cronaca ci impone di chiarire alcuni termini.
Il “coinceneritore” in oggetto - secondo il progetto presentato nel
2007 dalla ditta Ritrama con sede nell’area industriale della
Berbentina di Sassoferrato, è in realtà una centrale di produzione
d’energia elettrica alimentata dalla combustione del proprio scarto
di lavorazione: imballaggi in carta e cartone, carta adesiva
siliconata e pallets di legname. La Provincia respinse il progetto
perché “incompleto ed incompatibile con le normative di
riferimento”. L’azienda avrebbe riveduto e corretto l’elaborato, ma
in “no” ora arriva in via preventiva, indipendentemente dalle
eventuali soluzioni tecniche individuate dall’azienda propositrice.
Così hanno deciso i rappresentanti dei cittadini di
Sassoferrato.
Nell’ordine del giorno viene rilevato che il mondo scientifico
sarebbe sostanzialmente diviso sui termovalorizzatori (tale è
quello che viene chiamato coinceneritore), in relazione alla tutela
della salute collettiva. Nel caso specifico il progettato impianto
di Sassoferrato non sarebbe stato alimentato con rifiuti urbani più
o meno selezionati, ma da materiali specifici che non producono
diossina. E se uno scienziato come il professor Veronesi, uno dei
maggiori scienziati dei tumori, sostiene apertamente i
termovalirazzotori, qualche dubbio sulle motivazioni del “no
preventivo” potrebbe essere legittimo. E poi: perché questi
impianti sono chiamati termovalorizzatori (termine positivo) a
Napoli e coinceneritori (termine negativo) a Sassoferrato?
Riteniamo che fosse giusto sottolinearlo ora che tutto è
deciso.
BRU.LU.
Don Renato Galassi: raccolta
materiale
Stiamo cercando materiale (foto, documenti, testimonianze...) del
nostro ex parroco Don Renato Galassi. Qualora ne siate in possesso
siete pregati di scrivere alla nostra redazione o di consegnarlo
presso la sede AVIS di Sassoferrato il mercoledì ed il venerdì
dalle ore 10.30 allo 12.00.
Grazie
La redazione
Videofonate: nuova rubrica su
sassoferrato.tv
È crisi
profonda
Sono stato sollecitato da diversi email,pervenutemi da parte di
sassoferratesi ,ad esprimere ancora una volta la grave
preoccupazione della cittadinanza per la crisi che Sassoferrato sta
vivendo o che sembra passare quasi inosservata agli occhi
dell’amministrazione comunale e dalle forze politiche
sassoferratesi .
Mi riferisco alla crisi della Codiva , l’industria calzaturiera
piu’ importante del nostro paese e che ora ha chiuso veramente i
battenti a Sassoferrato.
Dopo la chiusura della miniera di Cabernardi ,dopo la fine del
pastificio Giacani e quella del Cementificio,ora con la chiusura
del calzaturificio Codiva siamo ripiombati in quei periodi di
crisi, con l’aggravante che allora i sacrifici si sopportavano
meglio ,adesso con il benessere acquisito le rinunce saranno piu’
pesanti.
E’ ormai certo che l’azienda si traferira’ a Poggetto di Serra
S.Abbondio ovviamente perché quel Comune avra’ offerto delle
opportunita’ convincenti.
Ma invece di attirare nuove aziende per favorire l’occupazione ,noi
lasciamo partire cosi’ senza colpo ferire quelle di casa
nostra?
Ma è una beffa bella e buona oltre al gravissimo danno economico
per la nostra cittadina.
Il calzaturificio Vainer poi Codiva era una vera gloria
sassoferratese e’ la piu’ grande fonte di occupazione ,ma non si
poteva fare proprio niente?
“ Ma perché tutto questo è avvenuto ?domanda che si pongono
dolorosamente coloro che li’ avevano il proprio posto di lavoro(190
Persone),ma se lo chiedono tutti ,sassoferratesi e non.
La verita’ è che le possibilità c’erano tutte per evitare la
delocalizzazione ,ma non si è raggiunto l’accordo : L’azienda
chiedeva all’amministrazione comunale di trasformare
urbanisticamente il complesso industriale ormai obsoleto
,impegnandosi a costruire una fabbrica di dimensioni piu’ ridotte e
piu adeguate nella zona industriale . Continue e insistenti sono
state le mie sollecitazioni perché l’amministrazione comunale si
occupasse con determinazione del problema Codiva ,ma mi è stato
risposto che ci avrebbero pensato i sindacati; mentre alle mie
richieste di convocare il consiglio comunale o non c’è stata
risposta, oppure mi è stato fatto notare che forse avremmo potuto
complicare la situazione,ma peggio di cosi’non poteva certo
andare!
Invece la convocazione del Consiglio comunale poteva rappresentare
il momento piu’ alto e giusto della”Politica “ma di quella che si
occupa seriamente di gestire al meglio la cosa pubblica ,oltre al
sostegno morale e alla solidarietà che avrebbero potuto ricevere i
dipendenti Codiva.
Anche la cittadinanza aveva il diritto di essere informata con
precisione, in fondo la chiusura del calzaturificio tocca tutti
direttamente o indirettamente.
Secondo la politica sassoferratese sembra che tutto vada bene
,invece a Sassoferrato la recessione è piu’ marcata rispetto ad
altri paesi limitrofi ,basta osservare lo spettacolo della chiusure
dei negozi in centro ,la decadenza del bellissimo inutile palazzo
degli scalzi,la mancanza di un teatro,la mancanza di un centro di
aggregazione per i giovani ,per una R.S.A nell’Ospedale incompleta
da diversi anni,un turismo che non si vuole far decollare; ma la
PRO-LOCO che fine ha fatto ?,ma che fine ha fatto l’assessore al
turismo ,che fine ha fatto l’assessore che doveva inserire nel sito
del comune i programmi turistici.Per non parlare della Viabilita’
,di importanti vie di comunicazioni che dovrebbero tirarci fuori da
questo isolamento ,visto che da soli noi non riusciamo a
risorgere.
A quando una seria programmazione per l’energia alternativa ,a
quando un progetto per la video sorveglianza per tutelare i punti
sensibili della citta’Tutte queste iniziative ed altre possono
essere avviate basta vedere i comuni vicini che sono riusciti a
realizzare queste opere a costo zero attingendo a fonti della
comunità Europea e sfruttando le leggi nazionali e regionali.
Queste sono iniziative che interessano la cittadinanza.A chi mi
dice che sono pessimista rispondo che i motivi non mancano.
Gianni Pesciarelli per la rinasciata di Sassoferrato
Re:
Prodotti agricoli, Contadini marchigiani in
azione
Infatti stavo per fargli pubblicità,
pensando che fosse bio
ma poi per fortuna mi sono accorta in tempo.....
non è importante la certificazione ufficiale
ma almeo scrivere che, seppur non ufficialmente, si tratta di
prodotti più al naturale possibile
comunque l'idea è valida!!
noemi.catena@gmail.com
Re:
Prodotti agricoli, Contadini marchigiani in
azione
Se non sono prodotti biologici è una
presa in giro...
perchè ci possono entrare di tutto e di più...
senza denominazione d'origine...
visitate invece www.mangiacomeparli.net
Saluti
Prof. Altieri
Prodotti agricoli, contadini
marchigiani in azione
Vi invito a riflettere su questa
interessante iniziativa, portata avanti da 8 aziende agricole delle
Marche.
www.ortovagando.it consegna a domicilio della frutta
e verdura fresca delle aziende del consorzio.
Saluti, Vincenzo.
Su la
Roccaccia…



In questi giorni si parla diffusamente dei lavori di pavimentazione
dell’area dei giardini della Rocca. Molti criticano le scelte
progettuali (aggiungo che non si farebbe alcuna opera senza
suscitare comunque lo scontento di qualcuno), altri la presunta
tossicità dei materiali impiegati date le forti esalazioni che
emana (pavimentazione di tipo Levocel), altri ancora la precedente
stesura di un manto di asfalto sotto la pavimentazione di
Levocel.
Io mi limito a segnalare, per lo meno a quanti non abbiano avuto
modo di vedere di persona i lavori in questione, che per la stesura
del manto di asfalto sottostante al Levocel si è fatto scempio di
quanto si è incontrato lungo tutto il tragitto. I gradini del
Teatro Perotti, il loggiato del ristorante La Rocca, le aiuole che
delimitano gli spazi verdi. Tutto è stato completamente imbrattato
di bitume per una altezza pari a circa venti centimetri.
Mi chiedo se tale scempio sia stato contestato dal direttore dei
lavori alla ditta esecutrice, se si ha intenzione di riparare o se
dovremmo tenerci così, a vita, quelle orribili macchie di bitume
sui manufatti dei giardini e sui muri del teatro e del
ristorante.
Di sicuro i diretti interessati penseranno che, con questo mio atto
di denuncia, voglia attaccare in qualche modo le loro persone. In
realtà vorrei solo che quel patrimonio, quali sono i giardini della
Rocca, con i lavori fatti migliori invece di peggiorare.
Mosè Boldrini
Giù la
ripa de’ La Pace…



Aprile, tempo di asparagi. Durante una scarpinata sotto “la ripa
de’ La Pace” verso i fabbricati del compianto calzaturificio, in
cerca di asparagi. In corrispondenza di due cancelli della
recinzione del sovrastante convento è stata riversata lungo la
scarpata una quantità di rifiuti. Alla faccia della
differenziazione! C’è di tutto, buste di plastica, bombolette
spray, reti di letti, rifiuti edilizi e quanto altro. Complimenti
vivissimi ai nuovi Barbari e grazie di cuore.
Mosè Boldrini
Ancora su Piazzale
Oliva
Sempre a proposito della via che, da Piazzale Car. Oliva, con una
piccola salita porta alla Rocca, abbiamo constatato che all'inizio
di quella via ci sono degli enormi cubi di cemento che, a nostro
avviso possono essere rimossi solo usando dei mezzi meccanici
appositi.Tali cubi di cemento ,pensiamo siano stati messi per
impedire il traffico delle auto,ma oltre alla bruttura,oltre
all'abbondanza di questa "transennatura", a qualcuno dell'ufficio
tecnico è venuto in mente che oltre quei blocchi di cemento esiste
un frequentatissimo ristorante? Se, malauguratamente dovesse
sentirsi male qualche persona all'interno del ristorante o qualche
bambino dovesse farsi male, l'ambulanza per gli eventuali soccorsi
cosa dovrebbe fare? Visto che le nostre ambulanze viaggiano su
ruote e non sono elicotteri, non sarebbe bene provvedere a
sistenìmare in modo più idoneo la linea "Maginot" attuale con un
sistema che eventualmente possa permettere il passaggio dei
soccorsi?Speriamo in bene, altrimenti faremo intervenire le
autorità competenti, anche a "RISCHIO" come qualcuno paventa, di
essere denunciati.SIC ed ancora SIC.
La DESTRA SASSOFERRATO
Sassoferrato: ancora ritardi
dei traghetti
Un turista in attesa al molo.
La
fontana del Parco della Rocca di
Albornoz
C'era il sospetto che l'acqua a Sassoferrato avesse un elevato
tenore di calcare; ora ne abbiamo la certezza.
Serse Fiori
Gita
del primo maggio
Il cassonetto del "grigio",
formato magnum, di via Leopardi
Girando in auto mi è balenata in testa l'idea di vedere quanti
cassonetti di "indifferenzato" (grigio) ci sono in giro per
Sassoferrato. Gira che ti rigira ho trovato il primo vicino ad un
supermercato, necessario per lo smaltimento degli imballaggi, il
secondo in uso alle scuole medie ed elementari, un altro cassonetto
avanti alla casa del vicesindaco per comodità proprie, altri
cassonetti avanti ad altre attività commerciali. In definitiva ne
ho trovati molto pochi e tutti strettamente necessari per le
attività commerciali. Una fortuna, giacché il grigio va smaltito in
discarica o in inceneritore.
Anselmo Verdini
Info dal
PD di Sassoferrato
Per ulteriore informazione, desidero comunicare che in
occasione dell'ultimo Consiglio Comunale (28 aprile 2008), ho
potuto formulare, a nome del Partito Democratico, alcune
interrogazioni e considerazioni che hanno riguardato le
problematiche relative ai lavori nell'area della Rocca, del
Parco della Rimembranza e della piazza del Castello. Precisamente
ho cercato di evidenziare cha alcuni lavori avrebbero meritato una
maggiore cura ed attenzione, come d'altronde dovrebbe sempre
essere. Ho chiesto all'amministrazione di attivarsi per
il restauro delle due Bolle Papali ai lati dell'arco che
chiude piazza Matteotti sul lato verso la Rocca.
Inoltre, ho chiesto all'Amministrazione di acquistare alcune
copie della Costituzione della Repubblica (idea suggerita a suo
tempo dal Prof. Piero Ippoliti) per farne dono agli
studenti del Liceo e della III Media. Di valutare la
possibilità di creare iniziative tese a far conoscere meglio questo
pilastro della Repubblica. Per altro, l'assessore Censi ha dettto
che un'iniziativa in tal senso, era già stata effettuata
insieme al Consiglio Comunale dei Ragazzi.
Massimo Bardelli
Gruppo consigliare Partito Democratico.
Ottima
presa di posizione del nostro sindaco Luigi Rinaldi
Il comitato tutela ambiente apprezza la condotta del
sindaco Luigi Rinaldi, coerente a quel processo di partecipazione
democratica avviato dal comitato a difesa della salute pubblica e a
tutela del nostro territorio: in occasione della prima seduta della
commisione provinciale svoltasi il 28 aprile per discutere della
paventata realizzazione dell’inceneritore RITRAMA il sindaco,
intervenuto assieme ad una delegazione del comitato, ha dimostrato
di sapere interpretare il sentimento di preoccupazione della
cittadinanza di fronte ad un progetto che, se attuato,
modificherebbe in maniera drammatica il territorio sassoferratese e
con esso la qualità della vita dei suoi abitanti.
Nell’attesa della oramai certa presentazione del nuovo progetto ci
auguriamo che i nostri rappresentanti comunali e provinciali
vogliano essere artefici di un circolo virtuoso, iniziato con la
raccolta differenziata nel nostro ed in altri comuni che, a nostro
parere, non può incontrare sulla stessa strada un impianto di
incenerimento come quello in questione, emblema di cattiva
progettazione industriale e fallimento di una scienza indegna di
tale nome.
Il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato
Dal CTA
un grazie a La Destra di Sassoferrato
Il Comitato
tutela Ambiente di Sassoferrato ringrazia, a nome di tutti i suoi
iscritti, La Destra di Sassoferrato per l'iniziativa di denuncia
intrapresa a proposito dell'asfaltatura dei piazzali e delle vie
del Parco della Rocca. Il CTA auspica che a Sassoferrato, a
prescindere dai colori ed orientamente politici, si ritorni al
positivo uso di quella coscienza critica per troppo tempo
dimenticata o mal gestita.
Il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato
Asfaltatura Rocca
Questa mattina 27 aprile ci siamo accorti che la sostanza servita
per catalizzare il breccino sulla strada che immette alla Rocca è
defluito all'interno di un tombino, vista la scheda tecnica del
materiale usato che, recitava, "qualora il materiale fosse defluito
in corsi d'acqua o nelle fogne avvisare subito le autorutà ecc
ecc".Subito sono state allertate le autorità del posto ovvero i
Carabinieri e la Polizia Municipale, i quali si sono subito
attivati per informare i loro superiori:alle 18 di questa sera
tutto era ancora come lasciato al mattino;ovvero l'inerzia più
assoluta.Così, tanto per non sbagliare, sono stati chiamati i
Vigili del Fuoco, i quali con la solerzia che li contraddistingue
si sono recati sul posto ed hanno constatato quanto di anomalo si
era verificato.I vigili del Fuoco hanno sparso della sabbia in modo
tale che eventuali precipitazioni meteoriche non procurassero danni
ulteriori alle fognature. Apprendiamo solo adesso che alle ore22,00
operai della ditta esecutrice dei lavori hanno ripulito il pozzetto
nel quale era refluito il materiale servito per fissare il
breccino.
Il nostro apprezzamento per i CC, per la Polizia Municipale, per la
ASL e soprattutto per i vigili del Fuoco che hanno fatto risolvere
con celerità quanto non andava bene.
Il nostro apprezzamento non è certo per il direttore dei lavori che
avrebbe dovuto vigilare ed accorgersi che qualche cosa non
andava.
La DESTRA SASSOFERRATO
Cari cittadini,
noto, purtroppo, con profondo rammarico, che dopo 3 anni dalle
vicende dell’installazione di una Stazione Radio Base di
telefonia mobile al Colle di Sassoferrato, la metodologia di fare
politica da parte dei rappresentanti delle istituzioni da noi
democraticamente eletti non cambia nella sostanza.
Noi di località Colle, dopo 10 mesi di civilissimi incontri con
l’Amministrazione locale, per poter portare le nostre istanze in un
consiglio comunale da cui ne scaturisse una votazione in merito,
abbiamo dovuto intraprendere un genere di lotta estremo di cui,
credo, ancora buona parte della cittadinanza ne conservi memoria,
nato dalla disperazione del senso di impotenza generato
dall’atteggiamento incurante della suddetta istituzione.
Durante quella votazione, il consiglio comunale all’unanimità votò,
come richiesto dal comitato Trasparenza Cittadina, a favore della
realizzazione di un Piano di Settore, volto a risolvere la
questione dell’eccessiva vicinanza dei ripetitori (di qualsiasi
genere) alle abitazioni, in ottemperanza al principio di cautela
espresso dalla legge regionale in merito.
Il comitato al tempo protocollò un piano di settore (valore circa
15.000 €)
da esso commissionato ad un esperto di alto livello nel settore
delle telecomucazioni, il quale, ci fu assicurato, sarebbe stato
tenuto in considerazione nella stesura del futuro Piano di Settore
da parte dell’Amministrazione Comunale.
Il piano di settore consegnato dal comitato ottenne il plauso delle
compagnie interessate Vodafone e Wind, poiché, oltre a mettere in
sicurezza certa la cittadinanza, ampliava di un fattore 3 volte
superiore il bacino di utenza delle compagnie ed avrebbe
permesso, addirittura, la creazione di una rete regionale
(questione positivamente discussa anche in sede di Giunta
Provinciale dal comitato Trasparenza Cittadina), la quale avrebbe
ridotto, a parità di copertura del servizio, enormemente il numero
di ripetitori di qualsiasi tipologia (tv, radio, telefonia, banda
larga senza fili e così via).
Sarebbe come se alla Ritrama proponessimo di triplicare il
volume del ricavato, sostituendo l’inceneritore con altre
tecnologie molto più sicure.
La regione Marche sarebbe stata l’avanguardia di un nuovo sistema
di geografia distributiva della rete del settore
elettromagnetico.
Il Piano di Settore, denominato dall’Amministrazione, Piano di Rete
(il concetto non cambia), fu presentato nella Conferenza di Servizi
del 3 agosto 2006.
Questo piano non risolve minimamente la questione, è inattuabile,
poiché totalmente inefficiente e fatto con un dilettantismo
sconvolgente (speriamo bene per la differenziata).
Il nostro piano di settore (del quale se ne parlò per mesi
sulle pagine del Corriere Adriatico e non solo) non è stato né
letto né vagliato, poiché, ad un incontro tra il sottoscritto
(insieme al tecnico che lo ha redatto) con il vicesindaco
Sebastianelli, l’assessore Panetti e l’assessore Bergamante
(dicembre 2006), essi dichiararono di non essere a conoscenza dei
contenuti del suddetto piano ed il nostro tecnico lo rispiegò
sintetizzando graficamente e lasciando materiale didattico
informatico in merito.
I presenti alla riunione ci riferirono che il loro Piano di Rete lo
stilarono gli assessori: dott. in fisica Dennis Censi e dott. in
ingegneria elettronica Ugo Pesciarelli, con la consulenza della
dott.ssa in fisica Lombardi responsabile dell’ARPAM .
Ho citato in estrema sintesi la precedente lotta di un comitato,
poiché, lo ribadisco, vedo lo stesso tipo di logiche
comportamentali da parte di chi ci dovrebbe ascoltare e
tutelare.
Speriamo vivamente ci venga risparmiata, in futuro, tutta l’enorme
e stressante energia psico-fisica costata al precedente comitato, a
causa del senso d’impotenza istituzionale che vediamo ancora
aleggiare in questo territorio.
Goffredo
Bellocchi
Esposto de La Destra di
Sassoferrato

Questa mattina gli esponenti del partito La Destra di Sassoferrato
hanno allertato le autorità competenti, ovvero, polizia municipale,
carabinieri, ASUR ed ARPAM al fine di verificare il tipo di
asfaltatura usato per incollare il breccino che da piazzale
Cardinale Oliva porta alla Rocca. Infatti detto materiale
catalizzante è fortemente maleodorante; ciò posto, le autorità che
sono intervenute dovranno accertare se i prodotti usati per tale
lavoro hanno valenza di tossicità o sono materiali ecologici. Si dà
atto alla premura della polizia municipale e del comando della
stazione dei carabinieri di Sassoferrato per il celere intervento
sul luogo. Non altrettanto si può dire dell'ufficio tecnico del
Comune di Sassoferrato, il quale non è riuscito a reperire un
responsabile che potesse esibire la scheda tecnica del prodotto;
detta scheda, infatti, è stata prodotta per fax al comando di
polizia urbana dalla ditta esecutrice dei lavori.
Un esposto è già stato inviato al sindaco del Comune di
Sassoferrato ed all'ASUR, dipartimento di prevenzione.
26 aprile 2008
La Destra di Sassoferrato
L’inganno
dell’inceneritore.
Mentono sapendo di
mentire!
Come possiamo credere che un inceneritore venga alimentato con gli
scarti di produzione di una sola azienda, anche se questa
concentrasse lì i rifiuti dei vari stabilimenti che possiede:
sappiamo che un impianto del genere deve bruciare centinaia di
tonnellate di ‘combustibile’ al giorno e dove li prenderanno tutti
questi rifiuti?
Oltretutto il fatto di dichiarare di voler utilizzare i propri
scarti è un’ammissione di inefficienza e di pessima gestione
industriale del ciclo produttivo… e questa è proprio la candida
confessione della ditta interessata!
Sembra quindi lecito pensare che saranno utilizzati i materiali ed
i rifiuti urbani e speciali di qualsiasi provenienza (vedere a tal
riguardo l’esemplare caso dell’inceneritore di Brescia, oppure di
Terni) realizzando ad un proficuo commercio i cui proventi verranno
intascati dai proprietari ed invece i danni ‘scaricati’ sulla
popolazione della zona.
Semplicemente l’operazione è un business generato dalle note
vicende italiane e ad una legislazione in cui ‘furbescamente’ sono
state inserite parole e frasi ambigue e fuorvianti, funzionali agli
interessi di gruppi industriali e lobbies del settore: vedasi CIP6,
certificati verdi, ecc… sommando a tutto questo la pubblica
inefficienza nella gestione del problema rifiuti (e di tante altre
cose!) hanno fiutato l’affare... semplicemente questo!
I danni ambientali saranno devastanti, quelli alla salute non meno
drammatici: ricordiamoci l’accorato appello della Prof. Gentilini
nonché gli studi del Prof. Tomatis e di tanti altri studiosi veri e
seri, non quelli imbeccati se non addirittura assoldati dalle
industrie e multinazionali interessate.
I danni economici invece già ci sono: stiamo pagando da anni una
tassa, attraverso la bolletta dell’Enel, per finanziare questi
impianti, che unico caso al mondo, in Italia sono assimilati agli
impianti di produzione da energia rinnovabile; anzi il danno è
doppio perché la Comunità Europea ha posto sotto procedimento di
infrazione l’Italia per queste vicende e si prevede ci saranno
sanzioni pesanti.
Dei danni alla salute è quasi superfluo parlarne, tutti sanno che
la combustione produce diossine (pcb) ed altre sostanze
notoriamente cancerogene, leggetevi al riguardo il seguente
documento:
IMPACTS OF DIOXIN EMISSIONS FROM THE SHINKAMPO INCINERATOR TO THE
UNITED STATES NAVAL AIR FACILITY AT ATSUGI, JAPAN.
oppure altri documenti dell’US EPA (United States Environmental
Protection Agency): non c’è che l’imbarazzo della scelta, nella
rete si trovano migliaia di documenti di istituti, scienziati e
ricercatori che puntano il dito sulle conseguenze sanitarie
all’esposizione a tali sostanze e a tutte quelle prodotte da simili
impianti (leggi polveri sottili, ecc..).
Nella specifica situazione di Sassoferrato, anche un profano
capisce che siamo nel peggior posto possibile per installare un
inceneritore:
a) la conformazione orografica è nettamente sfavorevole essendo il
sito in una conca chiusa da tutti i lati da rilievi montuosi e
collinosi;
b) i venti dominanti soprattutto primaverili ed estivi spirano da
sud verso nord per gran parte dell’anno spingendo le polluzioni
direttamente sul centro abitato!
c) nella zona e nell’immediato circondario vi sono le captazioni
dell’acqua di acquedotti che alimentano una grande estensione di
territorio a valle e nel resto della provincia
d) vi sono attività economiche primarie che verrebbero danneggiate
molto seriamente dalle emissioni, ne cito solo alcune: attività
agricole e di allevamento, turistiche (non dimentichiamo che a
pochissimi km ci sono le grotte di Frasassi e l’area archeologica
di Sentinum è ad un tiro di schioppo!), imbottigliamento acque
(Motette, San Cassiano, San Vittore)
e) nel sito, oltre che all’interno dello stabilimento stesso, sono
già insediate numerose aziende manifatturiere: quindi a poche
decine di metri dall’impianto vivono per gran parte della giornata
centinaia di operai, impiegati, lavoratori che saranno esposti più
di altri alle emissioni ed al pericolo di sviluppare tumori,
neoplasie, malattie respiratorie, ecc…
Inoltre molte altre attività minori, anche di tipo amatoriale, ma
per questo non meno importanti per la vita del paese, verranno
definitivamente azzerate; penso a quanti, con grande piacere,
vagano per il monte di Santa Croce alla ricerca di asparagi, di
funghi, penso ai cacciatori, ai ‘cinghialari’… o agli ‘ortolani’
del vallato: come potranno mangiarsi le zucchine o i pomodori alla
diossina?
Detto questo mi sembra che questa scellerata proposta possa venire
tranquillamente archiviata se vivessimo in un paese di persone e
soprattutto di amministratori e politici intelligenti e capaci, ma
così purtroppo non è, per cui sarà necessario combattere una
battaglia né facile né breve.
Sono già in circolazione gli personaggi che, blanditi da illusorie
ricadute economiche personali, si affannano a cercare di
tranquillizzare la popolazione sui rischi cui verrebbe esposta, ma
si sa ci si vende anche per soli trenta denari! Questa gente
baratta la salute dei propri figli e nipoti per un piatto di ceci
(…per di più avvelenati!).
Ebbene è necessario stanare ed isolare moralmente, oltre che
fisicamente, costoro: tra questi ci sono alcuni dipendenti, per
fortuna non molti, della ditta e loro famigliari, ci sono poi
modesti imprenditori, professionisti e azzeccagarbugli sfigati,
teste d'uovo (pelate) che si sono imbarcati nell’impresa sentendo
odore di quattrini… sempre quelli! (e…. dagli all’untore!).
Saluti
Ing. Carlo Alessandrelli
SASSOFERRATO: ANCORA NON SI
PARLA DELL'INCENERITORE NELL'ORDINE DEL GIORNO!!!!!! I CITTADINI
MANIFESTANO IL LORO DISSENSO Sei invitato al Consiglio
Comunale di Sassoferrato che si terrà lunedì 28/04/2008, alle ore
18.00. La cittadinanza è stanca. Nei tre consigli comunali svoltisi
dopo la presentazione del primo progetto di incenerimento da parte
dell'azienda privata Ritrama non si è mai parlato del problema.
Nell'imminenza della ripresentazione del progetto ancora non se ne
parla!!! Nonostante le ripetute richieste del Comitato Tutela
Ambiente di mettere al voto la questione e nonostante siano già
state consegnate oltre 3400 firme dei cittadini contrari
all'impianto d'incenerimento, nessuno ha avuto "gli attributi" per
inserire l'argomento nell'ordine del giorno del consiglio comunale.
Basta !!! Non è possibile che la cittadinanza non venga mai tenuta
in considerazione!!! La cittadinanza deve presenziare al prossimo
consiglio comunale. Bisogna far capire ai componenti il consiglio
che sono stati eletti dai cittadini e che se vogliono continuare a
rappresentarli devono ascoltare la voce dei VERI DATORI DI
LAVORO!!! Diffondi la notizia e, soprattutto, accorriamo numerosi.
Saremo lì a manifestare pacificamente il nostro dissenso.
Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato
Fatti e
rifatti/2. La punizione.
Oggi pomeriggio, dopo aver pubblicato il post "Fatti e rifatti:
salta il selciato in via Montecavallo", ho spaccato una gomma
della mia auto sul selciato di via Montecavallo.
I Numi mi sono stati avversi...
Giovedì 24 aprile 2008
Luigi Garofoli
Raccolta
differenziata di fine elezioni
Che bell'esempio
d'inciviltà da dare ai bambini e ragazzi che tornano a scuola dopo
le "vacanze" per le elezioni...
CARTA NEL GRIGIO!
A/C
Fatti e rifatti: salta il
selciato in via Montecavallo





A distanza di 2 o 3 anni dalla ristrutturazione ecco come si
presenta via Montecavallo...
Luigi Garofoli
Il
Consiglio Provinciale prende tempo sull'inceneritore della
ritrama.
In Consiglio Provinciale è stato discusso un
ordine del giorno proposto dai quattro Gruppi Consiliari della
Sinistra Arcobaleno tendente a dare un giudizio politico negativo
sull'istallazione dell'impianto di co-incenerimento presso la ditta
Ritrama di Sassoferrato. Considerato che questo ordine del giorno è
stato presentato da oltre tre mesi e vista l'importanza che la
problematica ha assunto nei riguardi della popolazione interessata
è stato chiesto in sede di Conferenza dei Capigruppo
l'anticipazione della discussione al Consiglio odierno.
Dopo un dibattito di oltre tre ore il Partito Democratico con
motivazioni aleatorie ha chiesto il rinvio della votazione per
portare la discussione in sede di commissione consiliare. Il rinvio
è passato a maggioranza grazie anche all'apporto determinante dei
voti del Pdl. I Gruppi della Sinistra Arcobaleno che volevano
approvare il documento proposto hanno immediatamente abbandonato
l'aula dopo essersi opposti invano al rinvio. Allo stato attuale
continuerà l'impegno dei Partiti che hanno proposto l'ordine del
giorno che già da ora garantiscono l'appoggio e la solidarietà ai
cittadini e ai comitati costituitisi per evitare la realizzazione
di un impianto così dannoso per la salute, per la collettività, per
l'ambiente e il territorio. Oltre alle negatività che tale impianto
porterebbe all'attività turistica, culturale, abitativa e
all'economia di un territorio montano naturalisticamente così
importante. Rimane comunque l'amarezza che gran parte del consiglio
provinciale (esclusi PRC, PdCI, SD e Verdi) ha rinunciato ad
esprimere un giudizio politico sulla vicenda senza alcuna
intenzione di inficiare il procedimento amministrativo tecnico che
è di competenza di altri. Speriamo che questo giudizio di
contrarietà all'impianto possa essere espresso dal Consiglio
Provinciale quanto prima.
I Gruppi Consiliari de "La Sinistra -
L'Arcobaleno"
Due allarmanti/allarmate
e-mail
Pubblichiamo qui di seguito due e-mail che
ci sono pervenute; i mittenti sono stati omessi.
La redazione è a disposizione di chi ne volesse verificare
l'autenticità.
Salve,
Qualche settimana fa mi sono trovato a passare nel vostro bel
territorio e ho visto un luogo dove raccoglievano firme contro la
realizzazione di un termovalorizzatore.
Poichè ho trovato una casa a Montelago che fa proprio al mio caso
per viverci e lavorarci, vorrei avere notizie più precise in
merito.
I lavori di costruzione stanno per iniziare oppure le 'carte sono
ancora da giocare?'.
Non ho trovato molto in internet a parte il Vs. sito ricco di foto
e dati.
Potete darmi una risposta?
Grazie e cordiali saluti
Salve,
scusate se sbuco dal nulla facendo domande...
Sono da 2 anni a Fabriano e sono in trattativa per l'acquisto di
una abitazione in via col della noce a Sassoferrato, proprio vicino
alla zona industriale. Oggi sono venuta a conoscenza di questo
progetto per l'inceneritore e sono terrorizzata. Non so esattamente
di cosa si tratta e dove verrebbe costruito. Il mio sogno era di
comprare una casa in campagna con un po' di terra a costo di tanti
sacrifici e ora ho paura di ritrovarmi con l'incubo
dell'inceneritore in giardino...
Potreste darmi qualche informazione in pìù? Vi prego di afrmi
sapere, sono ancora in tempo a rinunciare, preferisco perdere 2.000
euro che la salute...
Grazie dell'aiuto
La grande
incompiuta del 2008
Negli anni 60 nel territorio di
sassoferrato per lo svago, per il trattenimento e per la cultura
esistevano numerose strutture :il Cinema-Teatro Comunale ,il
teatrino Perotti ,il cinema Parrocchiale del Borgo ,il teatrino di
Cabernardi e quello di Catobagli ,le sale danzanti di Venatura e di
Radicosa,oggi è praticabile soltanto il Teatrino di
Cabernardi.
Certo erano tempi migliori ed è inutile soffrire di nostalgia,ma è
evidente l’impoverimento del nostro paese anche dal punto di vista
dello spirito di aggregazione ,ora prevalgono l’isolamento e
l’apatia.
Il tipo di evoluzione che ha subito la nostra società è certamente
il primo responsabile dello spegnersi di questi interessi culturali
,sociali ricreativi ,ma bisogna riconoscere che anche da parte di
chi ha amministrato negli ultimi tempi non c’è stata nessuna
attenzione per cercare di mantenere vivo lo spirito di questo
paese.
Ora assistiamo ,e mi ripeto volentieri purtroppo ,alla ben fatta
ristrutturazione di antichi palazzi che rimangono però vuoti
fantasmi(Vedi palazzo degli scalzi)
Sta per essere riaperta dopo 35 anni la sala cinematografica
ubicata all’interno dell’edificio scolastico di via la Valle ,ma
non potrà funzionare come Teatro:una vera mutilazione del glorioso
Cinema-Teatro che ha ospitato la rappresentazione di importanti
opere Liriche ;i mitici veglioni danzanti fino ai divertenti
spettacoli in dialetto realizzati dagli alunni delle scuole.
Il nostro teatro ha visto anche incontri di Pugilato ,l’esibizione
del cantagiro e feste di carattere spiccatamente sociale .Mi sento
di dover esprimere la delusione dei sassoferratesi che da tempo
immemorabile aspettano la restituzione anche del Teatro .
Con i suoi oltre 300 posti a sedere può essere utilizzato anche per
rappresentazioni teatrali di prima e seconda fascia con compagnie a
livello nazionale.
Cosi’ anche Sassoferrato avrebbe il suo Teatro come tutti i paesi
limitrofi ,mentre con il binomio Cinema –Teatro contribuirebbe a
rendere la struttura autosufficiente economicamente.Voglio
ricordare che negli ultimi anni sono stati ristrutturati nelle
Marche 50 teatri che sommati agli altri preesistenti ci portano ad
un totale di 120 teatri nella nostra regione.
Ma sono convinto che l’ostacolo principale alla realizzazione di
questa opera come era nel desiderio dei sassoferratesi non è stata
la mancanza dei denari,bensi’ l’errata e radicata convinzione che a
Sassoferrato non serve un teatro.
Io sono invece fermamente convinto dell’opinione che non si riesca
a capire che proprio queste strutture servono a smuovere l’animo
delle persone creando le occasioni giuste per assistere a
spettacoli appaganti e interessanti ,per incontrarsi per riscoprire
quel sano gusto della vita che non può venire soltanto da strade
asfaltate e strutture cementizie .Aprire il Cinema e non il Teatro
contemporaneamente è una sconfitta dopo 35 anni del popolo
sassoferratese .Per il Teatro mancano tutte le attrezzature
sceniche i corpi illuminanti e l’arredo dei camerini .
Giovanni Pesciarelli per la rinascita di
Sassoferrato
Materie prime e
riciclaggio nella nuova Classe C.
Chi lavora con la natura, lavora per lei: le materie prime naturali
giocano un ruolo fondamentale nella produzione dei rivestimenti dei
sedili della nuova Classe C berlina. Questi rivestimenti consistono
infatti per il 15% di pura lana di pecora: il risultato è un
migliore assorbimento dell'umidità e un positiva climatizzazione
del sedile. Ma quello che conta soprattutto è che attraverso
l'utilizzo di materie prime rinnovabili si riduce il consumo di
risorse fossili come carbone, gas naturale e petrolio. E non solo:
in caso di sfruttamento energetico, i materiali naturali presentano
un bilancio di CO2 praticamente neutro, in quanto nell'aria viene
liberata la stessa quantità di anidride carbonica che è stata
assorbita dalle piante durante la loro crescita.
La nuova Classe C berlina è stata costruita pensando al futuro
riutilizzo delle sue parti, in modo da evitare gli scarti e
promuovere il recupero e il riciclaggio dell'auto e dei suoi
componenti. Nel processo di riciclaggio della nuova Classe C, i
veicoli da rottamare vengono preparati e smontati, inviando singoli
componenti al riciclaggio a seconda dei materiali, effettuando una
cernita dei metalli e trattando i residui non metallici
separatamente. Ma la nostra responsabilità verso il prodotto è
valida anche nella rete di concessionari: attraverso il sistema di
riciclaggio MeRSy per rifiuti di officina, ricambi da rottamare e
parti sostituite in garanzia, come pure materiali di imballaggio.
Del resto, le Mercedes sono sempre state esemplari nella tecnica;
un ottimo motivo per esserlo anche nella tutela ambientale
Articolo tratto da www.mercedes-benz.ch
Si può fare, basta volerlo !!!
Non sono un socio Mercedes né un venditore di auto, ma mi piace
sottolineare quando una ditta guarda non solo al presente ma anche
al futuro, questo significa sviluppo sostenibile.
Con fiducia, Gianluca Sabbatini.
Lettera al dott. Montanari -
Elezioni politiche 2008
Caro Dott. Montanari,
le comunico i risultati elettorali nel mio paese: Sassoferrato
(AN).
Qui abbiamo in corso una battaglia contro un inceneritore, che
un'industria vuol fabbricare per proprio tornaconto.
Ci siamo avvalsi, oltre dell'intervento del prof. Connet e della
dottoressa Gentilini, principalmente dei suoi dati in merito alle
nano patologie.
Il risultato, nonostante la pressoché totale assenza di pubblicità
elettorale, è stato nettamente SUPERIORE ALLA MEDIA NAZIONALE,
avendo raggiunto una percentuale al senato pari ad 1,05% (45 voti
su 4308) ed alla camera 1.12% (52 voti su 4641).
Personalmente la incito a proseguire nella sua campagna a favore di
una crescita della società italiana, per una transizione da sudditi
(soggetti passivi) a cittadini (soggetti
attivi) responsabili dei suoi componenti.
Purtroppo l'organizzazione della società su base mediatica,
non consente ancora una chiara visione d'insieme da parte degli
individui e gli sponsor prevalgono sul bene comune.
Nell'era della politica spettacolo, soltanto una determinata
categoria di individui viene selezionata ed è una selezione verso
il basso e non verso l'alto, come l'ecosistema pretenderebbe,
quindi è il probabile sintomo di una decadenza del genere umano,
che rischia di raggiungere, ormai, i livelli più prossimi
ad una specie in estinzione che noi, nel nostro piccolo delle
lotte territoriali, cerchiamo di impedire.
Saremmo felici se anche in futuro ci sostenesse nella nostra
lotta e non si lasciasse demoralizzare da questi più che
prevedibili risultati in quanto numero, ma che determinano,
comunque, l'aumento dell'interesse di molti di noi al bene
comune.
Mando un saluto particolare a Fernando Rossi ed a Monia
Benini, con cui ho avuto modo di condurre una conferenza nella
città di Pergola (PS) al suo ritorno dalla Palestina.
Certo che lavoreremo ancora insieme in futuro, le porgo i più
cordiali e sentiti saluti.
Dott. Bellocchi Goffredo (aderente al Comitato Tutela
Ambiente di Sassoferrato)
Cara
Letizia,
sai che molti di coloro che da anni si occupano di politica in
questa zona non sanno neanche accendere un computer?
Leggono fiduciosi articoli sul Messaggero; qualche notiziario TV
completa il loro mondo.
Reporter sans frontières ha pubblicato recentemente una classifica
sulla libertà di stampa: l'ITALIA risulta al 40° posto dopo Cile,
Ecuador, Namibia, Corea del Nord.
I telegiornali hanno dato la notizia, questi signori ci avranno
senz'altro creduto.
Caterina Prato
In
risposta a S.D.
AMEN
P.s. Ti sei dimenticato/a di aggiungere che Emilio Fede è l'ultimo
vero paladino della libera informazione e che George W. Bush,
illuminato da Dio, esporta gratuitamente la democrazia in giro per
il mondo.
Con affetto
Luca Antonelli
In riferimento
all’articolo del sig. S.D. vorrei precisare alcune
cose:
- i così detti spauriti informatori che il signore cita sono
degli illustri scienziati che documentano ciò che dicono;
- non esistono inceneritori ad emissioni zero (gas e
polveri);
- ogni cosa che brucia produce diossina (vale anche per gli
“inceneritori di ultima generazione”).
Sono fiera di far parte del comitato tutela ambiente che in questo
momento sostiene la battaglia contro la costruzione
dell’inceneritore, non per il gusto di dire NO, ma per difendere il
diritto di ogni persona di abitare in un ambiente sano con aria
respirabile.
Vorrei invitarla a documentare l’affermazione che -Un inceneritore
come quello che verrà costruito a Sassoferrato inquinerà come
un'automobile in più in giro per il paese – mi permetta di
dirle che sembra un pensiero azzardato.
A CARATTERI CUBITALI, DICO A LEI, CHE IL MONDO STA
CAMBIANDO!!!
Bruciare è una pratica vecchia! Tutto il mondo sta facendo
dietrofront, i rifiuti non si bruciano, si differenziano! Mai
sentito parlare di RIFIUTI ZERO?
Il nostro paese si trova in questo stato proprio perché è popolato
da persone che parlano senza sapere cosa dicono, imboccati
dalle informazioni che qualcun altro si preoccupa di far
arrivare!
P.s. le consiglio di leggere quanto detto dall’Unione europea a
proposito dell’inceneritore Asm di Brescia
M. Letizia Rossetti
Riceviamo e
pubblichiamo...
Vorrei esprimere un mio parere, peraltro condiviso dalla maggior
parte dei cittadini italiani e dai partiti politici, riguardo la
questione inceneritori. Sono sotto gli occhi di tutti le montagne
di rifiuti della Campania e la quantità di discariche abusive
sparse per tutto il territorio nazionale. I giornali ed i
telegiornali continuamente ci rassicurano sulla sicurezza degli
inceneritori, oramai ad emissione zero di gas e polveri. La
diossina negli inceneritori di ultima generazione non viene
prodotta (o prodotta in dosi irrilevanti) ed i filtri più moderni
sono in grado di fermare qualsiasi particella dannosa alla salute.
Bruciando rifiuti, oltre che a far scomparire queste montagne di
immondezza, si genera acqua calda e corrente elettrica, che può
essere utilizzata dai fortunati abitanti della zona. Perchè,
ancora, comitati di paese e sparuti disinformati continuano a dire
NO? Oramai è diventata una moda: NO alla TAV, NO al ponte di
Messina, NO agli inceneritori, NO a questo o a quell'altro. In
tutto il mondo si costruiscono inceneritori, anche nei centri
abitati. A Brescia, per esempio, un inceneritore di ultima
generazione dà un grande contributo al risparmio energetico dei
cittadini. A Sassoferrato un comitato di cittadini sta dando
battaglia ad una ditta privata che vuole costruire il suo
inceneritore. Se esistono delle leggi che lo permettono (e lo
incentivano - vedi CIP6), perchè si fanno sempre queste battaglie?
E i posti di lavoro? Se sono ben informato, qui a Sassoferrato si
creeranno ben 10 nuovi posti di lavoro, che non sono pochi, visto
la crisi. Svegliatevi antinceneritoristi! Il mondo sta cambiando!
Non potete dire sempre di no a tutto! Guardate come avete ridotto
il nostro paese! Un inceneritore come quello che verrà costruito a
Sassoferrato inquinerà come un'automobile in più in giro per il
paese. E poi di che vi lamentate, casomai, vi ho visto mentre
fumate le vostre sigarette!
S.D.
Lorenzo
Tomatis
Forse sono cose gia' conosciute ma....
Il dr. Enzo Tomatis, citato sul manifesto del comitato Tutela
Ambiente è nato precisamente
a Cabernardi e ancora più precisamente sulla cosiddetta "casa del
direttore."
Questa casa è sulle alture di Cabernardi tra il Doglio e il
Canterino.
Tomatis ha avuto incarichi europei molto importanti (Francia) per
la lotta ai tumori.
Più di 24-25 anni fa in una rivista gratuita che arrivava ai medici
ci fu una copertina a lui dedicata dove appresi questi
particolari.
Era fiero di essere nato a Cabernardi anche se se ne andò a pochi
mesi di vita.
Era figlio del direttore della miniera del '29.
Mi risulta che sia lui che un suo fratello siano stato anni fa in
visita nelle zone e al Canterino dove esiste una via Tomatis.
Saluti
Rodolfo Varani
Raccolta differenziata in via
Leopardi e in via Rossini
Situazione disperata della
raccolta differenziata di Sassoferrato ed articolo del
Corriere Adriatico sui futuri controlli ad Arcevia


Rifiuti, partono i controlli
ARCEVIA
- Non decolla il nuovo servizio di raccolta domiciliare dei
rifiuti. Dopo oramai tre mesi dalla sua attivazione il sistema non
sta dando ancora i risultati sperati anche se a dire il vero la
percentuale della raccolta differenziata sta registrando riscontri
incoraggianti. Ci si lamenta per la lentezza del soggetto gestore
la Cir 33 nel recepire le varie problematiche che affiorano
quotidianamente. La cittadina montana non può chiaramente
affrontare la prossima stagione estiva in questa situazione, con i
sacchetti dei rifiuti che rimangono per troppi giorni accatastati
prima di essere raccolti. Ci sono oggettivamente anche
responsabilità da parte dell'utenza, che non sempre rispetta le
regole raccomandate. Cominceremo - dice l’assessore Bomprezzi - a
fare controlli per fermare comportamenti scorretti e dannosi per
l'intera collettività. Un impegno che va portato avanti insieme
all'obbligo per gli incaricati della raccolta di passare con più
frequenza.
Renato Alberti
La
nostra Costituzione e l'educazione tecnica
Ho letto con piacere ed interesse l'articolo relativo all'idea di
distribuire il testo della nostra Costituzione nelle scuole. Il
problema che si pone, molto spesso, è che i libri non vengono
letti. Ad esempio sono sicuro che l'Art.32 non sia conosciuto da
molti. Mi sembra opportuno riportarlo per intero: "La Repubblica
tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e
l'interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli
indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato
trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge
non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della
persona umana." Non credo sia necessario commentarlo, se non con:
ma allora le nostre leggi quadro vorrebbero tutelare la salute dei
cittadini !!!! Perchè, allora, continuano a far peggiorare le
condizioni di aria, acqua e terra "strumentalizzando" il fuoco?
Forse prevalgono i fini economici di pochi ? Avendo parlato dei
"quattro elementi", mi torna in mente la filosofia greca e in
particolare i primi filosofi che si studiano a scuola. Chi ricorda
ANASSAGORA ? Forse, in pochi ricordano che oltre 3000 anni fa ci
diceva "Nulla si crea e nulla si distrugge". Ma Anassagora era un
filosofo, che ne può sapere di scienza. Fortuna Antoine Lavoisier
si ricorda di Anassagora. Nel XVIII secolo il chimico e naturalista
francese Antoine Lavoisier scoprì che in una reazione chimica la
massa complessiva dei reagenti è uguale alla massa complessiva dei
prodotti. Questa osservazione venne resa pubblica come principio di
conservazione della massa, comunemente conosciuta come legge della
conservazione della massa. Ma se bruciamo ad alta temperatura dove
andrà a finire la massa ? Ceneri tossiche o speciali, gas, polveri
sottili. Ma ci sono i filtri !!!! Ma il filtro (lo dice la parola
stessa) non ferma tutto: sono sicuro che quello che esce migliorerà
la mia salute, l'ambiente e il valore economico delle nostre
proprietà ? SERVIREBBERO DEI TAPPI NON DEI FILTRI Per non parlare
della Legge di Conservazione dell'Energia. La legge di
conservazione dell'energia è la più importante delle leggi di
conservazione note in fisica. Nella sua forma più intuitiva questa
legge afferma che, sebbene possa essere trasformata e convertita da
una forma all'altra, la quantità totale di energia è una costante,
ovvero il suo valore si mantiene immutato al passare del tempo. I
termovalorizzatori recuperano (mediamente) un 30% del calore
sprigionato dalla combustione. Dove lo mettiamo il rimanente 70%
!!!!!!! SERVIREBBERO DEI TAPPI PER IMBOTTIGLIARE L'ENERGIA GENERATA
IN ECCESSO Infine, un'ultima considerazione storica PER RIFLETTERE.
TITO LIVIO parlava già ai suoi tempi del fatto che le persone che
lavoravano nelle miniere dove si estraevano i minerali d'AMIANTO
morivano in età giovanissima. In natura è un materiale molto
comune. La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo
rendono adatto come materiale per indumenti e tessuti da
arredamento a prova di fuoco, ma la sua ormai accertata nocività
per la salute ha portato a vietarne l'uso in molti paesi. Le
polveri di amianto, respirate, provocano infatti l'asbestosi,
nonché tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico e dei
bronchi, ed il carcinoma polmonare. L'impiego dell'amianto è fuori
legge in Italia dal 1992, ma, senza scomodare Tito Livio che era
uno storico, già a fine '800 ci sono le prime evidenze scientifiche
sulla patogenicità del materiale. Quando verranno chiusi i
Termovalorizzatori di nuova generazione ? Vent'anni fa si diceva:
"Gli inceneritori di nuova generazione tutelano salute e ambiente:
state tranquilli" Dieci anni fa si chiudevano quelli fatti dieci
anni prima e si diceva: "Gli inceneritori di nuova generazione
tutelano salute e ambiente: state tranquilli" Oggi si chiudono
quelli fatti dieci anni fa e si dice: "Gli inceneritori di nuova
generazione tutelano salute e ambiente: state tranquilli" Che cosa
si dirà domani a chi subirà i potenziali rischi della "moderna
tecnologia inceneritorista" o ai nostri figli? I limiti di
concentrazione degli inquinanti imposti dalla normativa sono
riferiti al metro cubo di fumi e non all'emissione totale.
Pertanto, bruciando più rifiuti si ottengono più fumi e quindi più
emissioni inquinanti, ma si rimane sempre nei parametri di legge.
Detto in altri termini, i limiti sono relativi alla concentrazione
dell'inquinante all'emissione, ma non al flusso di massa: quindi si
occupano della qualità dell'emissione, per incentivare l'adozione
delle migliori tecnologie disponibili, ma non della quantità delle
emissioni cioè dell'impatto complessivo sull'ambiente. Per tale
motivo, le norme non garantiscono necessariamente un valore di
concentrazione degli inquinanti "sicuro" in base a studi medici ed
epidemiologici sull'effetto degli inquinanti, ma si riferiscono ai
valori che è possibile ottenere tecnicamente con gli impianti
migliori. I limiti sulle emissioni non sono stabili ma vengono
adeguati nel tempo in base alle tecnologie di abbattimento degli
inquinanti disponibili sul mercato, seppure con l'inevitabile
ritardo dovuto ai tempi legislativi. Spesso però tali limiti
vengono richiesti solo per la costruzione di nuovi impianti, mentre
agli impianti già esistenti vengono concesse lunghe deroghe.
Nonostante le normative vigenti, non sono comunque mancati casi di
impianti, come quello di Brescia, in cui si siano rilevate alcune
infrazioni per il mancato rispetto di normative o per il
superamento del tonnellaggio di rifiuti inceneriti originariamente
ammesso. È comunque difficile che l'accertamento di un'infrazione
sfoci in provvedimenti molto severi come il sequestro
dell'impianto, perché in tal caso si potrebbe creare un'emergenza
rifiuti molto pericolosa!!!!!!!! Fra febbraio e giugno del 2007,
tuttavia, l'inceneritore di Trieste è stato posto sotto sequestro
per il superamento dei limiti di legge riguardanti le emissioni di
diossine, superiori anche di 10 volte il limite autorizzato. Per
non parlare della chiusura di Terni nel gennaio 2008. L'adeguamento
dei vecchi impianti alle nuove normative procede a rilento, ed è
solitamente collegato agli ampliamenti degli impianti. Da ciò
deriva che spesso impianti di piccole dimensioni hanno emissioni
(riferite al metrocubo di fumi e non al flusso totale) maggiori di
impianti più grandi. CI VORREBBE UN ALTRO TAPPO ANCHE ALLA
DISINFORMAZIONE La storia ci insegna, la mala-informazione ci
uccide.
ARGO, il cane fedele di Ulisse
(vi ricordo che il cane è il migliore amico
dell'uomo)
Ancora asfalto
in un parco pubblico

Se questo luogo (come dice il cartello) fosse stato affidato alla
responsabilità dei cittadini, probabilmente non sarebbe stato
asfaltato.
serena_1989
Ottimo,
Peppe,
hai individuato il paese con corso
Tomatis.
Da dire però che, con tutta probabilità, la via è intitolata al
padre del nostro Lorenzo Tomatis.
La redazione
Corso
Tomatis
Se non erro, corso Tomatis si trova nella
ridente frazione di ex minatori del Cantarino.
Saluti
Peppe Sabbatini
Contropiede
della redazione!
Girando per le frazioni di Sassoferrato ci siamo imbattuti
nientepopodimenoché in... corso Tomatis!!!
Vediamo chi per primo riuscirà ad indicarci la zona che ospita
questa via.
La redazione
Precisazione per il
riassetto della toponomastica cittadina
Il mio
riferimento di intitolare una via una piazza non era di sconvolgere
la toponomastica di Sassoferrato, ma di fare un po' d'ordine:
faccio l'esempio della disordinata numerazione di via Piano di
Frassineta e della via Crocifisso. La via Piano di Frassineta va
dal n.1 al n.170 circa; in quel quartiere non esiste una via lunga
che racchiuda tutti i 170 numeri, ma ci sono spezzoni di vie che
potrebbero essere intitolate a vari personaggi e la stessa cosa si
può fare per gli spezzoni di via Crocifisso. Analizzando
puntigliosamente il territorio comunale potrebbero venir fuori
altre vie altri quartieri.
Con simpatia Gianni Pesciarelli
Grazie a
tutti
Ringrazio
tutti per l'accoglienza ed il calore mostrato verso la mia proposta
di onorare la memoria di Lorenzo Tomatis; ma vedo che sono
necessarie alcune precisazioni: rispondo così anche a Gianni
Pesciarelli che, nello stagno in cui io avevo gettato un sassolino
c'ha buttato un masso, nel senso che rinominare vie e piazze è un
onere per tutti che è meglio evitare... e penso che sia pure
ingiusto verso chi abita da tempo in un certo posto...
Io intendevo: intitolare allo studioso 'sassoferratese' una nuova
via o una nuova piazza o quant'altro senza modificare
l'esistente... poi ben venga l'assegnazione di biblioteche, premi,
manifestazioni, ecc. ad altri meritevoli concittadini come propone
Gianni: questo non creerà problemi né alla toponomastica, né alle
patenti, ai passaporti o alle carte d'identità e nemmeno agli
indirizzi stradali.
Dico questo anche per evitarmi il linciaggio da parte degli
abitanti di un'intera via che si vedrebbero oltretutto costretti a
segnalare la variazione di indirizzo a tutti gli enti, i
conoscenti, i parenti e così via.
Il mio è stato un semplice suggerimento che l'Amministrazione, se
vuole, potrà mettere in atto nei modi e nei tempi che riterrà
opportuni.... e senza esagerare.
Saluti
Carlo Alessandrelli
Premio
Monte Strega al prof. Tomatis, emerito scienziato nel campo della
medicina
Ho proposto all'"Associazione Sassoferratesi
nel Mondo per Sassoferrato" di assegnare al Prof. Lorenzo Tomatis
il premio Monte Strega alla memoria. Premio che viene attribuito
ogni anno a sassoferratesi che si sono distinti nei vari campi
della scienza, delle arti o delle professioni per elevati meriti
personali. Il consiglio dell'Associazione, riunitosi il giorno
22-3-2008, ha deciso per l'anno 2009 di assegnare il premio Monte
Strega alla memoria de concittadino Prof. Lorenzo Tomatis. Debbo
ringraziare la professoressa Gentilini e il Comitato costituitosi
contro l'inceneritore di averci fatto conoscere questo nostro
illustre concittadino, per quanto riguarda l'intitolazione di una
via, di una strada, di un monumento, mi trova d'accordissimo. Da
molti anni mi batto affinché la toponomastica sia aggiornata con
nomi di personaggi illustri, che siano ricordati almeno con
l'intitolazione di una via, di una strada, di un monumento. Alcuni
anni fa, insieme a Padre Stefano, stilammo una bozza di probabili
assegnatari; addirittura proponemmo all'Amministrazione Comunale di
costituire una commissione per stilare un progetto di questo tipo.
Purtroppo la macchina comunale è lenta a recepire l'importanza di
queste cose, a tutt 'oggi non ci siamo ancora riusciti.
Spero che per il vostro interessamento si possa arrivare a quanto
ci prefiggiamo.
Le proposte da noi avanzate sono innumerevoli: intitolare la
biblioteca Comunale a Don Alberico Pagnani Storico e primo
bibliotecario del Comune,intestare il sotto titolo della Città
all'illustre concittadino Bartolo da Sassoferrato( es.Fabriano
citta' Di Gentile). Intitolare al primo sindaco di Sassoferrato
Pietro Camilli il Ponte di Felcioni o la piazza di Felcioni.
Insomma i personaggi da noi individuati sono molti da padre Antonio
Lisandrini al prof.Guido Vitaletti, al generale Loretelli. Perché
non intitolare al maestro Renato Ottaviani un'aula delle scuole
elementari per le attività del dopo scuola, ma i nominativi
potrebbero essere molti. La normativa vigente dice che se si cambia
l'intestatario della via le spese per la patente, passaporto, la
carta d'identità ecc., sono a carico della struttura comunale.
L'associazione sassoferratesi nel mondo per Sassoferrato, ha tra
l'altro lo scopo di rendere noti questi personaggi sconosciuti ai
più. Per una cittadina che si rispetti questo può essere il motivo
per far conoscere attraverso i vari personaggi la storia di
Sassoferrato. Se non riconosciamo il passato difficilmente potremmo
costruire un futuro. Queste dediche ci consentiranno di saldare
almeno in parte il nostro debito di riconoscenza verso i
concittadini Illustri. Ringrazio l'ingegnere Alessandrelli Carlo
per la proposta di intitolare una via, una piazza al concittadino
Tomatis.
Per L'associazione Sassoferratesi nel Mondo
Giovanni Pesciarelli
Lorenzo
Tomatis
Anche io come moltissimi sassoferratesi non
conoscevo le origini e il gran lavoro svolto da Tomatis. La
proposta di intestare una via o piazza a questo illustre
conterraneo mi vede favorevole. Ad esempio la nuova strada che
parte dal Liceo Scientifico verso la centrale Telecom ed oltre dove
sono in costruzione diversi palazzi. Si potrebbe creare un comitato
per tale evento e per richiedere al Comune che quanto abbiamo in
animo si realizzi. Ma oltre alla via o piazza lancio anche un'altra
idea. Promuovere un premio annuale a Sassoferrato intestato a
L.Tomatis nel campo dove lui ha speso praticamente tutta la vita.
Ciò richiederà ovviamente un certo sforzo economico e
organizzativo, ma tentare ne vale la pena, e soprattutto per
ricordarlo negli anni futuri anche alle giovani generazioni. La
prima cosa da fare è comunque accertarsi se effettivamente è nato
nel nostro territorio.Qualcuno mi ha detto che è stata registrata
la sua nascita a Pergola (il padre era direttore della Miniera di
Zolfo di Cabernardi nel 1929). Comunque vada è sempre figlio della
nostra terra e per i suoi grandissimi meriti dovremmo esserne
orgogliosi. Ho "passato" la proposta anche alle associazioni nelle
quali dove più o dove meno milito e collaboro per avere una
"spinta" in più.
Ringrazio Sassoferrato Tv per aver fatto conoscere questo
personaggio finora sconosciuto alla quasi totalità dei concittadini
facendo così una meritoria opera culturale.
Alberto
Raccolta
differenziata
Vorrei porre all'attenzione della
Cittadinanza una questione importante: più di una persona mi ha
riferito che, nonostante gli sforzi della maggior parte della
popolazione nel portare avanti la differenziata, i nostri operatori
ecologici mischiano ancora i vari cassonetti e vanificano il lavoro
svolto in casa.
Potreste confermare o smentire quanto mi è stato riportato?
Se vi capitasse di assistere al "misfatto" fotografate e inviate al
sito: forse qualcuno si preoccuperà di risolvere la
questione.
Solo collaborando la popolazione risolverà i problemi del
territorio.
Grazie.
Marco Giulietti
Comitato Tutela Ambiente Sassoferrato
Piazza Lorenzo
Tomatis
Confermo l'adesione del Comitato all'iniziativa
di dedicare una strada di Sassoferrato a Lorenzo Tomatis. Alla
prossima riunione del Comitato tutela Ambiente la proposta verrà
presentata in Consiglio per fare una proposta scritta
all'Aministrazione di Sassoferrato. Intanto, a livello personale,
apprezzo e appoggio l'iniziativa di Carlo Alessandrelli.
Marco Giulietti
Piazza
Lorenzo Tomatis
La redazione di sassoferrato.tv
accoglie e sosterrà la proposta di Carlo Alessandrelli.
Che uno scienziato trovi finalmente posto nella memoria civica dei
sassoferratesi accanto a tanti beati e santi.
Luigi Garofoli
Risposta
a Carlo Alessandrelli
In qualità di consigliere del
Comitato Tutela Ambiente ed a nome dell'intero consiglio,
sottoscrivo l'invito dell'ing. Carlo Alessandrelli affinché
l'amministrazione civica avvii le procedure per intitolare una via
od una piazza al prof. Lorenzo Tomatis.
Lo chiederemo formalmente nei prossimi giorni.
Anche io solo ora ho conosciuto questo scienziato, nato nel
nostro comune e ritenuto scomodo da quella scienza che
cura sapientemente il cancro (e purtroppo non sempre ci
riesce) non preoccupandosi affatto di "lavorare" sulla
prevenzione primaria, individuare cioè le cause
ambientali che lo generano, oltre al fumo di sigaretta,
così da poterle evitare.
Ma si sa... meno malati ci sono, meno farmaci si vendono, meno
soldi arrivano alla ricerca.
La dott.ssa Gentilini ci ha fatto vedere un articolo apparso su di
una rivista medica dove ci si augurava di poter
"cronicizzare" il cancro, farlo diventare una sorta di
patologia che ci accompagna per tutta la vita !!
Altri dichiarano candidamente in televisione che l'impatto degli
inceneritori sulla salute umana è pari a zero. E che il cancro è
quasi sconfitto.
Medicine per questi quando le inventano ?
Dr. Luca Antonelli
Piazza
Lorenzo Tomatis

Egregi signori: propongo alla Amministrazione Comunale di
intitolare una piazza, una via o qualche altro luogo importante del
paese alla memoria di Lorenzo Tomatis; molti, come me, hanno
conosciuto di recente la fama che ha acquistato, a dir la verità
più all'estero che in patria (nemo propheta....), questo illustre
ricercatore, che ha dedicato la sua esistenza alla ricerca sul
cancro e alle sue "cause ambientali".
E' nato a Sassoferrato (si potrà facilmente rintracciare negli
archivi dell'anagrafe il suo atto di nascita) togliendo ogni dubbio
a quanti genericamente scrivono (sulla rete) " ... nato ad Ancona
nel 1929..." (vedi Wikipedia, ecc..): provate a cercare su google
il suo nome....
Questo, oltre che onorare un grande e meritevole scienziato, farà
capire un po' più chiaramente ai cittadini (...e anche agli
"untori") l'orientamento della amministrazione sulla questione
dell'inceneritore; spero quindi che il Comitato Tutela Ambiente
faccia sua questa proposta.
Saranno gradite e-mail di adesione all'iniziativa. Grazie.
Ciao, Carlo Alessandrelli
Il ponte sul fiume
Sentino
Carissimo Sindaco una volta tanto dica la verità. Il ponte di
Felcioni, che tanti hanno criticato perchè pericoloso, secondo lei
invece è stato ben realizzato. Poi accorto, non so in seguito a
quale illuminazione, che la carreggiata è stretta e con una
curva pericolosissima, si è precipitato a modificarlo,
naturalmente con i soldi dei cittadini.
A questo punto che dovrebbe pagare il malaffare sono i tecnici
comunali ed i progettisti e anche lei.
Ammettere l'errore sarebbe stato più dignitoso e forse la
popolazione avrebbe capito, mentre la superbia e l'arroganza non
hanno mai ripagato nemmeno in politica. Il tempo necessario per
verificare il progetto lo avete avuto, perchè tornarci sopra
sprecando denaro pubblico che avrebbe potuto essere utilizzato in
altra maniera: per l'imperizia di qualcuno è a rischio la sicurezza
di coloro che percorrono il ponte, i cittadini sono stanchi della
superficialità con la quale vengono affrontate molte opere
pubbliche. Spendere miliardi in questo modo non fa' onore alla
collettività, glielo dice un cittadino che l'ha votata, ma che da
un tempo ha perso la fiducia.
A questo proposito mi viene in mente il detto "Chi guasta e arfà,
no je manca mai da fa'".
Penelope
La "Tabella C." e
il ponte di Felcioni
Vorrei ricordare alla cittadinanza l'intervento dell'assessore alla
cultura del Comune di Sassoferrato, il 27 novembre 2007, alla Sala
AVIS, nella serata della "presentazione postuma" dello "stato di
avanzamento" dei lavori pubblici. In quell'occasione fu presentata
la sua tabella (detta poi "tabella C.") che ci mette ai primi posti
in Italia come spesa pro-capite per i lavori pubblici.
La tabella assegna più di 3.000 euro di spesa a sassoferratese (tre
volte la media nazionale!), neonati e centenari compresi.
Sassoferrato comune virtuoso, quindi? Non precisamente. Facciamo
alcuni esempi: il Comune spende TOT per le strisce blu dei
parcheggi con grattino, poi si accorge della coglionata e
rivernicia di bianco le strisce blu. Totale della spesa: TOT+TOT.
Il Comune spende TOT per la ristrutturazione del teatro comunale,
poi si accorge di aver sbagliato i lavori e allora la spesa diventa
TOT+TOT. Il Comune ristruttura piazzale Castellucci spendendo TOT e
qui, se mettiamo un TOT per coglioneria, la spesa diventa
TOT+TOT+TOT+TOT+TOT. Il Comune ristruttura Piazza Salvi: spesa
iniziale TOT, finale TOT+TOT+TOT. Il comune fa il campo da
minigolf: spesa TOT, durata un anno, ci rifà sopra un campo da
basket ed automaticamente, il campo da basket costa TOT+TOT...
Vecchie cose, direte; che ne pensate allora del ponte di Felcioni,
progetto comunale: a distanza di pochi mesi "gli è tutto da
rifare", spesa TOT+TOT: il vanto delle rinaldiane curve paraboliche
crolla. I valori della "tabella C." si impennano. Ora siamo i primi
in Italia: un po' più poveri, ma primi.
Bartolo da Sassoferrato
Medici e
sapienti
Medico… ha ancora un senso questa
parola?
Sono rimasto piuttosto sconcertato, ma a dire la verità, non
sorpreso – me l’aspettavo- dalla assenza di quasi tutti i medici,
sia condotti, sia ospedalieri, alla conferenza della Dott.ssa
Patrizia Gentilini.
Dicevo non sorpreso perché già alle altre manifestazioni avevo
notato tale defezione, tant’è che parecchi minuti prima dell’inizio
della conferenza, quando ancora doveva arrivare molta gente, avevo
fatto una mezza scommessa con Bebo su questo: ma Fioranelli me l'ha
fatta perdere!
Forse è questa un’altra dimostrazione, (ce ne fosse bisogno!), di
come la categoria ha a cuore i problemi sanitari della popolazione
che oltretutto li stipendia più che lautamente….
Ma ormai non ci dobbiamo più meravigliare di queste cose né di
altre mostruosità simili: perché è ormai scontato che chi deve
vigilare, sorvegliare, interessarsi della salute, se ne freghi di
ascoltare chi, mi sia permesso, ne sa senz’altro, sullo specifico
argomento, ben più di loro… ma tanto che importa: ci sono gli
informatori scientifici, i convegni, le gite, le crociere e i
seminari organizzati dalle case farmaceutiche, magari alle Baleari
o a Taormina (e pure con la graziosa partecipazione di moglie e
figli….) per tenersi informati, tutto pagato: tutto ‘aggratis’;
basta che mi prescrivi un po’ di questo antibiotico, qualche
confezione di questo sciroppo, un po’ di queste pillole…. non c’è
mica bisogno di ascoltare le fregnacce della Gentilini!
E poi se vai a queste manifestazioni ‘sovversive e sediziose’ che
sputtanano le case farmaceutiche insieme alla industrie chimiche,
agli impianti di incenerimento ed alle altre combriccole di
‘untori’, mica te lo offriamo più il seminario di aggiornamento
aggatis alle Baleari!
Sono rimasti solo i fessi a credere ancora che i cosiddetti
‘informatori scientifici’ istruiscono i medici sulle novità della
scienza medica, sulle nuove medicine e cure…. sono semplicemente
dei rappresentanti, tali e quali a quelli che vanno a vendere i
biscotti e i pelati ai bottegai; e sono uguali pure i loro clienti:
bottegai appunto, mestieranti che se ne fregano del giuramento di
Ippocrate, del codice deontologico e anche e soprattutto della
salute dei loro *pazienti* (mai un termine fu più azzeccato di
questo!); c’è da aggiungere che almeno i bottegai, quelli veri,
debbono ‘pedalare’ per accaparrasi e mantenersi i clienti…. loro
manco questo debbono fare.
Infine debbo però riconoscere che tra tanti uno si è distinto per
essere andato controcorrente, m'ha fatto perdere anche la
scommessa, (per fortuna): Fioranelli, che ha partecipato più di una
volta alle manifestazioni organizzate dal comitato: a lui va la mia
stima perché dimostra che qualcuno ancora crede alla ‘missione’ di
fare il medico e non al mestiere: troppo pochi, però.
Saluti, Carlo Alessandrelli.
N.d.w.: Con leggero ritardo è arrivato alla manifestazione
anche il dott. Sonaglia.
Sito
segnalato
Caro redattore,
segnalo un link del blog di Magdi Allam,
http://www.magdiallam.it/node/3737
che potrebbe essere ospitato nel nostro sito cittadino
Cordialità
Daniele Baldassari
Il mistero
della Quercia Vagante

Vi
invio una foto della quercia lungo la berbentina che, nell'aprile
del 2005, è franata scivolando di molte decine di metri a valle
sull'erba. L'ho battezzata "Quercia Vagante"; peccato che poi il
contadino l'ha abbattuta pochi mesi dopo.
Carlo
La
Rocca perde i pezzi
Continuano a cadere pietre dalla sommità della Rocca di Albornoz.
Che si intervenga, prima che accada qualche grave incidente. Magari
murando in maniera definitiva le pietre e NON transennando
l'ennesima area.
Ulisse_1949
Come, quando e
perché
Qualcuno dovrebbe spiegare chi è così abile a far sopravvivere il
plesso scolastico di Catobagli continuando a privilegiare gli
alunni residenti in quella frazione e a penalizzare gli alunni
residenti a Gaville, S.Facondino, Coldellanoce, Monterosso alto,
Monterosso Stazione, Piano di Frassinetae e Cabernardi dove da
diversi anni per la politica dei tagli della spesa pubblica sono
stati soppressi tutti i plessi scolastici. Si parla di privilegi ma
non si sa quanto sia un privilegio frequentare una pluriclasse!!!.
( Non certo per le capacità delle insegnanti che sono sempre
ottime) Ci sono alunni di Cabernardi che pur potendo, per
comodità, frequentare la scuola di Catobagli, hanno invece scelto
di frequentare il"Brillarelli". In un articolo di un vecchio numero
de"il Progresso"periodico fabrianese (27 settembre 2007) si evince
una certa preoccupazione dei genitori degli alunni di Catobagli per
la sicurezza dei propri figli a causa degli interventi di
manutenzione e di miglioria in "corso d'opera" nei locali della
scuola. Non sarebbe più razionale e imparziale concentrare
tutte le spese nel Brillarelli beneficiando una più
ampia popolazione scolastica tanto bisognosa di strutture più nuove
e più idonee dove trascorre anche più di otto ore al
giorno.? Ci si chiede: di fronte ad una politica dei tagli della
spesa pubblica, voluta anche dal ministro Fioroni, quali strategie
vengono adottate per giustificare, anche nei confronti del
Dirigente scolastico regionale, la sopravvivenza di tale plesso
scolastico? Chi viene a guadagnarci con la sopravvivenza del
plesso? Gli alunni no di certo. Forse qualcun altro?
Se gli alunni (6-7-8-9-10 anni) frequentassero classi e non
pluriclassi e si confrontassero con diverse realtà sociali, che
caratterizzano strutture più grandi, il loro processo di
socializzazione sarebbe senza dubbio più rapido ed
armonico.
A soli 5Km. da Sassoferrato, di strada comoda, la frazione di
Catobagli non si può certo ritenere "disagiata". Si consideri
che gli alunni della scuola materna (3,4,5 anni) si recano tutti i
giorni, con il pulmino, alla scuola "Rodari" Sassoferrato da luoghi
ben più lontani.
X y z
Solidarietà ad
Alessandro Bonucci dal Comitato pro treno della linea
Fabriano-Sassoferrato-Pergola
In riferimento alla lettera aperta
alle istituzioni sassoferratesi e alla R.F.I mi sento di dire che
la risposta speriamo che sia positiva, in quanto le istituzioni di
vario livello sono scarsamento interessate al problema ferrovia. Il
comitato sta lottando da diversi anni su queste problematiche con
scarsi risultati. Sono solidale con quanto affermi, perché se si è
deciso di far funzionare il treno anche se a scartamento ridotto
tutte le norme di sicurezza debbono essere attuate. Faremo anche
noi pressioni su quanto affermi.
Colgo l'occasione per rispolverare i nostri interventi per
salvaguardare e il rilancio della tratta
Fabriano-Sassoferrato-Pergola
Il Treno protagonista indiscusso: inutile non sottolineare
l'importanza che il trasporto ferroviario ha esercitato ed esercita
tutt'ora nella storia dell'uomo. Il treno ha accompagnato il genere
umano dal XIX secolo ad oggi ed è protagonista assoluto della
società contemporanea. Solo nel 1829 in Inghilterra fu realizzata
la prima locomotiva per il trasporto merci e passeggeri. Detto ciò,
ritengo che un mezzo di trasporto così importante che è stato
protagonista del nostro secolo e che ha rivoluzionato l'esistenza
di molte generazioni, nonostante la massiccia diffusione delle
automobili e di altri veicoli, non debba essere considerato
inadeguato per lo sviluppo economico e il potenziamento della
viabilità del nostro comprensorio. Per questo motivo il comitato
Pro-Treno della Linea Fabriano-Sassoferrato-Pergola da parecchi
anni si batte per il potenziamento dei tratti ferroviari della
nostra Regione. Finalmente una speranza dopo un lungo lavoro la
riponiamo nella commissione intercomunale per il piano strategico
che ha inserito come priorità la ferrovia
Fabriano-Sassoferrato-Pergola nel comparto mobilità. Siamo
soddisfatti perché siamo riusciti a far capire alle forze politiche
e ai tecnici del comprensorio l'utilità di questa tratta.
Speriamo che la Regione Marche, le Provincie di Pesaro, Urbino e
Ancona, Trenitalia e R.F.I. tengano in considerazione questa
proposta del comitato strategico e soprattutto che il nostro
progetto possa essere accettato. I nostri tecnici sono a
disposizione per un eventuale suggerimento.
Chiediamo che il treno non serva solo per gli studenti e per il
trasporto delle merci, ma per i lavoratori, per il turismo. Secondo
i nostri esperti è possibile collegare Civitanova Marche con
Pergola così da portare le attuali 6 corse giornaliere a dodici, in
modo che si possano prendere le coincidenze con i treni della linea
Ancona-Roma. Facendo ciò non solo ridurremmo i costi, il traffico
automobilistico, l'inquinamento e le vite umane, ma daremo la
possibilità ai turnisti delle varie fabbriche di poter utilizzare
questa via di trasporto. Inoltre per ottimizzare il tempo e rendere
pi+ agevole la viabilità, abbiamo proposto e sollecitato la
costituzione di una società mista Regionale anche con i privati
TRENO-BUS, vedi Adria-Bus, così sperimentare una nuova gestione che
sta dando ottimi risultati in altre realta, si veda la linea
Merano-Malles. In questo modo, sarebbe opportuno creare un
biglietto unico per dare la possibilità agli usufruitori di poter
utilizzare dei bus urbani e i treni.
Per quanto riguarda la tratta ferroviaria
Fabriano-Sassoferrato-Pergola, è assurdo che da Pergola partono dei
pullman contemporanei al treno, queste corse parallele dovrebbero
essere trasformate in corse a "PETTINE" ed utilizzare i bus per
trasportare le persone verso la stazione ferroviaria più
vicina.
E' altrettanto auspicabile non solo poter usufruire di corse di
autobus "stornate " in modo da collegare i piccoli centri
periferici, ma anche di intensificare le corse dei treni su Pergola
e collegarle con un servizio di autobus per Urbino, favorendo lo
spostamento di molti utenti dalle zone Uniiversitarie di Camerino
Matelica, Fabriano, Macerata con Urbino.
Concludo questo articolo ribadendo che la trasformazione a
metropolitana di superficie può portare a dei risultati
interessanti, crediamo che razionalizzare il trasporto ferro-gomma
a lungo andare darà i suoi frutti, o meglio renderà partecipi sulla
scena nazionale quei piccoli centri periferici non serviti dalla
ferrovia e da una rete stradale efficiente.
Il comitato pro-treno accetta adesioni. Questo mezzo può essere
utilizzato per aderire.
Giovanni Pesciarelli per il comitato Pro Treno della Linea
Fabriano-Sassoferrato-Pergola.
Ottima
idea
Caro Piero, hai avuto un ottima idea. Se non
avremo notizie prima, al
prossimo Consiglio Comunale farò la proposta.
Massimo Bardelli
Consigliere Comunale di minoranza
Una
proposta
Ricorre quest'anno il sessantesimo anniversario della entrata
in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana. Considerata
l'importanza dell'avvenimento, sarebbe opportuno che
l'amministrazione comunale offrisse a tutti gli studenti di
Sassoferrato una copia della stessa per farla
conoscere anche perché la COSTITUZIONE è un ottimo
"libretto d'istruzioni" su come tenere relazioni con gli
altri.
Piero Ippoliti
Lettera
aperta alle Istituzioni Sassoferratesi e alla RFI
(rete ferroviaria
italiana)
Sono un residente
sassoferratese che voleva porre all'attenzione delle autorità
locali e della RFI una situazione disagiata e di insicurezza con
cui giornalmente ,insieme alla mia famiglia , mi trovo a dover
convivere.
Parto dal dire che la mia non vuole essere una missiva per fare
politica o per essere oggetto di polemica, ma si tratta bensì di un
giustificato stato d'animo che sento di dovere comunicare ai
lettori informandoli di come certe infrastrutture nel 2008 non
vengano ancora rinnovate o perlomeno trasformate in modo da poter
assicurare quel minimo di sicurezza che ci spetta di diritto.
Sono un po' di anni che abito a Sassoferrato e da circa 2 abito in
una casa situata a 50 metri dalla linea ferroviaria Fabriano -
Pergola.
Con tutto il rispetto che posso avere per questa tratta e per
l'importanza che ricopre nel nostro territorio (da verificare !)
ritengo che nonostante sia percorsa con poca frequenza giornaliera
non deve essere giustificata con una così poca manutenzione ed
adeguamento alle basilari norme di sicurezza.
Esistono ancora delle strade secondarie nel comune di Sassoferrato
(vedi traverse di Via Crocifisso) in cui per attraversare le rotaie
ed attendere l'arrivo del treno bisogna guardare attentamente se
nello stesso momento stia sopraggiungendo.
Il treno in questione non solo non segnala il suo imminente arrivo,
ma non è nemmeno segnalato adeguatamente.

Nella zona in cui abito infatti percorrendo una stradina che si
incrocia con la rotaia le segnalazioni si limitano ad una croce di
Sant'Andrea per lo più in disuso, senza alcun tipo di segnalazione
visiva e sonora, né tantomeno di sbarre che impediscono il
passaggio al sopraggiungere del treno.
Il segnale maggiormente visibile istallato manualmente dallo
scrivente su ambo i lati della strada è un semplice cartello con la
scritta "ATTENTI AL TRENO".
Il problema sulla sicurezza è naturalmente per i residenti della
zona, ma anche per tutte le persone che si recano dagli stessi e
come molto spesso capita sono inconsapevoli del passaggio del treno
in quel punto e tanto meno fanno attenzione ai segnali che possono
ogni tanto sfuggire anche all'attenzione del residente il quale in
caso di nebbia, oscurità, neve o semplicemente per una dimenticanza
può perdere di vista l'arrivo del treno.
Questa lettera vuole sollecitare un' intervento, anche in maniera
urgente, al fine di rendere la tratta ferroviaria in questione più
sicura.
Penso che l'ambito di applicazione delle misure di sicurezza in
questo campo non abbia una grande eco, soprattutto a livello delle
istituzioni comunali locali in quanto non interessa un gran numero
di cittadini, e dico questo perché l'aspetto della pericolosità in
alcuni punti della linea ferroviaria era stata già portata in
consiglio comunale diversi anni fa senza mai essere presa in seria
considerazione.
Ora penso sia il momento di risolvere e prendere seriamente in
considerazione questa causa perché penso che di fronte alla
sicurezza, anche di un solo cittadino non siano prioritarie opere
come asfaltare stradine di campagna o costruire opere che non
abbiano nessuna o quasi pubblica utilità.
Si parla da anni della linea ferroviaria Fabriano - Pergola come
molti hanno indicato come una linea da valorizzare, magari
prolungare come distanza chilometrica e importante per i cittadini
ma oltre che a vere e proprie chiacchiere e articoli che hanno
riempito di elogi questa linea le uniche notizie che ne hanno dato
risalto sono quelle che negli anni scorsi hanno riempito le pagine
di cronaca per vari incidenti, anche gravi in cui hanno visto
scontri tra mezzi in transito e il treno sulle rotaie, in quelle
strade, come quella che percorro giornalmente segnalate in maniera
minima e insufficiente e prive di sbarre prima delle rotaie.
Spero che molte persone possano leggere questa lettera e capire che
posso essere d'accordo per valorizzare la linea ferroviaria in
questione e renderla efficiente ma bisogna prima regolarizzarla e
cambiare certe strutture ormai obsolete, altrimenti non ha, secondo
me alcun senso nemmeno tenerla in funzione, visto anche lo
scarsissimo utilizzo e la presenza di persone a bordo del treno
(alcune volte noto solamente il conducente!)
Recentemente curiosando in rete ho potuto apprezzare e notare come
la sicurezza stradale e la politica attiva di rilancio delle
ferrovie sia citata in modo inequivocabile sul Libro bianco della
Politica dei trasporti della Commissione Europea dove tra l'altro
viene indicata come una politica dei trasporti al servizio dei
cittadini europei garante dello sviluppo del trasporto che sia
soprattutto efficace, di alta qualità e sicuro.
Spero che questa lettera non serva, come in passato, per essere
esclusivamente fonte di discussioni , ma bensì spero serva come
principio per la realizzazione di opere veramente sicure per i
cittadini.
Alessandro Bonucci
Un pensiero per
Giulia
Premetto che non è mia intenzione convincerti e che rispetto i tuoi
dubbi; il tuo interessamento alla questione dei rifiuti mi
incoraggia, però, a scriverti.
Lasciati dire due cose:
- Mi sorprende la tua affezione alla forma e non alla
sostanza.
- Dove è finito il sentimento anticonformista, ribelle, utopico,
coraggioso, cieco, senza paura, incosciente ed ambizioso tipico dei
tuoi coetanei?
Quello che tu hai scritto sembra più appartenere al discorso di un
politico stanco, antico e demoralizzato piuttosto che ad una
giovane ragazza solare. Poul Connet non è l'unico pazzo a
condividere le ambizioni adolescenziali. Al "VIA di
Parigi" fino al 16 marzo c'è "Matieres à cultiver",
rassegna che indaga il campo del possibile nell'uso di materiali
rinnovabili. Herman Miller, Electrolux, Alberto Meda e ed altri
designer pensano ad oggetti totalmente disassemblabili e
reciclablili (e non sono proprio gli ultimi arrivati); IBM, NOKIA,
SONY, lavorano su una piattaforma comune e aperta, ideano progetti
open, sperimentano e modificano: si chiamano "eco-brevetti open".
Sono messi a nostra disposizione, senza lucro. Esempi concreti?: il
polistirolo usato per imballare i computer è stato sostituito con
un materiale totalmente biodegradabile e molto più leggero: ne
consegue che il costo dei trasporti e la qualità dell'aria ne
traggono vantaggio. Se tu hai un'altra idea puoi partire da questi
brevetti, svilupparli e renderne partecipe la collettività. Siamo
abituati a pulire le superfici lisce dei computer con sostanze
chimiche tossiche, ma i ricercatori di IBM, NOKIA e SONY hanno
trovato sistemi di pulitura eco-compatibili: niente di speciale,
solo gas a base di azoto e carbonio, che meglio sostengono
l'ecosistema; quindi, come vedi, c'è tutto un mondo intorno... Non
è solo Paul Connet ad avere queste idee! Per leggere un libro
bisogna iniziare dalla prima pagina, per far i chilometri bisogna
fare il primo passo.
Lui sarà anche pittoresco e americano. Ma ha un sogno. Io pure: I
have dream. Have you a dream?
P.S.: Cambiano le esigenze, cambiano le leggi.
Caterina Prato
c.prato@email.it
Risposta
all'articolo di Giulia Galdelli
In riferimento all’articolo di Giulia Galdelli sull’incontro con il
prof. Paul Connett vorrei fare alcune considerazioni:
Il professore terminando il suo intervento ha dato un consiglio
molto saggio a tutti quei cittadini che unendosi, si battono per
far valere i propri diritti: “DIVERTITEVI nell’affrontare certe
battaglie”.
Ed è un po’ lo stile che lui utilizza nelle sue conferenze, quando
potrebbe invece mantenere un tono sicuramente più accademico visto
il ruolo che ha ricoperto per vari decenni. Ma non lo fa.
Secondo me perché ha capito che l’ironia è il “salvagente
psicologico” di un popolo che rischia di affogare (molti stanno
annaspando!) in un mare di merda, qui intesa, naturalmente, non
solo come metafora.
Tu Giulia, definisci Connett un uomo “abile nel suggestionare, nel
convincere e forse” addirittura “nel plagiare” chi lo ascolta, poi
indichi queste caratteristiche come ”artifici tipici del linguaggio
retorico americano”.
Ma di cosa stai parlando?
Perché hai voluto fare una caricatura di un uomo che alla sua età
riesce ancora a sognare e tenta di coinvolgere gratuitamente noi,
cittadini di un altro continente, interessati a far valere il
diritto alla salute, dandoci la speranza, dati alla mano, di poter
contribuire a realizzare un futuro sostenibile, per noi ma
soprattutto per le future generazioni?
Sul tema rifiuti i sogni di Connett in alcune realtà si stanno
realizzando: non solo a San Francisco, a noi così lontana sia
geograficamente sia realmente, ma in diversi comuni italiani come
il nostro.
Riguardo lo studio coordinato dal prof. Veronesi cui fai
riferimento e la sua conclusione: ”Non esistono prove concrete
di un legame fra l’esposizione alle emissioni di inceneritori ed un
aumento dei tumori” vorrei metterti a conoscenza di come si è
arrivati a dare queste conclusioni, diametralmente opposte a quelle
di altri studi più o meno recenti.
A relazionare la parte dello studio dedicata agli impatti sanitari
degli inceneritori è il professor Vito Foà, direttore della Scuola
di Specializzazione in Medicina del Lavoro di Milano, nonché
membro, assieme al prof. Veronesi del Comitato autore dello studio.
Il professor Foà segnala di aver preso in considerazione
soprattutto due precedenti lavori scientifici in
materia
(in totale i lavori considerati sono 46).
Il primo, condotto da ricercatori dell’Unità di
Epidemiologia Ambientale del Dipartimento di Salute Pubblica del
London School of Hygiene nel 1996, che tu citi, è
quello che, scrive il professor Foà, "appare il più rilevante
ai fini di una valutazione se esista o meno un rischio più elevato
di cancro tra la popolazione generale residente nelle vicinanze di
inceneritori di rifiuti solidi urbani. […] La conclusione degli
Autori è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità
d’incidenza e mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio
studiati ed in particolare nessun declino con la distanza
dall’inceneritore per tutti i tumori: stomaco, colon-retto e
polmone oltre che per linfoma di Hodgkin e sarcomi dei tessuti
molli".
L’altro studio preso a riferimento dal professor
Foà è molto più recente, risalente al marzo del
2007. Si tratta del "Report Enhance Health", gestito da
numerose ASL e dall’ARPA della Regione Emilia-Romagna, in
collaborazione con istituzioni greche, polacche, ungheresi,
austriache e spagnole, con la garanzia di un Comitato Scientifico
piuttosto robusto (composto da epidemiologi dell’Istituto Superiore
di Sanità, del CNR di Pisa e dell’Osservatorio di Roma, oltre che
da oncologi e da un ex direttore dell’Agenzia Internazionale per la
Ricerca sul Cancro - IARC di Lione).
Anche questo studio, rileva il professor Foà, è arrivato alla
conclusione che "non esistono prove concrete di un legame fra
l’esposizione alle emissioni di inceneritori ed un aumento dei
tumori. Dove sono stati osservati effetti apparentemente rilevanti,
questi erano spesso legati ad inceneritori siti vicino ad altre
fonti di emissione potenzialmente pericolose".
Possiamo stare tranquilli, dunque! Non esattamente. Alla
relazione del comitato presieduto dal professor Veronesi replicano
con severità sia gli ambientalisti che i medici emiliani,
evidenziando di fatto l’interpretazione piuttosto "libera" fatta
dal professor Foà a proposito dei due studi citati, quello del 1996
e quello del 2007.
Il citato Coordinamento delle Associazioni ambientaliste della
Provincia di Grosseto fa notare, a proposito del modo in cui il
professor Foà ha riferito dello studio britannico del 1996, che
"o Foà non conosce l’inglese, o ha deliberatamente
stravolto il significato del testo originale, che tradotto alla
lettera significa: ‘I rapporti osservati-attesi
furono verificati in base al declino del rischio con la distanza
fino a 7.5 km. … Dopo i due stadi dello studio c’era un declino
statisticamente significativo (p<0,05) nel rischio con la
distanza dagli inceneritori per tutti i cancri riuniti, stomaco,
colon retto, fegato e polmone (‘Observed-expected ratios were
tested for decline in risk with distance up to 7.5 km. … Over the
two stages of the study was statistically significant (p<0,05)
decline in risk with distance from incinerators for all cancers
combined, stomach, colorectal, liver and lung cancer’)".
I membri del Coordinamento segnalano poi che lo stesso studio ha
rilevato, senza che il professor Foà ne riferisse, che "gli
eccessi altamente significativi di cancro/leucemia nei bambini nati
nelle vicinanze di inceneritori, evidenziano il ruolo centrale
giocato dai processi di combustione nell’insorgenza di tali
patologie".
D'altra parte perché stupirsi? Per sapere chi è il Prof Foà basta
guardare quanto è agli atti del processo di Porto Marghera
(all’incirca a fine pagina): http://www.petrolchimico.it/Petrolchimico/sintesi_pm.htm
Anche a proposito dell’altro studio citato da Foà l’interpretazione
non è pacifica. I medici emiliani che hanno replicato a Bersani (il
quale li rimproverava della loro richiesta di non procedere alla
concessione di nulla-osta alla costruzione di nuovi inceneritori in
Emilia Romagna), nella loro lettera del 7 ottobre 2007, ricordano
al ministro proprio i risultati del Report Enhance Health: "Per
l’Italia lo studio è stato condotto nel comune di Forlì, quartiere
Coriano, ove sono ubicati due inceneritori, uno per rifiuti
ospedalieri ed uno per rifiuti solidi urbani. L’indagine condotta
con metodo Informativo Geografico (GIS) ha riguardato l’esposizione
a metalli pesanti - stimata con un modello matematico - della
popolazione residente per almeno 5 anni entro un’area di raggio di
3.5 km dagli impianti. Eccessi statisticamente significativi sono
emersi per quanto attiene il sesso femminile: in particolare si è
registrato un aumento del rischio di morte per tutte le cause
correlate alla esposizione a metalli pesanti tra il +7% e il + 17%.
La mortalità per tutti i tumori aumenta nella medesima popolazione
in modo coerente con l’aumento dell’esposizione dal +17% al +54%.
In particolare per il cancro del colon-retto il rischio è compreso
tra il + 32% e il +147%, per lo stomaco tra il +75% e il +188%, per
il cancro della mammella tra il +10% ed il +116%. Per i sarcomi,
considerando insieme i due sessi, il rischio aumenta di oltre il
900%".
In ultima analisi ti rimando a due recenti studi, ovvero quello di
ARPA Piemonte del Novembre 2007 di cui hai potuto vedere una slide
dopo gli interventi del pubblico, disponibile anche su: http://www.sassoferrato.tv/page44/page44.html
e quello della regione Veneto-Istituto Oncologico
Veneto-IRCCS-Registro Tumori del Veneto, del 2004, dal titolo
“RISCHIO DI SARCOMA IN RAPPORTO ALL’ESPOSIZIONE AMBIENTALE A
DIOSSINE EMESSE DAGLI INCENERITORI:
STUDIO CASO CONTROLLO NELLA PROVINCIA DI VENEZIA” le cui
conclusioni e considerazioni generali vale la pena di
riportare:
CONCLUSIONI
1. La Provincia di Venezia ha subito un massiccio inquinamento
atmosferico da sostanze diossino-simili rilasciate dagli
inceneritori, soprattutto nel periodo 1972 – 1986.
2. Nella popolazione esaminata risulta un significativo eccesso di
rischio di sarcoma correlato sia alla durata che all’intensità
dell’esposizione .
3. Il rischio appare particolarmente concentrato nei comuni di
Stra, Vigonovo e Fiesso d’Artico che vengono interessati dai venti
prevalenti di Nord Ovest (Fig. 6).
4. Gli inceneritori con più alto livello di emissioni in atmosfera
sono stati quelli che bruciavano rifiuti urbani. Nell’ordine sono
seguiti quelli per rifiuti ospedalieri e quelli industriali,
ricordando però come per questi ultimi i problemi d’inquinamento
storicamente rilevati riguardino in particolare una diversa matrice
(acqua).
Considerazioni generali
1. Tra ubicazione geografica delle fonti inquinanti esaminate
in questo studio ed aree di ricaduta delle loro emissioni esisteva
una grande distanza e di ciò dovrebbero tenere conto le valutazioni
di impatto ambientale di questi impianti.
2. L’indagine nel suo complesso suggerisce che lo smaltimento dei
rifiuti segua percorsi alternativi a quello dell’incenerimento, dal
momento che si rende responsabile della dispersione in atmosfera di
cancerogeni che, oltre a riconoscere una molteplicità di cellule
bersaglio, sono in grado di agire per effetto di una
bio-accumulazione. Un fenomeno difficilmente evitabile da misure di
prevenzione basate sul solo contenimento delle concentrazioni di
inquinante ammesse per singole fonti di emissione in
atmosfera.
3. Le politiche ambientali dovrebbero porre al centro delle proprie
strategie la riduzione della produzione dei rifiuti come necessario
obiettivo di prevenzione primaria.
Esattamente ciò che ha suggerito il prof.
Connett!!
Cordialmente, Luca Antonelli
In merito al
lecito intervento della sig.na Galdelli
Abbiamo chiesto
agli amici del Coordinamento dei Comitati di esprimere una opinione
a riguardo.
Ci hanno inviato questo scritto che condividiamo e che
postiamo.
“Zero wast non è uno spot pubblicitario, bensì una teoria
scientifica con coerenti applicazioni pratiche. La teoria
scientifica è portata avanti da centinaia di scienziati e da
migliaia di sanitari, le coerenti applicazioni pratiche da migliaia
di Enti Locali (Connett le chiama comunità) in tutto il mondo,
principalmente nei paesi anglosassoni, ma anche in Italia
(Capannori-Lu o Consorzio Priula-TV, tra le centinaia di Comuni,
nelle Marche, per esempio Monsano dove non esistono più cassonetti
per la raccolta). Zero wast è il classico uovo di Colombo, il
problema non sta a valle nella eliminazione dei rifiuti, bensì a
monte nel non produrli. Ovviamente gli scettici ed i benpensanti
sono invitati a nozze da queste affermazioni di tipo
“rivoluzionario”. Un po' come quando Galileo affermò, non primo
nella storia umana, ma primo nel mondo cristiano di allora,
che la Terra era rotonda. Con gli scettici ci sono sempre i
professori come Veronesi. Ormai questi ultimi sono veri e propri
uomini d’affari più che studiosi (aggiungerò una postilla finale su
questo). Ma più che gli scettici possono i grandi gruppi mercantili
e finanziari che da anni succhiano risorse ai cittadini, vedi il
meccanismo CIP 6-Certificati Verdi. Il furto legalizzato ammonta ad
oltre 3 miliardi di Euro all’anno, per un totale, dal 1992 Questi
“imprenditori” hanno da anni progettato, finanziato campagne di
stampa e “relazioni” col mondo politico per lanciare gli
inceneritori. Vergognandosi un pò hanno inventato eufemismi, per
addolcire la pillola, quali termovalorizzatori, biomasse e CdR,
torce al plasma, cogenerazione, etc. etc. etc. Il nome più congruo
per definirli potrebbe essere cancrovalorizzatori, vista l’indagine
di ARPA Piemonte. Può essere una cosa normale che il ceto politico
italiano, che litiga su tutto, concorda solo nel volere gli
inceneritori ? Incontrovertibile è l’affermazione di Connett : “
con le discariche i politici vogliono nascondere le prove della
loro inettitudine, con gli inceneritori vogliono bruciarle.” Il
tutto a danno non solo delle nostre misere tasche, ma soprattutto a
danno della nostra salute. Qualcuno afferma che non è dimostrabile.
Non è vero, non voglio togliere interesse alla conferenza che terrà
l’oncologa dr. Patrizia Gentilini: mi piace ricordare che due
milioni di medici, farmacisti, biologi e chimici europei hanno
sottoscritto un appello ai Governi contro la produzione/emissione
di diossina e di furani, che l’Ordine dei Medici dell’Emilia
-Romagna si oppone agli inceneritori e fà esposti alla Magistratura
contro i responsabili, che l’Ordine Nazionale dei Medici Francesi
ha chiesto al proprio Governo la moratoria, cioè la sospensione,
della costruzione di nuovi inceneritori. Va da sè che una teoria si
perfeziona sempre con l’applicazione, Connett stesso lo dice; ma un
viaggio di mille Kilometri comincia sempre con il primo passo,
recita un antico proverbio cinese. Dal punto di vista economico,
già dal 1950, l’economista e premio nobel Myrdal anticipava
alcune tesi di Connett con la teoria dei circoli viziosi e
virtuosi, teoria riscontrabilissima nel vivere quotidiano. Oggi
stiamo vivendo un circolo vizioso, quello del consumismo esasperato
e delle differenziazioni sempre più accentuate. Ciò mette in
discussione la vita dell’ uomo, senz’altro dell’uomo che siamo e
che conosciamo, occorre invertire la rotta e produrre un circolo
virtuoso. E’ difficile, ma sono i “ sognatori” come Connett
che costruiscono il futuro nostro e soprattutto quello dei nostri
figli. Postilla su Veronesi. Veronesi si limita ad affermare che
non è dimostrato un nesso causale tra gli inceneritori e le
malattie. Non afferma mai, furbescamente, che sono innocui. E’ lo
stesso linguaggio dei burocrati e dei politicanti quando affermano
“è a norma di legge”. Tutti costoro dimenticano un principio
legislativo europeo. Questo principio è il principio di cautela.
Per l’europa occorre dimostrare che una cosa (alimento, medicina,
produzione od impianto industriale) non produca danni alla salute.
E’ per questo che l’Europa, tra i tanti, ha chiuso l’inceneritore
di Brescia, uno dei tre, e tiene sotto inchiesta quello erigendo in
Acerra; per questo l’Europa ha sottoposto l’Italia a procedura di
infrazione per la questione rifiuti. Come asseriva il dr. Tomatis,
nato nel 1929 a Sassoferrato e fondatore dell’ISDE (Medici per
l’ambiente) il “medico è responsabile due volte rispetto
all’ambiente in cui viviamo : come uomo e come medico”. Veronesi si
scorda di ciò. Per aiutarlo a dimenticare colossi come
ACEA,PIRELLI,ENEL,VEOLIA ENVIRONMENT (tutte società produttrici e/o
gestrici di impianti di incenerimento) sovvenzionano con larghezza
la Fondazione che fa capo al Veronesi, sempre più noto, oltre che
come medico, come avveduto uomo di affari e proprietario di
partecipazioni varie. Nella globalizzazione, tutto si può dire
tranne che il mercato sia libero. Mai sentito parlare di lobbies ?
Ma questo è un’altro discorso.”
Ricordo a tutti il prossimo appuntamento di informazione promosso
dal nostro Comitato.
Venerdì 1 febbraio - Ore 20.45 - SALA AVIS - SASSOFERRATO
INCENERITORE: I DIRITTI DEI CITTADINI E LA QUESTIONE CIP 6
Stiamo già organizzando altri 2 incontri a breve (uno con
l’oncologa dr. Patrizia Gentilini) le cui date e orari sono in fase
di definizione.
Il costituendo Comitato di Sassoferrato.
Riflessioni
sull'incontro con Paul Connett, il 18 gennaio a
Sassoferrato
Il professore emerito newyorkese
espone il suo progetto “zero waste”
“Zero Waste”: questo è lo spot con cui si presenta il tanto atteso
chimico statunitense Paul Connett, che il 18 gennaio ha relazionato
il suo progetto anti-inceneritore e eliminazione dei rifiuti al
Palazzetto dello Sport di Sassoferrato, per il suo 33esimo incontro
in Italia, dove afferma di tornare con piacere soprattutto per il
vino rosso.
L’abilità nella parola, nella suggestione, nel convincere e forse
plagiare attraverso l’ironia e quel fare solenne: caratteristiche
innegabili, quest’ultime, del prof. Universitario newyorkese.
Questi artifici sono tipici del linguaggio retorico americano ed
hanno affascinato il pubblico presente.
Il professore emerito della St Lawrence University, Canton, New
York, si presenta attraverso una serie di diapositive, che
succintamente spiegano il suo arduo progetto. La prima diapositiva
ha ricevuto un eco di spontanei plausi, che sorgono
dall’insoddisfazione verso il sistema politico e chi lo compone,
che formano i tasselli di una struttura accusata di corruzione.
Secondo Connett, quest’ultima è la causa prima ma non unica del
dissipamento dei rifiuti. Esempio mai taciuto in queste circostanze
quello napoletano, ove la corruzione domina e i rifiuti sono il
risultato di una politica volta ad ottenere interessi immediati e
di una cultura chiusa, basata sul sopraffare con l’inganno,
con l’azione fraudolenta.
Il problema non è solo politico, ma anche industriale:
“cattiva progettazione industriale” provoca residui non
riciclabili. Le industrie dovrebbero, così consiglia il
rinomato professore statunitense, dimostrare a monte
responsabilità. Questa responsabilità deve esprimersi nella ricerca
di nuovi materiali riciclabili, nel garantire il riciclaggio del
loro prodotto; dopo che il suo uso o un eventuale rottura, il
prodotto deve tornare alla azienda, che si occuperà del suo
riciclaggio. Il prodotto non riciclabile non deve più esserci.
Questo è l’obiettivo di San Francisco entro il 2020.
Su questi punti non posso che dichiararmi favorevole, tuttavia
queste proposte temo che siano carenti di uno studio
indispensabile: le modalità di azione, ovvero come fare ad attuare
un progetto tanto radicale, come la politica può agire dal momento
che il nostro è un libero mercato. Molti politici vorrebbero che
nei supermercati si vendessero prodotti privi di confezione non
riciclabile, ma nel loro intento trovano innumerevoli ostacoli,
posti dalle aziende, che sperperano nei contenitori di prodotti, e
poi dai politici stessi, che si lasciano abbindolare delle imprese
e dai loro interessi. Paul Connett, in questo frangente, propone la
creazione di centri di ricerca nei pressi delle discariche, ove vi
è materiale non riciclabile. Tali centri devono essere gestiti
dalle università locali e quest’ultime devono investire molte delle
loro forze studentesche nella ricerca scientifica volta al
riutilizzo dei materiali di scarto, quei materiali a cui le
aziende, ribadisco, dovrebbero sopperire.
Il comitato anti-inceneritore sassoferratese ha deciso di invitare
lo studioso americano alla luce del progetto della Ritrama di
costruire un termovalorizzatore, per bruciare materiale cartaceo
autoadesivo di scarto. Paul Connett ha sparato con convinzione
contro l’incenerimento di rifiuti, elencando una lunga serie di
malattie che potrebbero insorgere con la produzione delle
cosiddette fly ash o polveri sottili. Una particolare sostanza è
stata presa in esame, la diossina, la quale si inoltra nel nostro
DNA e consente la produzione di nuove proteine, le quali non
sappiamo prevedere quali conseguenze abbiano nel nostro
organismo. Lo studio di questa sostanze e del nostro
convivere con essa è ancora in atto, ma esso sembra progredire
verso il delineare l’insorgenza di gravi malattie, che sfogheranno
la loro condanno più atroce nei bambini non ancora nati, ai quali
le mamme trasmetteranno tutta la diossina presente nel loro
organismo, liberandosene definitivamente in quanto per intero
donata al nascituri.
Al contempo altri studiosi si interrogano e attuano ricerche: tra
le più ascoltate ricordiamo quella presieduta dal professore
italiano Umberto Veronesi. La ricerca prende in considerazione, in
particolare, due impianti di termovalorizzazione, uno in Emilia
Romagna e l´altro a Londra. Le conclusioni a cui giunge il pool di
studiosi delle università di Milano, Catania e Palermo
contraddicono la tesi di Paul Connett. «I dati di mortalità, sia
per tumori che per altre cause, non provano l´esistenza di un
qualsiasi nesso causale tra presenza di inceneritori e rischio per
la salute di popolazioni residenti, nel raggio di ricaduta delle
loro emissioni», scrivono nel rapporto "Il recupero di energia dai
rifiuti: le implicazioni ambientali e l´impatto sanitario".
Nell´undicesimo capitolo dello studio, viene messa a fuoco
l´analisi della mortalità per cancro tra i residenti intorno 72
inceneritori in Inghilterra, 14 milioni di persone seguite per
lungo tempo, fino a 13 anni. La tesi finale è che non veniva
riscontrata diversità d´incidenza e mortalità per cancro nel raggio
di 7 chilometri e mezzo di distanza dall´impianto». Nel 2007 è
stato reso pubblico il rapporto finale, concorde con l´esempio
inglese: «Non esistono prove concrete di un legame fra
l´esposizione alle emissioni di inceneritori ed un aumento dei
tumori». Nella parte finale del rapporto Veronesi e gli altri
professori sottolineano come alcuni degli impianti presi in
considerazione fossero stati costruiti con tecnologie meno
sofisticate rispetto alle attuali.
L’incertezza della popolazione non fa che accrescere, date le
opinioni contrastanti che i vari studiosi sostengono. L’unico
obiettivo che la politica tutta, che la popolazione tutta, che le
industrie tutte dovrebbero prefissarsi e realizzare, è ridurre il
materiale di scarto, di rifiuto non riciclabile e questo può
avvenire solo attraverso una intensa ricerca delle università e
dell’industrie.
giuliagaldelli@alice.it
E’ strano
come cambino le cose
Ricordo, che alcuni anni fa in via Cavour venne fatta togliere una
parabola satellitare da una terrazza perché antiestetica e
deturpante per il centro storico. Ad una attività commerciale,
venne negata l’autorizzazione di installare l’unità esterna
dell’impianto di condizionamento, che sarebbe stata installata in
corso Rosselli perché antiestetica e deturpante per il centro
storico. Ora mi chiedo… ma l’unità esterna dell’impianto di
condizionamento installata sul lato di Palazzo Oliva lato via
Albornoz non è antiestetica e deturpante per il centro storico?...
E analizzando un po’ le cose, cosa ne pensate di questi prodotti…
come dire molto ma molto estetici posizionati nel centro
storico?




Avete riconosciuto questi scorci di storicità paesana??
Evviva... coloriamo il mondo.
Giorni fa guardavo delle vecchie foto del nostro amato paesello e
mi si è stretto il cuore. Capisco che la vita cambia, che la
necessità porta inevitabilmente ad espandere i confini paesani, ma
da noi hanno esagerato modificando radicalmente e senza alcuna
vergogna un’architettura forse non bella ma in ogni modo
continuativa. Cosa succederà nei prossimi lustri?... Un appello
agli ultimi sassoferratesi... Teniamo duro per i prossimi 100 anni
e vediamo cosa succede.

Manca una foto che ho dimenticato di fare... Piazza Bartolo. Dove
una volta c’era il negozio del padre de Omero, lì c’erano dei
bellissimi archi che formavano un loggiato...
Vorrei in ultimo ringraziare quel singolo o quel gruppo che in
maniera molto artistica ha riprodotto una caratteristica dei nostri
tempi. La stupidità. Sono sicuro che se avessero fatto una cosa del
genere sul muro della propria dimora, sicuramente il padre e la
madre si sarebbero sbizzarriti con dei sonori calci nel c..o.

A tutti un saluto dal brodetto.
Giuseppe Sabbatini
Appello alla
collaborazione
Nonostante i cassonetti siano
vuoti, alcuni, forse per pigrizia e spero non per
menefreghismo, lasciano i sacchetti di fianco ai contenitori:
questo è il risultato!!!!
Faccio un appello ai cittadini che amano ancora il loro paese di
non farlo diventare una discarica.
Marcella Maiolatesi


Un vero
scoop per i TG nostrali
Sarkozy ha lasciato la moglie Cécilia poi si è fidanzato con Carla
Bruni poi ha regalato a Carla Bruni un anello uguale a quello di
Cécilia che nel frattempo ha scritto un libro in cui ne dice di
tutti i colori sul suo ex marito poi forse che sì forse che no
Sarkozy e Carla Bruni si sono sposati all'Eliseo poi forse Carla
Bruni è incinta e metà dei francesi è indignata e metà no poi
questa mattina alle 8.40 hanno fatto colazione insieme con le
macine del Moulin Rouge e le nastrine di che vi venga un colpo a
chi ci tormenta con queste cazzate...
Ah, dimenticavo, nel frattempo, in Italia, chiuso l'inceneritore di
Terni per disastro ecologico...
Luigi Garofoli
Sempre
peggio!!!
Continuo a seguire sconcertato quello che sta succedendo a Napoli,
ringrazio il cielo di non trovarmi nella stessa situazione e, dopo
aver visto l'intervento di Bassolino a Porta a Porta su Raiset , mi
chiedo: vuoi scommettere che alla fine la colpa è dei napoletani e
non dei loro (dipendenti)amministratori locali (vedi
Bassolino)?
E mi viene in mente il mio amico "incazzato nero" che potrebbe
avere una risposta al problema rifiuti, così vado sul blog di
beppegrillo e leggo un'altra perla di saggezza: "L’unica forma di
rifiuto che in Italia riesce a riciclarsi al 100% è il politico di
professione." Poche parole per grandi consigli,grazie "incazzato
nero" sei un grande.
Terrò a mente questo concetto sperando che il nostro buonsenso
possa portare il nostro comune ai livelli di raccolta differenziata
di Porto S.Elpidio(MC), uno dei più alti e riusciti d'Italia.
http://www.rifiutinforma.it/page/comuni_ricicloni/pres_2007.html
Firmato l'amico dell'incazzato nero.
CI
SIAMO! (Venerdì 11 gennaio
2008)
Al Sindaco
del Comune di Sassoferrato
Interrogazione inoltrata il 2.1.2008
Interrogazione su: Il Cinema -Teatro Comunale .non credi che il
Cinema-Teatro a Sassoferrato non debba rimanere una
incompiuta?
Il teatro comunale non può rimanere un'incompiuta,non avendo visto
alcun progetto e alcun finanziamento aggiuntivo penso che non si
voglia terminare l'opera.In campagna elettorale si è promosso un
convegno dal titolo"Cinema e Teatro a Sassoferrato"ed è stato
promesso formalmente il completamento dei lavori
Il progetto prevedeva il Cinema e il Teatro ,ma ,da come stanno le
cose sarà terminato ,forse,il Cinema e il Teatro a quando?Per
terminare il Teatro occorrono cospicue somme, per l'allestimento
della parte scenica e dei camerini:una struttura cosi' congegnata
,con oltre 300 posti a sedere ,potrebbe anche ospitare compagnie
teatrali di rilevanza nazionale.
Penso che lasciare questa grande incompiuta non sia dignitoso per
la città:dopo 35 anni dalla chiusura si poteva prevedere per tempo
una somma per completare l'opera.Penso che moralmente e
politicamente non sia serio disattendere le promesse.E' inutile
cercare il colpevole ,in questa vicenda tanti sono i responsabili,
il problema di fondo è la mancanza di mentalità e di cultura che fa
ritenere di non fondamentale importanza per Sassoferrato il
completamento del Cinema-Teatro.
La cittadinanza non può essere ancora delusa.
La scelta di sfruttare la struttura come Cinema- Teatro è stata
fatta per ridurre i costi di gestione .
Presentarsi con il Cinema solamente è un dispendio di soldi che la
città non può permettersi,con l'avvento della multisala a Fabriano
e a Matelica penso che il nostro cinema diverrà un cinema
parrocchiale con grossi costi di gestione,saremmo costretti ,per
gli spettacoli scolastici a dover utilizzate la struttura di
Cabernardi e a qualche palco di fortuna presso il Convento la
Pace.Una città senza Teatro ,senza spazi di aggregazione non avrà
futuro e noi siamo sulla buona strada.
Ribadisco che la storia dei sassoferratesi passa per il Cinema
-Teatro ,per il palazzo degli Scalzi e per Bartolo da Sassoferrato
e non portare avanti queste cose è delittuoso
Carissimo Sindaco la tua enfasi per il programma completato
anzitempo lascia molto a desiderare e quanto lamento ne è la
riprova.Spero che un ripensamento possa soddisfare le numerose
attese dei Sassoferratesi.
Giovanni Pesciarelli gruppo consiliare per la rinascita di
Sassoferrato dal punto di vista storico,culurale,turistico
ambientale e Gastronomico
Sterili
piante blu dalla corolla avana, promessa di Fiori blu,
nella primavera di là da venire...
Napoli è sommersa
dai rifiuti...
noi potremmo essere sommersi dai
cassonetti?
Collage di foto dei cassonetti in appena 100 metri di
strada...
Venite a
vedere come è ridotto il
Castello!!!!!


Auguri di buon anno.
parrocch182@sanpietro.191.it
27 dicembre 2007
Presepe
diffuso
Nel periodo natalizio, come accade ormai da vari anni, la
pro-sassoferrato ed alcuni volontari hanno organizzato la
manifestazione “Il presepe diffuso”: in angoli caratteristici sono
stai allestiti con gusto raffinato i presepi, lungo le strade sono
state montate le luci e grandi pannelli raffiguranti la natività.
Lungo le vie del Castello si respira una suggestiva atmosfera
natalizia.
L’Amministrazione comunale ha aiutato i volontari a posizionare
luci e pannelli e, per non essere da meno, ha fatto organizzare un
percorso ad ostacoli (ennesimi lavori in corso) per chi ha
partecipato alla Messa di Natale nella chiesa parrocchiale di San
Pietro. E dire che la difficoltà del percorso era già stata in
parte semplificata, visti i problemi riscontrati dai partecipanti
alla Messa officiata per le scuole medie sabato 22 dicembre. In
piazza Matteotti, inoltre, l’Amministrazione ha permesso che si
lasciasse un bel recinto, al cui interno non c’è un grazioso
presepe, ma il deposito del materiale di un cantiere al momento non
attivo.
Sono certo che i tanti sassoferratesi che hanno passeggiato in
questi giorni in Castello hanno facilmente notato il contrasto tra
le cura dei presepi e l’incuria in cui è lasciato il paese.
Massimo Bardelli
27 dicembre 2007
Cassonetti
raccolta differenziata
Premesso di essere
favorevole:
- alla raccolta differenziata (già da tempo provvedo a
selezionare, dividere e smaltire i rifiuti nelle apposite "campane"
ubicate nelle varie isole del territorio comunale);
- alla maggiore capillarità dei punti di raccolta.
Tuttavia vorrei porre l'attenzione del comune e del nuovo gestore
di rifiuti alla pericolosità dei nuovi cassonetti.
Essi sono molto piccoli, leggeri e non sono ancorati né al
terreno né ad alcun sostegno fisso (alberi, transenne, ecc.).
Essendo il nostro territorio molto esposto al vento essi possono
pertanto diventare molto pericolosi per l'incolumilità
pubblica.
Qualora si verificassero danni a persone o cose, causati da una
cattiva gestione della messa in sicurezza degli stessi a
chi dovremo richiedere eventuali risarcimenti?
Vorrei pertanto invitare gli enti preposti ad intervenire prima
possibile nella messa in sicurezza dei nuovi cassonetti.
Simone Latini
27 dicembre 2007
Vademecum
dell'incazzato nero
Vorrei iniziare ringraziando quanti
si sono prodigati alla realizzazione di questo sito che
rappresenta,almeno nel mio caso, uno dei pochi modi di esprimere
un'opinione sull'operato dei nostri dipendenti, comunali e
non.
Oltre ad avere problemi (purtroppo fisiologici) con le
amministrazioni locali,mi sembra che tanti altri ce ne siamo con il
governo del paese Italia.
Quello di seguito è un commento,da me condiviso pienamente, che ho
trovato sul blog di beppe grillo ed è firmato "l'incazzato nero"
(anche questo condiviso pienamente).
PROBLEMI IN ITALIA DA RISOLVERE CON URGENZA:
- sicurezza sul lavoro
- disoccupazione
- precariato
- carovita
- immigrazione clandestina
- criminalità organizzata
- microcriminalità
- smaltimento rifiuti
- inquinamento
- conflitto d’interessi
- costi della politica
- debito pubblico
- mass media semiliberi
- canone Rai (tassa più scandalosa della ricarica dei cellulari,
probabilmente un altro caso più unico che raro nel mondo)
SOLUZIONI DI GOVERNO E OPPOSIZIONE:
- Mastella Ministro di Giustizia invece dell’ex pm Di Pietro
- indulto
- costruire nuove discariche e inceneritori
- costruire una nuova base militare americana a Vicenza
- permanenza dei nostri soldati in Iraq e Afghanistan
- compravendita senatori
- raccomandare attrici alla Raiset
- trasferire e indagare giudici
- nascondere le intercettazioni telefoniche
- aumento canone Raiset
- cambiare i nomi ai partiti
- modificare la legge elettorale
REAZIONE DEL POPOLO COGLIONE:
- pagare per votare un candidato preconfezionato per le
primarie
- fare la fila per votare un nome nuovo per il partito dei soliti
noti
- andare ai comizi applaudendo, cantando e sventolando
bandiere
- rinnovare l’abbonamento Raiset
- seguire programmi spazzatura Raiset
- alle prossime elezioni votare Veltroni & Co.
- alle prossime elezioni rivotare Berlusconi & Co.
- alle prossime elezioni votare chi regala un pacco di pasta
REAZIONE DI UN POPOLO NORMALE:
- disdire il canone Raiset
- ritirare i soldi dalle banche
- non comprare a rate (case comprese)
- ignorare i prodotti pubblicizzati
- spostarsi solo con bicicletta o mezzi pubblici
- andare ai V-day
- disertare le votazioni
- sciopero generale ad oltranza
- assedio in massa di Montecitorio con caccia al parlamentare
- rivolta stile 14 luglio 1789
- oppure emigrare
Se avete un pò di tempo e buono stomaco(dopo che vi è passata la
nausea),sarei contento se diffondeste questo testo ai vostri amici
e magari conoscere la vostra opinione a riguardo.
P.S.: maggiori informazioni le potete trovare nel sito di Beppe
Grillo: http://www.beppegrillo.it/
Ciao a tutti, firmato l'amico dell'incazzato nero.
26 dicembre 2007
Polimedika
Alcuni
medici della Polimedika hanno assunto come segretaria la moglie di
un altro medico, per raggirare la legge che vieta di assumere la
propria. Proprio come in un club di scambisti a luci rosse. Se
paragonato ai problemi ben più seri che la città di Sassoferrato
deve affrontare questa ci sembra solo una cosa buffa: grazie
POLIMEDIKA per averci regalato un sorriso.
Caterina Prato
24 dicembre 2007
Ciao Nessie,
fai un salto su:
http://db.formez.it/ProgrammiComunitari.nsf/aa8c06b59532be3ec1256965002
52e18/8bf8b5b3a481fab0c125696c00717d5a?OpenDocument
potrai trovare una nota dell'Unione Europea sul programma per il
gemellaggio tra i comuni.
La redazione
Cari Signori,
Voglio sapere si P. Armando Pierucci di Gerusalemme (chi
fa pace e convivenza nel Medio Oriente e nel Mondo, e certo
nel l'Uuniverso) è lo stesso persone chi a scritto:
" In riferimento all'articolo "Gli ebrei spariranno" bufera sui
francescani"
(Corriere, 11 dicembre) ed evitando insulti, attacchi personali,
ironie,
ritengo le parole del Direttore francescano Padre Armando Pierucci
della
rivista "Terra Santa" stampata a Gerusalemme, molto cattive ed
offensive nei
riguardi di Israele e del popolo ebraico..."
http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/1997/12/co_0_97122113089.xml
" Polemica a Gerusalemme per un articolo "Gli ebrei spariranno"
Bufera sui
francescani GERUSALEMME...:
http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/1997/12/co_0_97121114507.xml
Grazie,
Gesualdo Venosa
Comunicato
stampa del Coordinamento della Sinistra di
Sassoferrato
Venerdì 23 novembre si è tenuta alla sala Avis di Sassoferrato
un’estemporanea riunione per aggiornare la cittadinanza sullo stato
di attuazione dei lavori pubblici promossa dall’amministrazione di
CentroDestra. Se da un lato riteniamo che informare i cittadini e
renderli partecipi dei programmi riguardanti le opere pubbliche sia
una lodevole pratica una domanda sorge spontanea: era forse il caso
di convocare un assemblea pubblica prima dello svolgimento di
contestati lavori quali la risistemazione del piazzale Castellucci
e via Decio Mure?
Incontrare il popolo a cose fatte lascia l’idea di non voler
affrontare l’agone dialettico e le possibili contestazioni che
sarebbero sicuramente piovute sui metodi ed i contenuti. Dalla poco
informativa gazzarra nata in seno all’assemblea per opera dei
rappresentati della stessa maggioranza almeno un dato significativo
è emerso: grazie all’amministrazione di CentroDestra
l’indebitamento dei cittadini sassoferratesi imputabile al costo
complessivo dei lavori pubblici risulterebbe pari a oltre 3.000
euro procapite. L’amministrazione ha anche candidamente ricordato
che il dato medio complessivo nazionale sarebbe di gran lunga
inferiore attestandosi sui 1.000 euro procapite. Di questi tempi
vantarsi di avere una spesa tre volte superiore alla media
nazionale, oltre che a non avere reso di certo entusiasti i
cittadini, getta finalmente una nuova luce sui metodi di
amministrare del CentroDestra. In tanti si erano infatti
interrogati sui motivi di abbattere i tigli già esistenti in via
Decio Mure per ripiantarne di nuovi alcuni centimetri più in là, (a
proposito non ne dovevano essere rimessi più di quanti ne venivano
abbattuti, e di un diametro di ben 30 cm., o avevamo capito male),
in tanti si erano chiesti le ragioni che avevano portato alla
realizzazione di un vero e proprio campo minato per le strade del
paese bloccandone la viabilità per terminare l’ennesimo ciclo di
lavori. L’intento ora evidente era quello di poter spacciare una
quanto meno opinabile gestione della cosa pubblica per un virtuoso
investimento che, in realtà, graverà inesorabilmente sui cittadini
sassoferratesi, non si sa per quanti anni a venire, compromettendo
lo sviluppo che potrebbero sperare o sognare di avere le
generazioni future. Il reale stato di attuazione dei lavori
pubblici, per un ammontare complessivo di circa 25 milioni di euro,
è sotto gli occhi di tutti, e si capisce bene anche il perché di
costi così elevati dovendovi rimettere mano in continuazione, (vedi
la frana sul terrapieno del nuovo ponte a Felcioni), ci domandiamo
perché non sono state messe le gabbie di contenimento al momento
opportuno, senza dover ora nuovamente intervenire con notevole
aggravio di costi. Per non parlare dello stato dei lavori in via le
Piagge, del Parco dedicato ai nostri caduti e dei percorsi del
bosco urbano in generale, ove le nostre storiche Mura Medioevali
sono buone oramai solo per le massicciate dei manti stradali,
(altro che attrazioni e risorse turistiche, stiamo vedendo un
contesto paesaggistico stupendo ed unico destinato alla sua
definitiva scomparsa), perché il turismo non si crea con Internet
ma con la riqualificazione della storia e del paesaggio. A questo
punto speriamo che altre iniziative illuminate come questa
seguiranno presto: chissà che nuove e fondamentali verità saranno
rivelate agli esterrefatti cittadini sassoferratesi? Cittadini, non
ci resta che dire: EVVIVA LA SINCERITA’!!! Ma dal nostro punto di
vista vorremmo far presente che le opere pubbliche, specie in
questi tempi di ristrettezze economiche, andrebbero fatte, “ e bene
“ , solamente quelle essenziali o utili, come ad esempio un
marciapiede in via La Pace per raggiungere l’Ospedale dal Pincetto,
oppure una rotatoria presso l’incrocio del calzaturificio e
dell’area artigianale delle Fornaci, unico luogo ove occorrerebbe
veramente. Essendo tra l’altro all’ingresso del paese sarebbe anche
una buona immagine di benvenuto per chi arriva in città. Perche le
rotatorie non sono una moda, come asserito dall’attuale
amministrazione di CentroDestra, ma un moderno strumento per il
miglioramento e la sicurezza della viabilità, oltre che un ottimo
elemento di arricchimento ed abbellimento del decoro urbano di cui
sinceramente a Sassoferrato sentiamo viva necessità dopo tanto nero
e maleodorante catrame e grigio cemento armato. Ma non è certamente
l’inutile, pericolosa, costosa e pure brutta “ gincana del
Castello” in via degli Atti a tracciare la via da percorrere. E
tanto che c’erano hanno tolto anche la pensilina per il Pullman,
costringendo i ragazzi del luogo che aspettano il Bus per andare a
scuola a sottostare al freddo ed alla pioggia delle intemperie
invernali in arrivo. E poi parlando di ragazzi e di scuola, ci
domandiamo se i soldi per le opere pubbliche debbano essere spesi
solamente per le strade o se magari non sarebbe più opportuno fare
qualcosa per questi nostri giovani che sono il nostro futuro?

Frana sul terrapieno del nuovo ponte di Felcioni
Caro
webmaster,
condivido le tue parole, anzi vorrei
ringraziarti per avere dato a quei cittadini che come me si
interessano, si indignano, e vogliono vederci chiaro su come
Sassoferrato viene amministrata, la possibilità di poter esprimere
idee, opinioni, proposte, critiche e quanto altro può servire a
migliorare il posto in cui viviamo.
So che di mali ne abbiamo tanti qui, ma la mia domanda da diverso
tempo è: perché Sassoferrato, a differenza di molte altre città e
cittadine italiane, non è gemellata con nessun paese europeo? La
Comunità Europea concede delle sovvenzioni ai Comuni che decidono
di iniziare un gemellaggio, perchè non provare?
Sarebbe un'opportunità molto interessante che ovviamente non è mai
stata presa in considerazione.
Ritengo che sia un modo per far conoscere il proprio paese e nello
stesso tempo conoscerne uno nuovo, incontrare i suoi abitanti, fare
nuove amicizie, stare con persone con usi e costumi diversi dai
nostri, e imparare tante cose interessanti e perchè no allargare i
propri orizzonti.
Oltretutto sarebbe un modo per attirare visitatori e turisti e e
farci conoscere nel mondo!
A chi devo chiederlo secondo te?
Fammi un nome!
Bella gente lassù!
(...)
Ciao e grazie ancora
Nessie
Ps.: Non sai che Rinaldi odia sentirsi criticato? Come poteva dirti
bravo per sassoferrato.tv?
Oggi ho
trovato in giro un volantino inquietante...
Non so se lo hai letto anche tu, comunque lo riporto di
seguito:
ATTENZIONE
siete al corrente che a Sassoferrato in località Berbentina lo
stabilimento Ritrama S.p.A. a breve termine intende installare un
TERMOVALORIZZATORE (inceneritore) per lo smaltimento dei rifiuti
industriali? Tale procedimento implica un processo di combustione
ad altissime temperature e di conseguenza ci sarà tra le altre
cose, la formazione di POLVERI SOTTILI non biodegradabili.
Secondo te che fine faranno tali microparticelle?
Se vuoi saperne di più e non lasciare che come al solito qualcuno
decida per te, vai presso il comune di sassoferrato (dove il
progetto è depositato chiedi tutte le spiegazioni del caso e LÌ DA
LIBERO CITTADINO ESPRIMI IL TUO PARERE)
Tu sai se è vero?
Ciao
Nessie
Complimenti!
Complimenti alla voce che amplifichi per mezzo del web, complimenti
per il layout grafico pulito ed essenziale, complimenti per le
informazioni che metti a disposizione del mondo su sassoferrato, e
soprattutto complimenti per la presenza nel tuo sito del video sul
basket sassoferratese.
Complimenti, ciao Gianluca Sabbatini.
Primo intervento del webmaster
su sassoferrato.tv
Egregio sig. Sindaco,
un po' per impegni di lavoro, un po' per pigrizia, un po' per la
scarsa attenzione che da anni dedico alle cose inutili, sono
arrivato in ritardo alla pubblica assemblea del 23 novembre 2007,
alla sala AVIS. Alcuni mi hanno riferito però che precedentemente
al mio arrivo, ad inizio assemblea, lei, signor sindaco, si è
scagliato contro questo sito web e contro il suo autore
(webmaster), giudicando "sassoferrato.tv" strumento politico, non
democratico ed inesatto.
La prima riflessione che mi è venuta in mente è: ma il nostro
sindaco è a conoscenza dell'argomento? Il nostro sindaco sa cosa
sia un blog, un sito web, una posta elettronica, per non parlare di
altre diavolerie come Skype, opensource, freeware? Lo ha visitato
il mio sito o ne ha sentito solo parlare?
Che ne pensa il nostro sindaco della opportunità di sapere il meteo
di Sassoferrato fino a 4 giorni, di sapere tutti gli ultimi
avvenimenti di cronaca sentinate, di vedere foto e filmati della
vecchia sassoferrato, di vedere le dirette dalla stazione spaziale
internazionale, di avere addirittura un servizio di diretta
televisiva web, a costo zero, nel nostro Comune?
"Grazie sig. webmaster, per aver fornito il Comune di Sassoferrato
di uno strumento così potente da essere visibile in tutto il mondo,
grazie di aver fatto conoscere il nostro comune ad un abitante di
Bogotà" mi sarei aspettato di leggere sul blog in una e-mail
firmata di suo pugno! E invece...
L'unica attenzione del nostro sindaco è rivolta alla rubrica
"sbloggo", che raccoglie le idee dei sassoferratesi sull'andamento
della vita paesana.
Signor sindaco il mondo democratico è pieno di blog e di siti come
"sassoferrato.tv", e non parlo di centinaia, né di migliaia, ma di
milioni di siti! E' pieno di siti ove le scelte politiche vengono
discusse, criticate, appoggiate da chi è rimasto oramai spettatore
del paradossale e pericoloso spettacolo della politica.
Non possiamo chiuderli tutti!
E' il mondo di oggi, signor sindaco, ma che dico, di domani.
La gente, sul web, si scambia informazioni, cultura, documenti,
minacce, sorrisi, canzoni, denaro, si incontra, parla, si vede, si
spoglia... e lei che fa?: si indigna! E lo fa in una pubblica
assemblea, davanti alla sua attempata clack, che anche in questo
caso lo ha applaudito, pur non sapendo perché.
Se dieci e-mail, più simpatiche che cattive, bastano a metterla in
difficoltà e le sono sufficienti per sferrare un pubblico attacco
censorio, faccia una visita al sito http://www.rsf.org/ e potrà vedere dove i nostri
politici democratici (a volte anche cristiani) ci hanno relegato
nella classifica per la libertà di stampa. Le do un'anteprima:
siamo dopo la Namibia, il Ghana, la Bosnia, le Mauritius,
Taiwan.
Pensi al futuro e ci dia una mano a risalire la classifica!
Scriva anche lei sul blog, invece di volerlo chiudere!
Ci lasci sperare che a Sassoferrato non sia inutile essere
intelligenti!
La saluto cordialmente sperando in una futura collaborazione.
Il webmaster
Sassoferrato, 25 novembre 2007
Il fatto è
certo...
Anni di amministrazioni colorate più o meno vivacemente hanno
contribuito a distruggere sogni, aspettative, realtà, tradizioni di
questo povero paese che ha dato i natali ad illustri personaggi,che
ha di suo delle potenzialità che in altre realtà sarebbero state
non solo sfruttate, ma forse qualcosa di più. Attività commerciali
ed artigiane che chiudono, altre che si trasferiscono, altre che
faticosamente resistono. Non ci chiediamo perché si fanno
tanti lavori per migliorare viabilità, servizi ma per chi? Solo per
i cittadini? Ma i commercianti ed artigiani o i potenziali
cittadini commercianti ed artigiani, se hanno strutture, strade e
chissà che cos'altro, vedono passare solo tir o autotreni che
transitano più veloci della luce. Ma i loro prodotti, la loro merce
a chi la andranno a vendere? Sempre ai soliti cittadini? Ma se la
grande distribuzione è in costrante crescita quanto potranno durare
ancora questi piccoli commercianti ed artigiani?
BARTOLO DA SASSOFERRATO: sbaglio o al Palazzo degli Scalzi doveva
nascere, diciamo, un polo di studio relativo a facoltà di laurea in
legge, mentre... un bellissimo albergo realizzato con soldi
pubblici fa sì che tra qualche lustro torni ad ospitare chi in quel
palazzo ci abitava prima della ristrutturazione? (LE
PANTEGANE...)
SENTINUM: città romana di 16 ettari all'interno delle mura dal
lontano 1958? 1960? ora non ricordo bene, viene ogni tanto lavorata
per far risplendere il recuperabile ma, di questo passo, forse, tra
altri 40 o 50 anni, i miei pronipoti potranno ammirarne la
bellezza.
GIOVANBATTISTA SALVI DETTO IL SASSOFERRATO: ma vi ricordate quando
fu organizzata la mostra sui 500 anni della nascita (o qualcosa del
genere) presso la chiesa di San Francesco? I quadri dell'artista
venivano da tutto il mondo e che risalto ebbe la mostra? Scarso.
Solo gli ultimi 40 giorni ci fu un buon afflusso di visitatori, ma
la mostra se non erro durò 3 o 4 mesi. Ricordo, che all'epoca
frequentavo assiduamente la città di Pesaro. Sapete quanti
manifesti dell'evento erano affissi in città?? Uno... nell'atrio
del Conservatorio Rossini, manifesto che dopo due giorni era
coperto da altri manifesti di altre manifestazioni. Portai io dei
volantini sul lungo mare, tramite un mio amico allora presidente
dell'associazione albergatori di Pesaro.
ALESSANDRO DEGLI ALESSANDRI, NICCOLO' PEROTTI (si discute di
umanesimo a livello internazionale, ma la materia è per quanti?)
PIETRO PAOLO AGABITI, VITTORIO MEROLLI E QUANTI ALTRI CONTEMPORANEI
ARTISTI? Ma non voglio annoiarvi oltre, però pensiamo alla SAGRA
DEGLI SPAGHETTI, I TAMBURLANI, LA MONTAGNOLA, LE PIAGGE, IL PARCO
BASSO E QUELLO ALTO, LA ROCCA, IL TEATRINO PEROTTI E TUTTI GLI
ALTRI SITI E TRADIZIONI CITATE DAGLI ALTRI SASSOFERRATESI CHE HANNO
SCRITTO FIN'ORA CHE FINE HANNO FATTO?
I MUSEI SONO PUBBLICIZZATI SOLO SUL SITO INTERNET DEL COMUNE DI
SASSOFERRATO? E QUESTA SAREBBE PUBBLICITA'?
IL TURISMO... POTENZIATE IL TURISMO... ACCOGLIETE IL TURISTA...
CONSIDERATE IL TURISTA... DATE UN MOTIVO AL TURISTA!
IN TUTTO QUESTO BAILAMME, PURTROPPO, SIAMO GESTITI DA SCARSE MENTI
ACQUISTATE CHISSA' A QUALE SVENDITA PER 30 DENARI, IGNARE DI COSI'
TANTA STORIA PROVENIENTI DAL PAESE DI IRAMOS...
UN DATO DI FATTO E' CERTO... I SASSOFERRATESI SI STANNO ESTINGUENDO
COME I DINOSAURI, MA NOI CHE SIAMO COME GLI STEGOSAURI... 'L VOLEMO
FA STO CLUB DE L'ARCO DE MINNE?
SALUTI A TUTTI
'L BRODETTO
(Email non firmata - Sassoferrato, 18 novembre 2007)
Dal pincetto
verso la piazza
Pizzeria Carlos, in vendita; Bruno de Manlio, chiuso; Righetto il
barbiere, chiuso; Trattoria da Maccarò, chiusa; fruttivendolo
Clara, chiuso; Abbigliamento Anna, chiuso; fruttivendolo Peppino,
chiuso; Mercanti e Cencio, orologiai, chiusi; negozio di intimo a
lato del Bar del Centro, chiuso; Stilcasa, chiusa; Jolly sport,
chiuso; la donna di Marchesi, chiuso; agenzia viaggi Jacarada,
chiusa; profumeria, poi pelletteria, chiusa; merceria vicino alla
gelateria, chiusa. Al loro posto hanno aperto: un ingrosso di
mozzarelle, un negozio di prodotti dimagranti (in apertura), una
sede di partito, una assicurazione...
Ma siccome non voglio essere disfattista faccio notare che negli
anni hanno aperto i battenti ben cinque attività dal nome perlomeno
criptico: CRFC, BdM, BCC, BPA, più una quinta di cui vi darò la
sigla appena la saprò!
Cinque filiali bancarie, una ogni 1.500 sassoferratesi, neonati
compresi.
Sei assicurazioni, quattro sedi di partito, cinque banche...: ma
chi cazzo è che lavora, chi è che produce, dove sono i negozi? Se
non mi scade un mutuo od una assicurazione, perché mai devo andare
in piazza?
I bar alle 21.00 sono chiusi, non esiste un circolo cittadino, non
un teatro, non un cinema, non una piscina.
Sto a casa, la sera. Dalla finestra guardo tutte le transenne
sparse per Sassoferrato e penso: che stia per passare il giro
d'Italia?
Marchetta_86
(Sassoferrato, 18 novembre 2007)
Fiori,
non opere di bene…
Fiori sui marciapiedi
Fiori sulle strade
Fiori nelle piazze
Fiori sui selciati
Fiori sui ponti…
Fiori, Fiori, Fiori…
Fiori Nello stendere asfalto
Fiori Nello scavare fogne
Fiori Nello spargere ghiaia
Fiori Nello spianare bitume
Fiori Nello…
Ma quanto ci costano ‘sti… Fiori!
Amen
Recitate questa preghiera, con la massima devozione, almeno 5 volte
al giorno, rivolti verso il Morello e vi accorgerete con sorpresa
che, come sempre, non succederà un bel niente!
Anonimo saxoferratese
(Sassoferrato, 10 novembre 2007)
Rinaldi - Pesciarelli e il
turismo a Sassoferrato
Il Sindaco di Sassoferrato ed il consigliere Giovanni Pesciarelli
stanno portando avanti un dibattito sul turismo. Mi permetto di
inserirmi in questo dialogo fra il primo cittadino ed uno dei suoi
primi elettori. Tutti e due dicono, fondamentalmente, le stesse
cose. L’Amministrazione comunale, nella figura dell’assessore alla
cultura (stranamente non quello al turismo) ha operato mettendo in
atto le azioni che anche il consigliere Pesciarelli, giustamente e
con puntualità, suggeriva. Certamente i tempi sono stati
eccessivamente lunghi e molte iniziative sono state appena
tracciate; soprattutto, per esempio, manca ancora un ufficio
informazioni. Ma il nocciolo della questione è un altro: Rinaldi e
Pesciarelli non approfondiscono il problema del turismo e lo
affrontano solo parzialmente e, comunque, non negli aspetti più
significativi.
Partendo dal presupposto che per promuovere turisticamente una
realtà non si fa mai abbastanza, vorrei sottolineare che fare
turismo non è solo essere inseriti in qualche guida più o meno
importante, o essere presenti in qualche associazione
sovra-comunale più o meno attiva nella promozione turistica;
neppure tenere aperti musei ed aree archeologiche è sufficiente (è,
piuttosto, dovuto). L’inserimento su siti web? Internet non è la
panacea per risolvere tutti i mali.
Anche se l’amministrazione avesse operato in questo senso con
maggiore organicità, puntualità, e ulteriori nuove iniziative, non
avrebbe comunque fatto abbastanza, per la semplice ragione che il
turismo si promuove, in primo luogo, offrendo al visitatore un
paese pulito, ordinato, dalle cui pietre traspaia la storia e la
cultura del posto. Un paese dove sia piacevole passeggiare fra
vicoli vecchi ma puliti, passare davanti a vetrine allettanti, dove
si sia invitati a fermarsi a guardare una piazza senza essere
sommersi dagli scarichi delle auto, dove il museo o l’area
archeologica, ben indicati e facilmente raggiungibili, siano il
giusto stimolo all’approfondimento della conoscenza del luogo che
si sta visitando.
Chiuso il libro dei sogni… Sarebbe bene che il primo cittadino,
l’assessore alla cultura e, perché no, l’assessore al turismo si
confrontassero con il loro collega all’urbanistica e ai lavori
pubblici per fargli visitare l’attuale Sassoferrato.
Innanzitutto voglio precisare che sono cosciente e capisco
perfettamente che i lavori si debbano eseguire, ma, magari, con
maggiore organicità ed a seguito di un progetto generale,
lungimirante, di ampio respiro e, soprattutto, partecipato.
Arrivando a Sassoferrato si trova un paese che, grazie ai progetti
urbanistici (forse la parola progetto è eccessiva) che si stanno
realizzando, si sta trasformando, violentando il comune senso
estetico, sempre di più in un posto anonimo, uguale a tante
squallide periferie, a centri nati senza nessuna storia alle
spalle. Aree cementificate in fotocopia, dove non è importante il
risultato ma il risparmio, di cervelli e di materiali.
Strade continuamente interrotte per lavori interminabili, cantieri
aperti – chiusi – riaperti, con giacenza di cavi, ferri, attrezzi,
transenne… Tutto questo per tempi lunghissimi. Strade in parte
asfaltate e in parte rimaste imbrecciate. Si crede che le persone
usino solo la macchina, ma non è vero, in molti vanno a piedi,
spesso anziani e bambini, che si devono scapicollare scavalcando
buche, marciapiedi rotti e quant’altro.
I pochi turisti che capitano, si trovano a visitare un paese che
sta devastando il centro storico, e che brilla per le fantastiche
opere di alta ingegneria e architettura: area ex gioco delle bocce
e rotatoria (Castello), ponte Garibaldi, piazzale Castellucci, area
ex mattatoio, area del parco circostante il museo Arti e Tradizioni
Popolari (Montagnola). Per concludere e, scusandomi, vorrei
ricordare all’amico Gianni che alcuni anni fa, proprio in occasione
di una campagna elettorale pro Sindaco Rinaldi, era stato
sbandierato il recupero della bellissima strada delle Piagge e
delle mure romane che li si trovano: bè, se andrà a vederla, forse,
concorderà con me: sarebbe stato meglio che i lavori non fossero
mai iniziati!
Massimo Bardelli
(Sassoferrato, 28 ottobre 2007)
G.A.A.U.M.
Il
sito è molto interessante, importante ed un ottimo mezzo di
informazione, ed a quanto pare sembra essere una voce libera,
indipendente ed autonoma.
Per questo vi chiediamo cortesemente di aggiungere il seguente link
www.sentinum.it, anche se, purtroppo, chi aggiornava
questo sito si è trasferito a Como e siamo alla ricerca di un altro
volontario che ci aiuti.
Vi formuliamo i nostri migliori auguri.
Cordialmente
G.A.A.U.M.
(Sassoferrato, 23 ottobre 2007)
Caro sindaco
Rinaldi,
devo
ammettere che provo forti perplessità riguardo il suo
operato.
Userò questo sito per esprimerle, tanto, il mio, è solo uno sfogo e
poi scriverLe direttamente sarebbe inutile, così tanto indaffarato
a fare cose secondo legge...
Voglio ringraziare chi ha reso operativo il sito, così che queste
esternazioni vengano lette almeno da un operatore, selezionate e
forse pubblicate. Merito della meravigliosa, stimolante
BLOGSFERA.
Quindi, caro Rinaldi, vengo al punto: leggendo l'articolo del
Corriere Adriatico riguardante il fatto, oramai a tutti tristemente
noto, delle minacce da Lei subite, mi ha colpito il fatto che Lei
ha sottolineato d'aver agito secondo legge. Ma, mi scusi, non è
scontato per un'amministrazione comunale?
Certo non è sufficiente stare dentro le leggi. Occorrerebbe
qualcosina in più.
Se non senso estetico, poesia, cultura, almeno un pochino di
lungimiranza PRIMA DI FARE, PER POI DISFARE!
Magari avere collaboratori all'altezza del loro stipendio.
Magari cercare di ricavare dei soldi dalle risorse del
territorio.
Magari intuire che la popolazione sta cambiando ed aiutare gli
abitanti di questo paese, indigeni e immigrati a conoscersi, così
che i primi non si sentano depraudati della loro cultura e i
secondi accolti da questa nostra storia. Od una rotatoria è più
urgente?
Con cose semplici caro Penelope: uno spettacolo per bambini, ad
esempio, nel nostro teatro. Già il teatro... Ne vogliamo parlare?
Quanti dei miei soldi ha speso caro Penelope per ristrutturare
quell'edificio?
E gli Scalzi? Quanto mi è costato tutto "l'affaire"? Inquietante
capitolo.
Ehi! Sindaco, mio caro sindaco, le voglio dire una cosa: lei lavora
per me e c'è una storia che proprio non mi va giù. Perché ha
svenduto la farmacia comunale, tra l'altro, a colui che è stato per
lungo tempo il contabile del Comune? Non lo trova poco elegante?
(Tutto dentro le regole, lo so... lo so...)
Ma abbiamo così tanti soldi?
Tutti gli anziani, i bambini, i giovani di Sassoferrato hanno ciò
che spetta loro?
Per cosa vuol essere ricordato sindaco, mio caro sindaco?
Ulisse_1949
(Sassoferrato, 21 ottobre 2007)
Risposta al dott. Fanesi
(1)
Caro Massimo i nostri politici non vivono tutti al Morello. Vengono
anche dalle Cave o da Cabernardi, altri addirittura da Pergola e
Fabriano. Questo non è un delitto. Vogliono fare qualcosa. In
campagna ci si annoia. In tutto il mondo c'è un esodo verso la
città.
E il metro è rimasto quello: non è bello ciò che è bello è bello
ciò che è utile. Certo perché sia utile mandare le ruspe sulla
Montagnola io non lo capisco, ma se chiedi a chi ha sistemato la
frana conseguente sicuramente una risposta l'avrai. Dato che ci sei
chiedi anche dell'utilità di un muro di cemento armato di tre metri
sulla Valle. Prima per mille anni ce n'è stato uno a secco di un
metro. Tu vivi in Borgo io bazzico anche in Castello ed ho visto,
dove c'era un gioco di bocce, una spianata di asfalto che poi
scende verso una rotatoria. Se di città si parla bisogna che si
ragioni con asfalto e cemento. Così abbiamo rifatto il marciapiede
di via Bruno Buozzi. Anche lì ci sono gli alberi, ma danno fastidio
solo a chi passeggia, magari con una carrozzina. Siccome non sono
né belli né utili non li abbiamo tagliati. A me la città non piace
così, sono venuto in campagna. Le cose non cambiano.
NOVEMBRE ‘05: sulla strada, mentre nevica, le ruspe grattano
l'asfalto. Per tutto l'inverno fango, per tutta l'estate polvere.
Poi è tornato l'inverno, non è stato bello e non è stato utile,
qualcuno ha scritto un cartello: BENVENUTI IN KOSSOVO. È arrivata
una nuova primavera con i suoi fiori di sempre. Gara di appalto 86M
euri, credo ne abbiano spesi 200. Adesso è già quasi ora di
rifarla. Utile e bella.
Per...
Giuseppe Sadori
(Sassoferrato, 21 ottobre 2007)
Risposta al dott.
Fanesi (2)
...arrivare a casa mia passo davanti a tre altre abitazioni: una ha
una luce accesa le altre sono al buio. Quattro case una luce. Il
Comune decide di installare su questa strada altre tre luci.
Indovina dove le ha messe. Sicuramente qualcuno le troverà utili e
belle. Io no. Tu parli di giardinetti, rotatorie e farmacie certo
non sono belle, ma per qualcuno molto utili.
Giuseppe Sadori
(Sassoferrato, 21 ottobre 2007)
Ve ne
racconto un'altra...
Sarà poi così difficile far cancellare un numero dall'elenco
telefonico? Da due anni tutti noi della scuola di Rione Borgo siamo
diventati i centralinisti del Comune. Perché? Perché nell'elenco
telefonico, sotto la voce COMUNE c'è il numero della nostra Scuola
elementare. A nulla sono valse le richieste e proteste.
Grazie per l'attenzione.
Marcella Maiolatesi
(Sassoferrato, 21 ottobre 2007)
Ve ne
racconto una...
Mi
chiedo: ma i nostri politici vivono a Sassoferrato o vivono tutti
al Morello?
Ho 50 anni vivo a Sassoferrato da 45, voglio bene a questo paese e
vedendo ogni giorno il degrado che lo sta avvolgendo, mi chiedo: ma
i nostri politici abitano tutti al Morello?
Vi racconto la mia settimana: la mattina accompagno la mia bambina
alla scuola materna, progettata dagli "scienziati" dell'ufficio
tecnico comunale, senza un parcheggio e nella zona di passaggio del
traffico pesante, per cui immaginate di tenere per mano un bimbo di
3 o 4 anni mentre passano dei TIR.
Mi chiedo: ma questi i figli o i nipoti non li hanno?
Vado al lavoro e mi blocco perché, dopo aver abbattuto i tigli per
allargare la sede stradale, il traffico è stato deviato verso
Fabriano. Mi chiedo: ma come, dappertutto portano il traffico
pesante fuori dai centri urbani e noi abbattiamo i tigli per farli
passare?
Arrivo al lavoro in ritardo e con i grattini è difficile
parcheggiare.
Parcheggio nei pressi dell'Hotel Relais degli Scalzi, ristrutturato
con i nostri soldi nel dopo terremoto; mi chiedo: quanto ci
guadagna il nostro Comune ad aver affittato questa struttura che è
sempre chiusa? Non lo si potrebbe destinare ad altri usi o come
passaggio?
Finalmente arrivo alla Farmacia Vianelli, in cui lavoro da 20 anni.
A proposito, a Sassoferrato esiste anche la Farmacia Sassofarm, che
il Comune ha per il 50% REGALATO alle sue dipendenti. Capita anche
a Matelica o a Chiaravalle che il comune dismetta il 50% della
proprietà, ma in seguito a regolari aste e con base di qualche
miliardo: invece noi no REGALIAMO. Mi chiedo: quanto guadagna il
Comune dalla ex Farmacia Comunale?
Torno a casa a pranzo, sfoglio il giornale e leggo che il nostro
Sindaco dichiara che i cittadini gli devono esser grati per il
fatto che abbiamo solo un ripetitore telefonico. Mi chiedo: dato
che il ripetitore è sopra la mia testa in pieno centro abitato, se
per questo devo ringraziare il sindaco, o se forse sarebbe stato
meglio trovare nel nuovo piano regolatore una zona nel monti del
Morello dove concentrare i ripetitori.
Arriva il fine settimana e mi dedico alla famiglia. Il sabato porto
la mia bambina ai giardinetti: ora mi dicono che vogliono fare una
rotatoria e quindi saranno ridimensionati. Mi chiedo: ma questi, i
figli, dove li portano? Il Sindaco e gli Assessori escono a
Sassoferrato con i loro figli o i loro nipoti? Ai giardini si nota
il degrado che ha avvolto la nostra città. I bambini sono il nostro
futuro, iniziamo ad investire sui loro giochi.
Vado al centro, dove le già poche attività commerciali ancora
aperte sono state affossate dai grattini. Mi chiedo: quanto
guadagnerà il Comune in un anno con i grattini? Non è possibile;
mettono i grattini ed in piazza hanno dato in concessione dei
parcheggi per un tendone arancione ad un bar.
Arriva la domenica, siamo indecisi se andare al Cinema o alla Festa
dei tartufi… a Pergola!
Mi chiedo: quanti anni sono che devono aggiustare il teatro, ci
hanno fatto 2 o 3 campagne elettorali, forse saranno 30 anni…
Non è forse una priorità di una buona amministrazione diffondere
cultura, invece di spendere tutte le nostre risorse economiche per
rivoltare come un calzino la nostra città con ruspe e
ruspette?
Buona notte
Massimo Fanesi
(Sassoferrato,
21 ottobre 2007)
Non ci
credo!!!!
Mi piacerebbe sapere come si fa ad allargare una strada che pochi
metri più in giù del luogo dove erano piantati i tigli si va
comunque restringendo a causa del sottopassaggio della chiesa, poi
del ponte, del fiume e delle case.
Si sono abbattuti 16 alberi secolari solo per allargare un tratto
di poche decine di metri?
(Email firmata - Sassoferrato, 18 ottobre 2007)
Anche stasera pe'
la piazza n'c'è nisciuno.
Sto sudderitta chi davanti a Razzi,
come 'na volta, quand'eravamo tanti.
Ma qué c'è armasto pe' facce ricordà, chi semo e chi eravamo?
Tutta la gente nostra do è finita?
Na volta ce bastaa n'gelado, na passeggiata... l'giro
dell'abitato.
Sci.. se facea l'giro.... Se partia dal pincio, poi l'viale Decio
Mure e t'artroai n'altra volta su la piazza.
Me pare ancora de sentì l'odore dei tigli e de l'estate.
Sto borgo mo me pare n'culo al mondo... e sci che del mondo per me
era l'core...
Stavamo tutti come na famijia e dormiamo co la chiave su la
porta...
A scola ce dicea che sto paese era n'paese ricco de storia e de
talenti.
Tra savi e matti semo cresciuti e da più colori
amministrati...
ma commè che ce semo cuscì ridotti, se in passato eravamo tanto
dotti?
Sta pensata e sto scalino m'ha fatto pià del cane.
Nun ce l'avemo più n'identità paesana!
De tutte le ricchezze que c'è armasto?
E de la storia nostra a chi je frega?
Anche la roccaccia s'è intristita,
e a me me sa, che cuscì sola nun ce s'è mai sentita.
(Email firmata - Sassoferrato, 12 ottobre 2007)
Sarà stata l'aria
uggiosa?
Saranno state le facce tristi dei passanti alla vista di quei rami
cadaveri?
Sarà stato il dover sondare e capire e scegliere, una volta per
tutte, tra la funzionalità di un marciapiede, il "così va il mondo"
e l'attaccamento al piacere così scontato e banale ogni volta
provato alla vista di quegli alberi"?
Sta di fatto che oggi è stata una giornatina di merda.
Una tristezza che, lenta ma costante, col passare delle ore, ha
messo a fuoco un'immagine: tigli e cemento.
Io scelgo i tigli nelle strade, il cemento per le case.
(Email firmata - Sassoferrato, 11 ottobre 2007)
Requiem
Dobbiamo
ammetterlo, l’abbattimento dei tigli di via Decio Mure ci ha feriti
e colpiti in profondità un po’ tutti, perlomeno tutti quelli che si
sentono appartenere ancora a questo paese e a chi ha vissuto per
queste strade sentendosele sue.
Questi alberi di quasi un secolo di vita e, quindi, fermi nella
nostra memoria e appartenenza, ora non ci sono più.
Requiem.
Il motivo?
Un’arida quanto assurda scelta tecnica non risolutiva del problema
spaziale della viabilità.
Questa può essere un’opinione personale, naturalmente, ma quello
che se ne evince dalla vicenda, ma anche da altre precedenti, è la
sordità istituzionale nei confronti delle istanze della
cittadinanza, a dimostrazione di un dirigismo amministrativo assai
cieco e poco lungimirante.
C’è anche da ammettere che una parte della cittadinanza, non so
quanta, viste le circa 800 firme contrarie espresse nel centro
cittadino, era d’accordo con il loro abbattimento, speriamo,
almeno, ponendosi il problema del licenzioso utilizzo delle risorse
economiche pubbliche, visto che i lavori inerenti il marciapiedi
sono di recentissima data.
Sicuramente la maggioranza degli abitanti del centro si è schierata
per una differente soluzione tecnica e fattibile della questione,
ma ha anche tenuto conto della frammentarietà dei lavori di
Piazzale Castellucci, con tutte le sue dispendiose rivisitazioni ed
i suoi interminabili rimaneggiamenti.
Se si poteva spendere TOT ora siamo a TOT+TOT+TOT+TOT….. , quindi
ad una sommatoria di n interventi da uno ad indefinito(?) (il
fisico e assessore prof. Dennis Censi sa sicuramente di cosa stia
parlando).
Soldi derivati da dove?
Non lo so con precisione, ma sicuramente non dalle loro tasche, ma
da quelle di tutti noi.
La causa di tutto ciò è annosa ed in parte è anche dovuta alle
mutate condizioni sociali del paese da un decennio a questa parte,
ma anche e soprattutto da un generale disinteresse dei cittadini
per la politica locale, con un’eccessiva fiducia nella delega
democratica.
Abbiamo abituato la politica a fare da sé, ma ora ci stiamo
accorgendo dell’errore commesso quando i buoi stanno scappando
dalla stalla.
Sbrighiamoci a richiudere la porta di questa stalla, altrimenti il
paese non avrà futuro.
Mi racchiudo in profonda solennità e dico:
Tigli addio!
(Email firmata - Sassoferrato, 11
ottobre 2007)
Il
manifesto del Comitato per la difesa dei
tigli
Condanna
dell'anonimo atto intimidatorio
(Sassoferrato,
17 ottobre 2007)
Abbattuti i tigli
di via Decio Mure
Li hanno tagliati.
L’amministrazione comunale di Sassoferrato ha reso esecutiva la
propria delibera del 31 luglio scorso dove si decideva
l’abbattimento dei 16 tigli in via Decio Mure.
A nulla è valso l’incontro che una delegazione di cittadini ha
avuto con il sindaco circa un mese fa, durante il quale il primo
cittadino si era reso disponibile a continuare il dialogo valutando
scelte alternative che potessero salvaguardare questo pezzo di
storia sassoferratese.
A nulla è valso il consiglio comunale, che ha visto l’affluenza di
molti cittadini contrari all’abbattimento e desiderosi di
partecipare alla vita democratica del proprio paese.
A nulla sono servite le quasi 800 firme raccolte per scongiurare
quest’atto “estremo”, ignorate per vizio di forma.
La cosa più triste di tutta questa vicenda è il dover constatare i
grandi limiti di questa democrazia rappresentativa, sorda al
dissenso ed alle richieste di partecipazione di quanti non si
accontentano di tracciare una croce ogni cinque anni per poi essere
considerati sudditi il successivo quinquennio.
(Email firmata - Sassoferrato, 11 ottobre 2007)