COMUNICATO STAMPA
Prendo atto, senza stupore, quale responsabile della formazione civica “Governo di popolo per Sassoferrato”, che ogni contestazione portata avanti, anche da numerosi cittadini, (i giovani sono cittadini a tutti gli effetti… anzi) viene considerata dal Sindaco Rinaldi sterile, inopportuna e infondata. Cerco, Signor Sindaco, se ne sarò capace, di spiegarle perché lei non ha tutte le ragioni. La democrazia, non quella cristiana, è qualche cosa che dovrebbe tutelare tutti i cittadini, ovvero quelli che la musica l’ascoltano ed anche quelli ai quali la musica dà fastidio: ma al di là di questo, ci sono questioni più gravi che sinceramente chi percepisce una più che lauta pensione da Deputato non può certamente capire; mi spiego meglio: chi rischia il proprio denaro in attività imprenditoriali dovrebbe essere compreso, e non affossato: (nell’Amministrazione che Lei guida, a partire da lei medesimo, di imprenditori non se ne annoverano molti ed è molto difficile per voi capire chi con i soldoni deve fare i conti tutti i giorni!!). Lasciando da parte queste considerazioni (visto che in democrazia ognuno può scegliere di vivere come più lo aggrada), resta il fatto che i giovani, se non trovano soddisfazione in loco, si spostano in altri centri dove la loro domanda può essere soddisfatta. Capisco Signor Sindaco che Lei ed anche io facciamo un po’ fatica a comprendere i giovani per una questione anagrafica, io però ci provo e, qualche volta, ci riesco pure... Se invece Lei vuole ascoltare solo le voci di qualche pseudointellettuale, forse sofferente di qualche complesso, faccia pure, sappia comunque che io insieme con tanti cittadini, giovani e meno giovani, continuerò a portare avanti questa questione, non solo per la musica, ma anche per la crisi che stiamo attraversando, per non far spopolare di più il Paese, per far sì che succedano sempre meno incidenti stradali ed infine per poter dare soddisfazione a chi rischia in proprio. E’ vero, Signor Sindaco, che esiste un regolamento della Regione Marche datato 24 giugno 2003 ma, come giustamente Lei dice, è un regolamento che può essere “aggiustato” dalle amministrazioni a secondo le situazioni. Per quanto riguarda le firme mi premurerò di fargliele avere il prima possibile, anzi, le anticipo che ogni firma è correlata dal numero di documento, proprio per fugare un Suo antico “vizietto” che da sempre la affligge quando il popolo firma qualche petizione: “Non si sa chi ha firmato”
Governo di popolo per Sassoferrato
LISTA CIVICA
Franco Sorci


In Olanda esplode una centrale a “BIOMASSE”
Andate a vedere questo video su www.sassoferrato.tv
Secondo voi tutto quel fumo nero può essere prodotto dalla combustione di biomasse? Secondo me NO. 
Il link è : http://www.sassoferrato.tv/page44/page44.html
Saluti
Carlo Alessandrelli

DOPO LA BERBENTINA TOCCA ANCHE A GAVILLE!!!!
Tutti attaccano il Nostro territorio: perchè nessuno parla di quello che stanno facendo a Gaville?
Il Comitato Tutela Ambiente si è attivato: e i nostri amministratori?
Gaville o Le Cave hanno perso la parola?
Vogliamo che Sassoferrato muoia nel silenzio?
IO NO!
Marco Giulietti

Libro in memoria di Don Renato
Vorrei poter avere o prenotare una copia del libro in oggetto, come posso fare? a chi dovrei rivolgermi? resto in attesa di una risposta, se possibile.
Nel ringraziare porgo sentiti Auguri di buon Anno
Oretta Ippoliti
tel. casa 06-5033233
cell. 339-8960458


Richiesta di aiuto
Cerco foto o informazioni su una presunta pietra raffigurante faccia di angelo che mi dicono stava su una facciata di una casa a casamenetto. Ho acquistato questa casa cinque anni fa,ma era intonacata... se potessi avere notizie a riguardo ve ne sarei grata. Ho intenzione di riscoprirla, ma dovrei sapere dov'e' !
Grazie
Anna

Incredibile ma vero!
In tempo di crisi c'è chi ha rivolto la sua attenzione ai bambini della scuola dell'infanzia "G. Rodari"!!!!
Siamo i bambini della scuola dell'Infanzia "G.Rodari "di Sassoferrato,insieme alle nostre Insegnanti cogliamo l'occasione per inviare tanti auguri a mamma, papà, ai nonni,agli amici e a tutto il nostro paese. Attraverso sassoferrato.tv vogliamo  inviare un augurio particolare e un sentito ringraziamento al CREDITO COOPERATIVO DI PERGOLA, filiale di Sassoferrato: grazie al suo intervento Babbo Natale è arrivato nella nostra scuola con caramelle e un libricino per ognuno di noi, rendendo il Natale di quest'anno davvero speciale.
Buone feste!!!!
I bambini della scuola dell'infanzia "G.Rodari"
Lucia Marchetti

Saluti, Carlo Alessandrelli

Gianni della sor'Ida
Essendo persona estremamente istintiva ho sempre riflettuto molto sulla tue ripetute costernazioni riguardanti le politiche locali,dal sociale alle tematiche sportive,dal turismo fino all'ultimo tuo articolo riguardante i comitati pro-treno e pro-pedemontana e allora rimuginando mi è balenata nella mente in maniera chiara e ben delineata la tua figura di candidato con cui ti sei presentato alle ultime elezioni comunali,quella di "Gianni della sor'Ida". Gianni penso che il punto sia tutto qui,tu sei un politico,come puoi parlare alla politica in terza persona(i nostri politici pensano più alle...,la politica ci rimprovera...),tu sono anni che fai politica e soprattutto sei un politico legato per storia personale a coloro che hanno partecipato sempre in maniera diretta nell'amministrazione del nostro territorio. Da quale pulpito ti proclami santo? Con quale dignità intellettuale affronti la battaglia dei TUOI comitati? Per giunta in forte antitesi tra loro,pensa bene,a cosa servirebbe oggi nel 2008 la pedemontana con lo sviluppo industriale collegato alla vecchia arteria,sicuramente è più logico e sostenibile un serio progetto di mobilità su rotaia che percorre per intero lo "sviluppo"delle aree industriali esistenti(Berbentina,Melano). Certo, mette rabbia vedere quell'incompiuta di ponte al passo di S.Donato,ma quello è il frutto di una logica spietata di coloro che vincono gli appalti:lasciano incompiute sparse,non terminano mai un pezzo, segnano il territorio perchè la gente si lamenti così da far intervenire i politici che si intervengono,ma  non colpendo chi non ha terminato i lavori,ma bensì lì foraggia con nuovi denari. Longarini docet. Tu,caro Gianni sei del mestiere,lo sai come va il mondo e hai una certa età,e, ricorda che l'illusione(di qualcosa di nuovo) è il lusso della gioventù.....                                                                
Gianluca Minardi

Un nuovo sito a Sassoferrato
www.lavaseria.altervista.org
Scan10144

COMUNICATO STAMPA: due comitati uniti nella protesta.
Partecipiamo anche noi alla festa per la riapertura di cantieri edili e stradali e per la realizzazione di grandi opere nel territorio marchigiano .Tuttavia, pure il comprensorio fabrianese fa parte delle Marche e dell’Italia , ma le deficienze che noi sosteniamo da tempo non vengono minimamente prese in considerazione . Il comitato per la Pedemontana e quello per la linea Ferroviaria Fabriano –Sassoferrato-Pergola tornano a pungolare le istituzioni sulle infrastrutture .E non a torto ,visto che tali questioni sembrano essere state dimenticate ,Per il nostro territorio ,spiega Gianni Pesciarelli , la Pedemontana e la tratta ferroviaria sono molto importanti ,tanto è vero che abbiamo avuto numerose testimonianze di cittadini.La politica ci rimprovera i metodi ( il ricorso alla nota trasmissione televisiva Striscia la Notizia ), ma da allora nessuno si è piu’ fatto carico di questi problemi.Noi dei comitati non ci scoraggiamo ,ma è evidente che i nostri politici pensano piu’ alle grandi opere ,ignorando quelle che mettono in crisi il comprensorio fabrianese .
Gianni Pesciarelli

Raccolta differenziata (ancora!)
Il ponte dell’8 dicembre (non è uno di quelli di Sassoferrato ma proprio la data), ci ha dato in anteprima un’idea di ciò che potremmo aspettarci durante il periodo Natalizio riguardo allo smaltimento dei rifiuti urbani (scusatemi, purtroppo sono costretto a ritornare in argomento). Vi risparmio le foto, su Sassoferrato.tv ce ne sono fin troppe. Vi ricordate l’amico che qualche tempo fa mi chiedeva della raccolta differenziata? L’ho rivisto questo fine settimana. Altro che chiacchierata, mi sono proprio sfogato e non vi posso proprio riferire i vocaboli con i quali mi sono espresso (che erano comunque leciti e molto contenuti rispetto alla rabbia che provo, se penso che paghiamo fior di quattrini per avere sotto le nostre finestre una tale sporcizia, evento senza precedenti per la nostra città). Innanzitutto, ognuno di noi deve agire con buon senso e responsabilità (basi delle regole comportamentali di reciproco rispetto e convivenza), seguendo alla lettera la differenziazione dei rifiuti così come da elenco recapitatoci dall’Ente preposto. In secondo luogo, faccio presente a detto Ente, che i contenitori non sono sufficienti, sia in città che fuori, e che il servizio di svuotamento degli stessi debba avvenire con maggior frequenza. La raccolta differenziata così com’è oggi, ha deluso fortemente anche chi intravedeva in essa una forma di progresso ecologico. Inoltre, trovo deplorevole anche il comportamento di tanti maleducati (qui avrei voluto usare un altro epiteto), che passano in macchina davanti ai contenitori non di loro competenza e si fermano per compiere indisturbati il proprio comodo, cioè gettandovi indiscriminatamente i loro rifiuti (non continuate a farlo sotto casa mia perché “ve stronco!”). Tutti coloro che subiscono tale atteggiamento, ignorante e menefreghista, devono far rispettare i propri diritti in maniera ferma e decisa denunciando i trasgressori alle autorità. Basterebbe in tal caso prendere il loro numero di targa. Ricapitolando: con maggior buon senso e vigilanza da parte degli utenti, con più contenitori e maggior frequenza di prelievo dei rifiuti da parte dell’Ente preposto (e non mi si risponda che non ci sono i fondi e bla bla bla…), la situazione potrebbe migliorare. E’ chiaro che la mancanza di uno di questi fattori rende vana qualsiasi prospettiva di miglioramento.
Comunque, buone feste a tutti.
Renzo Ricciardi

Il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato informa la comunità locale su importanti avvenimenti accaduti ultimamente
- Causa RITRAMA contro il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato
Poco dopo l'importante assemblea pubblica svoltasi il 4 ottobre, alcuni componenti del consiglio direttivo del comitato si sono visti recapitare la notifica di un atto giudiziario nel quale il legale della RITRAMA chiede al Giudice che vengano eliminati, urgentemente, tutti i contenuti (scritti, manifesti e altri documenti) prodotti dal CTA riguardanti la RITRAMA spa e/o l’inceneritore che la stessa vorrebbe costruire, ritenuti fortemente dannosi per l’immagine dell’azienda; in tale atto si arrivava addirittura a richiedere al giudice (che oltretutto non ha tale potere) di impedire lo svolgimento dell'assemblea citata!
L’atto di accusa depositato in cancelleria il 2 ottobre (due giorni prima dell’assemblea pubblica) si conclude così:
“...Voglia altresì (il Giudice - ndr) adottare, si opus, tutti i provvedimenti ritenuti necessari ed utili al fine di impedire lo svolgimento dell’assemblea pubblica indetta dal Comitato Tutela Ambiente per il giorno 4 ottobre 2008 presso il palazzetto dello sport di Sassoferrato”.
Il magistrato, lo stesso giorno, naturalmente, rispondeva che non avrebbe dato seguito a tale richiesta, dando appuntamento alle parti dopo pochi giorni.
In data 27 novembre il Giudice scioglieva ogni riserva pronunciando la sentenza qui trascritta (se&o):
TRIBUNALE CIVILE DI ANCONA - SEZIONE DISTACCATA DI FABRIANO
Ordinanza pronunciata fuori udienza
Il Giudice, dr. Paolo Giombetti, sciogliendo la riserva, osserva che il ricorso è infondato e va respinto per i seguenti motivi.
Con lo stesso si chiede infatti ".. l'immediata cancellazione e rimozione a loro spese e cura di tutti i manifesti, manifestini, immagini, scritti, comunicati stampa e filmati facenti riferimento alla società Ritrama S.p.a. e/o all'inceneritore per il quale la stessa ha chiesto l'autorizzazione alla realizzazione… " nonché "… di impedire lo svolgimento dell'assemblea pubblica indetta dal Comitato Tutela Ambiente per il giorno 4.10.2008.."
Nel ricorso non viene in alcun modo, neppure indirettamente, precisato il contenuto della connessa azione di merito che sarebbe, come emerge dalla successiva memoria, l'azione risarcitoria ex art. 2043 e/o art. 2059 c.c. e tale azione, come sembra dubitativamente e alternativamente proponenda, sarebbe connessa al "discredito che ha provocato e sta provocando ingenti danni dei quali si intende chiedere il risarcimento".
Si osserva allora che:
1. il ricorso appare inammissibile perché non è stata precisata nello stesso l'azione di merito, né le successive puntualizzazioni appaiono esaurienti, in quanto non è dato comprendere quali siano gli ingenti danni connessi al ritenuto discredito;
2. non è stato precisato in quali specifici siti si faccia riferimento alla società Ritrama s.p.a. e/o all'inceneritore dalla stessa costruendo e sotto tale profilo la richiesta è indeterminata;
3. non risulta in atti alcun documento nel quale si faccia specifico riferimento alla società Ritrama s.p.a. e sotto tale profilo la domanda è inaccoglibile;
4. i riferimenti al costruendo inceneritore non paiono comunque lesivi della reputazione di chicchessia e sotto tale profilo la domanda è inaccoglibile;
5. la richiesta di bloccare una pubblica assemblea appare addirittura fantasiosa, sia perché questo Giudice sarebbe privo del relativo potere, sia perché non se ne comprende la connessione con la supposta tutela di un diritto della ricorrente;
6. se l'azione da intraprendere in via ordinaria fosse, come è stato affermato in memoria, di natura risarcitoria, non risulterebbe comunque l'estremo del periculum in mora, anche perché non si è neppure accennato all'inadeguatezza del patrimonio dei resistenti in relazione al risarcimento dei supposti "ingenti danni" lamentati nella citata memoria.
Alla soccombenza segue il rimborso delle spese processuali sostenute dai resistenti, liquidate come in dispositivo.
P. Q. M.
rigetta il ricorso proposto da Ritrama s.p.a a cui carico pone le spese sostenute dai resistenti che liquida in complessivi Euro 3.500,00, oltre IVA e CAP.
Si comunichi.
Fabriano 27.11.2008
Depositata in cancelleria il 28.11.2008

- Incontro tecnico in Provincia sul tema dell'inceneritore RITRAMA
Il giorno 3 novembre si è svolto un tavolo tecnico presso la provincia di Ancona dove il Comitato, accompagnato dal dott. Stefano Montanari, dal proprio legale avv. Corrado Canafoglia e dal sig. Adriano Mei del Coordinamento dei Comitati, si è potuto confrontare con la RITRAMA, affiancata dai propri esperti, e con tutti i soggetti istituzionali presenti nella Conferenza dei Servizi indetta per il giorno 18 novembre. Già in questa sede sono stati evidenziati dai tecnici provinciali e regionali (Arpam), così come dai rappresentanti del Comitato e dal dott. Montanari, lacune, imprecisioni ed omissioni riguardanti il progetto dell'inceneritore oltre le note e gravi problematiche ambientali e sanitarie.
- Incontro con la presidente della Provincia dott.ssa Patrizia Casagrande
Giovedì 13 novembre una delegazione del comitato è stata ricevuta dalla Presidente della Provincia di Ancona dott.ssa Patrizia Casagrande che, assieme all’assessore all'ambiente Mariani e ai funzionari provinciali, ha confermato l’estrema cautela, la massima attenzione e l'assoluta trasparenza poste nell’istruttoria e nella valutazione di questo delicato procedimento.
- Conferenza dei servizi della Provincia di Ancona sull'inceneritore RITRAMA
Il 18 Novembre si è tenuta la Conferenza dei Servizi volta ad autorizzare o meno l’impianto in questione.
Come anticipato negli incontri precedenti, i funzionari ed i tecnici provinciali hanno comunicato all’azienda la necessità di approfondire alcuni aspetti, anche alla luce delle numerose osservazioni formulate dal CTA e dai suoi consulenti, il dott. Stefano Montanari direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, il dr. Federico Valerio responsabile del servizio di Chimica Ambientale presso l’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova, il Prof. Gianni Tamino docente Biologia all'Università di Padova ed il prof. Raniero Massoli-Novelli, docente di Geologia all'Università di Roma Tre e all'Università dell'Aquila.
- Conclusioni
Riportiamo la parte finale dalla relazione redatta dal dr. Federico Valerio dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova (istituto pubblico):
La realizzazione dell’inceneritore presso lo stabilimento RITRAMA produrrà certamente un peggioramento della qualità ambientale intorno all’impianto che per la parte riconducibile alle emissioni di composti tossici persistenti si aggraverà nel tempo.
Questo fatto è in aperto contrasto con i principi alla base della attuale normativa a tutela della qualità ambientale.
Le valutazione dell’impatto, nelle richieste di autorizzazione, presentano gravi lacune e sottostime dei possibili effetti dovuto alla formazione di idrocarburi policiclici aromatici, polveri fini e ultrafini, ceneri volanti.
L’oggettivo peggioramento della qualità ambientale, per quanto giudicato piccolo dall’azienda e per quanto presumibilmente rispettoso dei limiti di legge, non è un rischio obbligatorio: gli scarti che si vogliono incenerire possono essere riciclati integralmente con impatti ambientali decisamente minori e con presumibili vantaggi economici per l’azienda altrettanto meritevoli di interesse.
Dr. Federico Valerio
Responsabile Servizio Chimica Ambientale dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova

Le osservazioni al progetto dell’inceneritore RITRAMA formulate dall’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (dr. Federico Valerio), dal Laboratorio Nanodiagnostics di S. Vito di Modena (dr. Stefano Montanari) e dal prof. geol. Raniero Massoli-Novelli e dall'apparato scientifico del Comitato sono a disposizione dei cittadini e possono essere richieste scrivendo una e-mail a: posta.cta@gmail.com
Chiunque voglia tutelare la propria salute, il proprio territorio ed i propri beni può mettersi in contatto con questo comitato: e-mail: posta.cta@gmail.com
Il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato

Inceneritore...
Stavo cercando su internet se c'era scritto dove vanno a finire i rifiuti dopo che il camioncino li passa a prendere...
ed ho scoperto che c'è stata una campagna contro l'inceneritore, ma la cosa che mi ha sconvolto è che non sapevo fossimo in pericolo!!! Come mai non sapevo nulla? E com'è andata a finire la storia dell'inceneritore???
Per favore fatemi sapere, sono scioccata... tra un po' scoprirò che c'è un progetto per una centrale nucleare???
Ma Rinaldi quand'è che [se ne va]????
Luana

Sveglia!
Cari sassoferratesi, si avvicina il giorno dell'accensione dell'albero di Natale. Speriamo che nei prossimi anni non si accenda anche l'inceneritore, chissà... Potremmo accenderli insieme, non sarebbe una bella idea? Passeremo delle feste con dei bei fumi che inizieranno ad intossicarci. Finiranno almeno i discorsi di qualcuno che si prodiga nel rassicurarci che i fumi sono come quelli dei nostri camini. Dovessero arrivare dei sarcomini ai nostri figli, dopo sapremmo chi cercare. Svegliatevi sassoferratesi, non lasciamo soli i "ragazzi" del Comitato, ai quali invio un grazie di cuore per il lavoro di salvaguardia della salute di tutti noi.
Svegliatevi sassoferratesi, difendete la vostra salute e quella dei vostri figli e nipoti.
Buone feste a tutti voi!  
Massimo Fanesi
P.s.: Ancora a pieni polmoni...                   

.....avrà perso gli occhiali?
Immagine 119
Marcella

Il nostro amico tuttofare Roberto Frollichi (Lallobasket Sassoferrato) risponde alla precisazione di C. Straccini
Ricordo benissimo che tu ed altri lavoravate in quegli anni per far grande il basket a Sassoferrato, io ero uno dei giovani che si divertivano a giocare e devo ringraziare per questo la vostra grande passione; ricordo anche che c’era il minibasket, non ricordavo solo che si facevano i campionati.
Scusa ancora per l’inesattezza e grazie per la precisazione.
Roberto Frollichi.

A proposito dell’articolo “Minibasket: Or.sal. Ancona - Lallobasket Sassoferrato” nella sezione “sassoferrato.tv”
Mi preme sottolineare, e Andrea Tribuzzi ne è testimone come atleta di minibasket che, con i suoi coetanei, avevamo un'eccellente settore giovanile.
Collaborando con il  Fabriano Basket nella persona dell'allora coordinatore Ugo Sghiatti, avevamo raggiunto dei buoni risultati anche fuori le mura cittadine.
Bravi comunque a tutti gli addetti al settore e alla Società stessa.
Claudio Straccini  

La pallavolo Sassoferrato si sta facendo onore in Italia
roani emanuela
Alcuni giorni fa ho avuto la piacevole occasione di incontrare a Sassoferrato, nei pressi dei campi da tennis, la pallavolista di casa nostra Manuela Roani.
Non avevo mai avuto l’opportunità di parlare con questa atleta ormai famosa ed è stata una simpatica e interessante conversazione; abbiamo parlato di molte cose, soprattutto della sua vita sportiva con la S maiuscola.
Dopo anni di duro lavoro e di sacrifici, attraverso tappe importantissime, dallo scorso anno è approdata nella squadra di A2, la Florens Castellana in provincia di Bari.
Nata a Sassoferrato il 13 Febbraio 1983 (alta m.186 ), il suo percorso nella carriera sportiva è stato davvero lusinghiero .
Ha iniziato piccolissima, a 3 anni, a muovere i primi passi nel mondo dello sport con il pattinaggio a rotelle, ma poi a 6 anni, accompagnata in palestra dalla mamma, ha scoperto la pallavolo, di cui ci parla ovviamente con grande entusiasmo.
Nei primi 3 anni ha giocato nella squadra di Sassoferrato, nei tre anni successivi a Fabriano in B1, quindi è passata nella CarifacFabriano i A2 poi per un anno nella Sintesi Gubbio in B1.
Nel 2004/2005 il salto nella Siram Roma A2, per approdare l’anno successivo nella pallavolo Reggio Emilia A1.
Il 2005/2006 è stato l’anno importante, nella Rebecchi River Volley A2: la doppia promozione in A1 e vittoria della coppa Italia A2; lo scorso anno ha giocato ancora con L’Arzano ancora in A2.
Poi l’acquisto da parte della Florens Castellana Grotte per la stagione 2007/2008, addirittura al posto di una straniera, ma Manuela ha accettato la sfida vincendo alla grande la sua scommessa grazie anche all’ambiente sereno a al clima positivo incontrati a Castellana, che l’hanno portata ad esprimere appieno le sue potenzialità.
E’ d’obbligo una intervista a Manuela.
Come ti trovi in questo ambiente?
Mi trovo molto bene, ho maturato la consapevolezza che i passaggi nelle diverse categorie mi hanno fatta crescere come atleta e come persona.
Come siete riuscite in una cittadina di appena 30 mila abitanti ad essere catapultate nella massima divisione?
Con i sacrifici e con l’amore di tutti, degli allenatori e della gente; con una società seria i risultati prima e poi si ottengono.
Come ti trovi con le atlete straniere?
Ho con loro ottimi rapporti in quanto sono atlete, ma soprattutto amiche e questo ci fa essere una vera famiglia. Il contatto con le persone è per me molto importante, odio la solitudine; Castellana è un piccolo centro e il grande affetto della cittadina ti avvolge.
Le tue aspirazioni in campo sportivo?
Rimanere in questa serie il più a lungo possibile :
Castellana ha cambiato la Roani atleta?
Direi proprio di sì, mi sento una giocatrice diversa e sono molto contenta di aver vinto, almeno per il momento, le mie scommesse anche contro il passato; ora voglio portare a termine quello che ho iniziato.
A 24 anni hai pensato al tuo futuro ?
Certo, mi piacerebbe rimanere in questo ambiente facendo per esempio la fisioterapista.
Tu sei la quinta/sesta atleta che ha raggiunto il professionismo a Sassoferrato: accetteresti il ruolo di testimonial di Sassoferrato, in una campagna pubblicitaria volta a rilanciare il nostro territorio, la nostra cultura, le nostre bellezze, le nostre tradizioni?
Non ci ho mai pensato, ma sarei molto fiera di cimentarmi in questa avventura; davvero questa tua proposta mi inorgoglisce.
Manuela Roani fuori dai campi da gioco?
Mi piacerebbe cucinare, ma vorrei, avere più tempo per imparare meglio.
Cosa ricordi dei tuoi inizi della pallavolo a Sassoferrato?
Ho buoni ricordi; da lì è iniziata la mia vera passione; se non ci fosse stata la possibilità di praticare la Pallavolo, forse mi sarei dedicata ad un altro sport, perché fin da piccola ho manifestato la mia propensione per l’attività sportiva.
Non so se lo sai, ma io insieme ad altre persone ho dato vita alla Pallavolo a Sassoferrato, che per 27 anni ho seguito anche io con vera passione. I risultati ottenuti da voi atleti in questa disciplina mi convincono che è stata una scelta vincente.
Con vivo piacere ho incontrato Manuela Roani: è una ragazza dolce, determinata, ricca di buoni sentimenti e con tanta voglia di fare.
Giovanni Pesciarelli

L'Italia secondo Scarpinato
Roma, 10 gennaio 2008, presentazione del libro “Mani Sporche” di Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio. Il corrispondente dall’Italia del settimanale “The Economist” David Lane introduce Roberto Scarpinato, Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Palermo. L’affresco che Scarpinato fa dell’Italia del potere, della politica, del malaffare è terribile e struggente.


seconda parte
terza parte
quarta parte
quinta parte

Contro la riforma Gelmini
Buongiorno sono Lucia Marchetti,
ho letto nel sito il documento di Marcella Maiolatesi contro la riforma Gelmini e condividendolo in ogni suo aspetto,chiedo se possibile, di pubblicare anche il documento  informativo della Scuola dell'infanzia,visto che di noi nessuno parla. La legge è passata ma noi crediamo che il dissenso debba comunque essere tangibile.grazie alla redazione per darci questa grande  opportunità di poter esprime idee e preoccupazioni.
Lucia Marchetti
……e la scuola dell’infanzia????
Nessuno parla della scuola dell’infanzia. neppure il ministro si è soffermato sul tema nelle numerose interviste rilasciate. si riporta quindi l'articolo del piano programmatico che riguarda le scuole dell'infanzia:
Revisione degli ordinamenti scolastici revisione dei quadri orari nei diversi ordini di scuola l’assestamento dei curricoli e la razionalizzazione dei piani di studio dovranno comportare nuovi quadri orario di durata piu’ contenuta, con …la revisione delle attuali forme di compresenza finalizzata al piu’ proficuo utilzzo del personale docente e all’estensione del servizio.
nella scuola dell’infanzia l'orario obbligatorio delle attivita' educative, nell'ottica di una progressiva generalizzazione, e tenendo conto delle diversificate esigenze rappresentate dalle famiglie, si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unita' di personale docente per sezione e riorganizzando il piu' possibile il funzionamento delle sezioni di una medisima scuola, sulla base di tali opzioni.
Le conseguenti economie di ore e di posti potranno consentire nuove attivazioni e conseguentemente l'estensione del servizio.
E’ reintrodotto con apposito intervento normativo, l’istituto dell’anticipo di cui alla legge 53/2003 e al decreto leg.vo 59/2004, nei limiti delle disponibilita’ finanziarie esistenti. ulteriori risposte alle esigenze relative alla medesima fascia di eta’ potranno essere soddisfatte anche attraverso la prosecuzione e lo sviluppo delle sezioni primavera.
E ancora…
Razionale ed efficiente utilizzo delle risorse umane della scuola-personale docente-criteri per la determinazione degli organici del personale
…….il rapporto alunni-classe si elevera’ di uno 0,20 con riferimento all’a.s. 2009-2010 e di uno 0,10 in ciascuno dei due anni scolastici successivi.”
Cosa vuol dire?
La scuola dell’infanzia potrebbe funzionare soltanto al mattino e con un solo insegnante. se ci fossero esigenze diverse da parte delle famiglie, non indica chi vi deve provvedere, nè come. gradualmente, però, l'orario delle scuole dell’infanzia dovrà diventare di sole quattro (o 5 ?) ore al mattino. con i risparmi fatti attraverso licenziamenti e diminuzione delle ore di scuola, si potranno fare altre scuole della stessa natura: ovvero bambini di tutte le età, (vista la reintroduzione dell’anticipo e la possibilità di inserimento in una stessa classe di bambini dai due ai sei anni), in numero superiore ad oggi per ogni classe e con un solo insegnante.
Sono molti gli aspetti che non vengono chiariti nel piano programmatico, quello che è certo è che la scuola dell'infanzia,un'ottima scuola come quella primaria, verrà demolita nella sua struttura di base. che tipo di didattica si potrà fare riunendo insieme bambini dai due ai sei anni?
questo è l’anno in cui si pensava di festeggiare i 40 anni della nostra scuola…. c’è proprio da festeggiare!
diffondiamo le informazioni, affinchè ciascuno possa farsi un'idea propria di questa riforma.
Le insegnanti

Contro la riforma Gelmini
Sono molto preoccupata per la RIDUZIONE DELL’OFFERTA FORMATIVA rivolta agli alunni della SCUOLA PRIMARIA qualora venissero attuate le disposizioni presenti nel D.L. n.137 del 1^ settembre 2008 riguardanti, (oltre la valutazione in decimi, il voto sul comportamento, la chiusura di istituti e di plessi, la riduzione dell’orario d’insegnamento, dei docenti, del personale ATA, l’aumento del numero degli alunni per classe) anche l’introduzione dell’INSEGNANTE UNICO.
L’insegnante unico si configura come un ritorno al passato e stravolge una organizzazione che nel corso degli anni ha saputo dare risposte adeguate ai bisogni formativi di bambini e bambine da sei a undici anni. Tale organizzazione ha garantito una scuola di qualità come confermato dalle indagini internazionali che collocano la Scuola Primaria Italiana ai primi posti.
Penso che l’attuale organizzazione modulare
· sia  apprezzata dagli alunni e dalle famiglie del nostro territorio;
· risponda alle esigenze formative, didattiche e culturali dei bambini di oggi sempre più sollecitati da una società complessa che offre stimoli di crescita, ma nel contempo li espone a situazioni di problematicità, diseducazione, difficoltà di integrazione, violenza;
· permetta il recupero delle conoscenze negli alunni con carenze di apprendimento e nel contempo favorisca la cura delle eccellenze promuovendo un insegnamento personalizzato;
· offra agli alunni il vantaggio di avvalersi di insegnanti con competenze professionali indirizzate in specifici AMBITI DISCIPLINARI per meglio rispondere alle esigenze di una formazione di base efficace e corretta;
· garantisca un insegnamento più qualificato di quello che può essere offerto dal MAESTRO TUTTOLOGO;
· permetta agli insegnanti, operanti nella stessa classe di lavorare in equipe sia nel momento della programmazione degli interventi didattici sia nel momento delle VERIFICA E VALUTAZIONE FORMATIVA;
· offra agli alunni la possibilità di relazionarsi, per cinque anni, con più di un MODELLO EDUCATIVO;
· incoraggi la realizzazione di PROGETTI, LABORATORI, ATTIVITA’ A CLASSI APERTE, USCITE DIDATTICHE che altrimenti sarebbero difficile da realizzare.
Il compito primario della scuola è quello di dare risposte efficaci ai bisogni formativi dei bambini e l’attuale organizzazione della Scuola Primaria è la più adeguata al soddisfacimento di queste richieste e  non ravvedo alcuna motivazione didattico-pedagogica al ripristino del maestro unico. Auspico che prevalga il buon senso e si RIVEDA e  si MODIFICHI il decreto per il bene dei bambini e della società futura.
Marcella Maiolatesi

Ciao sono Roberto Gasparetti
Vorrei segnalare che è stato creata una piccola comunità di sassoferratesi on line.
L'ha creata Giorgio Gentili, e pensavo che se le segnalate sul vostro blog, aiutate a farla crescere un po'.
Visto che voi avete una consolidata visibilità ormai. Vedete se vi piace, e se potete farlo!
L'indirizzo è http://sassoferrato.ning.com/.
Complimenti per il lavoro che fate con il sito.
Saluti.
Roberto

Raccolta differenziata
Domenica scorsa, un mio amico mi è venuto a trovare. Mi ha chiesto in che cosa consisteva la raccolta differenziata (avrà visto i nostri contenitori?), poiché la sua Amministrazione Comunale stava pensando di aderirvi. Ho cercato di spiegarglielo in parole povere, approfittando di una passeggiata per le vie di Sassoferrato (quale migliore occasione!): "Ascoltami: si chiama raccolta differenziata perché A DIFFERENZA DI PRIMA, immancabilmente il sabato e la domenica abbiamo i cassonetti traboccanti di sacchetti, e devi aspettare il lunedì per buttare via i rifiuti. Solo se puoi passeggiare durante la settimana (cioè se sei fortunato) puoi goderti la vista dei contenitori vuoti, ma sporchi, maleodoranti e ubicati in modo non strategico. Se invece, come la maggior parte della gente, vuoi passeggiare la domenica per il paese insieme alla famiglia o ad amici che ti sono venuti a trovare (e che non hanno la raccolta differenziata proprio come te), allora puoi fare bella figura facendogli vedere questi cumuli di sacchetti che traboccano da ogni contenitore. Ecco cosa significa RACCOLTA DIFFERENZIATA".
Cordiali saluti.
Renzo Ricciardi

Atti vandalici
Il PdCI di Sassoferrato deve denunciare l'ennesimo atto vandalico consumato nella notte tra il 18 ed il 19 ottobre ad opera di misteriosi ed ignoranti teppisti: la bandiera comunista esposta fuori dalla sezione è stata divelta e poi fatta sparire.
Ricordiamo che a questo atto di stupidità vanno sommati altri tre episodi nel recente passato di danneggiamento e vilipendio alla stessa sezione situata in Piazza Matteotti ( O "Piazza del Comune") all'inizio di via Don Minzoni.
Sottolineiamo che il PdCI ha sempre rispettato i simboli, le insegne o le strutture di tutti, combattendo duramente le idee o le posizioni politiche che non riteneva di condividere, nel massimo rispetto istituzionale e civile.
Ci auguriamo che questi gesti di viltà non si ripetano più e che nel corso della prossima imminente campagna elettorale non si verifichino azioni irrispettose del civile dibattito politico che questa città merita.
La nostra forza risiede nella forza delle nostre idee.
Sezione PdCI Sassoferrato

La nostra amica e compaesana dott.ssa Milena Moretti ci scrive:
dal 29 settembre i precari che lavorano presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), con l’insostituibile sostegno di tutti i colleghi, sono in stato di agitazione a causa delle disposizioni previste dalla legge 133 del 5 agosto 2008 e in particolare dell’emendamento 37- bis del Ddl 1441 quater, che sarà discusso OGGI (14 ottobre 2008) alla Camera dei deputati: a rischio la sorveglianza sismica e vulcanica dell'Italia.
In modo molto più preoccupante, questo stato di agitazione riguarda tutto il mondo della ricerca in Italia. L’emendamento 37-bis, fra le altre cose, prevede in tempi brevi la cancellazione di alcuni commi della Finanziaria 2007, che individuavano un percorso per l’assunzione del personale precario in possesso di precisi requisiti di anzianità lavorativa. I precari del settore della ricerca sono lavoratori che, nella maggior parte dei casi, hanno laurea, dottorato, idoneità a concorsi, esperienze di lavoro anche pluriennali all’estero e numerosi anni di formazione, costati centinaia di migliaia di euro alla collettività per raggiungere altissimi livelli di specializzazione.
La condizione di precarietà contrattuale è la fisiologica conseguenza di quasi un decennio di blocco delle assunzioni e tagli delle piante organiche, cui la Finanziaria 2007 (e la successiva) intendeva porre un limite. La ricerca in un paese civile non è un optional; gli investimenti in questo settore pongono le basi per la crescita e lo sviluppo Paese.
L’INGV conta 1000 lavoratori, il 40% dei quali con contratto a termine e svolge attività di ricerca con risultati di assoluta eccellenza. Nel 2008 è risultato il primo istituto di geofisica al mondo per qualità di lavori e pubblicazioni (fonte: sciencewatch.com), nel 75% delle quali è autore almeno un precario. Al personale dell’INGV è affidata la sorveglianza sismica e vulcanica di tutto il territorio italiano, come contributo strutturale al Sistema di Protezione Civile. Nelle 3 sale di sorveglianza (Roma, Catania e Napoli), i lavoratori di ruolo e precari si affiancano 24 ore al giorno, 365 giorno all’anno per monitorare il territorio italiano e garantire il pronto intervento in caso di terremoto o eruzione vulcanica.
In caso di evento sismico o vulcanico, non sarà più possibile fornire al Dipartimento di Protezione Civile e al Ministero degli Interni, nelle modalità attualmente garantite, le informazioni necessarie per interventi tempestivi nelle aree interessate.
La notte del 26 settembre 1997 credo rimarrà per molti di noi una ferita aperta.
Ridimensionare l’INGV nella sua professionalità, sarebbe una grave perdita per tutti noi.
Milena Moretti, precaria INGV – Centro Nazionale Terremoti Roma
http://precariatingv.wordpress.com/

Assemblea pubblica del C.T.A
Sicuramente una serata coinvolgente che mette in evidenza, con argomentazioni e prove, la scellerata e “proficua” scelta della Ritrama. Un plauso a tutti i componenti del C.T.A. e ai collaboratori scientifici che mettono a nudo le vere motivazioni per la realizzazione dell'"inceRitrama". Credo che siano chiare a tutti le "intenzioni" di questo progetto "innovativo" che noi cittadini dovremmo subire passivamente per "interessi" altrui. Bisogna bloccare questo tipo di arroganza politico-imprenditoriale che mette a repentaglio la salute di tutti noi... ma dobbiamo farlo da soli... perché soli siamo, e i nostri politici.. be' come dice Anselmo... stendiamo un velo pietoso... Abbiamo un patrimonio paesaggistico e ambientale di enistimabile valore e non dobbiamo farcelo distruggere da pochi individui...
Carlos Marchitelli

Sull'assemblea pubblica del C.T.A. di Sassoferrato, sull'essenza e sull'assenza dei nostri politici dal pie' veloce.
Grande lavoro, pertinente e approfondito, dei ragazzi del Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato. Palazzetto pieno di gente.
Mancavano i nostri politici: oltre al sindaco ed ad altri tre/quattro tra assessori e consiglieri, il nulla. Quali impegni improrogabili e più importanti i nostri politici abbiano avuto non ci è dato sapere. Da quali imprescindibili questioni siano stati trattenuti (il sabato sera...) non riusciamo ad immaginarlo. Certo è che se la "classe" politica sassoferratese è questa, menefreghista, sciatta e contumacemente favorevole all'inceneritore, è arrivato il momento del repulisti. Superficialità e inadeguatezza è il nostro giudizio. Il sistema politico-amministrativo sassoferratese è morto. Di politici dal "pie' veloce" e dalla "sgrullata di spalle", che scappano davanti alle proprie responsabilità, non sappiamo che farcene. Vorremmo vederli in piazza ed alle assemblee, con fasce tricolori e megafoni, ad arringare la folla, a gridare ai "ritramisti" che questo è il nostro paese e il nostro paese non si tocca.
E invece, la domenica e i dì di festa, camminando a testa bassa, li vediamo raggiungere la piazza con la giacca buona, incappannellarsi davanti ai bar e ciarlare con il sorriso di chi ha capito tutto... E invece non hanno capito un cazzo. Non hanno capito che sono gli eletti portavoce delle nostre istanze, che dovrebbero essere loro, i nostri politici assenti, a condurre in prima persona le battaglie per il territorio, per l'occupazione, per il turismo, per la libertà di espressione; per i nostri diritti, per il nostro orgoglio sassoferratese, per i nostri bambini, per l'istruzione. Sgrullano le spalle e si allontanano, i politici dal pie' veloce. Fuggono dal confronto, mascherando con un inadeguato sorriso l'orrido vacuo della mente.
E lei, signor sindaco, con i suoi piani e contatti segreti, veda di vincere questa battaglia. Non vorremmo ricordarlo come il sindaco dell'inceneritore.
Anselmo Verdini

Er monnezza
Cari paesani,
leggo spesso e vedo spesso lamentele e foto sulla immondizia al di fuori dei cassonetti là per le strade del sentinate paese. Non siamo una eccezione. Tranquilli. Siamo nella normalita'. Il mio lavoro mi porta a girare e questo succede ove esiste un sistema simile o uguale al nostro. Basterebbe andare in realta' mooolto vicine a noi per vedere sistemi che forse funzionano meglio. Funzionano meglio perche'??? Forse perche' i cittadini sono piu' educati o perche' a fine anno riescono a vedere tangibilmente il riciclo fatto?? Ma poi, ragazzi, vi siete mai chiesti perche' una risma di carta riciclata A4 costa piu' di una fatta fresca fresca???? Beh...come ormai sappiamo, il nostro paese è pregno di cervelloni che elaborano sistemi per poter fare come sempre, in qualsiasi momento e perennemente i f...i con il c..o degli altri. E no cari cervelloni.....a casa mia si dice che "finche' c'e' 'l salame l' pregiutto nun se comincia".
Saluti a tutti.
Peppe Sabbatini

Nuovo sito a Piaggiasecca
Salve, dal 20 agosto 2008 anche Piaggiasecca è in rete con un blog http://piaggiasecca.blogspot.com per adesso siamo in pochi ma vogliamo crescere, cerchiamo collaboratori animati dal senso della paesanità, per comunicazioni contattate il sottoscritto al mio indirizzo mail epierpaoli@virgilio.it oppure il "blogger administrator" Fausto, all'indirizzo piaggiasecca@gmail.com
Saluti
Emo Pierpaoli

Ode a GIANNETTO a 70 anni dalla “nascita”
Giannetto ha lasciato recentemente la storica attività avviata dalla nonna Cristina Lunardi nel 1938 con un banchetto prossimo allo storico marciapiede di piazza Bartolo. Fu poi continuata dalla madre Adele (de Cuderio) e da lei condotta per tanti anni partendo dall’edicola, ma noi piace chiamarlo chiosco che sembrava posto a “guardia” della piazza stessa.
In quel minuscolo spazio Adele non solo ha condotto la vendita dei giornali, ma ha continuato a fare lavori a maglia e a governare la famiglia con quattro figli maschi: non facile.
Proprio da quel chiosco e successivamente dal locale della loro abitazione ubicato nella piazzetta in appendice a piazza Bartolo, è inconsapevolmente nato uno dei “salotti” delle chiacchiere Sassoferratesi (tra i vari cito la barbieria di Bruto Agostini condotta poi da Alvaro Ragni).
Si diceva quindi che Giannetto Mentecchiani (eterno dilemma con Montacchiani?) ha lasciato in punta di piedi …
Di per sé la notizia è di poco conto, ma a pensarci bene per chi è di Sassoferrato e dintorni, si è chiusa un’epoca iniziata con il mitico negozio di scarpe di Alberto Fata che ha ospitato tanti personaggi della ns. città che, a vario titolo, accoglieva persone e clienti nell’ingresso rientrante o nell’angolo sul marciapiede con le poltroncine di vimini: che tempi!!! Poi Alberto Fata ha passato il “testimone” alla famiglia di Giannetto che ha trasferito la propria attività in questo locale assumendo la configurazione di una vera e propria Cartolibreria , mentre prima era uso dire: vado dal giornalaio.
Si chiude quindi l’ultimo “salotto” delle chiacchiere (oggi si direbbe gossip) dove si analizzava e al tempo stesso prendeva forma: il costume, il profilo della ns. comunità con scambi di idee e opinioni. Si potrebbe oggi paragonare nel piccolo al salotto di “Porta a Porta” da dove alla fin fine si pongono nel bene e nel male le basi della “governance” di una comunità.
Insomma nel nostro piccolo e immaginario collettivo era paragonabile ai “talk-show” televisivi odierni: né più né meno.
Giannetto (è?) / sarà stato pure “antipatico” ancorché “misantropo” e magari “agnostico” (espressione cara ad Alberto Fata), ma ha sempre dato “asilo” a tutti proprio tutti nel “suo salotto” e aggiungerei gratis sia come spazio per passare il tempo e veder scorrere il via-vai sulla strada, sia come sala di lettura – biblioteca…
Per questo gli va riconosciuto grande merito e pazienza… perché non ha mai fatto distinzione (come si dice in gergo) di sesso, religione, razza o provenienza (dalla campagna…) tra i vari salottieri frequentatori della Cartolibreria che per semplicità raggrupperei in tre tipologie “animali” nelle quali ci possiamo riconoscere tutti:
- Oratori. Oggi si direbbe “opinion Leaders”, o assimilabili allo “Speaker-Corner” del famoso parco di Londra.
- Interlocutori che intervenivano solo se dava il “LA” l’Oratore di turno.
- Ascoltatori puri e semplici che non intervenivano mai, al massimo un’occhiata o una smorfia.
Gianne’! C’ accorgiamo solo ora che tutto sommato eri un “patrimonio” della ns. Comunità non solo cittadina ma di tutto il territorio ancorché quando nelle ricorrenze festive: Ognissanti, Natale, Pasqua, Ferragosto ritornavano i Sassoferratesi emigrati oltre i confini dei 3 fiumi che delimitano il ns. territorio, per dire: toh chi si rivede, come stai?, Nun te passa ‘n’anno!
Tu eri, anche se di tanto in tanto: scoglionato, dissacratore…, sardonico ma ne avevi diritto essendo a casa tua. Tu eri dicevamo un “anfitrione discreto” nella tua Cartolibreria perché hai inconsapevolmente fornito il palcoscenico e le luci della ribalta a: Danilo, Renato (“Protesta”), Vincenzo Piermattei e financo a Dario Razzi, Tonino Bellucci, i fratelli Mario e Stelio Stella… (solo per citarne alcuni che in questo momento sono venuti alla memoria) compreso forse il più gettonato “Gianni de la Sorida”.
E ora come faremo?
“Tocca dasse da fa ’per cercare un nuovo Giannetto prima di perdere la tradizione” (ma non sarà facile!).
Altrimenti bisogna fare appello alla stereotipata frase: “Aridatece C. Pomicino”…
Tutto sommato a pensarci bene nun ce dispiacerebbe.
Ciao Gianne’.
Anzi grazie da:
Le tre tipologie di Animali di cui sopra…
Biagio Marini

A Sassoferrato sono stati rimossi tutti i contenitori per la raccolta differenziata delle pile usate!!!.
Secondo il sito web del CIR: www.cir33.it "....vanno consegnati ai negozi del proprio Comune o quartiere di residenza convenzionati per la loro raccolta. L'elenco dei punti di raccolta Comune per Comune: Ufficio informazioni del CIR33 tel. 0731.215990".
Chiaramente non essendo indicato nessun negozio convenzionato, ho provato a telefonare al numero dell'ufficio informazioni preposto riportato sul sito.
La risposta è stata che al momento il CIR non ha ricevuto dal comune nessun elenco delle attività commerciali abilitate, per cui il CIR non è in grado d'indicare dove possono essere smaltite le pile usate nel comune di Sassoferrato.
A questo punto ho telefonato in comune.
Il comune asserisce di aver sollecitato più volte il CIR per la consegna dei bidoni atti alla raccolta delle pile usate da distribuire poi ai vari negozi che vorranno aderire a tale iniziativa.
Secondo il Comune ci sarà d'attendere minimo 1 o 2 mesi!!!!!!!!!!
Ma è nato prima l'uovo o la gallina?
Risultato: A Sassoferrato al momento non si può più smaltire le pile usate!!!!!!
Ma in un paese civile non era più corretto attendere prima l'individuazione dei nuovi punti di raccolta prima di smantellare i vecchi?
Visto il loro impatto ambientale invito tutti i concittadini a non smaltire le pile nel grigio, ma di attendere che anche a Sassoferrato possa ritornare la raccolta differenziate delle pile usate e con tale appello sollecito l'amministrazione e il CIR di accorciare i tempi d'attesa di questi benedetti punti di raccolta.
Simone Latini

Ecco dove sono finiti i rifiuti di Napoli
25-08-08_1059

Sempre peggio
Sempre peggio

Terzo mondo
Terzo mondo
Renato

Un saluto a tutti gli amici di Sassoferrato TV.
Seguo il sito da tempo e mi complimento con chi ha avuto l'idea di attivare questo importante strumento di comunicazione e con tutte le persone che lo animano con i propri contributi e le proprie riflessioni. Molte volte sono stata stimolata ad inserirmi nelle conversazioni ed ora che ho trovato la strada, mi prometto di partecipare di più, perchè Sassoferrato scorre nelle vene di chi ci è nato, sopratutto quando ne sei lontano.
Mi ha colpito, ma non sorpreso, quanta coesione ci sia nella vicenda dell'inceneritore e come questa unità rafforzi le scelte fatte dall' Amministrazione Comunale.
Auspico che questo impegno civile sopravviva alla contingenza e animi il dibattito politico culturale della città.
Proprio sull'onda di questa ritrovata consapevolezza mi rivolgo a quanti vorranno collaborare ad un progetto referendario.
Domenica 11 Ottobre inizierà la raccolta delle firme per il referendum abrogativo del Lodo Alfano. Il Lodo Alfano è una legge che concede l'immunità alle quattro più alte cariche dello Stato: il Presidente della Repubblica, i Presidenti delle due Camere e Il Presidente del Consiglio. E' un principio ignoto alle democrazie occidentali ed anticostituzionale.
Ci stiamo attivando in tutta Italia per la raccolta delle firme, nella nostra Regione ne dovremmo raccogliere 30.000 entro il 20 Dicembre. Nnn è un traguardo facile da raggiungere, ma è il rpimo passo verso il nostro obiettivo.
Ci stiamo attivando in tutta la Regione, se qualcuno fosse interessato a collaborare o solo per ulteriori informazioni prego di mettersi in contatto con me.
Grazie.
A prestissimo!!!
Paola Giorgi
giorgipa@hotmail.it

Indecoroso
Indecoroso3
Raccolta di tutto
Raccolta di tutto
Renato

Alcune considerazioni sul raduno dell’UCOII al Convento La Pace
Nonostante manchino solo 2 giorni all’inizio del raduno nazionale dell’associazione musulmana Ucoii, presso il Convento la Pace, mi sembra di essere il primo nel postare qualcosa su questo “evento”. Non credo che una cosa come questa possa passare inosservata, nel tranquillo (forse troppo) tram-tram Sassoferratese. Non so perché sia stato scelto il convento La Pace, tantomeno che ruolo abbiano avuto i Frati affinché la sede fosse questa. Ho letto qualcosa sull’Ucoii, incluso qualche commento autorevole in materia, e mi sembra esistano molte contraddizioni, polemiche ed addirittura accuse intorno a questa associazione. Ammetto che mi sorprende che dei musulmani, indipendentemente dalla reputazione dell’associazione che li riunisce, si ritrovino proprio a Sassoferrato. Probabilmente perché questo è un ulteriore segnale che la nostra Città non sfugge più a certi fenomeni che prima vedevamo da lontano, sul giornale o in televisione. Non credo pero che i Sassoferratesi “vivranno” questa iniziativa, ed ho dei dubbi che serva a favorire l’integrazione e l’intercambio culturale. Probabilmente si farà alla Pace solo perché era una struttura disponibile e magari perché l’Ucoii potrà contraccambiare ospitando i Frati a Damasco per un raduno di preghiera dei seguaci di S. Francesco.
Luca Giorgi

Ci ha scritto
Desidero complimentarmi per i contenuti del sito , che ho conosciuto attraverso l'amico Mario Toni.
Sono Piero Agostini , di Montelago , e mi sono veramente commosso nel vedere le 150 foto storiche di Montelago che mi hanno ricordato gli anni dell'infanzia ; ho delle altre foto dell'epoca e qualora fosse di vostro interesse ampliare  la sezione , potrei senz'altro fornirle per la pubblicazione .
Grazie ed auguri di grande successo.
Saluti
Piero Agostini

A Cecco da S.Egidio...
...caro guardiano notturno,controllore della soglia che dà diritto al viandante il meritato riposo tra le braccia di Morfeo, che come talamo ha un'amaca e che, dalle colonne di Ercole, volgendo lo sguardo al cielo ti ubriachi di stelle, perchè così il mattino possa essere più leggero,ma nell'incontrare la luna piena ti riempi allo stesso modo con il ricordo per quel paesello da dove per tanti di noi tutto ha avuto inizio. Quel contenitore di emozioni condivise che con il tempo assumono la gloria  del ricordo,un crogiolo di anime col chioppo e di luoghi incantati. Questa per noi è Sassoferrato,non una città-territorio,non uno svincolo autostradale,non una meta adatta per improbabili giocatori di golf, e nemmeno un posto "magico" come ci vogliono far credere,dove si potrà trasformare per incanto e a norma di legge, montagne di rifiuti in efficente energia. Non mi fido della magia e soprattutto di certi illusionisti,per i maghi ho un'avversione che mi porto dietro fin da bambino,quando vidi Silvan al campo sportivo e mio padre a fine dello spettacolo non mi comprò la scatola d'iniziazione del provetto maghetto perchè era una cazzata... Oggi  quella scatola è un inceneritore. Non c'è dubbio che avrà il suo fascino per gente che va incontro alla vita già stanco e abituato a viverla,senza trovarci niente d'interessante;ma, come dice nonna per i tonti non c'è la medicina,neanche nella farmacia Vianelli(con tutto il rispetto per i tonti,io sottinteso,e per il personale più che qualificato della farmacia Vianelli). E' tutta questione di denaro. Questi non hanno capito che i soldi non sono come le bestie,non figliano mai,nemmeno una volta all'anno. Caro Cecco dobbiamo avere tutti la pretesa di non farlo questa merda d'inceneritore e l'importante è avere tutti un po’ più di coraggio. Scegliamo il futuro,scegliamo la vita.  
Smilzo, so' lo Smilzo

No comment!
Immagine 020
Immagine 019
M.

Risposta al Cecco
Caro “Cecco”,
leggo con piacere le tue avventure “on the road” e ne rimango affascinato.
Ti spiego.
Ho sempre ammirato chi non ha paura di confrontarsi con il nuovo, con ciò che non conosce e porta la sua vita dove vuole lui e non il contrario.
Io, privilegiato giovane, non ho potuto né voluto decidere dove portare la mia vita…ha fatto tutto Lei con relativi “incidenti”di percorso ma, ripeto, so di essere per certi versi molto fortunato rispetto a molti miei coetanei e non solo.
Ecco perché guardo con ammirazione chi come te non ha paura di perdersi, geograficamente parlando ma non solo (poi magari se accade, si ritrova per poi riperdersi…)!
Sono andato in internet per vedere com’è Tarifa: SPLENDIDA!!
Ho trovato disponibilità per un appartamento vicino il mare, ne ho parlato con Lucia proprio ora ma ci sono alcuni problemi; comunque ti farò sapere!
Il Comitato è forte più di prima!!
Ci stiamo dando da fare con l’analisi del nuovo progetto e stiamo lavorando molto bene!
A breve organizzeremo un incontro pubblico con la cittadinanza e la politica per spiegare le nostre sacrosante ragioni.
Gigi non è mai uscito dal Comitato, ha solo avuto un attacco acuto di sfiducia, pessimismo e fastidio, per certi versi giustificato e prontamente curato dalla Farmacia Vianelli!!
Ricordo con piacere i giorni di aprile a Capannori al meeting internazionale rifiuti zero e quella sera a casa mia che decidevamo la sceneggiatura dello spettacolo per la festa dell’ambiente.
Ricordo anche che quando t’impunti sei terribile, parti per la tangente e riportarti indietro non è cosa facile.
Sono certo che troverai “un posto nel mondo” per dirla alla Fabio Volo e mi auguro d’incontrarti in uno dei più belli!!
Luca

L’immondizia regna sovrana al di fuori dei cassonetti
Unknown-1
Unknown
... in effetti da quando c'e' il differenziato, l'immondizia regna sovrana al di fuori dei cassonetti .. non solo in via loreto, ma anche in altre vie e frazioni, (vedi felcioni).. sicuramente c’è una certa disorganizzazione nei mezzi di raccolta.. ma come faceva notare Pia, ci vuole un po' piu' di volontà da parte dei cittadini, soprattutto nel differenziare nel modo migliore la spazzatura... E' anche vero che, non si potra' fare differenziato totale, finche' le industrie continueranno a fare confezioni con "sette" materiali diffferenti... ma questo e' un'altro problema..
Carlos Marchitelli

Amici,
che bello rivedervi su sassoferrato tv dopo tanto tempo. Vi ho lasciato il giorno dopo l'epica festa del comitato ambiente.
qui e' notte fonda, la notte di ferragosto, con la stessa luna piena per me e per voi. io sono a tarifa, sud della spagna, cosi a sud che in marocco ci si arriva con una notata di 13 km, e inutile dirlo, la costa del continente nero si vede sempre, giorno e notte.
sono emigrato, sono scappato, ho lsciato tante cose, progetti in sospeso.....chissa' se ho fatto bene...
per iniziare vi racconto un po' cos'e' successo negli ultimi tempi. subito dopo la bella festa che abbiamo orgnizzato con il comitato di tutela ambientale sono partito per la liguria, bordighera per l'esattezza. Per una settimana avei dovuto lavorare li' come assistente disabili in vacanza. Si', le solite cose, lavare culi, fare docce, giocare a briscola, fare passeggiate, confrontarsi passo passo con la quella che il sistema chiama pazzia. Mi piace questo lavoro, solo che qualcosa e' andato storto. Mi hanno cacciato.
Al secondo giorno, durante la solita riunione serale degli educatori che si svolge dopo aver messo a nanna i pargoli geriatrici, e' successo il patatrak.
Ho fato notare che non eravamo abbastanza ecosostenibili. Sapete, ad ogni pranzo, ad ogni merenda, ad ogni minimo succo di frutta bevuto nel pomeriggio si buttavano via sacchi e sacchi di plastica-vetro-cibo-carta e chi piu ne ha piu ne metta nell'indifferenziato.
Ho trovato un muro, mi hanno risposto che non ci si poteva fare nulla. Al che ho dichiarato che me ne sarei assunto io la responsabilita'.
Neanche questo andava bene. Mi e' stato detto che se avessi dedicato la mia energia a quasta cosa non avrei svolto il compito per il quale ero pagato.
-non sono d'accordo, pero' va bene-ho detto.
Poi gli altri hanno fatto mucchio contro di me, e messo in un angolo, e' uscito il cane di fuoco che alberga dentro di me.
-domani te ne vai, qui non c'e' spazio per le tue opinioni personali.
breve riflessione: prima di essere educatori, ingegneri, dottori o macellai, siamo esseri umani, vivi, ed ha poco senso essere "professionali" se non ci preoccupiamo di salvaguardare la vita, nostra e del pianeta.
licenziato, a piu' di 800 km da casa, non ci ho pensato molto, e ho iniziato a camminare....20 km mancavano al confine francese, il cielo era blu e il sole caldo. Cammina cammina, autostop dopo autostop, rimuginavo dentro cio' che era accaduto, riflettevo su come vanno le cose nel nostro paese....minchia, come mi vergogno di essere italiano......
adesso sono in spagna e lavoro come guardiano notturno di un hotel molto elegante. Di giorno invece accompagno turisti a fare passeggiate a cavallo. Non ho una casa. Un po' dormo durante il lavoro, e il resto del giorno che non vado a cavallo mi riposo nella pineta dietro l'albergo cullato da un amaca...che grande investimeto quest'amaca.....vi consiglio a tutti di possederne una, puo' risolvere un sacco di problemi.
Per il momento il sogno di fare documentari e lavorare con le immagini rimane da un lato. Finita la stagione credo che andro' a vivere a granada, o a sevilla, e li ricomincero' con qualche televisione locale......anche la televisione.....qui' in spagna mi sembra migliore, piu' critica, piu' libera.....
chi abbandona la lotta......( e' un gran filgio di madre ignota)
ho letto della ritrama e di gigi che abbandona il comitato.....sono mortificato, mi spiace di non essere presente, anche se peccherei di megalomania pensando che qualcosa sarebbe andato diversamente stando li'.......
mi manca Sassoferrato, cacchio, non ho fatto il bagno a baldibetto quest'anno e non sono andato sulla croce in una notte di stelle, non sono stato con mia nonna a fare la conserva di pomodoro e mi sono perso tutte le primizie dell'orto.....
vi lascio con la nostalgia nel cuore, e se possibile, vorrei mettervi un po di pepe al culo.....non fateglielo fare 'sta merda di inceneritore, per favore!!!
il cecco
so' il cecco


Differenziato (ma molto poco...)
02-08-08_0933
02-08-08_0932
I contenitori del differenziato di via Loreto sono sempre stracarichi anche perchè non si degnano di infilare le cose nei fori, e tra le buste lasciate per terra e " ripassate " da qualche animale, c' era di tutto, cibo - che andrebbe nell' organico- , tetrapack - che andrebbe nel non differenziato- e così via. Ho fatto qualche foto col telefonino.
Grazie
Umena Pia

Francesco: la telenovela
Ciao Francesco,
E' incredibile, ti pensavo qualche giorno fa, mentre organizzavamo una serata revival in rocca un po' tutti abbiamo rispolverato i più bei ricordi, tra i miei c'erano le anche scorribande con la tua Renault e le serate sulla piazza del castello, bene...adesso perchè non torni a trovarci, magari scopri che Sassoferrato non è cambiato poi così tanto.
Ciao,
Marcello Marcellini

Francesco: la telenovela
... in riferimento al post (scomparso) di risposta che mi hai mandato ti confermo che era la pizzeria davanti a Cesauri e che sono riuscito a focalizzarti grazie la descrizione dei tuoi mezzi di locomozzione motorino verde Peugeot, e Renault 11 bianca.. il tutto confermato da Luca Giorgi che ho incontrato l'altro giorno al bar.. se capiti da queste parti.. fa un fischio.. Ciao..
Carlos Marchitelli

Sassoferrato: senza titolo
393332829271

Ho visto la Mostra del Salvi e mi è piaciuta
Però, non posso fare a meno di commentare la foto apparsa su sassoferrato.tv e che vi rispedisco con due domande:
chi è la persona che si intravede sulla sinistra che tocca il culo alla signorina che regge il nastro?
Perché non date una forbice anche al nostro sindaco, almeno non deve far finta di tagliare il nastro?
page3_2
Per sorridere un po’, Giobbe57

Francesco da Roma
Sì Peppe, sono proprio io. Ho abitato sopra la Farmacia Vianelli e poi alla Marena.

Sono sempre Peppe Sabbatini,
a volte delle persone svaniscono dalla quotidianità e poi si stenta a ricostruire il passato. Se non erro, tu non abitavi sopra la farmacia Vianelli quando venivi a Sasso? Sempre, se non erro, non hai 2 sorelle ed una si chima Laura e tua mamma mi sembra Ludovica?
Saluti a tutti quanti.

Francesco da Roma
Ciao Carlos, se la tua pizzeria è quella che stava davanti al negozio di Cesari io mi ricordo di te. Io giravo con un motorino Peugeot verde ed ero l’unico ad avercelo.
E con la maggiore età con una renault 11 bianca.
Francesco Giambartolomei

Ciao Francesco
Ciao.. cavolo Francesco (a proposito... riesci a postare una tua foto?.. il tuo nome non mi e' nuovo e credo di conoscerti).. hai messo il dito nella piaga scoprendo un calderone di ricordi, dove luoghi e personaggi facevano parte della nostra vita.. io aggiungerei le serate danzanti sulla Rocca, la saletta giochi di Marchesi,gli incontrti al bar del castello oltre a quello di Ovidio,gli ammassamenti sullo scalino di Razzi,le pallonate davanti la chiesa, con Don Renato che chiamava il maresciallo Fanini che ci sequestrava il pallone.. la mia pizzera di via Fratti (24 anni di ricordi indimenticabili) che ahime' a malincuore quest'anno ho chiuso (ma che spero di riuscire a farla riaprire).. e altro ancora..grazie Francesco per averci ricordato di questi spensierati momenti..come si dice.. "io c'ero".. anzi.. "noi c'eravamo".. spero che presto si possa rivivere un'epoca come questa e che Sassoferrato riprenda la sua identita'.. come dice Luca.. niente è perduto...
Saluti a tutti
Carlos Marchitelli

10 e lode al personale sanitario dell’Ospedale di Sassoferrato
Colpito da inenarrabile colica renale (bevete tanta acqua, gente...), arrivo alla Postazione POTES di Sassoferrato alle ore 8.15.
Alle ore 9.45, ne sono uscito, fresco come una rosa, quasi resuscitato.
Un personale medico e paramedico dalla sorprendente disponibilità e professionalità, educazione e cortesia.
Grazie di cuore al dott. Mengoni, alla dott.ssa Andreoli, al personale paramedico Troiani, Marchitelli e Renzaglia.
Il webmaster è ancora tra voi.
Sassoferrato, 16 luglio 2008
Luigi Garofoli

Francesco da Roma
Ciao Peppe, anche io non ricordo la tua fisionomia, forse con dei riferimenti più precisi riuscirei a focalizzarti.
Non sapevo della morte di Gennaro, e mi dispiace molto.
Colgo l’occasione per rispondere anche a Luca, con cui non ho potuto fare il tour in Francia in quanto militare, ma con cui ho condiviso un meraviglioso viaggio in Grecia.
E per sapere come ve la passate adesso, perché a parte Massimo non so niente più di voi.
A presto.
Francesco Giambartolomei

Re. Francesco, i ricordi, però soprattutto Sassoferrato
Io Francesco lo conosco bene ed ho condiviso con lui, insieme ad altri amici, estati semplici, ma vissute intensamente al tempo stesso. Per esprimere quella semplicità mi piace l’accostamento con l’anguria di Peppe, oppure vale la pena ricordare le “sedute” estive fino a tarda notte sullo scalino di Razzi.
Il Club al quale fa riferimento Francesco è l’HCF, il cui spirito rimane vivo ed indelebile nel cuore dei fondatori (Marcello Marcellini, Giacomo Fata, Massimo Civerchia, Fabio Vecchi, Carlo Silvestrini, Sandro Agarbati, Massimo Ceccotti, Stefano Malzew ed il sottoscritto), ma spero risvegli bei ricordi anche nei tantissimi amici che, come Francesco, hanno in qualche maniera preso parte alle innumerevoli attività organizzate.
Quelli dell’HCF sono quelli dei “famosi” tour in vespa, in Italia ed all’estero, le cui foto sono tuttora visibili in alcuni negozi di Sassoferrato.
Il post di Francesco, così come il mio nella parte iniziale, parla di ricordi che si ricordano (appunto) piacevolmente perché sono, quasi sempre, belli. Purtroppo contengono un lato negativo, in quanto l’intorno nel quale si sono prodotti sempre cambia.
Sassoferrato è stato l’intorno ideale ed idillico che ha permesso a Francesco, a Peppe, a me e a chissà quante persone, appartenenti a diverse generazioni, di passare momenti indimenticabili.
C’è la percezione però che la Sassoferrato di oggi abbia perso la magia che sempre, noi Sassoferratesi, gli abbiamo riconosciuto, tanto che potrebbe non generare piú bei ricordi da raccontare in una cena tra amici nel 2025.
Questa analisi un po’ bizzarra, che trova spunto dal post di Francesco, mi riporta bruscamente alla realtà perché non si vive di soli ricordi.
Mi sento un po’ colpevole, perché mi perseguita una sensazione di passivitá che Sassoferrato sicuramente non merita.
Se altri condividessero questa sensazione non mi sentirei per questo meno colpevole, peró per lo meno penserei che non tutto é perduto.
Luca Giorgi

Re. A Francesco da Roma
Caro Francesco Giambartolomei,
sicuramente ti conosco ma al momento mi sfugge la tua fisionomia. Certo, quei tempi erano belli e molto belli quelli ancor prima. Bastava un'anguria per essere contenti, ora invece... Ma bando alle ciance, a proposito di Gennaro. Gennaro Romano veniva dall'Abruzzo e più precisamente da Guardiagrele. Ragazzo dotato di generosità autentica, generosità che a volte hanno portato tanti ad approfittare di lui, ma il suo buon cuore, sicuramente ha sempre perdonato. Aprì una pizzeria "Pizzeria La Maiella" in corso Fratelli Rosselli, per capirci come dimo noi... su pel borgo. Chiusa l'attività lavorò a destra e a manca fino a trasferirsi in Germania, dove stava realizzando la sua vita. Ma la vita si sa, spesso è tiranna e daccordo con la morte ha ceduto i suoi diritti facendolo portar via in giovanissima età. Credo che non avesse ancora 40 anni.Grazie per averlo ricordato. Anche se non era un sassoferratese e stato partecipe di un bel periodo della nostra giovinezza.
Un caro saluti a tutti.
Peppe Sabbatini

Francesco da Roma
E’ tanti anni che manco da Sassoferrato, dopo averci passato tutte l’estati dell’infanzia e dell’adolescenza. E dando uno sguardo al blog, resto sconcertato e rattristato da come il paese che amavo sia cambiato. Era mia intenzione tornarci quest’estate, ma sinceramente ora ho paura di trovare cose che non appartengono più ai miei ricordi, di quando al Pincetto c’era il chiosco che vendeva le granite, di quando al Bar Giorgi c’era un videogioco delle moto ed era una eterna sfida con Ciocci, di quando quel particolare personaggio di cui ora non ricordo il nome  aveva aperto una pizzeria sul corso, di quando Sandro Marchesi girava con la sua 2CV con l’adesivo di Marilyn Monroe e con le catenelle al posto degli sportelli o di quando passavamo serate meravigliose anche senza fare niente con i ragazzi del Club (Massimo Civerchia, Luca Giorgi, Fabio Belli, Marcello Marcellini, etc…) e di tante altre cose che ho nel cuore. Tutti vorremmo che alcune cose rimanessero come le ricordiamo e per me Sassoferrato è una di questa.
Un saluto a tutti.
P.S. Mi sembra che quel personaggio si chiamasse Gennaro.
Francesco Giambartolomei

Riuso, riciclo, recupero... e risparmio!
06-07-08_1148

La vergogna del mercato a Sassoferrato
cassonetto
Ogni venerdì, intorno alle ore 14, lungo il centro storico di Sassoferrato, è possibile assistere all’indecoroso spettacolo delle cataste dei rifiuti lasciate da venditori ambulanti.
A Sassoferrato sta partendo (com molte negligenze da parte dei cittadini, dell’amministrazione e dalla ditta preposta) la raccolta differenziata. I venditori ambulanti, noncuranti e menefreghisti, ammucchiano (quando va bene!) lungo strade e marciapiedi rifiuti di tutti i generi (dalla plastica al legno, da verdure marce alla carta...) e poi se ne vanno, impuniti.
Richiediamo l’intervento dell’Amministrazione e della Polizia Municipale per controllare l’accurata differenzazione dei rifiuti degli ambulanti, con controlli, multe e ritiro delle licenze.
Fino a prova contraria i padroni di Sassoferrato sono i sassoferratesi. Gli ambulanti si ricordino che sono nostri ospiti.
Anselmo Verdini (un po’ stufo)

Dov’è il programma dell’estate sassoferratese?
Ho visto il programma dell’estate arceviese: più di 150 appuntamenti da qui a fine settembre.
Il nostro, il programma di Sassoferrato, giace ancora nei cassetti dell’assessore comunale.
Forse che quest’anno vogliano fare il programma dell’autunno Sassoferratese?
Anselmo Verdini

E pensare che ne mancavano solo 20 cm.
C.so rosselli mercato coperto
Renato

Abbandono e fatiscenza del Parco giochi del “Campo della fiera”
DSCF1705DSCF1706
DSCF1708DSCF1709
DSCF1711DSCF1712
DSCF1713DSCF1714
DSCF1715DSCF1716
In questa struttura, va ricordato, giocano i nostri bambini. Il verde pubblico, tutto, andrebbe mantenuto in maniera più decorosa e sicura.
Marcello Marcellini

Estate 2008: un bel bagno a Gabicce
(o magari a Fano, Marotta, Senigallia...)
Il filmato
Tuffo
Sandrino

Comitato Pro-Treno della Linea Fabriano- Sassoferrato-Pergola
Dal convegno tenutosi a Pesaro il 5 giugno scorso, organizzato dalla Regione Marche sul tema “Verso il nuovo piano dei trasporti”, come Comitato Pro-Treno della Linea Fabriano- Sassoferrato-Pergola usciamo abbastanza fiduciosi. Finalmente dopo numerose insistenze siamo riusciti ad ottenere l’effettuazione di uno studio di fattibilità per uscire dall’impasse in cui è stata relegata questa tratta ferroviaria, cui parteciperanno diversi interlocutori: oltre alla Regione Marche quale proponente, Trenitalia, R.F.I, le Province, i Comuni, i Sindacati, le società di trasporto su gomma e la società T-Bridge. Per questo ci sentiamo di ringraziare l’assessore ai trasporti della Regione Marche, Pietro Marcolini, i funzionari, Sergio Strali e Paolo Pasquini, e tutti quelli che si sono trovate in sintonia con la proposta (gli assessori Provinciali Lucarini e Virili, i sindacati, le associazione dei consumatori, Trenitalia e R.F.I).
Abbiamo fatto un primo passo avanti con l’inserimento della nostra tratta nel piano strategico del comparto della mobilità della zona montana del Fabrianese.
Abbiamo sempre affermato che il treno non serve solo agli studenti, ma serve anche al trasporto delle merci, ai turnisti, agli operai, alla cultura e al turismo. Riteniamo che il treno debba funzionare tutto l’anno e non solo nei mesi in cui la scuola è aperta. Secondo i nostri esperti è possibile collegare Civitanova Marche con Pergola così da portare le attuali sei corse giornaliere a dodici: in tal modo si possono prendere le coincidenze con i treni della linea Ancona Roma. Attuando quanto detto non solo ridurremmo i costi, il traffico automobilistico, l’inquinamento e salvaguaderemmo di più le vite umane, ma daremo la possibilità ai turnisti delle varie fabbriche di poter utilizzare questa via di trasporto. Inoltre per ottimizzare il tempo e rendere più agevole la viabilità, abbiamo proposto e sollecitato la costituzione di una società mista regionale anche con privati: treno più bus, vedi Adria-Bus, cosi’ da sperimentare una nuova gestione che sta dando ottimi risultati in altre città, si veda la linea Merano-Malles. Sarebbe opportuno creare un biglietto unico per dare la possibilità ai fruitori di poter utilizzare dei bus urbani per arrivare più agevolmente alle stazioni e viceversa (una esperienza abbozzata a Sassoferrato sta dando i suoi frutti con un aumento dei passeggeri). Per quanto riguarda la tratta ferroviaria sopra citata, è assurdo che da Pergola partano dei pulman contemporaneamente al treno, queste corse parallele dovrebbero essere trasformate in corse a “pettine” ed utilizzare i bus per trasportare le persone verso le stazioni ferroviarie più vicine. E’ altrettanto auspicabile non solo poter usufruire di corse di autobus “stornate” in modo da collegare i piccoli centri periferici, ma anche di intensificare le corse dei treni su Pergola, da collegare con un servizio di Autobus per Urbino e Pesaro, così da favorire lo spostamento di molti utenti della zona di Fabriano, ma anche del maceratese diretti a Urbino e Pesaro. Infine, per promuovere la diffusione e lo scambio delle idee culturali, sarebbe conveniente, opportuno e produttivo collegare tra loro le cittadine universitarie di Camerino, Fabriano, Macerata e Urbino (“Il Treno delle università Marchigiane”). Poi da non trascura il comparto culturale e Turistico.
Concludendo, ribadiamo che la trasformazione a metropolitana di superficie può portare a dei risultati interessanti, crediamo che razionalizzare il trasporto ferro –gomma a lungo andare darà i suoi frutti, o meglio, renderà partecipi sulla scena nazionale quei piccoli centri periferici ricchi di storia e di tradizioni non serviti dalla ferrovia e da una rete stradale efficiente.
Per il Comitato Pro-Treno
Giovanni Pesciarelli

In attesa dei turisti...
Arrivando a catobagliFioriera 1
FiorieraPanorama in castello
Indecoroso3Indecoroso2
Sotto la rocca
Renato Alberti

Il marciapiede più alto del mondo (80 cm!)
Marciapiede_2

Felcioni discarica comunale!
03-06-08_1038
03-06-08_1034
03-06-08_1036
03-06-08_1035
Sassoferratesi negligenti, piuttosto che fare la raccolta differenziata, portano la loro immondizia (indifferenziata) a Felcioni, dove viene ammucchiata per giorni in fatiscenti cassonetti. Che il Comune, l’ufficio tecnico, l’assessore preposto, intervengano al più presto, con controlli, informazione e, se necessario, multe.
Andrea Piermattei, felcionaro

Per Marcella
A proposito di Veronesi, sarebbe sufficiente leggere alcuni articoli riportati su questo stesso sito per capire che il ‘prof.’ Umberto Veronesi non è minimamente attendibile quando parla di inceneritori (come ha fatto nella trasmissione di Fazio con i ditini posti a ‘picciol o’) e ora anche di centrali nucleari, basta che clicchi su questo link (internet è una gran cosa rispetto alla TV o ai giornali: non ha un padrone! Buttate via la televisione: io l’ho fatto ed è stata una liberazione! )
http://www.sassoferrato.tv/page9/page122/page122.html
oppure leggi il documento redatto da l'Institut de Veille Sanitaire (InVS) dove sono stati resi noti i risultati definitivi della ricerca condotta nelle popolazioni residenti in prossimità di impianti di incenerimento (termovalorizzatori!), l'aumento del rischio è:
sarcomi + 22%,
linfomi non Hodgkin + 12% in entrambi i sessi e + 18% nelle femmine
cancro al fegato +16%,
tutti i cancri nelle donne +6%
mieloma multiplo in entrambi e sessi +16% e addirittura + 23% per i maschi
(link : http://www.invs.sante.fr/publications/2008/rapport_uiom/rapport_uiom.pdf )
Come può uno che alcuni definiscono studioso e oncologo ignorare ben 435 ricerche e studi sull’argomento inceneritori (link http://www.sassoferrato.tv/page44/page44.html  anche questo riportato su questo sito… basta leggerlo, titolo ‘Rifiuti. Ultimatum agli inceneritori’ , un articolo di Repubblica di qualche giorno fa) …. Insomma di materiale da studiare e leggere per documentarsi ce n’è a iosa; il coperchio della pentola che per anni è stato tenuto ben chiuso con campagne di disinformazione sapientemente organizzate e orchestrate da chi sappiamo, sta lentamente aprendosi (grazie a Dio!) per merito di qualcuno un po’ più volonteroso e cosciente. E tutto questo non è successo per caso, quasi niente in questo paese succede per caso! Nemmeno l’emergenza rifiuti a Napoli. C’è chi lo vuole, e chi può volerlo se non chi ci guadagna cifre colossali con la rapina dei CIP6 ( 7% della bolletta energetica) che nello spirito della direttiva europea dovevano finanziare le energie alternative?
Non voglio ripetere cose già dette e ridette ma che bisogno ha Veronesi di far finanziare la sua Fondazione da Veolia, Acea, ATM, Enel, Gnutti, Pirelli ed altre ditte operanti nel settore dell’incenerimento e della produzione di energia termoelettrica da petrolio.
Dice bene il dott. Montanari quando, in una intervista di qualche settimana fa, parla di uno scienziato costruito e pubblicizzato da questa gente per i loro scopi, asservito alla loro lobby.. e poi, se vuoi, possiamo farcelo di nuovo spiegare il primo giugno quando sarà alla sala Avis (non mancare).
E’ di oggi o ieri la notizia che è stato sbugiardato di nuovo da Carlo Rubbia (premio NOBEL per la fisica! A Veronesi quando lo daranno il Nobel per la medicina?) per la sua ‘sponsorizzazione’ delle centrali nucleari (ricordo che tra gli sponsor della fondazione c’è l’Enel), che stanno tornando di moda e hanno bisogno di campagne di ‘imbonimento’: chi meglio di un personaggio così ‘prestigioso’ e disinteressato può  farlo? Vai sui seguenti link: http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/veronesi-rubbia/veronesi-rubbia.html
e poi anche su: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_maggio_26/nucleare_lite_tra_rubbia_e_veronesi_f9b0508c-2aec-11dd-9793-00144f02aabc.shtml
Un articolo, quest’ultimo, dove, oltre a Veronesi e Rubbia, parla anche un illustre sconosciuto, tale Paolo Fornaciari (ENEL, guarda un po’) che dice testualmente «Rubbia? Ma se non ha mai progettato nemmeno un chiodo di una centrale nucleare. Lui è un fisico delle particelle, di centrali nucleari non se ne intende affatto» (sic) mi domando come cavolo si fa ad ascoltare questa gente, certe c….te, rivolte nientemeno che ad uno che è stato direttore del CERN, acronimo di Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire.. (penso che non serva tradurlo in italiano!). Beh… se non se ne intendono di nucleare loro... ma questa è l’informazione in Italia: che ci vuoi fare!
E poi Veronesi se andiamo a ben vedere è un personaggio tutto italiano, quasi sconosciuto all’estero se non fosse per le fesserie che ogni tanto dice… ad esempio che le tossine contenute nella polenta, nelle patate o nel basilico sarebbero più pericolose degli OGM (non mi meraviglierei di vedere tra i suoi sponsor la Monsanto Co. oppure la Union Carbide Co.). Leggere a tal riguardo le patologie indotte dai cibi OGM già ampiamente documentate: se vuoi ti mando una serie si link e documenti.
Di cose da dire e da leggere ce ne sarebbero tante altre ma penso che quelle già illustrate bastino per capire che non basta andare in televisione, essere ministro, poi parlamentare e oncologo di fama per essere al di sopra di ogni sospetto ed essere ritenuto un oracolo infallibile, se in Italia si fanno ancora inceneritori, quando in America per esempio non se ne costruiscono più da una quindicina di anni, un po’ di colpa è anche del Veronesi Prof. Umberto che tranquillizza, imbonisce, rassicura su impianti micidiali… se qualcuno in più, lì intorno, muore di cancro un po’ di colpa è anche del Veronesi prof. Umberto! Ma che fa questo chiude la stalla dopo aver fatto scappare i buoi? Ricordiamoci le parole del prof. Tomatis quando diceva che il cancro è meglio prevenirlo (cioè non provocarlo) che curarlo… anche un vecchio proverbio cinese dice ‘plevenile è meglio che culale’.
A parte gli scherzi: signori qui ne va della nostra salute e di quella dei nostri figli e nipoti… ce la vogliamo vendere al migliore offerente per avere un po’ di corrente in più e per ingrassare ancora di più qualche multinazionale o qualche multiutility?
Sperando di averti annoiato troppo…ti saluto,
Carlo Alessandrelli

Re.Re. (BRU.LU.)
Riporto parte della mail dell'Ing.Carlo Alessandrelli
"Da un articolo di oggi (18 maggio) apparso sul Corriere Adriatico, malamente redatto da un imbrattacarte, certo BRU.LU., che nemmeno ha il coraggio di firmarsi per esteso (per ora sappiamo solo che è di Jesi), si legge una breve descrizione di cronaca che relaziona sull’ultimo Consiglio Comunale di venerdì scorso e poi si inoltra, “per dovere di cronaca”, in una avventurosa quanto patetica e faziosa dissertazione sulla terminologia delle parole “coinceneritore”, “termovalorizzatore” mostrando una ignoranza oltre che tecnica anche sostanziale sull’argomento… e ci fa pure il giornalista… vuoi vedere che è anche iscritto all’ordine dei giornalisti! .........."......"Quando leggo simili castronerie sulla carta stampata mi consolo soltanto pensando che al tuo amico Veronesi non daranno mai il premio Nobel per la medicina e che nemmeno a te daranno mai il premio Pulitzer per il giornalismo!
Non ti saluto perché non te lo meriti… "

Premetto che sono contraria all'inceneritore e che ho firmato la petizione.....ma mi chiedo: perchè insultare una persona che esprime un parere? In fin dei conti siamo in democrazia e, per fortuna, abbiamo ancora libertà di parola e di pensiero. Poi che Veronesi sia definito uno "spacciatore di fumo" mi sembra veramente eccessivo... Ognuno difende le proprie convinzioni... ma c'è un modo molto più civile di farle valere.
Grazie per l'attenzione
Marcella Maiolatesi

Re. A BRU.LU.
Caro sig. Bruno Luminari,
chi Le scrive è un componente del Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato e San Donato che tanto si è speso per sostenere la civile e aggiungerei ”scientifica”  battaglia contro l’inceneritore.
Nella vita faccio il farmacista e mi occupo quindi di salute pubblica anteponendo sempre la tutela di quest’ultima ad ogni altra ragione, commerciale e non.
Mi riferiscono che Lei si interessa del tema rifiuti da diversi anni, vivendo tra l’altro nelle vicinanze della discarica di Maiolati Spontini e proprio per questo non comprendo come abbia potuto sostenere alcune tesi e porsi certi interrogativi.
Più precisamente: Lei afferma che questo impianto è una centrale di produzione di energia elettrica alimentata da scarti di produzione aziendali. Vero, come vero è che il carburante utilizzato a tal fine quando viene “termovalorizzato” si trasforma in composti chimici che la comunità scientifica CONCORDEMENTE ritiene pericolosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
Il termine termovalorizzatore, seppur di uso comune, non viene mai utilizzato nella normativa europea e italiana di riferimento, nelle quali si parla solo di "inceneritori” e tutt’al più di “co-inceneritori” quando si vuole produrre un po’ di energia elettrica.
Dico un po’, visto che l'efficienza energetica di un inceneritore è variabile tra il 19 e il 27% se si recupera  energia elettrica.
 Nessuno può sostenere, a meno che non sia in malafede, che gli inceneritori abbiano un impatto pari a zero sulla salute dell’uomo, altrimenti non si capirebbe perché siano considerati come da D.M. del 5 settembre 1994 industrie insalubri di prima classe, le stesse contro cui prima i medici emiliani, poi quelli francesi chiedono una moratoria.
Dunque, anche dalla Francia arriva un appello per uno stop all’uso dell'incenerimento dei rifiuti. Si tratta di un documento in otto punto realizzato dal Cniid (Centre national d'information independante sur les dechets) con l'appoggio dell'Artac (Association pour la recherche therapeutique anti-cancereuse).
"L'inceneritore - si legge nel documento francese - presenta dei rischi per la salute pubblica, con conseguenze su tutta la catena alimentare riguardando l'essere umano direttamente o indirettamente". Quello che "preoccupa di più"- dicono i francesi- è che siano state "fissate norme strette solo su 20 parametri mentre sono oltre 2.000 le molecole differenti prodotte dalla combustione". Un vero e proprio "cocktail chimico costituito dai fumi della combustione" che "crea una bomba-ritardata, i cui effetti cominciano appena a essere conosciuti (la diossina detta di 'Seveso' è stata classificata come agente cancerogeno certo dal Centro internazionale sulla ricerca sul cancro solo nel 1997)”.
 Il no “istituzionale” preventivo che La rende perplesso è a mio parere doveroso: chi governa il/i territorio/i?
I tecnici o gli amministratori chiamati a rappresentare la volontà dei cittadini?
Nessun ODG vieta all’azienda di ripresentare un nuovo progetto, che sarà poi valutato dai tecnici.
Ma il passo è successivo.
Se vogliamo ribadire il primato della Politica (troppe volte disatteso e/o inopportuno) è qui che si gioca la partita.
E’ la Politica (rappresentanza) con il contributo dei cittadini (partecipazione) che deve, ora più che mai, essere lungimirante, immaginare e sforzarsi di realizzare circoli virtuosi da lasciare in eredità alle future generazioni che altrimenti, come disse il prof. Tomatis, non ci perdoneranno per questo suicidio ambientale che stiamo attuando.
Il professore che le cito, nato a Cabernardi di Sassoferrato è stato uno dei più grandi epidemiologi europei e forse del mondo.
Si occupava di quantificare e qualificare tutte quelle sostanze che potevano interferire con il nostro essere sani così da poterle misurare ed evitare, a differenza del prof. Veronesi che per usare le parole del presidente dell'Artac francese (Association pour la recherche therapeutique anti-cancereuse) è un medico competente nel trattare i tumori, ma non fa molto per precederli.
In conclusione le riporto le dichiarazioni dell’ ISDE italia riguardo le dichiarazioni del prof. Veronesi: "L'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, che annovera tra i suoi membri anche alcuni tra i principali epidemioliogi italiani, non ritiene scientificamente valida l'affermazione dell'assenza di rischi legati alla presenza di inceneritori, così come rilasciata dal Prof. Veronesi nel corso della trasmissione televisiva del 20 gennaio u.s....... Molti studi epidemiologici hanno infatti dimostrato il contrario, tanto è vero che il recente documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in materia di impatto sulla salute della gestione dei rifiuti (http://www.euro.who.int/healthimpact/MainActs/20070228_1), assume l'incertezza scientifica per definire una posizione prudenziale. Peraltro messaggi totalmente tranquillizzanti di questo tipo rischiano di screditare tutto il Sistema Sanitario Nazionale e di mettere in crisi il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni."
Con una buona classe dirigente, una Scienza degna di tale nome, la collaborazione dei cittadini ed una informazione corretta non ci sarebbe bisogno nè di inceneritori né di discariche.
Paul Connett docet.
Non so Lei, io farò la mia parte.
Ritenevo fosse giusto sottolineare tutto questo dopo il Suo articolo.
Cordialmente.
Dr. Luca Antonelli

Re. A BRU.LU. caduto da cavallo
Se non sai cavalcare, sei pregato di andare a piedi. Essere disarcionato da un buon cavallo non è un disonore, ma cadere di nuovo potrebbe essere molto pericoloso. Intanto, prima di cercare di riprendere le briglie in mano, studiati il manuale: poche righe scritte da un Giornalista, con la G maiuscola.
Marco Giulietti
Il diavolo brucia. Dio crea, ricicla, trasforma: infinitamente
Ernesto Burgio, sulla rivista Ecologist
Dovrebbe essere ormai evidente a tutti che l'attuale fase della storia umana, quella coincidente con l'era dello *sviluppo industriale* e con l'utilizzo sempre più massiccio e irrazionale dei *combustibili fossili* (prima carbone, poi petrolio e gas), volge rapidamente e inesorabilmente al termine per due ragioni, strettamente interconnesse:
- l'imminente/immanente esaurimento delle risorse energetiche fossili, che l'uomo ha letteralmente dilapidato nel corso di questi due secoli
- gli effetti potenzialmente irreversibili che i processi di combustione, sempre più diffusi su tutto il pianeta, rischiano di avere sulla composizione dell'atmosfera, sul clima, sui cicli delle acque e del carbonio e sugli equilibri dei singoli ecosistemi e dell'intera biosfera.
Fra tutti gli impianti e sistemi eco-distruttivi inventati dall'uomo, gli "*/inceneritori di rifiuti/*" rappresentano il *simbolo forse più perfetto* (in senso negativo) di una "civiltà" dominata dalla Pulsione di Morte e di una specie vivente che, pur di estendere il proprio dominio, rischia di trasformare l'intero pianeta in una gigantesca camera a gas, in un immane forno crematorio.
E' infatti difficile negare che gli inceneritori (il termine "/termovalorizzatore/" essendo frutto di un /escamotage/ ipocrita e illegittimo, volto a convincere i cittadini circa un'inesistente resa energetica di questi impianti) sono essenzialmente *grandi acceleratori entropici*, che trasformano ogni giorno in cenere e gas:
- milioni di tonnellate di carta, cartone e legname che potrebbero essere utilizzate ancora a lungo e che sono il dono prezioso di boschi e foreste, cioè di quel polmone verde del pianeta, substrato e fucina della vita (/biodiversità/), che l'uomo sta distruggendo a ritmo frenetico e insostenibile;
- milioni di tonnellate di plastica e derivati, cioè di petrolio (si ricordi che un kg di PET equivale a due litri di petrolio): materiale organico che, formatosi attraverso milioni di anni di lento accumulo all'interno della crosta terrestre, siamo riusciti a consumare in pochi decenni;
- migliaia di tonnellate di metalli preziosi -- alluminio, cromo, ferro, piombo, nichel -- che potrebbero servire a costruire biciclette, navi, treni, ponti ed utensili vari.
Ma gli inceneritori non sono soltanto all'origine di un immenso, insensato spreco di materiali preziosi: sono anche tra *gli impianti industriali più inutili, nocivi e rapidamente distruttivi nei confronti dei delicati meccanismi che regolano il clima e gli ecosistemi*. E l'effetto forse più temibile e meno noto di questi eco-mostri concerne proprio il loro possibile impatto distruttivo sugli organismi e sull'intera biosfera: in quello che potremmo definire un immenso esperimento di bio-trasformazione a cielo aperto.
Perché i milioni di metri cubi di gas e ceneri volanti, che escono da quei camini e contaminano il mondo vegetale e i milioni di tonnellate di ceneri di fondo, che si depositano alla base delle caldaie e devono essere "smaltiti" in immense discariche di rifiuti speciali e che inevitabilmente finiscono con il percolare nelle falde idriche, avvelenando la catena alimentare e l'intera biosfera, sono un vero e proprio concentrato di alcune tra le sostanze più tossiche che l'uomo sia mai riuscito a produrre: diossine, furani, policlorobifenili, idrocarburi policiclici e metalli pesanti, che - trasportati dalle particelle microscopiche prodotte dalla combustione -- attraversano gli epiteli di rivestimento dei nostri apparati respiratorio e digerente, passano nel sangue e nella linfa, attraversano le barriere alveolare ed emato-cerebrale e penetrano attraverso le sofisticate membrane che proteggono le nostre cellule. In questo modo per anni, per decenni le *nanoparticelle* veicolano gli atomi di cromo, di piombo e di mercurio all'interno delle cellule che rappresentano la /prima linea /dei nostri sistemi di difesa - macrofagi, cellule dendritiche - di volta in volta paralizzandole o iper-attivandole (rendendole cioè incapaci di svolgere correttamente il proprio compito o inducendole a /infiammare/ in modo cronico e progressivo i nostri organi e tessuti più preziosi) e all'interno dei nostri neuroni e delle cellule che formano la struttura portante del nostro cervello, che irreversibilmente danneggiate o cronicamente attivate finiscono per produrre ed accumulare al loro interno proteine alterate nella loro sequenza-base o nella loro forma tridimensionale...
Un dato epidemiologico estremamente allarmante di questi ultimi anni, è quello concernente il notevole aumento delle patologie neuro-degenerative croniche che funestano le nostre società. E' sufficiente ricordare che negli Usa le morti per morbo di Alzheimer sono aumentate negli ultimi 20 anni del 1200%, ed è evidente che soltanto una trasformazione ambientale può aver determinato una simile deriva epidemiologica L'ipotesi patogenetica oggi più accreditata riconosce all'origine di questa e di altre malattie neurodegenerative, proprio un accumulo, nel citoplasma cellulare, di proteine alterate.
E' noto quanto sia difficile dimostrare con assoluta certezza - sulla base delle modalità di studio e di valutazione usuali (essenzialmente epidemiologiche), che hanno come inevitabile parametro di riferimento popolazioni sottoposte a tassi di inquinamento similari e difficilmente valutabili - il nesso causa-effetto tra un possibile fattore patogenetico (in questo caso l'inalazione delle sostanze prodotte dalla combustione di materiale vario, plastica e metalli /in primis/) e l'aumento di una patologia cronico-degenerativa legata a meccanismi immuno-patogenetici e/o genotossici relativamente lenti (siamo nell'ordine di anni o decenni).
Ma alcuni ricercatori hanno recentemente sottolineato come esistano dati terribili, provenienti da un campo di "sperimentazione" ancora più drammatico ed eccezionale - quello delle /guerre high-tech/, ideate ed attuate negli ultimi 15 anni dagli USA e dai loro alleati - che possono aiutarci a chiarire il problema.
In queste guerre infatti intere popolazioni inermi hanno subito le conseguenze dei bombardamenti condotti con armi nuove e sofisticate, che solo tra alcuni decenni riveleranno tutti i loro effetti devastanti. Va da sé che pochi si sarebbero curati di questo lontano dramma, se migliaia di soldati occidentali non avessero manifestato, al ritorno dalle guerre nel Golfo e nei Balcani, sintomi e quadri patologici gravissimi, riconducibili all'esposizione alle sostanze chimiche e radioattive utilizzate e liberate nel corso dei bombardamenti.
L'interesse per questi lontani eventi, da parte di alcuni ricercatori che indagano sull'impatto ambientale e sanitario degli inceneritori, è dovuto al fatto che le molecole tossiche che si sono accumulate nei polmoni e nei cervelli, nel sangue e nello sperma dei soldati; che li hanno fatti ammalare di linfomi, leucemie, mielomi, epatocarcinomi e sarcomi; che hanno perfino causato l'insorgenza di carcinomi uterini nelle loro mogli e compagne e di malformazioni nei bambini da loro procreati negli anni successivi, sono praticamente le stesse prodotte dagli inceneritori. Il che non deve stupire, perché in entrambi i casi è proprio l'alta temperatura raggiunta nei processi di combustione a determinare: da un lato la liberazione di miliardi di atomi di cromo, nichel, mercurio, cadmio e di molecole di diossine, furani, idrocarburi policiclici; dall'altro la frammentazione della materia in nanoparticelle rotondeggianti, che inalate fungono da perfette navette per le sostanze /killer/. E in entrambi i casi le particelle col loro carico mortale penetrano nelle cellule del sangue, infiammano organi e tessuti, sregolano gli stessi apparati di controllo sistemico e /in primis/ il sistema neuro-endocrino: anche perché alcune di queste sostanze, come le diossine (di cui gli inceneritori sono oggi la fonte principale), agiscono da /endocrine disruptors/, con meccanismi veramente diabolici, che permettono loro di ingannare i recettori delle cellule bersaglio o di mimare (agendo direttamente o indirettamente sul DNA o sui meccanismi di trascrizione ed espressione genica) l'azione delle molecole che innescano o modulano la produzione di ormoni, citochine, chemochine.
Ma queste non sono le uniche controindicazioni alla costruzione ed all'uso degli inceneritori che sarebbe importante conoscere e divulgare. *Alle motivazioni di ordine ambientale e sanitario, si possono infatti affiancare numerose motivazioni di ordine economico e sociale*.
A cominciare dal semplice calcolo dei costi di produzione: visto che, cifre ufficiali alla mano, il costo di un MWh di energia in un impianto idroelettrico è valutabile intorno ai 65 euro; in un impianto eolico intorno ai 60; in un impianto a biomasse intorno a 120, mentre produrre un MWh in impianti di *incenerimento di rifiuti solidi urbani *con "recupero energetico" costa la bella cifra di 228 euro (senza mettere nel conto il costo di smaltimento delle ceneri e i danni incalcolabili alla salute umana)! *Questo significa che ben lungi dal consentire un recupero energetico, gli inceneritori sono una fonte di immenso spreco energetico ed economico* (concetto che può anche essere sintetizzato dicendo che l'energia necessaria a produrre i materiali che vengono inceneriti è circa 4 volte maggiore di quella che si può ottenere bruciandoli).
D'altro canto dovrebbe essere ormai noto a tutti che esistono strategie semplici e collaudate che permettono di organizzare una corretta filiera di trattamento dei materiali post consumo (in effetti il termine "/rifiuti/" dovrebbe essere utilizzato solo per gli scarti e via, via abolito), fondata sulla riduzione e razionalizzazione della produzione, sul recupero, riciclaggio e riuso di vetro, carta, legname e metalli; sul corretto trattamento dell'organico; sul processamento a freddo dell'eventuale residuo.. e che non mancano le norme comunitarie
e nazionali, che almeno sulla carta, incentivano questo vero e proprio circuito virtuoso.
Dovrebbe insomma essere ormai chiaro a tutti coloro - imprenditori, economisti, politici, chimici, ingegneri, medici -- che si interessano a vario titolo al problema del trattamento dei rifiuti, che non ha alcun senso bruciare tonnellate di materiali preziosi e in larga misura riutilizzabili; che una simile prassi ha costi enormi oltre a essere dannosa per l'ambiente in cui viviamo e per la nostra salute.
Eppure è un dato di fatto che in Italia, da alcuni anni, assistiamo ad una vera e propria corsa alla costruzione di nuovi impianti. Un mistero che, in effetti, non è poi così difficile svelare.
Basta infatti ricordare che *in Italia è attualmente in vigore una Legge, unica in Europa e in palese contrasto con le direttive europee, che consente allo Stato di sovvenzionare fortemente la produzione di **energia attraverso l'incenerimento dei rifiuti, che** essendo (come visto) alquanto costosa, se non fosse incentivata con danaro pubblico, non avrebbe mercato*. E' appunto grazie a questa Legge che i gestori di inceneritori e i gruppi industriali come Moratti, Garrone, Falck che li costruiscono, possono fare grandi profitti, scaricando gli enormi costi di impianti assolutamente antieconomici, sulla collettività.
Il trucco è semplice e scellerato: *in pratica gli ingenti fondi che dovrebbero esser destinati per Legge alle energie rinnovabili (pagati direttamente dai contribuenti nella bolletta Enel) vengono letteralmente stornati nelle tasche dei gestori*, che ricevono circa 40 euro per ogni tonnellata di rifiuti inceneriti, più altri sussidi: cifre che moltiplicate per milioni di tonnellate (nella sola Sicilia è prevista la costruzione di 4 eco-mostri, che dovrebbero incenerire circa 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti/anno!) raggiungerebbero dimensioni piuttosto ragguardevoli. Difficile negare che si tratta di una legge immorale (ci troviamo di fronte a un vero e proprio furto legalizzato ai danni dei cittadini e a favore di chi li sfrutta ed inquina), oltre che antiecologica (un vero e proprio incentivo allo spreco energetico). Come difficile sarebbe negare che le complicità in questo settore sono veramente molte e varie: si pensi al ruolo dei media, in gran parte schierati da anni dalla parte delle /lobbies/ inceneritoriste, e impegnati a convincere gli italiani che gli inceneritori (pardon i /termovalorizzatori/) sono macchine magiche, capaci di far sparire per incanto i rifiuti, risolvendo l'emergenza e il problema delle discariche; di produrre "energie rinnovabili"; di creare nuovi posti di lavoro; di "ripulire" l'aria che respiriamo e di "ridurre" le emissioni climatizzanti, secondo i sacri dettami del Protocollo di Kyoto !
Tutte affermazioni rigorosamente false e tendenziose, che pochi cercano di smentire.
Eppure non è difficile capire che bruciare i rifiuti significa semplicemente trasformare materiali preziosi in gas e sostanze infinitamente più tossiche e pervasive; che gli inceneritori non risolvono il problema delle discariche, anzi le trasformano in depositi di rifiuti speciali e infinitamente più pericolosi; che gli inceneritori non possono che disincentivare la raccolta differenziata e il recupero della carta, del legname e della plastica.. per il semplice fatto che senza queste sostanze, l'inceneritore non potrebbe neppure funzionare; che per ogni tonnellata di "rifiuti" inceneriti (anziché riciclati, compostati o riutilizzati) si emettono in atmosfera 450 chili di gas serra; che una corretta filiera di riciclaggio, recupero, riuso e compostaggio permetterebbe la creazione di decine di cooperative di giovani impegnati in un servizio al tempo stesso utile sul piano ecologico e sanitario, redditizio sul piano economico e persino educativo per se stessi e per l'intera comunità...
Stando così le cose appaiono più chiari i motivi che ci hanno spinto a proporre gli inceneritori a simbolo negativo di una "civiltà" fondata sulla distruzione sistematica della Natura. Cioè su processi *lineari*, *irreversibili*, tanto per ciò che concerne le trasformazioni della materia, quanto nel campo degli esseri viventi: visto che le modifiche deliberate o involontarie del DNA rappresentano (anche sul piano simbolico/metafisico) un'interferenza indebita e potenzialmente definitiva sul programma-base che definisce le linee guida per lo sviluppo nello spazio-tempo di tutte le forme di vita (dalle singole cellule alle specie).
In questo senso gli inceneritori rappresentano davvero il tetro simbolo di un sistema: perché ciò che accomuna la gran parte delle nostre attuali modalità di sfruttamento delle risorse energetiche è appunto che si tratta di *cicli aperti*, cioè di *non-cicli*, che consumano energia e materia relativamente organizzata e liberano -- al termine del processo -- calore e sostanze tossiche che si disperdono nell'atmosfera, inquinandola in modo potenzialmente irreversibile. Tale discorso vale per tutti gli impianti e le macchine che consumano *energia chimica* (petrolio, carbone, gas) o *nucleare* e che presentano, sia pur con diversa gradazione (minima per il gas naturale, massima per il nucleare) gli stessi problemi: quello termico; quello, strettamente connesso, dell'enorme consumo idrico; quello della produzione di scorie pericolose; quello dell'imminente esaurimento degli stessi combustibili.
E in questo contesto dovrebbe apparire più comprensibile anche il titolo "/teologico/" che abbiamo scelto di dare al nostro pezzo e che riecheggia una celebre frase di Paul Connett, un noto professore di biochimica americano, che da anni gira il mondo nelle vesti di profeta di una società /zero-waste/.
Affermare che il diavolo e l'uomo da lui asservito o irretito bruciano, allontanandosi dal modello naturale e/o divino significa infatti asserire in modo semplice e chiaro
- che ogni *forma di combustione, attuata su scala planetaria, si rivela rapidamente insostenibile e biocida* e che, in particolare, la pratica di trasformare enormi quantità di materiali preziosi (metalli, carta, legname, vetro) in rifiuti, per poi dis-integrarli per combustione è prassi antieconomica e insostenibile sul piano del consumo di risorse; del dissesto climatico; dell'inquinamento e dell'impatto ambientale e sanitario (produzione e inevitabile dispersione nell'ambiente, bioaccumulo e biomagnificazione attraverso la catena alimentare di diossine, furani, policlorobifenili, metalli pesanti..)
- che diviene di giorno in giorno più urgente e necessaria una *ri-conversione del sistema produttivo e commerciale globale,* che non può che derivare da una ancora più radicale conversione culturale/spirituale: perché in assenza di una profonda ed autocritica presa di coscienza collettiva, è veramente difficile immaginare che l'umanità decida di tornare nel giro di alcuni anni/decenni ad un modello/sistema fondato su un utilizzo responsabile e parsimonioso (il risparmio energetico rappresenta la vera chiave di volta di questa che potremmo veramente definire *Rivoluzione Verde*) dell'energia che ricaviamo dalla materia (che deve essere rinnovabile ed a ciclo eminentemente chiuso) e da quella fonte praticamente inesauribile e "pulita" che è il sole.

Re. (BRU.LU.) ALLARME! Gli inceneritoristi sono in agguato!
Da un articolo di oggi (18 maggio) apparso sul Corriere Adriatico, malamente redatto da un imbrattacarte, certo BRU.LU., che nemmeno ha il coraggio di firmarsi per esteso (per ora sappiamo solo che è di Jesi), si legge una breve descrizione di cronaca che relaziona sull’ultimo Consiglio Comunale di venerdì scorso e poi si inoltra, “per dovere di cronaca”, in una avventurosa quanto patetica e faziosa dissertazione sulla terminologia delle parole “coinceneritore”, “termovalorizzatore” mostrando una ignoranza oltre che tecnica anche sostanziale sull’argomento… e ci fa pure il giornalista… vuoi vedere che è anche iscritto all’ordine dei giornalisti!
Che vuol dire, signor BRU.LU., “coinceneritore” o addirittura “termovalorizzatore”? Niente altro che “inceneritore” cioè un impianto che brucia rifiuti, meglio se ‘speciali’, e produce fumi, produce ceneri e infine (qui forse ce la può fare! …a capire intendo.) produce malattie! Il neologismo (ce la fa?) termovalorizzatore è solo un gioco di parole inventato in Italia e solo in Italia usato per gettare fumo (sic) negli occhi della gente! E poi perché “coinceneritore” è un termine negativo e invece “termovalorizzatore” sarebbe positivo? Non so se ha notato che nemmeno MS Word, il più diffuso word processor, digerisce la parola e la segna come errore ortografico!
Mi chiedo poi come fa, sign. BRU.LU., a conoscere così bene i particolari della vicenda dell’inceneritore (perché di inceneritore si tratta!) della Ritrama, anche nei dettagli tecnici del progetto, da chi le sono stati suggeriti? Da chi è stato istruito ed imbeccato? Indagheremo!
E poi la perla finale: lei sign. BRU.LU., definisce ‘scienziato’ uno spacciatore di fumo come il prof. Veronesi (più noto come Cancronesi) uno che i tumori, prima difende chi li genera, e poi li cura (?), uno ‘scienziato’ che viene foraggiato con i soldi delle maggiori ditte di inceneritoristi; guardati il video con Fabio Fazio ma leggiti anche l’esposto che i numerosi medici hanno inviato alla magistratura contro l’inceneritore di Ferrara, o di Forlì oppure quello inviato Dr. Nicolino D’Autilia, Presidente dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Modena…. e ce ne sono tanti altri… basta informarsi!
Leggi, informati e cerca di capire quello che c’è scritto (se ce la fai!).
Se vieni a trovarci a Sassoferrato, sarai mio sgradito ospite e ti farò comunque personalmente dono di un libro dal curioso titolo “Il girone delle polveri sottili” scritto da un cretino che non appartiene alla categoria dei tuoi scienziati, a quella cui appartiene Veronesi per intenderci; questo sempliciotto, insieme alla di lui consorte, ha scoperto l’effetto che hanno le nanoparticelle (polveri sottili appunto, prodotte dai tuoi termovalorizzatori) sulla pelle della gente: vatti a leggere qualcosa nei seguenti siti e informati, per ‘dovere di cronaca’ per carità! http://www.nanodiagnostics.it oppure su http://www.stefanomontanari.net e se ce la fai puoi anche cercare su un qualsiasi motore di ricerca (sai cos’è?) le seguenti parole: inceneritore, nanoparticelle, diossina, furani, nanopatologie, ecc...
Quando leggo simili castronerie sulla carta stampata mi consolo soltanto pensando che al tuo amico Veronesi non daranno mai il premio Nobel per la medicina e che nemmeno a te daranno mai il premio Pulitzer per il giornalismo!
Non ti saluto perché non te lo meriti…
Ing. Carlo Alessandrelli

Re. Risposta al "giornalista" BRU.LU. ed al suo articolo
Corriere Adriatico - Domenica 18 maggio 2008
(In corsivo le parti dell'articolo firmato da BRU.LU., in neretto, le mie considerazioni)

Ma il dovere di cronaca ci impone di chiarire alcuni termini. Il “coinceneritore” in oggetto...
Il coinceneritore, come lei lo chiama sig. BRU.LU., è un inceneritore: i coinceneritori ed i termovalorizzatori, sono inceneritori a tutti gli effetti. All'estero queste centrali cancerogene sono chiamate con il loro unico nome: INCENERITORI, ma in Italia si sa... Poi, per appellarsi al DOVERE DI CRONACA, bisogna esser certi di essere imparziali, avendo l'accortezza di documentarsi prima di scrivere, portando rispetto per gli uomini e per il territorio a cui non si appartiene (Lei è di Jesi, come la ditta che sta progettando l'inceneritore, sig. BRU.LU.).

...- secondo il progetto presentato nel 2007 dalla ditta Ritrama con sede nell’area industriale della Berbentina di Sassoferrato, è in realtà una centrale di produzione d’energia elettrica alimentata dalla combustione del proprio scarto di lavorazione:...
Guarda un po', un altro nome per il nostro inceneritore! Tra un paio di giorni, sig. BRU.LU., in questo sito sarà pubblicato quanto costerà a noi cittadini questo inceneritore, alimentato con i soldi sottratti direttamente dalle nostre tasche attraverso la truffa dei CERTIFICATI VERDI e/o CIP6. Sono i nostri soldi che vengono inceneriti! L'energia che si ricava da un inceneritore è appena sufficiente ad autoalimentarlo! Sono i nostri soldi a farne un affare vantaggioso!

...imballaggi in carta e cartone, carta adesiva siliconata e pallets di legname...
In tutto il mondo (civile) gli imballaggi di carta e cartone ed i pallets vengono riciclati. La carta, in generale, non deve essere conferita in un inceneritore perché contiene CLORO, elemento precursore della diossina. Il CLORO, infatti è ancora usato per il trattamento di sbiancamento della carta stessa. Non parliamo poi, nemmeno per scherzo, dell'incenerimento della carta accoppiata col PVC!

La Provincia respinse il progetto perché “incompleto ed incompatibile con le normative di riferimento”. L’azienda avrebbe riveduto e corretto l’elaborato, ma in “no” ora arriva in via preventiva, indipendentemente dalle eventuali soluzioni tecniche individuate dall’azienda propositrice...
Caro amico mio, non vedo proprio perché bisogna aspettare che un INCENERITORE venga costruito se già sappiamo come funziona, quello che provoca e quanto ci costa. Il NO è appunto, come lei dice, preventivo. Meglio prevenire, sig. BRU.LU., che curare, anche se lei e Veronesi non siete propriamente d'accordo con quanto affermo. Si faccia un viaggio su internet, sig. BRU.LU. Lì c'è tutto il materiale che può esserLe utile per capire la pericolosità degli INCENERITORI. Poi, se proprio non lo capisce, si limiti a scrivere articoli sul Verdicchio.

Così hanno deciso i rappresentanti dei cittadini di Sassoferrato.
I rappresentanti dei cittadini di Sassoferrato "rappresentano il pensiero dei cittadini di Sassoferrato". Caro sig. BRU.LU, si è votato contro l'inceneritore in Provincia e nel Consiglio Comunale di Sassoferrato. Sono state raccolte 3.500 firme contrarie. Se ne faccia una ragione, sig. BRU.LU. Se poi trova spazio a Jesi (lì c'è anche uno studio che progetta inceneritori...), ed i tuoi concittadini non La linciano, se il SUO comune le dà il benestare, parli con la RITRAMA e si faccia pure promotore della costruzione di questo inceneritore dalle sue parti, magari davanti casa sua.

Nell’ordine del giorno viene rilevato che il mondo scientifico sarebbe sostanzialmente diviso sui termovalorizzatori (tale è quello che viene chiamato coinceneritore), in relazione alla tutela della salute collettiva. Nel caso specifico il progettato impianto di Sassoferrato non sarebbe stato alimentato con rifiuti urbani più o meno selezionati, ma da materiali specifici che non producono diossina...
Booooom!!! Ecco qua il nostro caro sig. BRU.LU. che in base ai "suoi studi" e all'esame del progetto (che deve essere ancora presentato) già ci dice che questo inceneritore non produrrà diossina. C'è da star sicuri, tanto l'ha detto BRU.LU., insigne scienziato prestato alla carta stampata, paladino della salute dell'intera comunità sassoferratese, "giornalista" indipendente del Corriere Adriatico. Confidiamo in Lei, sig. BRU.LU: ci tenga informati: sa com'è, qui in campagna...

E se uno scienziato come il professor Veronesi, uno dei maggiori scienziati dei tumori, sostiene apertamente i termovalirazzotori, qualche dubbio sulle motivazioni del “no preventivo” potrebbe essere legittimo...
Confessi, sig. BRU.LU., ha visto Veronesi da Fazio e poi Le si è rotto il modem!!! Allora, quando lo aggiusterà, faccia un salto sulla pagina qui sotto;
veolia
poi, mi segua attentamente, vada su Google e scriva "VEOLIA", che è uno degli sponsor della Fondazione Veronesi. Vedrà, con suo immenso stupore, che la Veolia COSTRUISCE INCENERITORI! Veronesi cura il cancro; noi stiamo semplicemente provando a non farcelo venire (prevenzione...)!!! Documentarsi un po' sig. BRU.LU, che ne dice?!!!


E poi: perché questi impianti sono chiamati termovalorizzatori (termine positivo) a Napoli e coinceneritori (termine negativo) a Sassoferrato? Riteniamo che fosse giusto sottolinearlo ora che tutto è deciso.
E' davvero indignato, eh sig. Bru.LU.? Tra tutte le cose di cui indignarsi Le scoccia che chiamiamo "inceneritori" i "termovalorizzatori"! Vada a Napoli, allora, dove gli "inceneritori" si chiamano "termovalorizzatori". Lì, con la Sua somma scienza non le sarà difficile pensare che dai loro camini non escono diossine, particolato, metalli pesanti e gas nocivi, ma un bel profumo di violette.
LUI.GA.
(Luigi Garofoli, sassoferratese)



Il Consiglio boccia l’inceneritore - Corriere Adriatico, domenica 18 maggio 2008
Il provvedimento stoppa ogni possibilità per la ditta Ritrama di ripresentare un progetto rivisto e corretto rispetto quello del 2007
Decisione preventiva presa all’unanimità l’altra sera nella seduta straordinaria
SASSOFERRATO - L’inceneritore non si farà. argomento inerente alla realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti a mezzo di combustione è da tempo al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica locale. La questione è stata dibattuta l’altra sera nella seduta straordinaria del Consiglio Comunale alla quale ha assistito un numeroso pubblico. Un dibattito, quello a cui hanno dato vita gli esponenti dei quattro gruppi consiliari, dalle opinioni convergenti e che ha portato all’approvazione unanime di un ordine del giorno con cui si esprime contrarietà, qualora fosse ripresentato un nuovo progetto per la realizzazione di un coinceneritore da parte di un’azienda locale all’interno della area industriale della Berbentina. Il primo progetto, com’è noto, fu respinto dalla Provincia di Ancona il 6 febbraio scorso. Una decisione, quella assunta ieri dal Consiglio comunale, che è in linea con l’ordine del giorno approvato dal Consiglio provinciale il 9 maggio, con il quale si esprimeva una forte perplessità in merito alla eventuale presentazione di un nuovo progetto per la realizzazione del coinceneritore. Con i pareri sfavorevoli espressi dai due citati enti sull’argomento, si ha ragione di ritenere che la volontà politica sia chiara e sufficiente ad impedire la costruzione del discusso impianto, qualora un analogo progetto venisse, come sembra, riproposto. In questo senso è molto esplicito l’ordine del giorno votato da tutti i consiglieri comunali.
Ma il dovere di cronaca ci impone di chiarire alcuni termini. Il “coinceneritore” in oggetto - secondo il progetto presentato nel 2007 dalla ditta Ritrama con sede nell’area industriale della Berbentina di Sassoferrato, è in realtà una centrale di produzione d’energia elettrica alimentata dalla combustione del proprio scarto di lavorazione: imballaggi in carta e cartone, carta adesiva siliconata e pallets di legname. La Provincia respinse il progetto perché “incompleto ed incompatibile con le normative di riferimento”. L’azienda avrebbe riveduto e corretto l’elaborato, ma in “no” ora arriva in via preventiva, indipendentemente dalle eventuali soluzioni tecniche individuate dall’azienda propositrice. Così hanno deciso i rappresentanti dei cittadini di Sassoferrato.
Nell’ordine del giorno viene rilevato che il mondo scientifico sarebbe sostanzialmente diviso sui termovalorizzatori (tale è quello che viene chiamato coinceneritore), in relazione alla tutela della salute collettiva. Nel caso specifico il progettato impianto di Sassoferrato non sarebbe stato alimentato con rifiuti urbani più o meno selezionati, ma da materiali specifici che non producono diossina. E se uno scienziato come il professor Veronesi, uno dei maggiori scienziati dei tumori, sostiene apertamente i termovalirazzotori, qualche dubbio sulle motivazioni del “no preventivo” potrebbe essere legittimo. E poi: perché questi impianti sono chiamati termovalorizzatori (termine positivo) a Napoli e coinceneritori (termine negativo) a Sassoferrato? Riteniamo che fosse giusto sottolinearlo ora che tutto è deciso.
BRU.LU.


Don Renato Galassi: raccolta materiale
Stiamo cercando materiale (foto, documenti, testimonianze...) del nostro ex parroco Don Renato Galassi. Qualora ne siate in possesso siete pregati di scrivere alla nostra redazione o di consegnarlo presso la sede AVIS di Sassoferrato il mercoledì ed il venerdì dalle ore 10.30 allo 12.00.
Grazie
La redazione

Videofonate: nuova rubrica su sassoferrato.tv

È crisi profonda
Sono stato sollecitato da diversi email,pervenutemi da parte di sassoferratesi ,ad esprimere ancora una volta la grave preoccupazione della cittadinanza per la crisi che Sassoferrato sta vivendo o che sembra passare quasi inosservata agli occhi dell’amministrazione comunale e dalle forze politiche sassoferratesi .
Mi riferisco alla crisi della Codiva , l’industria calzaturiera piu’ importante del nostro paese e che ora ha chiuso veramente i battenti a Sassoferrato.
Dopo la chiusura della miniera di Cabernardi ,dopo la fine del pastificio Giacani e quella del Cementificio,ora con la chiusura del calzaturificio Codiva siamo ripiombati in quei periodi di crisi, con l’aggravante che allora i sacrifici si sopportavano meglio ,adesso con il benessere acquisito le rinunce saranno piu’ pesanti.
E’ ormai certo che l’azienda si traferira’ a Poggetto di Serra S.Abbondio ovviamente perché quel Comune avra’ offerto delle opportunita’ convincenti.
Ma invece di attirare nuove aziende per favorire l’occupazione ,noi lasciamo partire cosi’ senza colpo ferire quelle di casa nostra?
Ma è una beffa bella e buona oltre al gravissimo danno economico per la nostra cittadina.
Il calzaturificio Vainer poi Codiva era una vera gloria sassoferratese e’ la piu’ grande fonte di occupazione ,ma non si poteva fare proprio niente?
“ Ma perché tutto questo è avvenuto ?domanda che si pongono dolorosamente coloro che li’ avevano il proprio posto di lavoro(190 Persone),ma se lo chiedono tutti ,sassoferratesi e non.
La verita’ è che le possibilità c’erano tutte per evitare la delocalizzazione ,ma non si è raggiunto l’accordo : L’azienda chiedeva all’amministrazione comunale di trasformare urbanisticamente il complesso industriale ormai obsoleto ,impegnandosi a costruire una fabbrica di dimensioni piu’ ridotte e piu adeguate nella zona industriale . Continue e insistenti sono state le mie sollecitazioni perché l’amministrazione comunale si occupasse con determinazione del problema Codiva ,ma mi è stato risposto che ci avrebbero pensato i sindacati; mentre alle mie richieste di convocare il consiglio comunale o non c’è stata risposta, oppure mi è stato fatto notare che forse avremmo potuto complicare la situazione,ma peggio di cosi’non poteva certo andare!
Invece la convocazione del Consiglio comunale poteva rappresentare il momento piu’ alto e giusto della”Politica “ma di quella che si occupa seriamente di gestire al meglio la cosa pubblica ,oltre al sostegno morale e alla solidarietà che avrebbero potuto ricevere i dipendenti Codiva.
Anche la cittadinanza aveva il diritto di essere informata con precisione, in fondo la chiusura del calzaturificio tocca tutti direttamente o indirettamente.
Secondo la politica sassoferratese sembra che tutto vada bene ,invece a Sassoferrato la recessione è piu’ marcata rispetto ad altri paesi limitrofi ,basta osservare lo spettacolo della chiusure dei negozi in centro ,la decadenza del bellissimo inutile palazzo degli scalzi,la mancanza di un teatro,la mancanza di un centro di aggregazione per i giovani ,per una R.S.A nell’Ospedale incompleta da diversi anni,un turismo che non si vuole far decollare; ma la PRO-LOCO che fine ha fatto ?,ma che fine ha fatto l’assessore al turismo ,che fine ha fatto l’assessore che doveva inserire nel sito del comune i programmi turistici.Per non parlare della Viabilita’ ,di importanti vie di comunicazioni che dovrebbero tirarci fuori da questo isolamento ,visto che da soli noi non riusciamo a risorgere.
A quando una seria programmazione per l’energia alternativa ,a quando un progetto per la video sorveglianza per tutelare i punti sensibili della citta’Tutte queste iniziative ed altre possono essere avviate basta vedere i comuni vicini che sono riusciti a realizzare queste opere a costo zero attingendo a fonti della comunità Europea e sfruttando le leggi nazionali e regionali. Queste sono iniziative che interessano la cittadinanza.A chi mi dice che sono pessimista rispondo che i motivi non mancano.
Gianni Pesciarelli per la rinasciata di Sassoferrato

Re: Prodotti agricoli, Contadini marchigiani in azione
Infatti stavo per fargli pubblicità, pensando che fosse bio
ma poi per fortuna mi sono accorta in tempo.....
non è importante la certificazione ufficiale
ma almeo scrivere che, seppur non ufficialmente, si tratta di prodotti più al naturale possibile
comunque l'idea è valida!!
noemi.catena@gmail.com

Re: Prodotti agricoli, Contadini marchigiani in azione
Se non sono prodotti biologici è una presa in giro...
perchè ci possono entrare di tutto e di più...
senza denominazione d'origine...
visitate invece www.mangiacomeparli.net
Saluti
Prof. Altieri

Prodotti agricoli, contadini marchigiani in azione
Vi invito a riflettere su questa interessante iniziativa, portata avanti da 8 aziende agricole delle Marche.
www.ortovagando.it consegna a domicilio della frutta e verdura fresca delle aziende del consorzio.
Saluti, Vincenzo.

Su la Roccaccia…
0105200803301052008038
0105200803001052008032
In questi giorni si parla diffusamente dei lavori di pavimentazione dell’area dei giardini della Rocca. Molti criticano le scelte progettuali (aggiungo che non si farebbe alcuna opera senza suscitare comunque lo scontento di qualcuno), altri la presunta tossicità dei materiali impiegati date le forti esalazioni che emana (pavimentazione di tipo Levocel), altri ancora la precedente stesura di un manto di asfalto sotto la pavimentazione di Levocel.
Io mi limito a segnalare, per lo meno a quanti non abbiano avuto modo di vedere di persona i lavori in questione, che per la stesura del manto di asfalto sottostante al Levocel si è fatto scempio di quanto si è incontrato lungo tutto il tragitto. I gradini del Teatro Perotti, il loggiato del ristorante La Rocca, le aiuole che delimitano gli spazi verdi. Tutto è stato completamente imbrattato di bitume per una altezza pari a circa venti centimetri.
Mi chiedo se tale scempio sia stato contestato dal direttore dei lavori alla ditta esecutrice, se si ha intenzione di riparare o se dovremmo tenerci così, a vita, quelle orribili macchie di bitume sui manufatti dei giardini e sui muri del teatro e del ristorante.
Di sicuro i diretti interessati penseranno che, con questo mio atto di denuncia, voglia attaccare in qualche modo le loro persone. In realtà vorrei solo che quel patrimonio, quali sono i giardini della Rocca, con i lavori fatti migliori invece di peggiorare.
Mosè Boldrini

Giù la ripa de’ La Pace…
1103200802611032008027
1103200802111032008024
Aprile, tempo di asparagi. Durante una scarpinata sotto “la ripa de’ La Pace” verso i fabbricati del compianto calzaturificio, in cerca di asparagi. In corrispondenza di due cancelli della recinzione del sovrastante convento è stata riversata lungo la scarpata una quantità di rifiuti. Alla faccia della differenziazione! C’è di tutto, buste di plastica, bombolette spray, reti di letti, rifiuti edilizi e quanto altro. Complimenti vivissimi ai nuovi Barbari e grazie di cuore.
Mosè Boldrini

Ancora su Piazzale Oliva
sorci
Sempre a proposito della via che, da Piazzale Car. Oliva, con una piccola salita porta alla Rocca, abbiamo constatato che all'inizio di quella via ci sono degli enormi cubi di cemento che, a nostro avviso possono essere rimossi solo usando dei mezzi meccanici appositi.Tali cubi di cemento ,pensiamo siano stati messi per impedire il traffico delle auto,ma oltre alla bruttura,oltre all'abbondanza di questa "transennatura", a qualcuno dell'ufficio tecnico è venuto in mente che oltre quei blocchi di cemento esiste un frequentatissimo ristorante? Se, malauguratamente dovesse sentirsi male qualche persona all'interno del ristorante o qualche bambino dovesse farsi male, l'ambulanza per gli eventuali soccorsi cosa dovrebbe fare? Visto che le nostre ambulanze viaggiano su ruote e non sono elicotteri, non sarebbe bene provvedere a sistenìmare in modo più idoneo la linea "Maginot" attuale con un sistema che eventualmente possa permettere il passaggio dei soccorsi?Speriamo in bene, altrimenti faremo intervenire le autorità competenti, anche a "RISCHIO" come qualcuno paventa, di essere denunciati.SIC ed ancora SIC.
La DESTRA SASSOFERRATO

Sassoferrato: ancora ritardi dei traghetti
01-05-08_1545
Un turista in attesa al molo.

La fontana del Parco della Rocca di Albornoz
01-05-08_1544
C'era il sospetto che l'acqua a Sassoferrato avesse un elevato tenore di calcare; ora ne abbiamo la certezza.
Serse Fiori

Gita del primo maggio
01-05-08_1523
Il cassonetto del "grigio", formato magnum, di via Leopardi
Girando in auto mi è balenata in testa l'idea di vedere quanti cassonetti di "indifferenzato" (grigio) ci sono in giro per Sassoferrato. Gira che ti rigira ho trovato il primo vicino ad un supermercato, necessario per lo smaltimento degli imballaggi, il secondo in uso alle scuole medie ed elementari, un altro cassonetto avanti alla casa del vicesindaco per comodità proprie, altri cassonetti avanti ad altre attività commerciali. In definitiva ne ho trovati molto pochi e tutti strettamente necessari per le attività commerciali. Una fortuna, giacché il grigio va smaltito in discarica o in inceneritore.
Anselmo Verdini

Info dal PD di Sassoferrato
Per ulteriore  informazione, desidero comunicare che in occasione dell'ultimo Consiglio Comunale (28 aprile 2008), ho potuto formulare, a nome del Partito Democratico, alcune interrogazioni e considerazioni che hanno riguardato le problematiche relative ai lavori nell'area della Rocca, del Parco della Rimembranza e della piazza del Castello. Precisamente ho cercato di evidenziare cha alcuni lavori avrebbero meritato una maggiore cura ed attenzione, come d'altronde dovrebbe sempre essere. Ho chiesto all'amministrazione di attivarsi per il restauro delle due Bolle Papali ai lati dell'arco che chiude piazza Matteotti sul lato verso la Rocca.
Inoltre, ho chiesto all'Amministrazione di acquistare alcune copie della Costituzione della Repubblica (idea suggerita a suo tempo dal Prof. Piero Ippoliti) per farne dono agli studenti del Liceo e della III Media. Di valutare la possibilità di creare iniziative tese a far conoscere meglio questo pilastro della Repubblica. Per altro, l'assessore Censi ha dettto che un'iniziativa in tal senso, era già stata effettuata insieme al Consiglio Comunale dei Ragazzi.
Massimo Bardelli
Gruppo consigliare Partito Democratico.

Ottima presa di posizione del nostro sindaco Luigi Rinaldi
Il comitato tutela ambiente apprezza la condotta del sindaco Luigi Rinaldi, coerente a quel processo di partecipazione democratica avviato dal comitato a difesa della salute pubblica e a tutela del nostro territorio: in occasione della prima seduta della commisione provinciale svoltasi il 28 aprile per discutere della paventata realizzazione dell’inceneritore RITRAMA il sindaco, intervenuto assieme ad una delegazione del comitato, ha dimostrato di sapere interpretare il sentimento di preoccupazione della cittadinanza di fronte ad un progetto che, se attuato, modificherebbe in maniera drammatica il territorio sassoferratese e con esso la qualità della vita dei  suoi abitanti.
Nell’attesa della oramai certa presentazione del nuovo progetto ci auguriamo che i nostri rappresentanti comunali e provinciali vogliano essere artefici di un circolo virtuoso, iniziato con la raccolta differenziata nel nostro ed in altri comuni che, a nostro parere, non può incontrare sulla stessa strada un impianto di incenerimento come quello in questione, emblema di cattiva progettazione industriale e fallimento di una scienza indegna di tale nome.
Il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato

Dal CTA un grazie a La Destra di Sassoferrato
Il Comitato tutela Ambiente di Sassoferrato ringrazia, a nome di tutti i suoi iscritti, La Destra di Sassoferrato per l'iniziativa di denuncia intrapresa a proposito dell'asfaltatura dei piazzali e delle vie del Parco della Rocca. Il CTA auspica che a Sassoferrato, a prescindere dai colori ed orientamente politici, si ritorni al positivo uso di quella coscienza critica per troppo tempo dimenticata o mal gestita.
Il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato

Asfaltatura Rocca
Questa mattina 27 aprile ci siamo accorti che la sostanza servita per catalizzare il breccino sulla strada che immette alla Rocca è defluito all'interno di un tombino, vista la scheda tecnica del materiale usato che, recitava, "qualora il materiale fosse defluito in corsi d'acqua o nelle fogne avvisare subito le autorutà ecc ecc".Subito sono state allertate le autorità del posto ovvero i Carabinieri e la Polizia Municipale, i quali si sono subito attivati per informare i loro superiori:alle 18 di questa sera tutto era ancora come lasciato al mattino;ovvero l'inerzia più assoluta.Così, tanto per non sbagliare, sono stati chiamati i Vigili del Fuoco, i quali con la solerzia che li contraddistingue si sono recati sul posto ed hanno constatato quanto di anomalo si era verificato.I vigili del Fuoco hanno sparso della sabbia in modo tale che eventuali precipitazioni meteoriche non procurassero danni ulteriori alle fognature. Apprendiamo solo adesso che alle ore22,00 operai della ditta esecutrice dei lavori hanno ripulito il pozzetto nel quale era refluito il materiale servito per fissare il breccino.
Il nostro apprezzamento per i CC, per la Polizia Municipale, per la ASL e soprattutto per i vigili del Fuoco che hanno fatto risolvere con celerità quanto non andava bene.
Il nostro apprezzamento non è certo per il direttore dei lavori che avrebbe dovuto vigilare ed accorgersi che qualche cosa non andava.
La DESTRA SASSOFERRATO

Cari cittadini,
noto, purtroppo, con profondo rammarico, che dopo 3 anni dalle vicende dell’installazione di una Stazione Radio Base  di telefonia mobile al Colle di Sassoferrato, la metodologia di fare politica da parte dei rappresentanti delle istituzioni da noi democraticamente eletti non cambia nella sostanza.
Noi di località Colle, dopo 10 mesi di civilissimi incontri con l’Amministrazione locale, per poter portare le nostre istanze in un consiglio comunale da cui ne scaturisse una votazione in merito, abbiamo dovuto intraprendere un genere di lotta estremo di cui, credo, ancora buona parte della cittadinanza ne conservi memoria,  nato dalla disperazione del senso di impotenza generato dall’atteggiamento incurante della suddetta istituzione.
Durante quella votazione, il consiglio comunale all’unanimità votò, come richiesto dal comitato Trasparenza Cittadina, a favore della realizzazione di un Piano di Settore, volto a risolvere la questione dell’eccessiva vicinanza dei ripetitori (di qualsiasi genere) alle abitazioni, in ottemperanza al principio di cautela espresso dalla legge regionale in merito.
Il comitato al tempo protocollò un piano di settore (valore circa 15.000 ) da esso commissionato ad un esperto di alto livello nel settore delle telecomucazioni, il quale, ci fu assicurato, sarebbe stato tenuto in considerazione nella stesura del futuro Piano di Settore da parte dell’Amministrazione Comunale.
Il piano di settore consegnato dal comitato ottenne il plauso delle compagnie interessate Vodafone e Wind, poiché, oltre a mettere in sicurezza certa la cittadinanza, ampliava di un fattore 3 volte superiore il bacino di utenza delle compagnie ed  avrebbe permesso, addirittura, la creazione di una rete regionale (questione positivamente discussa anche in sede di Giunta Provinciale dal comitato Trasparenza Cittadina), la quale avrebbe ridotto, a parità di copertura del servizio, enormemente il numero di ripetitori di qualsiasi tipologia (tv, radio, telefonia, banda larga senza fili e così via).
Sarebbe come se alla Ritrama  proponessimo di triplicare il volume del ricavato, sostituendo l’inceneritore con altre tecnologie molto più sicure.
La regione Marche sarebbe stata l’avanguardia di un nuovo sistema di geografia distributiva della rete del settore elettromagnetico.
Il Piano di Settore, denominato dall’Amministrazione, Piano di Rete (il concetto non cambia), fu presentato nella Conferenza di Servizi del 3 agosto 2006.
Questo piano non risolve minimamente la questione, è inattuabile, poiché totalmente inefficiente e fatto con un dilettantismo sconvolgente (speriamo bene per la differenziata).
 Il nostro piano di settore (del quale se ne parlò per mesi sulle pagine del Corriere Adriatico e non solo) non è stato né letto né vagliato, poiché, ad un incontro tra il sottoscritto (insieme al tecnico che lo ha redatto) con il vicesindaco Sebastianelli, l’assessore Panetti e l’assessore Bergamante (dicembre 2006), essi dichiararono di non essere a conoscenza dei contenuti del suddetto piano ed il nostro tecnico lo rispiegò sintetizzando graficamente e lasciando materiale didattico informatico  in merito.
I presenti alla riunione ci riferirono che il loro Piano di Rete lo stilarono gli assessori: dott. in fisica Dennis Censi e dott. in ingegneria elettronica Ugo Pesciarelli, con la consulenza della dott.ssa in fisica Lombardi responsabile dell’ARPAM .
Ho citato in estrema sintesi la precedente lotta di un comitato, poiché, lo ribadisco, vedo lo stesso tipo di logiche comportamentali da parte di chi ci dovrebbe ascoltare e tutelare.
Speriamo vivamente ci venga risparmiata, in futuro, tutta l’enorme e stressante energia psico-fisica costata al precedente comitato, a causa del senso d’impotenza istituzionale che vediamo ancora aleggiare  in questo territorio.
Goffredo Bellocchi

Esposto de La Destra di Sassoferrato
IMGP0109
IMGP0106
Questa mattina gli esponenti del partito La Destra di Sassoferrato hanno allertato le autorità competenti, ovvero, polizia municipale, carabinieri, ASUR ed ARPAM al fine di verificare il tipo di asfaltatura usato per incollare il breccino che da piazzale Cardinale Oliva porta alla Rocca. Infatti detto materiale catalizzante è fortemente maleodorante; ciò posto, le autorità che sono intervenute dovranno accertare se i prodotti usati per tale lavoro hanno valenza di tossicità o sono materiali ecologici. Si dà atto alla premura della polizia municipale e del comando della stazione dei carabinieri di Sassoferrato per il celere intervento sul luogo. Non altrettanto si può dire dell'ufficio tecnico del Comune di Sassoferrato, il quale non è riuscito a reperire un responsabile che potesse esibire la scheda tecnica del prodotto; detta scheda, infatti, è stata prodotta per fax al comando di polizia urbana dalla ditta esecutrice dei lavori.
Un esposto è già stato inviato al sindaco del Comune di Sassoferrato ed all'ASUR, dipartimento di prevenzione.
26 aprile 2008
La Destra di Sassoferrato

L’inganno dell’inceneritore.
Mentono sapendo di mentire!
Come possiamo credere che un inceneritore venga alimentato con gli scarti di produzione di una sola azienda, anche se questa concentrasse lì i rifiuti dei vari stabilimenti che possiede: sappiamo che un impianto del genere deve bruciare centinaia di tonnellate di ‘combustibile’ al giorno e dove li prenderanno tutti questi rifiuti?
Oltretutto il fatto di dichiarare di voler utilizzare i propri scarti è un’ammissione di inefficienza e di pessima gestione industriale del ciclo produttivo… e questa è proprio la candida confessione della ditta interessata!
Sembra quindi lecito pensare che saranno utilizzati i materiali ed i rifiuti urbani e speciali di qualsiasi provenienza (vedere a tal riguardo l’esemplare caso dell’inceneritore di Brescia, oppure di Terni) realizzando ad un proficuo commercio i cui proventi verranno intascati dai proprietari ed invece i danni ‘scaricati’ sulla popolazione della zona.
Semplicemente l’operazione è un business generato dalle note vicende italiane e ad una legislazione in cui ‘furbescamente’ sono state inserite parole e frasi ambigue e fuorvianti, funzionali agli interessi di gruppi industriali e lobbies del settore: vedasi CIP6, certificati verdi, ecc… sommando a tutto questo la pubblica inefficienza nella gestione del problema rifiuti (e di tante altre cose!) hanno fiutato l’affare... semplicemente questo!
I danni ambientali saranno devastanti, quelli alla salute non meno drammatici: ricordiamoci l’accorato appello della Prof. Gentilini nonché gli studi del Prof. Tomatis e di tanti altri studiosi veri e seri, non quelli imbeccati se non addirittura assoldati dalle industrie e multinazionali interessate.
I danni economici invece già ci sono: stiamo pagando da anni una tassa, attraverso la bolletta dell’Enel, per finanziare questi impianti, che unico caso al mondo, in Italia sono assimilati agli impianti di produzione da energia rinnovabile; anzi il danno è doppio perché la Comunità Europea ha posto sotto procedimento di infrazione l’Italia per queste vicende e si prevede ci saranno sanzioni pesanti.
Dei danni alla salute è quasi superfluo parlarne, tutti sanno che la combustione produce diossine (pcb) ed altre sostanze notoriamente cancerogene, leggetevi al riguardo il seguente documento:
IMPACTS OF DIOXIN EMISSIONS FROM THE SHINKAMPO INCINERATOR TO THE UNITED STATES NAVAL AIR FACILITY AT ATSUGI, JAPAN.
oppure altri documenti dell’US EPA (United States Environmental Protection Agency): non c’è che l’imbarazzo della scelta, nella rete si trovano migliaia di documenti di istituti, scienziati e ricercatori che puntano il dito sulle conseguenze sanitarie all’esposizione a tali sostanze e a tutte quelle prodotte da simili impianti (leggi polveri sottili, ecc..).
Nella specifica situazione di Sassoferrato, anche un profano capisce che siamo nel peggior posto possibile per installare un inceneritore:
a) la conformazione orografica è nettamente sfavorevole essendo il sito in una conca chiusa da tutti i lati da rilievi montuosi e collinosi;
b) i venti dominanti soprattutto primaverili ed estivi spirano da sud verso nord per gran parte dell’anno spingendo le polluzioni direttamente sul centro abitato!
c) nella zona e nell’immediato circondario vi sono le captazioni dell’acqua di acquedotti che alimentano una grande estensione di territorio a valle e nel resto della provincia
d) vi sono attività economiche primarie che verrebbero danneggiate molto seriamente dalle emissioni, ne cito solo alcune: attività agricole e di allevamento, turistiche (non dimentichiamo che a pochissimi km ci sono le grotte di Frasassi e l’area archeologica di Sentinum è ad un tiro di schioppo!), imbottigliamento acque (Motette, San Cassiano, San Vittore)
e) nel sito, oltre che all’interno dello stabilimento stesso, sono già insediate numerose aziende manifatturiere: quindi a poche decine di metri dall’impianto vivono per gran parte della giornata centinaia di operai, impiegati, lavoratori che saranno esposti più di altri alle emissioni ed al pericolo di sviluppare tumori, neoplasie, malattie respiratorie, ecc…
Inoltre molte altre attività minori, anche di tipo amatoriale, ma per questo non meno importanti per la vita del paese, verranno definitivamente azzerate; penso a quanti, con grande piacere, vagano per il monte di Santa Croce alla ricerca di asparagi, di funghi, penso ai cacciatori, ai ‘cinghialari’… o agli ‘ortolani’ del vallato: come potranno mangiarsi le zucchine o i pomodori alla diossina?
Detto questo mi sembra che questa scellerata proposta possa venire tranquillamente archiviata se vivessimo in un paese di persone e soprattutto di amministratori e politici intelligenti e capaci, ma così purtroppo non è, per cui sarà necessario combattere una battaglia né facile né breve.
Sono già in circolazione gli personaggi che, blanditi da illusorie ricadute economiche personali, si affannano a cercare di tranquillizzare la popolazione sui rischi cui verrebbe esposta, ma si sa ci si vende anche per soli trenta denari! Questa gente baratta la salute dei propri figli e nipoti per un piatto di ceci (…per di più avvelenati!).
Ebbene è necessario stanare ed isolare moralmente, oltre che fisicamente, costoro: tra questi ci sono alcuni dipendenti, per fortuna non molti, della ditta e loro famigliari, ci sono poi modesti imprenditori, professionisti e azzeccagarbugli sfigati, teste d'uovo (pelate) che si sono imbarcati nell’impresa sentendo odore di quattrini… sempre quelli! (e…. dagli all’untore!).
Saluti
Ing. Carlo Alessandrelli

SASSOFERRATO: ANCORA NON SI PARLA DELL'INCENERITORE NELL'ORDINE DEL GIORNO!!!!!! I CITTADINI MANIFESTANO IL LORO DISSENSO Sei invitato al Consiglio Comunale di Sassoferrato che si terrà lunedì 28/04/2008, alle ore 18.00. La cittadinanza è stanca. Nei tre consigli comunali svoltisi dopo la presentazione del primo progetto di incenerimento da parte dell'azienda privata Ritrama non si è mai parlato del problema. Nell'imminenza della ripresentazione del progetto ancora non se ne parla!!! Nonostante le ripetute richieste del Comitato Tutela Ambiente di mettere al voto la questione e nonostante siano già state consegnate oltre 3400 firme dei cittadini contrari all'impianto d'incenerimento, nessuno ha avuto "gli attributi" per inserire l'argomento nell'ordine del giorno del consiglio comunale. Basta !!! Non è possibile che la cittadinanza non venga mai tenuta in considerazione!!! La cittadinanza deve presenziare al prossimo consiglio comunale. Bisogna far capire ai componenti il consiglio che sono stati eletti dai cittadini e che se vogliono continuare a rappresentarli devono ascoltare la voce dei VERI DATORI DI LAVORO!!! Diffondi la notizia e, soprattutto, accorriamo numerosi. Saremo lì a manifestare pacificamente il nostro dissenso. Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato

Fatti e rifatti/2. La punizione.
Oggi pomeriggio, dopo aver pubblicato il post "Fatti e rifatti: salta il selciato in via Montecavallo", ho spaccato una gomma della mia auto sul selciato di via Montecavallo.
I Numi mi sono stati avversi...
Giovedì 24 aprile 2008
Luigi Garofoli

Raccolta differenziata di fine elezioni
CIMG3619
Che bell'esempio d'inciviltà da dare ai bambini e ragazzi che tornano a scuola dopo le "vacanze" per le elezioni...
CARTA NEL GRIGIO!
A/C

Fatti e rifatti: salta il selciato in via Montecavallo
24-04-08_084724-04-08_0852
24-04-08_084824-04-08_0851
24-04-08_084924-04-08_0850
A distanza di 2 o 3 anni dalla ristrutturazione ecco come si presenta via Montecavallo...
Luigi Garofoli

Il Consiglio Provinciale prende tempo sull'inceneritore della ritrama.
In Consiglio Provinciale è stato discusso un ordine del giorno proposto dai quattro Gruppi Consiliari della Sinistra Arcobaleno tendente a dare un giudizio politico negativo sull'istallazione dell'impianto di co-incenerimento presso la ditta Ritrama di Sassoferrato. Considerato che questo ordine del giorno è stato presentato da oltre tre mesi e vista l'importanza che la problematica ha assunto nei riguardi della popolazione interessata è stato chiesto in sede di Conferenza dei Capigruppo l'anticipazione della discussione al Consiglio odierno.
Dopo un dibattito di oltre tre ore il Partito Democratico con motivazioni aleatorie ha chiesto il rinvio della votazione per portare la discussione in sede di commissione consiliare. Il rinvio è passato a maggioranza grazie anche all'apporto determinante dei voti del Pdl. I Gruppi della Sinistra Arcobaleno che volevano approvare il documento proposto hanno immediatamente abbandonato l'aula dopo essersi opposti invano al rinvio. Allo stato attuale continuerà l'impegno dei Partiti che hanno proposto l'ordine del giorno che già da ora garantiscono l'appoggio e la solidarietà ai cittadini e ai comitati costituitisi per evitare la realizzazione di un impianto così dannoso per la salute, per la collettività, per l'ambiente e il territorio. Oltre alle negatività che tale impianto porterebbe all'attività turistica, culturale, abitativa e all'economia di un territorio montano naturalisticamente così importante. Rimane comunque l'amarezza che gran parte del consiglio provinciale (esclusi PRC, PdCI, SD e Verdi) ha rinunciato ad esprimere un giudizio politico sulla vicenda senza alcuna intenzione di inficiare il procedimento amministrativo tecnico che è di competenza di altri. Speriamo che questo giudizio di contrarietà all'impianto possa essere espresso dal Consiglio Provinciale quanto prima.
I Gruppi Consiliari de "La Sinistra - L'Arcobaleno"

Due allarmanti/allarmate e-mail
Pubblichiamo qui di seguito due e-mail che ci sono pervenute; i mittenti sono stati omessi.
La redazione è a disposizione di chi ne volesse verificare l'autenticità.

Salve,
Qualche settimana fa mi sono trovato a passare nel vostro bel territorio e ho visto un luogo dove raccoglievano firme contro la realizzazione di un termovalorizzatore.
Poichè ho trovato una casa a Montelago che fa proprio al mio caso per viverci e lavorarci, vorrei avere notizie più precise in merito.
I lavori di costruzione stanno per iniziare oppure le 'carte sono ancora da giocare?'.
Non ho trovato molto in internet a parte il Vs. sito ricco di foto e dati.
Potete darmi una risposta?
Grazie e cordiali saluti

Salve,
scusate se sbuco dal nulla facendo domande...
Sono da 2 anni a Fabriano e sono in trattativa per l'acquisto di una abitazione in via col della noce a Sassoferrato, proprio vicino alla zona industriale. Oggi sono venuta a conoscenza di questo progetto per l'inceneritore e sono terrorizzata. Non so esattamente di cosa si tratta e dove verrebbe costruito. Il mio sogno era di comprare una casa in campagna con un po' di terra a costo di tanti sacrifici e ora ho paura di ritrovarmi con l'incubo dell'inceneritore in giardino...
Potreste darmi qualche informazione in pìù? Vi prego di afrmi sapere, sono ancora in tempo a rinunciare, preferisco perdere 2.000 euro che la salute...
Grazie dell'aiuto

La grande incompiuta del 2008
Negli anni 60 nel territorio di sassoferrato per lo svago, per il trattenimento e per la cultura esistevano numerose strutture :il Cinema-Teatro Comunale ,il teatrino Perotti ,il cinema Parrocchiale del Borgo ,il teatrino di Cabernardi e quello di Catobagli ,le sale danzanti di Venatura e di Radicosa,oggi è praticabile soltanto il Teatrino di Cabernardi.
Certo erano tempi migliori ed è inutile soffrire di nostalgia,ma è evidente l’impoverimento del nostro paese anche dal punto di vista dello spirito di aggregazione ,ora prevalgono l’isolamento e l’apatia.
Il tipo di evoluzione che ha subito la nostra società è certamente il primo responsabile dello spegnersi di questi interessi culturali ,sociali ricreativi ,ma bisogna riconoscere che anche da parte di chi ha amministrato negli ultimi tempi non c’è stata nessuna attenzione per cercare di mantenere vivo lo spirito di questo paese.
Ora assistiamo ,e mi ripeto volentieri purtroppo ,alla ben fatta ristrutturazione di antichi palazzi che rimangono però vuoti fantasmi(Vedi palazzo degli scalzi)
Sta per essere riaperta dopo 35 anni la sala cinematografica ubicata all’interno dell’edificio scolastico di via la Valle ,ma non potrà funzionare come Teatro:una vera mutilazione del glorioso Cinema-Teatro che ha ospitato la rappresentazione di importanti opere Liriche ;i mitici veglioni danzanti fino ai divertenti spettacoli in dialetto realizzati dagli alunni delle scuole.
Il nostro teatro ha visto anche incontri di Pugilato ,l’esibizione del cantagiro e feste di carattere spiccatamente sociale .Mi sento di dover esprimere la delusione dei sassoferratesi che da tempo immemorabile aspettano la restituzione anche del Teatro .
Con i suoi oltre 300 posti a sedere può essere utilizzato anche per rappresentazioni teatrali di prima e seconda fascia con compagnie a livello nazionale.
Cosi’ anche Sassoferrato avrebbe il suo Teatro come tutti i paesi limitrofi ,mentre con il binomio Cinema –Teatro contribuirebbe a rendere la struttura autosufficiente economicamente.Voglio ricordare che negli ultimi anni sono stati ristrutturati nelle Marche 50 teatri che sommati agli altri preesistenti ci portano ad un totale di 120 teatri nella nostra regione.
Ma sono convinto che l’ostacolo principale alla realizzazione di questa opera come era nel desiderio dei sassoferratesi non è stata la mancanza dei denari,bensi’ l’errata e radicata convinzione che a Sassoferrato non serve un teatro.
Io sono invece fermamente convinto dell’opinione che non si riesca a capire che proprio queste strutture servono a smuovere l’animo delle persone creando le occasioni giuste per assistere a spettacoli appaganti e interessanti ,per incontrarsi per riscoprire quel sano gusto della vita che non può venire soltanto da strade asfaltate e strutture cementizie .Aprire il Cinema e non il Teatro contemporaneamente è una sconfitta dopo 35 anni del popolo sassoferratese .Per il Teatro mancano tutte le attrezzature sceniche i corpi illuminanti e l’arredo dei camerini .
Giovanni Pesciarelli per la rinascita di Sassoferrato

Materie prime e riciclaggio nella nuova Classe C.
Chi lavora con la natura, lavora per lei: le materie prime naturali giocano un ruolo fondamentale nella produzione dei rivestimenti dei sedili della nuova Classe C berlina. Questi rivestimenti consistono infatti per il 15% di pura lana di pecora: il risultato è un migliore assorbimento dell'umidità e un positiva climatizzazione del sedile. Ma quello che conta soprattutto è che attraverso l'utilizzo di materie prime rinnovabili si riduce il consumo di risorse fossili come carbone, gas naturale e petrolio. E non solo: in caso di sfruttamento energetico, i materiali naturali presentano un bilancio di CO2 praticamente neutro, in quanto nell'aria viene liberata la stessa quantità di anidride carbonica che è stata assorbita dalle piante durante la loro crescita.
La nuova Classe C berlina è stata costruita pensando al futuro riutilizzo delle sue parti, in modo da evitare gli scarti e promuovere il recupero e il riciclaggio dell'auto e dei suoi componenti. Nel processo di riciclaggio della nuova Classe C, i veicoli da rottamare vengono preparati e smontati, inviando singoli componenti al riciclaggio a seconda dei materiali, effettuando una cernita dei metalli e trattando i residui non metallici separatamente. Ma la nostra responsabilità verso il prodotto è valida anche nella rete di concessionari: attraverso il sistema di riciclaggio MeRSy per rifiuti di officina, ricambi da rottamare e parti sostituite in garanzia, come pure materiali di imballaggio. Del resto, le Mercedes sono sempre state esemplari nella tecnica; un ottimo motivo per esserlo anche nella tutela ambientale
Articolo tratto da www.mercedes-benz.ch
Si può fare, basta volerlo !!!
Non sono un socio Mercedes né un venditore di auto, ma mi piace sottolineare quando una ditta guarda non solo al presente ma anche al futuro, questo significa sviluppo sostenibile.
Con fiducia, Gianluca Sabbatini.


Lettera al dott. Montanari - Elezioni politiche 2008
Caro Dott. Montanari,
le comunico i risultati elettorali nel mio paese: Sassoferrato (AN).
Qui abbiamo in corso una battaglia contro un inceneritore, che un'industria vuol fabbricare per proprio tornaconto.
Ci siamo avvalsi, oltre dell'intervento del prof. Connet e della dottoressa Gentilini, principalmente dei suoi dati in merito alle nano patologie.
Il risultato, nonostante la pressoché totale assenza di pubblicità elettorale, è stato nettamente SUPERIORE ALLA MEDIA NAZIONALE, avendo raggiunto una percentuale al senato pari ad 1,05% (45 voti su 4308) ed alla camera 1.12% (52 voti su 4641).
Personalmente la incito a proseguire nella sua campagna a favore di una crescita della società italiana, per una transizione da sudditi (soggetti passivi) a cittadini (soggetti attivi) responsabili dei suoi componenti.
Purtroppo l'organizzazione della società  su base mediatica, non consente ancora una chiara visione d'insieme da parte degli individui e gli sponsor prevalgono sul bene comune.
Nell'era della politica spettacolo, soltanto una determinata categoria di individui viene selezionata ed è una selezione verso il basso e non verso l'alto, come l'ecosistema pretenderebbe, quindi è il probabile sintomo di una decadenza del genere umano, che rischia di raggiungere, ormai, i livelli più prossimi ad una specie in estinzione che noi, nel nostro piccolo delle lotte territoriali, cerchiamo di impedire.
Saremmo felici se anche in futuro ci sostenesse nella nostra lotta e non si lasciasse demoralizzare da questi più che prevedibili risultati in quanto numero, ma che determinano, comunque, l'aumento dell'interesse di molti di noi al bene comune.
Mando un saluto particolare a Fernando Rossi ed a Monia Benini, con cui ho avuto modo di condurre una conferenza nella città di Pergola (PS) al suo ritorno dalla Palestina.
Certo che lavoreremo ancora insieme in futuro, le porgo i più
cordiali e sentiti saluti.
Dott. Bellocchi Goffredo  (aderente al Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato)

Cara Letizia,
sai che molti di coloro che da anni si occupano di politica in questa zona non sanno neanche accendere un computer?
Leggono fiduciosi articoli sul Messaggero; qualche notiziario TV completa il loro mondo.
Reporter sans frontières ha pubblicato recentemente una classifica sulla libertà di stampa: l'ITALIA risulta al 40° posto dopo Cile, Ecuador, Namibia, Corea del Nord.
I telegiornali hanno dato la notizia, questi signori ci avranno senz'altro creduto.
Caterina Prato

In risposta a S.D.
AMEN
P.s. Ti sei dimenticato/a di aggiungere che Emilio Fede è l'ultimo vero paladino della libera informazione e che George W. Bush, illuminato da Dio, esporta gratuitamente la democrazia in giro per il mondo.
Con affetto
Luca Antonelli

In riferimento all’articolo del sig. S.D. vorrei precisare alcune cose:
- i così detti spauriti informatori  che il signore cita sono degli illustri scienziati che documentano ciò che dicono;
- non esistono inceneritori ad emissioni zero (gas e polveri);
- ogni cosa che brucia produce diossina (vale anche per gli “inceneritori di ultima generazione”).
Sono fiera di far parte del comitato tutela ambiente che in questo momento sostiene la battaglia contro la costruzione
dell’inceneritore, non per il gusto di dire NO, ma per difendere il diritto di ogni persona di abitare in un ambiente sano con aria respirabile.
Vorrei invitarla a documentare l’affermazione che -Un inceneritore come quello che verrà costruito a Sassoferrato inquinerà come un'automobile in più in giro per il paese –  mi permetta di dirle che sembra un pensiero azzardato.
A CARATTERI CUBITALI, DICO A LEI, CHE IL MONDO STA CAMBIANDO!!!
Bruciare è una pratica vecchia! Tutto il mondo sta facendo dietrofront, i rifiuti non si bruciano, si differenziano! Mai sentito parlare di RIFIUTI ZERO?
Il nostro paese si trova in questo stato proprio perché è popolato da  persone che parlano senza sapere cosa dicono, imboccati dalle informazioni che qualcun altro si preoccupa di far arrivare!
P.s. le consiglio di leggere quanto detto dall’Unione europea a proposito dell’inceneritore Asm di Brescia
M. Letizia Rossetti

Riceviamo e pubblichiamo...
Vorrei esprimere un mio parere, peraltro condiviso dalla maggior parte dei cittadini italiani e dai partiti politici, riguardo la questione inceneritori. Sono sotto gli occhi di tutti le montagne di rifiuti della Campania e la quantità di discariche abusive sparse per tutto il territorio nazionale. I giornali ed i telegiornali continuamente ci rassicurano sulla sicurezza degli inceneritori, oramai ad emissione zero di gas e polveri. La diossina negli inceneritori di ultima generazione non viene prodotta (o prodotta in dosi irrilevanti) ed i filtri più moderni sono in grado di fermare qualsiasi particella dannosa alla salute. Bruciando rifiuti, oltre che a far scomparire queste montagne di immondezza, si genera acqua calda e corrente elettrica, che può essere utilizzata dai fortunati abitanti della zona. Perchè, ancora, comitati di paese e sparuti disinformati continuano a dire NO? Oramai è diventata una moda: NO alla TAV, NO al ponte di Messina, NO agli inceneritori, NO a questo o a quell'altro. In tutto il mondo si costruiscono inceneritori, anche nei centri abitati. A Brescia, per esempio, un inceneritore di ultima generazione dà un grande contributo al risparmio energetico dei cittadini. A Sassoferrato un comitato di cittadini sta dando battaglia ad una ditta privata che vuole costruire il suo inceneritore. Se esistono delle leggi che lo permettono (e lo incentivano - vedi CIP6), perchè si fanno sempre queste battaglie? E i posti di lavoro? Se sono ben informato, qui a Sassoferrato si creeranno ben 10 nuovi posti di lavoro, che non sono pochi, visto la crisi. Svegliatevi antinceneritoristi! Il mondo sta cambiando! Non potete dire sempre di no a tutto! Guardate come avete ridotto il nostro paese! Un inceneritore come quello che verrà costruito a Sassoferrato inquinerà come un'automobile in più in giro per il paese. E poi di che vi lamentate, casomai, vi ho visto mentre fumate le vostre sigarette!
S.D.

Lorenzo Tomatis
Forse sono cose gia' conosciute ma....
Il dr. Enzo Tomatis, citato sul manifesto del comitato Tutela Ambiente è nato precisamente
a Cabernardi e ancora più precisamente sulla cosiddetta "casa del direttore."
Questa casa è sulle alture di Cabernardi tra il Doglio e il Canterino.
Tomatis ha avuto incarichi europei molto importanti (Francia) per la lotta ai tumori.
Più di 24-25 anni fa in una rivista gratuita che arrivava ai medici ci fu una copertina a lui dedicata dove appresi questi particolari.
Era fiero di essere nato a Cabernardi anche se se ne andò a pochi mesi di vita.
Era figlio del direttore della miniera del '29.
Mi risulta che sia lui che un suo fratello siano stato anni fa in visita nelle zone e al Canterino dove esiste una via Tomatis.
Saluti
Rodolfo Varani

Raccolta differenziata in via Leopardi e in via Rossini
Situazione disperata della raccolta differenziata  di Sassoferrato ed articolo del Corriere Adriatico sui futuri controlli ad Arcevia
raccolta differ.via rossini
raccolta diff.via leopardi
Rifiuti, partono i controlli
ARCEVIA - Non decolla il nuovo servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti. Dopo oramai tre mesi dalla sua attivazione il sistema non sta dando ancora i risultati sperati anche se a dire il vero la percentuale della raccolta differenziata sta registrando riscontri incoraggianti. Ci si lamenta per la lentezza del soggetto gestore la Cir 33 nel recepire le varie problematiche che affiorano quotidianamente. La cittadina montana non può chiaramente affrontare la prossima stagione estiva in questa situazione, con i sacchetti dei rifiuti che rimangono per troppi giorni accatastati prima di essere raccolti. Ci sono oggettivamente anche responsabilità da parte dell'utenza, che non sempre rispetta le regole raccomandate. Cominceremo - dice l’assessore Bomprezzi - a fare controlli per fermare comportamenti scorretti e dannosi per l'intera collettività. Un impegno che va portato avanti insieme all'obbligo per gli incaricati della raccolta di passare con più frequenza.
Renato Alberti

La nostra Costituzione e l'educazione tecnica
Ho letto con piacere ed interesse l'articolo relativo all'idea di distribuire il testo della nostra Costituzione nelle scuole. Il problema che si pone, molto spesso, è che i libri non vengono letti. Ad esempio sono sicuro che l'Art.32 non sia conosciuto da molti. Mi sembra opportuno riportarlo per intero: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e l'interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana." Non credo sia necessario commentarlo, se non con: ma allora le nostre leggi quadro vorrebbero tutelare la salute dei cittadini !!!! Perchè, allora, continuano a far peggiorare le condizioni di aria, acqua e terra "strumentalizzando" il fuoco? Forse prevalgono i fini economici di pochi ? Avendo parlato dei "quattro elementi", mi torna in mente la filosofia greca e in particolare i primi filosofi che si studiano a scuola. Chi ricorda ANASSAGORA ? Forse, in pochi ricordano che oltre 3000 anni fa ci diceva "Nulla si crea e nulla si distrugge". Ma Anassagora era un filosofo, che ne può sapere di scienza. Fortuna Antoine Lavoisier si ricorda di Anassagora. Nel XVIII secolo il chimico e naturalista francese Antoine Lavoisier scoprì che in una reazione chimica la massa complessiva dei reagenti è uguale alla massa complessiva dei prodotti. Questa osservazione venne resa pubblica come principio di conservazione della massa, comunemente conosciuta come legge della conservazione della massa. Ma se bruciamo ad alta temperatura dove andrà a finire la massa ? Ceneri tossiche o speciali, gas, polveri sottili. Ma ci sono i filtri !!!! Ma il filtro (lo dice la parola stessa) non ferma tutto: sono sicuro che quello che esce migliorerà la mia salute, l'ambiente e il valore economico delle nostre proprietà ? SERVIREBBERO DEI TAPPI NON DEI FILTRI Per non parlare della Legge di Conservazione dell'Energia. La legge di conservazione dell'energia è la più importante delle leggi di conservazione note in fisica. Nella sua forma più intuitiva questa legge afferma che, sebbene possa essere trasformata e convertita da una forma all'altra, la quantità totale di energia è una costante, ovvero il suo valore si mantiene immutato al passare del tempo. I termovalorizzatori recuperano (mediamente) un 30% del calore sprigionato dalla combustione. Dove lo mettiamo il rimanente 70% !!!!!!! SERVIREBBERO DEI TAPPI PER IMBOTTIGLIARE L'ENERGIA GENERATA IN ECCESSO Infine, un'ultima considerazione storica PER RIFLETTERE. TITO LIVIO parlava già ai suoi tempi del fatto che le persone che lavoravano nelle miniere dove si estraevano i minerali d'AMIANTO morivano in età giovanissima. In natura è un materiale molto comune. La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo rendono adatto come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, ma la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l'uso in molti paesi. Le polveri di amianto, respirate, provocano infatti l'asbestosi, nonché tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico e dei bronchi, ed il carcinoma polmonare. L'impiego dell'amianto è fuori legge in Italia dal 1992, ma, senza scomodare Tito Livio che era uno storico, già a fine '800 ci sono le prime evidenze scientifiche sulla patogenicità del materiale. Quando verranno chiusi i Termovalorizzatori di nuova generazione ? Vent'anni fa si diceva: "Gli inceneritori di nuova generazione tutelano salute e ambiente: state tranquilli" Dieci anni fa si chiudevano quelli fatti dieci anni prima e si diceva: "Gli inceneritori di nuova generazione tutelano salute e ambiente: state tranquilli" Oggi si chiudono quelli fatti dieci anni fa e si dice: "Gli inceneritori di nuova generazione tutelano salute e ambiente: state tranquilli" Che cosa si dirà domani a chi subirà i potenziali rischi della "moderna tecnologia inceneritorista" o ai nostri figli? I limiti di concentrazione degli inquinanti imposti dalla normativa sono riferiti al metro cubo di fumi e non all'emissione totale. Pertanto, bruciando più rifiuti si ottengono più fumi e quindi più emissioni inquinanti, ma si rimane sempre nei parametri di legge. Detto in altri termini, i limiti sono relativi alla concentrazione dell'inquinante all'emissione, ma non al flusso di massa: quindi si occupano della qualità dell'emissione, per incentivare l'adozione delle migliori tecnologie disponibili, ma non della quantità delle emissioni cioè dell'impatto complessivo sull'ambiente. Per tale motivo, le norme non garantiscono necessariamente un valore di concentrazione degli inquinanti "sicuro" in base a studi medici ed epidemiologici sull'effetto degli inquinanti, ma si riferiscono ai valori che è possibile ottenere tecnicamente con gli impianti migliori. I limiti sulle emissioni non sono stabili ma vengono adeguati nel tempo in base alle tecnologie di abbattimento degli inquinanti disponibili sul mercato, seppure con l'inevitabile ritardo dovuto ai tempi legislativi. Spesso però tali limiti vengono richiesti solo per la costruzione di nuovi impianti, mentre agli impianti già esistenti vengono concesse lunghe deroghe. Nonostante le normative vigenti, non sono comunque mancati casi di impianti, come quello di Brescia, in cui si siano rilevate alcune infrazioni per il mancato rispetto di normative o per il superamento del tonnellaggio di rifiuti inceneriti originariamente ammesso. È comunque difficile che l'accertamento di un'infrazione sfoci in provvedimenti molto severi come il sequestro dell'impianto, perché in tal caso si potrebbe creare un'emergenza rifiuti molto pericolosa!!!!!!!! Fra febbraio e giugno del 2007, tuttavia, l'inceneritore di Trieste è stato posto sotto sequestro per il superamento dei limiti di legge riguardanti le emissioni di diossine, superiori anche di 10 volte il limite autorizzato. Per non parlare della chiusura di Terni nel gennaio 2008. L'adeguamento dei vecchi impianti alle nuove normative procede a rilento, ed è solitamente collegato agli ampliamenti degli impianti. Da ciò deriva che spesso impianti di piccole dimensioni hanno emissioni (riferite al metrocubo di fumi e non al flusso totale) maggiori di impianti più grandi. CI VORREBBE UN ALTRO TAPPO ANCHE ALLA DISINFORMAZIONE La storia ci insegna, la mala-informazione ci uccide.
ARGO, il cane fedele di Ulisse
(vi ricordo che il cane è il migliore amico dell'uomo)


Ancora asfalto in un parco pubblico
rocca asfalto
Se questo luogo (come dice il cartello) fosse stato affidato alla responsabilità dei cittadini, probabilmente non sarebbe stato asfaltato.
serena_1989

Ottimo, Peppe,
hai individuato il paese con corso Tomatis.
Da dire però che, con tutta probabilità, la via è intitolata al padre del nostro Lorenzo Tomatis.
La redazione

Corso Tomatis
Se non erro, corso Tomatis si trova nella ridente frazione di ex minatori del Cantarino.
Saluti
Peppe Sabbatini

Contropiede della redazione!
Corso tomatis
Girando per le frazioni di Sassoferrato ci siamo imbattuti nientepopodimenoché in... corso Tomatis!!!
Vediamo chi per primo riuscirà ad indicarci la zona che ospita questa via.
La redazione

Precisazione per il riassetto della toponomastica cittadina
Il mio riferimento di intitolare una via una piazza non era di sconvolgere la toponomastica di Sassoferrato, ma di fare un po' d'ordine: faccio l'esempio della disordinata numerazione di via Piano di Frassineta e della via Crocifisso. La via Piano di Frassineta va dal n.1 al n.170 circa; in quel quartiere non esiste una via lunga che racchiuda tutti i 170 numeri, ma ci sono spezzoni di vie che potrebbero essere intitolate a vari personaggi e la stessa cosa si può fare per gli spezzoni di via Crocifisso. Analizzando puntigliosamente il territorio comunale potrebbero venir fuori altre vie altri quartieri.
Con simpatia Gianni Pesciarelli

Grazie a tutti
Ringrazio tutti per l'accoglienza ed il calore mostrato verso la mia proposta di onorare la memoria di Lorenzo Tomatis; ma vedo che sono necessarie alcune precisazioni: rispondo così anche a Gianni Pesciarelli che, nello stagno in cui io avevo gettato un sassolino c'ha buttato un masso, nel senso che rinominare vie e piazze è un onere per tutti che è meglio evitare... e penso che sia pure ingiusto verso chi abita da tempo in un certo posto...
Io intendevo: intitolare allo studioso 'sassoferratese' una nuova via o una nuova piazza o quant'altro senza modificare l'esistente... poi ben venga l'assegnazione di biblioteche, premi, manifestazioni, ecc. ad altri meritevoli concittadini come propone Gianni: questo non creerà problemi né alla toponomastica, né alle patenti, ai passaporti o alle carte d'identità e nemmeno agli indirizzi stradali.
Dico questo anche per evitarmi il linciaggio da parte degli abitanti di un'intera via che si vedrebbero oltretutto costretti a segnalare la variazione di indirizzo a tutti gli enti, i conoscenti, i parenti e così via.
Il mio è stato un semplice suggerimento che l'Amministrazione, se vuole, potrà mettere in atto nei modi e nei tempi che riterrà opportuni.... e senza esagerare.
Saluti
Carlo Alessandrelli

Premio Monte Strega al prof. Tomatis, emerito scienziato nel campo della medicina
Ho proposto all'"Associazione Sassoferratesi nel Mondo per Sassoferrato" di assegnare al Prof. Lorenzo Tomatis il premio Monte Strega alla memoria. Premio che viene attribuito ogni anno a sassoferratesi che si sono distinti nei vari campi della scienza, delle arti o delle professioni per elevati meriti personali. Il consiglio dell'Associazione, riunitosi il giorno 22-3-2008, ha deciso per l'anno 2009 di assegnare il premio Monte Strega alla memoria de concittadino Prof. Lorenzo Tomatis. Debbo ringraziare la professoressa Gentilini e il Comitato costituitosi contro l'inceneritore di averci fatto conoscere questo nostro illustre concittadino, per quanto riguarda l'intitolazione di una via, di una strada, di un monumento, mi trova d'accordissimo. Da molti anni mi batto affinché la toponomastica sia aggiornata con nomi di personaggi illustri, che siano ricordati almeno con l'intitolazione di una via, di una strada, di un monumento. Alcuni anni fa, insieme a Padre Stefano, stilammo una bozza di probabili assegnatari; addirittura proponemmo all'Amministrazione Comunale di costituire una commissione per stilare un progetto di questo tipo. Purtroppo la macchina comunale è lenta a recepire l'importanza di queste cose, a tutt 'oggi non ci siamo ancora riusciti.
Spero che per il vostro interessamento si possa arrivare a quanto ci prefiggiamo.
Le proposte da noi avanzate sono innumerevoli: intitolare la biblioteca Comunale a Don Alberico Pagnani Storico e primo bibliotecario del Comune,intestare il sotto titolo della Città all'illustre concittadino Bartolo da Sassoferrato( es.Fabriano citta' Di Gentile). Intitolare al primo sindaco di Sassoferrato Pietro Camilli il Ponte di Felcioni o la piazza di Felcioni. Insomma i personaggi da noi individuati sono molti da padre Antonio Lisandrini al prof.Guido Vitaletti, al generale Loretelli. Perché non intitolare al maestro Renato Ottaviani un'aula delle scuole elementari per le attività del dopo scuola, ma i nominativi potrebbero essere molti. La normativa vigente dice che se si cambia l'intestatario della via le spese per la patente, passaporto, la carta d'identità ecc., sono a carico della struttura comunale. L'associazione sassoferratesi nel mondo per Sassoferrato, ha tra l'altro lo scopo di rendere noti questi personaggi sconosciuti ai più. Per una cittadina che si rispetti questo può essere il motivo per far conoscere attraverso i vari personaggi la storia di Sassoferrato. Se non riconosciamo il passato difficilmente potremmo costruire un futuro. Queste dediche ci consentiranno di saldare almeno in parte il nostro debito di riconoscenza verso i concittadini Illustri. Ringrazio l'ingegnere Alessandrelli Carlo per la proposta di intitolare una via, una piazza al concittadino Tomatis.
Per L'associazione Sassoferratesi nel Mondo
Giovanni Pesciarelli


Lorenzo Tomatis
Anche io come moltissimi sassoferratesi non conoscevo le origini e il gran lavoro svolto da Tomatis. La proposta di intestare una via o piazza a questo illustre conterraneo mi vede favorevole. Ad esempio la nuova strada che parte dal Liceo Scientifico verso la centrale Telecom ed oltre dove sono in costruzione diversi palazzi. Si potrebbe creare un comitato per tale evento e per richiedere al Comune che quanto abbiamo in animo si realizzi. Ma oltre alla via o piazza lancio anche un'altra idea. Promuovere un premio annuale a Sassoferrato intestato a L.Tomatis nel campo dove lui ha speso praticamente tutta la vita. Ciò richiederà ovviamente un certo sforzo economico e organizzativo, ma tentare ne vale la pena, e soprattutto per ricordarlo negli anni futuri anche alle giovani generazioni. La prima cosa da fare è comunque accertarsi se effettivamente è nato nel nostro territorio.Qualcuno mi ha detto che è stata registrata la sua nascita a Pergola (il padre era direttore della Miniera di Zolfo di Cabernardi nel 1929). Comunque vada è sempre figlio della nostra terra e per i suoi grandissimi meriti dovremmo esserne orgogliosi. Ho "passato" la proposta anche alle associazioni nelle quali dove più o dove meno milito e collaboro per avere una "spinta" in più.
Ringrazio Sassoferrato Tv per aver fatto conoscere questo personaggio finora sconosciuto alla quasi totalità dei concittadini facendo così una meritoria opera culturale.
Alberto

Raccolta differenziata
Vorrei porre all'attenzione della Cittadinanza una questione importante: più di una persona mi ha riferito che, nonostante gli sforzi della maggior parte della popolazione nel portare avanti la differenziata, i nostri operatori ecologici mischiano ancora i vari cassonetti e vanificano il lavoro svolto in casa.
Potreste confermare o smentire quanto mi è stato riportato?
Se vi capitasse di assistere al "misfatto" fotografate e inviate al sito: forse qualcuno si preoccuperà di risolvere la questione.
Solo collaborando la popolazione risolverà i problemi del territorio.
Grazie.
Marco Giulietti
Comitato Tutela Ambiente Sassoferrato


Piazza Lorenzo Tomatis
Confermo l'adesione del Comitato all'iniziativa di dedicare una strada di Sassoferrato a Lorenzo Tomatis. Alla prossima riunione del Comitato tutela Ambiente la proposta verrà presentata in Consiglio per fare una proposta scritta all'Aministrazione di Sassoferrato. Intanto, a livello personale, apprezzo e appoggio l'iniziativa di Carlo Alessandrelli.
Marco Giulietti

Piazza Lorenzo Tomatis
La redazione di sassoferrato.tv accoglie e sosterrà la proposta di Carlo Alessandrelli.
Che uno scienziato trovi finalmente posto nella memoria civica dei sassoferratesi accanto a tanti beati e santi.
Luigi Garofoli

Risposta a Carlo Alessandrelli
In qualità di consigliere del Comitato Tutela Ambiente ed a nome dell'intero consiglio,  sottoscrivo l'invito dell'ing. Carlo Alessandrelli affinché l'amministrazione civica avvii le procedure per intitolare una via od una piazza al prof. Lorenzo Tomatis.
Lo chiederemo formalmente nei prossimi giorni.
Anche io solo ora  ho conosciuto questo scienziato, nato nel nostro comune e ritenuto scomodo da  quella scienza  che cura   sapientemente il cancro (e purtroppo non sempre ci riesce)  non preoccupandosi affatto  di "lavorare" sulla prevenzione primaria,  individuare cioè le cause ambientali che lo generano, oltre al fumo di sigaretta,  così da poterle evitare.
Ma si sa... meno malati ci sono, meno farmaci si vendono, meno soldi arrivano alla ricerca.
La dott.ssa Gentilini ci ha fatto vedere un articolo apparso su di una rivista medica dove  ci si augurava  di poter "cronicizzare" il cancro, farlo diventare una sorta di  patologia che ci accompagna per tutta la vita !! 
Altri dichiarano candidamente in televisione che l'impatto degli inceneritori sulla salute umana è pari a zero. E che il cancro è quasi sconfitto.
Medicine per questi quando le inventano ?
Dr. Luca Antonelli

Piazza Lorenzo Tomatis
001_Home-ok
Egregi signori: propongo alla Amministrazione Comunale di intitolare una piazza, una via o qualche altro luogo importante del paese alla memoria di Lorenzo Tomatis; molti, come me, hanno conosciuto di recente la fama che ha acquistato, a dir la verità più all'estero che in patria (nemo propheta....), questo illustre ricercatore, che ha dedicato la sua esistenza alla ricerca sul cancro e alle sue "cause ambientali".
E' nato a Sassoferrato (si potrà facilmente rintracciare negli archivi dell'anagrafe il suo atto di nascita) togliendo ogni dubbio a quanti genericamente scrivono (sulla rete) " ... nato ad Ancona nel 1929..." (vedi Wikipedia, ecc..): provate a cercare su google il suo nome....
Questo, oltre che onorare un grande e meritevole scienziato, farà capire un po' più chiaramente ai cittadini (...e anche agli "untori") l'orientamento della amministrazione sulla questione dell'inceneritore; spero quindi che il Comitato Tutela Ambiente faccia sua questa proposta.
Saranno gradite e-mail di adesione all'iniziativa. Grazie.
Ciao, Carlo Alessandrelli

Il ponte sul fiume Sentino
Carissimo Sindaco una volta tanto dica la verità. Il ponte di Felcioni, che tanti hanno criticato perchè pericoloso, secondo lei invece è stato ben realizzato. Poi accorto, non so in seguito a quale illuminazione, che la carreggiata è stretta e con una curva  pericolosissima, si è precipitato a modificarlo, naturalmente con i soldi dei cittadini.
A questo punto che dovrebbe pagare il malaffare sono i tecnici comunali ed i progettisti e anche lei.
Ammettere l'errore sarebbe stato più dignitoso e forse la popolazione avrebbe capito, mentre la superbia e l'arroganza non hanno mai ripagato nemmeno in politica. Il tempo necessario per verificare il progetto lo avete avuto, perchè tornarci sopra sprecando denaro pubblico che avrebbe potuto essere utilizzato in altra maniera: per l'imperizia di qualcuno è a rischio la sicurezza di coloro che percorrono il ponte, i cittadini sono stanchi della superficialità con la quale vengono affrontate molte opere pubbliche. Spendere miliardi in questo modo non fa' onore alla collettività, glielo dice un cittadino che l'ha votata, ma che da un tempo ha perso la fiducia.
A questo proposito mi viene in mente il detto "Chi guasta e arfà, no je manca mai da fa'".
Penelope

La "Tabella C." e il ponte di Felcioni
ponte felcioni2
Vorrei ricordare alla cittadinanza l'intervento dell'assessore alla cultura del Comune di Sassoferrato, il 27 novembre 2007, alla Sala AVIS, nella serata della "presentazione postuma" dello "stato di avanzamento" dei lavori pubblici. In quell'occasione fu presentata la sua tabella (detta poi "tabella C.") che ci mette ai primi posti in Italia come spesa pro-capite per i lavori pubblici.
La tabella assegna più di 3.000 euro di spesa a sassoferratese (tre volte la media nazionale!), neonati e centenari compresi. Sassoferrato comune virtuoso, quindi? Non precisamente. Facciamo alcuni esempi: il Comune spende TOT per le strisce blu dei parcheggi con grattino, poi si accorge della coglionata e rivernicia di bianco le strisce blu. Totale della spesa: TOT+TOT. Il Comune spende TOT per la ristrutturazione del teatro comunale, poi si accorge di aver sbagliato i lavori e allora la spesa diventa TOT+TOT. Il Comune ristruttura piazzale Castellucci spendendo TOT e qui, se mettiamo un TOT per coglioneria, la spesa diventa TOT+TOT+TOT+TOT+TOT. Il Comune ristruttura Piazza Salvi: spesa iniziale TOT, finale TOT+TOT+TOT. Il comune fa il campo da minigolf: spesa TOT, durata un anno, ci rifà sopra un campo da basket ed automaticamente, il campo da basket costa TOT+TOT... Vecchie cose, direte; che ne pensate allora del ponte di Felcioni, progetto comunale: a distanza di pochi mesi "gli è tutto da rifare", spesa TOT+TOT: il vanto delle rinaldiane curve paraboliche crolla. I valori della "tabella C." si impennano. Ora siamo i primi in Italia: un po' più poveri, ma primi.
Bartolo da Sassoferrato

Medici e sapienti
Medico… ha ancora un senso questa parola?
Sono rimasto piuttosto sconcertato, ma a dire la verità, non sorpreso – me l’aspettavo- dalla assenza di quasi tutti i medici, sia condotti, sia ospedalieri, alla conferenza della Dott.ssa Patrizia Gentilini.
Dicevo non sorpreso perché già alle altre manifestazioni avevo notato tale defezione, tant’è che parecchi minuti prima dell’inizio della conferenza, quando ancora doveva arrivare molta gente, avevo fatto una mezza scommessa con Bebo su questo: ma Fioranelli me l'ha fatta perdere!
Forse è questa un’altra dimostrazione, (ce ne fosse bisogno!), di come la categoria ha a cuore i problemi sanitari della popolazione che oltretutto li stipendia più che lautamente….
Ma ormai non ci dobbiamo più meravigliare di queste cose né di altre mostruosità simili: perché è ormai scontato che chi deve vigilare, sorvegliare, interessarsi della salute, se ne freghi di ascoltare chi, mi sia permesso, ne sa senz’altro, sullo specifico argomento, ben più di loro… ma tanto che importa: ci sono gli informatori scientifici, i convegni, le gite, le crociere e i seminari organizzati dalle case farmaceutiche, magari alle Baleari o a Taormina (e pure con la graziosa partecipazione di moglie e figli….) per tenersi informati, tutto pagato: tutto ‘aggratis’; basta che mi prescrivi un po’ di questo antibiotico, qualche confezione di questo sciroppo, un po’ di queste pillole…. non c’è mica bisogno di ascoltare le fregnacce della Gentilini!
E poi se vai a queste manifestazioni ‘sovversive e sediziose’ che sputtanano le case farmaceutiche insieme alla industrie chimiche, agli impianti di incenerimento ed alle altre combriccole di ‘untori’, mica te lo offriamo più il seminario di aggiornamento aggatis alle Baleari!
Sono rimasti solo i fessi a credere ancora che i cosiddetti ‘informatori scientifici’ istruiscono i medici sulle novità della scienza medica, sulle nuove medicine e cure…. sono semplicemente dei rappresentanti, tali e quali a quelli che vanno a vendere i biscotti e i pelati ai bottegai; e sono uguali pure i loro clienti: bottegai appunto, mestieranti che se ne fregano del giuramento di Ippocrate, del codice deontologico e anche e soprattutto della salute dei loro *pazienti* (mai un termine fu più azzeccato di questo!); c’è da aggiungere che almeno i bottegai, quelli veri, debbono ‘pedalare’ per accaparrasi e mantenersi i clienti…. loro manco questo debbono fare.
Infine debbo però riconoscere che tra tanti uno si è distinto per essere andato controcorrente, m'ha fatto perdere anche la scommessa, (per fortuna): Fioranelli, che ha partecipato più di una volta alle manifestazioni organizzate dal comitato: a lui va la mia stima perché dimostra che qualcuno ancora crede alla ‘missione’ di fare il medico e non al mestiere: troppo pochi, però.
Saluti, Carlo Alessandrelli.
N.d.w.: Con leggero ritardo è arrivato alla manifestazione anche il dott. Sonaglia.

Sito segnalato
Caro redattore,
segnalo un link del blog di Magdi Allam,
http://www.magdiallam.it/node/3737
che potrebbe essere ospitato nel nostro sito cittadino
Cordialità
Daniele Baldassari

Il mistero della Quercia Vagante
quercia vagante_3
Vi invio una foto della quercia lungo la berbentina che, nell'aprile del 2005, è franata scivolando di molte decine di metri a valle sull'erba. L'ho battezzata "Quercia Vagante"; peccato che poi il contadino l'ha abbattuta pochi mesi dopo.
Carlo

La Rocca perde i pezzi
rocca
Continuano a cadere pietre dalla sommità della Rocca di Albornoz. Che si intervenga, prima che accada qualche grave incidente. Magari murando in maniera definitiva le pietre e NON transennando l'ennesima area.
Ulisse_1949

Come, quando e perché
Qualcuno dovrebbe spiegare chi è così abile a far sopravvivere il plesso scolastico di Catobagli continuando  a privilegiare gli alunni residenti in quella frazione e a penalizzare gli alunni residenti a Gaville, S.Facondino, Coldellanoce, Monterosso alto, Monterosso Stazione, Piano di Frassinetae e Cabernardi dove da diversi anni per la politica dei tagli della spesa pubblica sono stati soppressi tutti i plessi scolastici. Si parla di privilegi ma non si sa quanto sia un privilegio frequentare una pluriclasse!!!. ( Non certo per le capacità delle insegnanti che sono sempre ottime)  Ci sono alunni di Cabernardi che pur potendo, per comodità, frequentare la scuola di Catobagli, hanno invece scelto di frequentare il"Brillarelli". In un articolo di un vecchio numero de"il Progresso"periodico fabrianese (27 settembre 2007) si evince una certa preoccupazione dei genitori degli alunni di Catobagli per la sicurezza dei propri figli a causa degli interventi di manutenzione e di miglioria in "corso d'opera" nei locali della scuola. Non sarebbe più razionale e imparziale  concentrare tutte le spese  nel  Brillarelli beneficiando una più ampia popolazione scolastica tanto bisognosa di strutture più nuove e più idonee dove trascorre anche più  di otto  ore al giorno.? Ci si chiede: di fronte ad una politica dei tagli della spesa pubblica, voluta anche dal ministro Fioroni, quali strategie vengono adottate per giustificare, anche nei confronti del Dirigente scolastico regionale, la sopravvivenza di tale plesso scolastico? Chi viene a guadagnarci con la sopravvivenza del plesso?  Gli alunni no di certo. Forse qualcun altro?
Se gli alunni (6-7-8-9-10 anni) frequentassero classi e non pluriclassi e si confrontassero con diverse realtà sociali, che caratterizzano strutture più grandi, il loro processo di socializzazione sarebbe senza dubbio più rapido ed  armonico.
A soli 5Km. da Sassoferrato, di strada comoda, la frazione di Catobagli non si può  certo ritenere "disagiata". Si consideri che gli alunni della scuola materna (3,4,5 anni) si recano tutti i giorni, con il pulmino, alla scuola "Rodari" Sassoferrato da luoghi ben più lontani.
X y z

Solidarietà ad Alessandro Bonucci dal Comitato pro treno della linea Fabriano-Sassoferrato-Pergola
In riferimento alla lettera aperta alle istituzioni sassoferratesi e alla R.F.I mi sento di dire che la risposta speriamo che sia positiva, in quanto le istituzioni di vario livello sono scarsamento interessate al problema ferrovia. Il comitato sta lottando da diversi anni su queste problematiche con scarsi risultati. Sono solidale con quanto affermi, perché se si è deciso di far funzionare il treno anche se a scartamento ridotto tutte le norme di sicurezza debbono essere attuate. Faremo anche noi pressioni su quanto affermi.
Colgo l'occasione per rispolverare i nostri interventi per salvaguardare e il rilancio della tratta Fabriano-Sassoferrato-Pergola
Il Treno protagonista indiscusso: inutile non sottolineare l'importanza che il trasporto ferroviario ha esercitato ed esercita tutt'ora nella storia dell'uomo. Il treno ha accompagnato il genere umano dal XIX secolo ad oggi ed è protagonista assoluto della società contemporanea. Solo nel 1829 in Inghilterra fu realizzata la prima locomotiva per il trasporto merci e passeggeri. Detto ciò, ritengo che un mezzo di trasporto così importante che è stato protagonista del nostro secolo e che ha rivoluzionato l'esistenza di molte generazioni, nonostante la massiccia diffusione delle automobili e di altri veicoli, non debba essere considerato inadeguato per lo sviluppo economico e il potenziamento della viabilità del nostro comprensorio. Per questo motivo il comitato Pro-Treno della Linea Fabriano-Sassoferrato-Pergola da parecchi anni si batte per il potenziamento dei tratti ferroviari della nostra Regione. Finalmente una speranza dopo un lungo lavoro la riponiamo nella commissione intercomunale per il piano strategico che ha inserito come priorità la ferrovia Fabriano-Sassoferrato-Pergola nel comparto mobilità. Siamo soddisfatti perché siamo riusciti a far capire alle forze politiche e ai tecnici del comprensorio l'utilità di questa tratta.
Speriamo che la Regione Marche, le Provincie di Pesaro, Urbino e Ancona, Trenitalia e R.F.I. tengano in considerazione questa proposta del comitato strategico e soprattutto che il nostro progetto possa essere accettato. I nostri tecnici sono a disposizione per un eventuale suggerimento.
Chiediamo che il treno non serva solo per gli studenti e per il trasporto delle merci, ma per i lavoratori, per il turismo. Secondo i nostri esperti è possibile collegare Civitanova Marche con Pergola così da portare le attuali 6 corse giornaliere a dodici, in modo che si possano prendere le coincidenze con i treni della linea Ancona-Roma. Facendo ciò non solo ridurremmo i costi, il traffico automobilistico, l'inquinamento e le vite umane, ma daremo la possibilità ai turnisti delle varie fabbriche di poter utilizzare questa via di trasporto. Inoltre per ottimizzare il tempo e rendere pi+ agevole la viabilità, abbiamo proposto e sollecitato la costituzione di una società mista Regionale anche con i privati TRENO-BUS, vedi Adria-Bus, così sperimentare una nuova gestione che sta dando ottimi risultati in altre realta, si veda la linea Merano-Malles. In questo modo, sarebbe opportuno creare un biglietto unico per dare la possibilità agli usufruitori di poter utilizzare dei bus urbani e i treni.
Per quanto riguarda la tratta ferroviaria Fabriano-Sassoferrato-Pergola, è assurdo che da Pergola partono dei pullman contemporanei al treno, queste corse parallele dovrebbero essere trasformate in corse a "PETTINE" ed utilizzare i bus per trasportare le persone verso la stazione ferroviaria più vicina.
E' altrettanto auspicabile non solo poter usufruire di corse di autobus "stornate " in modo da collegare i piccoli centri periferici, ma anche di intensificare le corse dei treni su Pergola e collegarle con un servizio di autobus per Urbino, favorendo lo spostamento di molti utenti dalle zone Uniiversitarie di Camerino Matelica, Fabriano, Macerata con Urbino.
Concludo questo articolo ribadendo che la trasformazione a metropolitana di superficie può portare a dei risultati interessanti, crediamo che razionalizzare il trasporto ferro-gomma a lungo andare darà i suoi frutti, o meglio renderà partecipi sulla scena nazionale quei piccoli centri periferici non serviti dalla ferrovia e da una rete stradale efficiente.
Il comitato pro-treno accetta adesioni. Questo mezzo può essere utilizzato per aderire.
Giovanni Pesciarelli per il comitato Pro Treno della Linea Fabriano-Sassoferrato-Pergola.

Ottima idea
Caro Piero, hai avuto un ottima idea. Se non avremo notizie prima, al
prossimo Consiglio Comunale farò la proposta.
Massimo Bardelli
Consigliere Comunale di minoranza


Una proposta
Ricorre quest'anno il  sessantesimo anniversario della entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana. Considerata l'importanza dell'avvenimento, sarebbe opportuno che l'amministrazione comunale  offrisse a tutti gli studenti di Sassoferrato una copia della stessa  per farla conoscere  anche perché la COSTITUZIONE  è un ottimo "libretto d'istruzioni" su come tenere relazioni con gli altri.
Piero Ippoliti

Lettera aperta alle Istituzioni Sassoferratesi e alla RFI (rete ferroviaria italiana)
Sono un residente sassoferratese che voleva porre all'attenzione delle autorità locali e della RFI una situazione disagiata e di insicurezza con cui giornalmente ,insieme alla mia famiglia , mi trovo a dover convivere.
Parto dal dire che la mia non vuole essere una missiva per fare politica o per essere oggetto di polemica, ma si tratta bensì di un giustificato stato d'animo che sento di dovere comunicare ai lettori informandoli di come certe infrastrutture nel 2008 non vengano ancora rinnovate o perlomeno trasformate in modo da poter assicurare quel minimo di sicurezza che ci spetta di diritto.
Sono un po' di anni che abito a Sassoferrato e da circa 2 abito in una casa situata a 50 metri dalla linea ferroviaria Fabriano - Pergola.
Con tutto il rispetto che posso avere per questa tratta e per l'importanza che ricopre nel nostro territorio (da verificare !) ritengo che nonostante sia percorsa con poca frequenza giornaliera non deve essere giustificata con una così poca manutenzione ed adeguamento alle basilari norme di sicurezza.
Esistono ancora delle strade secondarie nel comune di Sassoferrato (vedi traverse di Via Crocifisso) in cui per attraversare le rotaie ed attendere l'arrivo del treno bisogna guardare attentamente se nello stesso momento stia sopraggiungendo.
Il treno in questione non solo non segnala il suo imminente arrivo, ma non è nemmeno segnalato adeguatamente.

02022008017 02022008018

Nella zona in cui abito infatti percorrendo una stradina che si incrocia con la rotaia le segnalazioni si limitano ad una croce di Sant'Andrea per lo più in disuso, senza alcun tipo di segnalazione visiva e sonora, né tantomeno di sbarre che impediscono il passaggio al sopraggiungere del treno.
Il segnale maggiormente visibile istallato manualmente dallo scrivente su ambo i lati della strada è un semplice cartello con la scritta "ATTENTI AL TRENO".
Il problema sulla sicurezza è naturalmente per i residenti della zona, ma anche per tutte le persone che si recano dagli stessi e come molto spesso capita sono inconsapevoli del passaggio del treno in quel punto e tanto meno fanno attenzione ai segnali che possono ogni tanto sfuggire anche all'attenzione del residente il quale in caso di nebbia, oscurità, neve o semplicemente per una dimenticanza può perdere di vista l'arrivo del treno.
Questa lettera vuole sollecitare un' intervento, anche in maniera urgente, al fine di rendere la tratta ferroviaria in questione più sicura.
Penso che l'ambito di applicazione delle misure di sicurezza in questo campo non abbia una grande eco, soprattutto a livello delle istituzioni comunali locali in quanto non interessa un gran numero di cittadini, e dico questo perché l'aspetto della pericolosità in alcuni punti della linea ferroviaria era stata già portata in consiglio comunale diversi anni fa senza mai essere presa in seria considerazione.
Ora penso sia il momento di risolvere e prendere seriamente in considerazione questa causa perché penso che di fronte alla sicurezza, anche di un solo cittadino non siano prioritarie opere come asfaltare stradine di campagna o costruire opere che non abbiano nessuna o quasi pubblica utilità.
Si parla da anni della linea ferroviaria Fabriano - Pergola come molti hanno indicato come una linea da valorizzare, magari prolungare come distanza chilometrica e importante per i cittadini ma oltre che a vere e proprie chiacchiere e articoli che hanno riempito di elogi questa linea le uniche notizie che ne hanno dato risalto sono quelle che negli anni scorsi hanno riempito le pagine di cronaca per vari incidenti, anche gravi in cui hanno visto scontri tra mezzi in transito e il treno sulle rotaie, in quelle strade, come quella che percorro giornalmente segnalate in maniera minima e insufficiente e prive di sbarre prima delle rotaie.
Spero che molte persone possano leggere questa lettera e capire che posso essere d'accordo per valorizzare la linea ferroviaria in questione e renderla efficiente ma bisogna prima regolarizzarla e cambiare certe strutture ormai obsolete, altrimenti non ha, secondo me alcun senso nemmeno tenerla in funzione, visto anche lo scarsissimo utilizzo e la presenza di persone a bordo del treno (alcune volte noto solamente il conducente!)
Recentemente curiosando in rete ho potuto apprezzare e notare come la sicurezza stradale e la politica attiva di rilancio delle ferrovie sia citata in modo inequivocabile sul Libro bianco della Politica dei trasporti della Commissione Europea dove tra l'altro viene indicata come una politica dei trasporti al servizio dei cittadini europei garante dello sviluppo del trasporto che sia soprattutto efficace, di alta qualità e sicuro.
Spero che questa lettera non serva, come in passato, per essere esclusivamente fonte di discussioni , ma bensì spero serva come principio per la realizzazione di opere veramente sicure per i cittadini.
Alessandro Bonucci


Un pensiero per Giulia
Premetto che non è mia intenzione convincerti e che rispetto i tuoi dubbi; il tuo interessamento alla questione dei rifiuti mi incoraggia, però, a scriverti.
Lasciati dire due cose:
- Mi sorprende la tua affezione alla forma e non alla sostanza.
- Dove è finito il sentimento anticonformista, ribelle, utopico, coraggioso, cieco, senza paura, incosciente ed ambizioso tipico dei tuoi coetanei?
Quello che tu hai scritto sembra più appartenere al discorso di un politico stanco, antico e demoralizzato piuttosto che ad una giovane ragazza solare. Poul Connet non è l'unico pazzo a condividere le ambizioni adolescenziali. Al "VIA di Parigi" fino al 16 marzo c'è "Matieres à cultiver", rassegna che indaga il campo del possibile nell'uso di materiali rinnovabili. Herman Miller, Electrolux, Alberto Meda e ed altri designer pensano ad oggetti totalmente disassemblabili e reciclablili (e non sono proprio gli ultimi arrivati); IBM, NOKIA, SONY, lavorano su una piattaforma comune e aperta, ideano progetti open, sperimentano e modificano: si chiamano "eco-brevetti open". Sono messi a nostra disposizione, senza lucro. Esempi concreti?: il polistirolo usato per imballare i computer è stato sostituito con un materiale totalmente biodegradabile e molto più leggero: ne consegue che il costo dei trasporti e la qualità dell'aria ne traggono vantaggio. Se tu hai un'altra idea puoi partire da questi brevetti, svilupparli e renderne partecipe la collettività. Siamo abituati a pulire le superfici lisce dei computer con sostanze chimiche tossiche, ma i ricercatori di IBM, NOKIA e SONY hanno trovato sistemi di pulitura eco-compatibili: niente di speciale, solo gas a base di azoto e carbonio, che meglio sostengono l'ecosistema; quindi, come vedi, c'è tutto un mondo intorno... Non è solo Paul Connet ad avere queste idee! Per leggere un libro bisogna iniziare dalla prima pagina, per far i chilometri bisogna fare il primo passo.
Lui sarà anche pittoresco e americano. Ma ha un sogno. Io pure: I have dream. Have you a dream?
P.S.: Cambiano le esigenze, cambiano le leggi.
Caterina Prato
c.prato@email.it

Risposta all'articolo di Giulia Galdelli
In riferimento all’articolo di Giulia Galdelli sull’incontro con il prof. Paul Connett vorrei fare alcune considerazioni:
Il professore terminando il suo intervento ha dato un consiglio molto saggio a tutti quei cittadini che unendosi, si battono per far valere i propri diritti: “DIVERTITEVI nell’affrontare certe battaglie”.
Ed è un po’ lo stile che lui utilizza nelle sue conferenze, quando potrebbe invece mantenere un tono sicuramente più accademico visto il ruolo che ha ricoperto per vari decenni. Ma non lo fa.
Secondo me perché ha capito che l’ironia è il “salvagente psicologico” di un popolo che rischia di affogare (molti stanno annaspando!) in un mare di merda, qui intesa, naturalmente, non solo come metafora.
Tu Giulia, definisci Connett un uomo “abile nel suggestionare, nel convincere e forse” addirittura “nel plagiare” chi lo ascolta, poi indichi queste caratteristiche come ”artifici tipici del linguaggio retorico americano”.
Ma di cosa stai parlando?
Perché hai voluto fare una caricatura di un uomo che alla sua età riesce ancora a sognare e tenta di coinvolgere gratuitamente noi, cittadini di un altro continente, interessati a far valere il diritto alla salute, dandoci la speranza, dati alla mano, di poter contribuire a realizzare un futuro sostenibile, per noi ma soprattutto per le future generazioni?
Sul tema rifiuti i sogni di Connett in alcune realtà si stanno realizzando: non solo a San Francisco, a noi così lontana sia geograficamente sia realmente, ma in diversi comuni italiani come il nostro.
Riguardo lo studio coordinato dal prof. Veronesi cui fai riferimento e la sua conclusione: ”Non esistono prove concrete di un legame fra l’esposizione alle emissioni di inceneritori ed un aumento dei tumori” vorrei metterti a conoscenza di come si è arrivati a dare queste conclusioni, diametralmente opposte a quelle di altri studi più o meno recenti.
A relazionare la parte dello studio dedicata agli impatti sanitari degli inceneritori è il professor Vito Foà, direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro di Milano, nonché membro, assieme al prof. Veronesi del Comitato autore dello studio. Il professor Foà segnala di aver preso in considerazione soprattutto due precedenti lavori scientifici in materia
(in totale i lavori considerati sono 46).
Il primo, condotto da ricercatori dell’Unità di Epidemiologia Ambientale del Dipartimento di Salute Pubblica del London School of Hygiene nel 1996, che tu citi, è quello che, scrive il professor Foà, "appare il più rilevante ai fini di una valutazione se esista o meno un rischio più elevato di cancro tra la popolazione generale residente nelle vicinanze di inceneritori di rifiuti solidi urbani. […] La conclusione degli Autori è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità d’incidenza e mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori: stomaco, colon-retto e polmone oltre che per linfoma di Hodgkin e sarcomi dei tessuti molli".
L’altro studio preso a riferimento dal professor Foà è molto più recente, risalente al marzo del 2007. Si tratta del "Report Enhance Health", gestito da numerose ASL e dall’ARPA della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con istituzioni greche, polacche, ungheresi, austriache e spagnole, con la garanzia di un Comitato Scientifico piuttosto robusto (composto da epidemiologi dell’Istituto Superiore di Sanità, del CNR di Pisa e dell’Osservatorio di Roma, oltre che da oncologi e da un ex direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro - IARC di Lione).
Anche questo studio, rileva il professor Foà, è arrivato alla conclusione che "non esistono prove concrete di un legame fra l’esposizione alle emissioni di inceneritori ed un aumento dei tumori. Dove sono stati osservati effetti apparentemente rilevanti, questi erano spesso legati ad inceneritori siti vicino ad altre fonti di emissione potenzialmente pericolose".
Possiamo stare tranquilli, dunque! Non esattamente. Alla relazione del comitato presieduto dal professor Veronesi replicano con severità sia gli ambientalisti che i medici emiliani, evidenziando di fatto l’interpretazione piuttosto "libera" fatta dal professor Foà a proposito dei due studi citati, quello del 1996 e quello del 2007.
Il citato Coordinamento delle Associazioni ambientaliste della Provincia di Grosseto fa notare, a proposito del modo in cui il professor Foà ha riferito dello studio britannico del 1996, che "o Foà non conosce l’inglese, o ha deliberatamente stravolto il significato del testo originale, che tradotto alla lettera significa: ‘I rapporti osservati-attesi furono verificati in base al declino del rischio con la distanza fino a 7.5 km. … Dopo i due stadi dello studio c’era un declino statisticamente significativo (p<0,05) nel rischio con la distanza dagli inceneritori per tutti i cancri riuniti, stomaco, colon retto, fegato e polmone (‘Observed-expected ratios were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km. … Over the two stages of the study was statistically significant (p<0,05) decline in risk with distance from incinerators for all cancers combined, stomach, colorectal, liver and lung cancer’)".
I membri del Coordinamento segnalano poi che lo stesso studio ha rilevato, senza che il professor Foà ne riferisse, che "gli eccessi altamente significativi di cancro/leucemia nei bambini nati nelle vicinanze di inceneritori, evidenziano il ruolo centrale giocato dai processi di combustione nell’insorgenza di tali patologie".
D'altra parte perché stupirsi? Per sapere chi è il Prof Foà basta guardare quanto è agli atti del processo di Porto Marghera (all’incirca a fine pagina): http://www.petrolchimico.it/Petrolchimico/sintesi_pm.htm
Anche a proposito dell’altro studio citato da Foà l’interpretazione non è pacifica. I medici emiliani che hanno replicato a Bersani (il quale li rimproverava della loro richiesta di non procedere alla concessione di nulla-osta alla costruzione di nuovi inceneritori in Emilia Romagna), nella loro lettera del 7 ottobre 2007, ricordano al ministro proprio i risultati del Report Enhance Health: "Per l’Italia lo studio è stato condotto nel comune di Forlì, quartiere Coriano, ove sono ubicati due inceneritori, uno per rifiuti ospedalieri ed uno per rifiuti solidi urbani. L’indagine condotta con metodo Informativo Geografico (GIS) ha riguardato l’esposizione a metalli pesanti - stimata con un modello matematico - della popolazione residente per almeno 5 anni entro un’area di raggio di 3.5 km dagli impianti. Eccessi statisticamente significativi sono emersi per quanto attiene il sesso femminile: in particolare si è registrato un aumento del rischio di morte per tutte le cause correlate alla esposizione a metalli pesanti tra il +7% e il + 17%. La mortalità per tutti i tumori aumenta nella medesima popolazione in modo coerente con l’aumento dell’esposizione dal +17% al +54%. In particolare per il cancro del colon-retto il rischio è compreso tra il + 32% e il +147%, per lo stomaco tra il +75% e il +188%, per il cancro della mammella tra il +10% ed il +116%. Per i sarcomi, considerando insieme i due sessi, il rischio aumenta di oltre il 900%".
In ultima analisi ti rimando a due recenti studi, ovvero quello di ARPA Piemonte del Novembre 2007 di cui hai potuto vedere una slide dopo gli interventi del pubblico, disponibile anche su: http://www.sassoferrato.tv/page44/page44.html
e quello della regione Veneto-Istituto Oncologico Veneto-IRCCS-Registro Tumori del Veneto, del 2004, dal titolo “RISCHIO DI SARCOMA IN RAPPORTO ALL’ESPOSIZIONE AMBIENTALE A DIOSSINE EMESSE DAGLI INCENERITORI:
STUDIO CASO CONTROLLO NELLA PROVINCIA DI VENEZIA” le cui conclusioni e considerazioni generali vale la pena di riportare:

CONCLUSIONI

1. La Provincia di Venezia ha subito un massiccio inquinamento atmosferico da sostanze diossino-simili rilasciate dagli inceneritori, soprattutto nel periodo 1972 – 1986.
2. Nella popolazione esaminata risulta un significativo eccesso di rischio di sarcoma correlato sia alla durata che all’intensità dell’esposizione .
3. Il rischio appare particolarmente concentrato nei comuni di Stra, Vigonovo e Fiesso d’Artico che vengono interessati dai venti prevalenti di Nord Ovest (Fig. 6).
4. Gli inceneritori con più alto livello di emissioni in atmosfera sono stati quelli che bruciavano rifiuti urbani. Nell’ordine sono seguiti quelli per rifiuti ospedalieri e quelli industriali, ricordando però come per questi ultimi i problemi d’inquinamento storicamente rilevati riguardino in particolare una diversa matrice (acqua).

Considerazioni generali
1. Tra ubicazione geografica delle fonti inquinanti esaminate in questo studio ed aree di ricaduta delle loro emissioni esisteva una grande distanza e di ciò dovrebbero tenere conto le valutazioni di impatto ambientale di questi impianti.
2. L’indagine nel suo complesso suggerisce che lo smaltimento dei rifiuti segua percorsi alternativi a quello dell’incenerimento, dal momento che si rende responsabile della dispersione in atmosfera di cancerogeni che, oltre a riconoscere una molteplicità di cellule bersaglio, sono in grado di agire per effetto di una bio-accumulazione. Un fenomeno difficilmente evitabile da misure di prevenzione basate sul solo contenimento delle concentrazioni di inquinante ammesse per singole fonti di emissione in atmosfera.
3. Le politiche ambientali dovrebbero porre al centro delle proprie strategie la riduzione della produzione dei rifiuti come necessario obiettivo di prevenzione primaria.

Esattamente ciò che ha suggerito il prof. Connett!!
Cordialmente, Luca Antonelli

In merito al lecito intervento della sig.na Galdelli
Abbiamo chiesto agli amici del Coordinamento dei Comitati di esprimere una opinione a riguardo.
Ci hanno inviato questo scritto che condividiamo e che postiamo.
“Zero wast non è uno spot pubblicitario, bensì una teoria scientifica con coerenti applicazioni pratiche. La teoria scientifica è portata avanti da centinaia di scienziati e da migliaia di sanitari, le coerenti applicazioni pratiche da migliaia di Enti Locali (Connett le chiama comunità) in tutto il mondo, principalmente nei paesi anglosassoni, ma anche in Italia (Capannori-Lu o Consorzio Priula-TV, tra le centinaia di Comuni, nelle Marche, per esempio Monsano dove non esistono più cassonetti per la raccolta). Zero wast è il classico uovo di Colombo, il problema non sta a valle nella eliminazione dei rifiuti, bensì a monte nel non produrli. Ovviamente gli scettici ed i benpensanti sono invitati a nozze da queste affermazioni di tipo “rivoluzionario”. Un po' come quando Galileo affermò, non primo nella storia umana,  ma primo nel mondo cristiano di allora, che la Terra era rotonda. Con gli scettici ci sono sempre i professori come Veronesi. Ormai questi ultimi sono veri e propri uomini d’affari più che studiosi (aggiungerò una postilla finale su questo). Ma più che gli scettici possono i grandi gruppi mercantili e finanziari che da anni succhiano risorse ai cittadini, vedi il meccanismo CIP 6-Certificati Verdi. Il furto legalizzato ammonta ad oltre 3 miliardi di Euro all’anno, per un totale, dal 1992 Questi “imprenditori” hanno da anni progettato, finanziato campagne di stampa e “relazioni” col mondo politico per lanciare gli inceneritori. Vergognandosi un pò hanno inventato eufemismi, per addolcire la pillola, quali termovalorizzatori, biomasse e CdR, torce al plasma, cogenerazione, etc. etc. etc. Il nome più congruo per definirli potrebbe essere cancrovalorizzatori, vista l’indagine di ARPA Piemonte. Può essere una cosa normale che il ceto politico italiano, che litiga su tutto, concorda solo nel volere gli inceneritori ? Incontrovertibile è l’affermazione di Connett : “ con le discariche i politici vogliono nascondere le prove della loro inettitudine, con gli inceneritori vogliono bruciarle.” Il tutto a danno non solo delle nostre misere tasche, ma soprattutto a danno della nostra salute. Qualcuno afferma che non è dimostrabile. Non è vero, non voglio togliere interesse alla conferenza che terrà l’oncologa dr. Patrizia Gentilini: mi piace ricordare che due milioni di medici, farmacisti, biologi e chimici europei hanno sottoscritto un appello ai Governi contro la produzione/emissione di diossina e di furani, che l’Ordine dei Medici dell’Emilia -Romagna si oppone agli inceneritori e fà esposti alla Magistratura contro i responsabili, che l’Ordine Nazionale dei Medici Francesi ha chiesto al proprio Governo la moratoria, cioè la sospensione, della costruzione di nuovi inceneritori. Va da sè che una teoria si perfeziona sempre con l’applicazione, Connett stesso lo dice; ma un viaggio di mille Kilometri comincia sempre con il primo passo, recita un antico proverbio cinese. Dal punto di vista economico, già dal 1950, l’economista e premio nobel Myrdal  anticipava alcune tesi di Connett con la teoria dei circoli viziosi e virtuosi, teoria riscontrabilissima nel vivere quotidiano. Oggi stiamo vivendo un circolo vizioso, quello del consumismo esasperato e delle differenziazioni sempre più accentuate. Ciò mette in discussione la vita dell’ uomo, senz’altro dell’uomo che siamo e che conosciamo, occorre invertire la rotta e produrre un circolo virtuoso. E’ difficile, ma sono  i “ sognatori” come Connett che costruiscono il futuro nostro e soprattutto quello dei nostri figli. Postilla su Veronesi. Veronesi si limita ad affermare che non è dimostrato un nesso causale tra gli inceneritori e le malattie. Non afferma mai, furbescamente, che sono innocui. E’ lo stesso linguaggio dei burocrati e dei politicanti quando affermano “è a norma di legge”. Tutti costoro dimenticano un principio legislativo europeo. Questo principio è il principio di cautela. Per l’europa occorre dimostrare che una cosa (alimento, medicina, produzione od impianto industriale) non produca danni alla salute. E’ per questo che l’Europa, tra i tanti, ha chiuso l’inceneritore di Brescia, uno dei tre, e tiene sotto inchiesta quello erigendo in Acerra; per questo l’Europa ha sottoposto l’Italia a procedura di infrazione per la questione rifiuti. Come asseriva il dr. Tomatis, nato nel 1929 a Sassoferrato e fondatore dell’ISDE (Medici per l’ambiente) il “medico è responsabile due volte rispetto all’ambiente in cui viviamo : come uomo e come medico”. Veronesi si scorda di ciò. Per aiutarlo a dimenticare colossi come ACEA,PIRELLI,ENEL,VEOLIA ENVIRONMENT (tutte società produttrici e/o gestrici di impianti di incenerimento) sovvenzionano con larghezza la Fondazione che fa capo al Veronesi, sempre più noto, oltre che come medico, come avveduto uomo di affari e proprietario di partecipazioni varie. Nella globalizzazione, tutto si può dire tranne che il mercato sia libero. Mai sentito parlare di lobbies ? Ma questo è un’altro discorso.”
 
Ricordo a tutti il prossimo appuntamento di informazione promosso dal nostro Comitato.
Venerdì 1 febbraio - Ore 20.45 - SALA AVIS - SASSOFERRATO
INCENERITORE: I DIRITTI DEI CITTADINI E LA QUESTIONE CIP 6
 
Stiamo già organizzando altri 2 incontri a breve (uno con l’oncologa dr. Patrizia Gentilini) le cui date e orari sono in fase di definizione.
 
Il costituendo Comitato di Sassoferrato.

Riflessioni sull'incontro con Paul Connett, il 18 gennaio a Sassoferrato
Il professore emerito newyorkese espone il suo progetto “zero waste”
“Zero Waste”: questo è lo spot con cui si presenta il tanto atteso chimico statunitense Paul Connett, che il 18 gennaio ha relazionato il suo progetto anti-inceneritore e eliminazione dei rifiuti al Palazzetto dello Sport di Sassoferrato, per il suo 33esimo incontro in Italia, dove afferma di tornare con piacere soprattutto per il vino rosso.
L’abilità nella parola, nella suggestione, nel convincere e forse plagiare attraverso l’ironia e quel fare solenne: caratteristiche innegabili, quest’ultime, del prof. Universitario newyorkese. Questi artifici sono tipici del linguaggio retorico americano ed hanno affascinato il pubblico presente.
Il professore emerito della St Lawrence University, Canton, New York, si presenta attraverso una serie di diapositive, che succintamente spiegano il suo arduo progetto. La prima diapositiva ha ricevuto un eco di spontanei plausi, che sorgono dall’insoddisfazione verso il sistema politico e chi lo compone, che formano i tasselli di una struttura accusata di corruzione. Secondo Connett, quest’ultima è la causa prima ma non unica del dissipamento dei rifiuti. Esempio mai taciuto in queste circostanze quello napoletano, ove la corruzione domina e i rifiuti sono il risultato di una politica volta ad ottenere interessi immediati e di una cultura chiusa,  basata sul sopraffare con l’inganno, con l’azione fraudolenta.
 Il problema non è solo politico, ma anche industriale: “cattiva progettazione industriale” provoca residui non riciclabili.  Le industrie dovrebbero, così consiglia il rinomato professore statunitense, dimostrare a monte responsabilità. Questa responsabilità deve esprimersi nella ricerca di nuovi materiali riciclabili, nel garantire il riciclaggio del loro prodotto; dopo che il suo uso o un eventuale rottura, il prodotto deve tornare alla azienda, che si occuperà del suo riciclaggio. Il prodotto non riciclabile non deve più esserci. Questo è l’obiettivo di San Francisco entro il 2020.
Su questi punti non posso che dichiararmi favorevole, tuttavia queste proposte temo che siano carenti di uno studio indispensabile: le modalità di azione, ovvero come fare ad attuare un progetto tanto radicale, come la politica può agire dal momento che il nostro è un libero mercato. Molti politici vorrebbero che nei supermercati si vendessero prodotti privi di confezione non riciclabile, ma nel loro intento trovano innumerevoli ostacoli, posti dalle aziende, che sperperano nei contenitori di prodotti, e poi dai politici stessi, che si lasciano abbindolare delle imprese e dai loro interessi. Paul Connett, in questo frangente, propone la creazione di centri di ricerca nei pressi delle discariche, ove vi è materiale non riciclabile. Tali centri devono essere gestiti dalle università locali e quest’ultime devono investire molte delle loro forze studentesche nella ricerca scientifica volta al riutilizzo dei materiali di scarto, quei materiali a cui le aziende, ribadisco, dovrebbero sopperire.
Il comitato anti-inceneritore sassoferratese ha deciso di invitare lo studioso americano alla luce del progetto della Ritrama di costruire un termovalorizzatore, per bruciare materiale cartaceo autoadesivo di scarto. Paul Connett ha sparato con convinzione contro l’incenerimento di rifiuti, elencando una lunga serie di malattie che potrebbero insorgere con la produzione delle cosiddette fly ash o polveri sottili. Una particolare sostanza è stata presa in esame, la diossina, la quale si inoltra nel nostro DNA e consente la produzione di nuove proteine, le quali non sappiamo prevedere quali conseguenze abbiano nel nostro organismo.  Lo studio di questa sostanze e del nostro convivere con essa è ancora in atto, ma esso sembra progredire verso il delineare l’insorgenza di gravi malattie, che sfogheranno la loro condanno più atroce nei bambini non ancora nati, ai quali le mamme trasmetteranno tutta la diossina presente nel loro organismo, liberandosene definitivamente in quanto per intero donata al nascituri.
Al contempo altri studiosi si interrogano e attuano ricerche: tra le più ascoltate ricordiamo quella presieduta dal professore italiano Umberto Veronesi. La ricerca prende in considerazione, in particolare, due impianti di termovalorizzazione, uno in Emilia Romagna e l´altro a Londra. Le conclusioni a cui giunge il pool di studiosi delle università di Milano, Catania e Palermo contraddicono la tesi di Paul Connett. «I dati di mortalità, sia per tumori che per altre cause, non provano l´esistenza di un qualsiasi nesso causale tra presenza di inceneritori e rischio per la salute di popolazioni residenti, nel raggio di ricaduta delle loro emissioni», scrivono nel rapporto "Il recupero di energia dai rifiuti: le implicazioni ambientali e l´impatto sanitario". Nell´undicesimo capitolo dello studio, viene messa a fuoco l´analisi della mortalità per cancro tra i residenti intorno 72 inceneritori in Inghilterra, 14 milioni di persone seguite per lungo tempo, fino a 13 anni. La tesi finale è che non veniva riscontrata diversità d´incidenza e mortalità per cancro nel raggio di 7 chilometri e mezzo di distanza dall´impianto». Nel 2007 è stato reso pubblico il rapporto finale, concorde con l´esempio inglese: «Non esistono prove concrete di un legame fra l´esposizione alle emissioni di inceneritori ed un aumento dei tumori». Nella parte finale del rapporto Veronesi e gli altri professori sottolineano come alcuni degli impianti presi in considerazione fossero stati costruiti con tecnologie meno sofisticate rispetto alle attuali.
L’incertezza della popolazione non fa che accrescere, date le opinioni contrastanti che i vari studiosi sostengono. L’unico obiettivo che la politica tutta, che la popolazione tutta, che le industrie tutte dovrebbero prefissarsi e realizzare, è ridurre il materiale di scarto, di rifiuto non riciclabile e questo può avvenire solo attraverso una intensa ricerca delle università e dell’industrie.
giuliagaldelli@alice.it

E’ strano come cambino le cose
Ricordo, che alcuni anni fa in via Cavour venne fatta togliere una parabola satellitare da una terrazza perché antiestetica e deturpante per il centro storico. Ad una attività commerciale, venne negata l’autorizzazione di installare l’unità esterna dell’impianto di condizionamento, che sarebbe stata installata in corso Rosselli perché antiestetica e deturpante per il centro storico. Ora mi chiedo… ma l’unità esterna dell’impianto di condizionamento installata sul lato di Palazzo Oliva lato via Albornoz non è antiestetica e deturpante per il centro storico?... E analizzando un po’ le cose, cosa ne pensate di questi prodotti… come dire molto ma molto estetici posizionati nel centro storico?
COMUNICATO 1
COMUNICATO 2
COMUNICATO 3
COMUNICATO 4
Avete riconosciuto questi scorci di storicità paesana??
Evviva... coloriamo il mondo.
Giorni fa guardavo delle vecchie foto del nostro amato paesello e mi si è stretto il cuore. Capisco che la vita cambia, che la necessità porta inevitabilmente ad espandere i confini paesani, ma da noi hanno esagerato modificando radicalmente e senza alcuna vergogna un’architettura forse non bella ma in ogni modo continuativa. Cosa succederà nei prossimi lustri?... Un appello agli ultimi sassoferratesi... Teniamo duro per i prossimi 100 anni e vediamo cosa succede.
COMUNICATO 5
Manca una foto che ho dimenticato di fare... Piazza Bartolo. Dove una volta c’era il negozio del padre de Omero, lì c’erano dei bellissimi archi che formavano un loggiato...
Vorrei in ultimo ringraziare quel singolo o quel gruppo che in maniera molto artistica ha riprodotto una caratteristica dei nostri tempi. La stupidità. Sono sicuro che se avessero fatto una cosa del genere sul muro della propria dimora, sicuramente il padre e la madre si sarebbero sbizzarriti con dei sonori calci nel c..o.
COMUNICATO 6
A tutti un saluto dal brodetto.
Giuseppe Sabbatini

Appello alla collaborazione
Nonostante i cassonetti  siano vuoti, alcuni,  forse per pigrizia e spero non per menefreghismo, lasciano i sacchetti di fianco ai contenitori: questo è il risultato!!!!
Faccio un appello ai cittadini che amano ancora il loro paese di non farlo diventare una discarica.
Marcella Maiolatesi
Immagine 023 Immagine 024
Immagine 021 Immagine 022

Un vero scoop per i TG nostrali
Sarkozy ha lasciato la moglie Cécilia poi si è fidanzato con Carla Bruni poi ha regalato a Carla Bruni un anello uguale a quello di Cécilia che nel frattempo ha scritto un libro in cui ne dice di tutti i colori sul suo ex marito poi forse che sì forse che no Sarkozy e Carla Bruni si sono sposati all'Eliseo poi forse Carla Bruni è incinta e metà dei francesi è indignata e metà no poi questa mattina alle 8.40 hanno fatto colazione insieme con le macine del Moulin Rouge e le nastrine di che vi venga un colpo a chi ci tormenta con queste cazzate...
Ah, dimenticavo, nel frattempo, in Italia, chiuso l'inceneritore di Terni per disastro ecologico...
Luigi Garofoli

Sempre peggio!!!
Continuo a seguire sconcertato quello che sta succedendo a Napoli, ringrazio il cielo di non trovarmi nella stessa situazione e, dopo aver visto l'intervento di Bassolino a Porta a Porta su Raiset , mi chiedo: vuoi scommettere che alla fine la colpa è dei napoletani e non dei loro (dipendenti)amministratori locali (vedi Bassolino)?
E mi viene in mente il mio amico "incazzato nero" che potrebbe avere una risposta al problema rifiuti, così vado sul blog di beppegrillo e leggo un'altra perla di saggezza: "L’unica forma di rifiuto che in Italia riesce a riciclarsi al 100% è il politico di professione." Poche parole per grandi consigli,grazie "incazzato nero" sei un grande.
Terrò a mente questo concetto sperando che il nostro buonsenso possa portare il nostro comune ai livelli di raccolta differenziata di Porto S.Elpidio(MC), uno dei più alti e riusciti d'Italia.
http://www.rifiutinforma.it/page/comuni_ricicloni/pres_2007.html
Firmato l'amico dell'incazzato nero.


CI SIAMO! (Venerdì 11 gennaio 2008)
cassonetto

Al Sindaco del Comune di Sassoferrato
Interrogazione inoltrata il 2.1.2008

Interrogazione su: Il Cinema -Teatro Comunale .non credi che il Cinema-Teatro a Sassoferrato non debba rimanere una incompiuta?
Il teatro comunale non può rimanere un'incompiuta,non avendo visto alcun progetto e alcun finanziamento aggiuntivo penso che non si voglia terminare l'opera.In campagna elettorale si è promosso un convegno dal titolo"Cinema e Teatro a Sassoferrato"ed è stato promesso formalmente il completamento dei lavori
Il progetto prevedeva il Cinema e il Teatro ,ma ,da come stanno le cose sarà terminato ,forse,il Cinema e il Teatro a quando?Per terminare il Teatro occorrono cospicue somme, per l'allestimento della parte scenica e dei camerini:una struttura cosi' congegnata ,con oltre 300 posti a sedere ,potrebbe anche ospitare compagnie teatrali di rilevanza nazionale.
Penso che lasciare questa grande incompiuta non sia dignitoso per la città:dopo 35 anni dalla chiusura si poteva prevedere per tempo una somma per completare l'opera.Penso che moralmente e politicamente non sia serio disattendere le promesse.E' inutile cercare il colpevole ,in questa vicenda tanti sono i responsabili, il problema di fondo è la mancanza di mentalità e di cultura che fa ritenere di non fondamentale importanza per Sassoferrato il completamento del Cinema-Teatro.
La cittadinanza non può essere ancora delusa.
La scelta di sfruttare la struttura come Cinema- Teatro è stata fatta per ridurre i costi di gestione .
Presentarsi con il Cinema solamente è un dispendio di soldi che la città non può permettersi,con l'avvento della multisala a Fabriano e a Matelica penso che il nostro cinema diverrà un cinema parrocchiale con grossi costi di gestione,saremmo costretti ,per gli spettacoli scolastici a dover utilizzate la struttura di Cabernardi e a qualche palco di fortuna presso il Convento la Pace.Una città senza Teatro ,senza spazi di aggregazione non avrà futuro e noi siamo sulla buona strada.
Ribadisco che la storia dei sassoferratesi passa per il Cinema -Teatro ,per il palazzo degli Scalzi e per Bartolo da Sassoferrato e non portare avanti queste cose è delittuoso
Carissimo Sindaco la tua enfasi per il programma completato anzitempo lascia molto a desiderare e quanto lamento ne è la riprova.Spero che un ripensamento possa soddisfare le numerose attese dei Sassoferratesi.
Giovanni Pesciarelli gruppo consiliare per la rinascita di Sassoferrato dal punto di vista storico,culurale,turistico ambientale e Gastronomico

Sterili piante blu dalla corolla avana, promessa di Fiori blu,
nella primavera di là da venire...

fiori di plastica

Napoli è sommersa dai rifiuti...
noi potremmo essere sommersi dai cassonetti?
raccolta differenziata
Collage di foto dei cassonetti in appena 100 metri di strada...

Venite a vedere come è ridotto il Castello!!!!!
DSC_3904 copia
DSC_3900 copia
DSC_3906 copia
Auguri di buon anno.
parrocch182@sanpietro.191.it
27 dicembre 2007

Presepe diffuso
Nel periodo natalizio, come accade ormai da vari anni, la pro-sassoferrato ed alcuni volontari hanno organizzato la manifestazione “Il presepe diffuso”: in angoli caratteristici sono stai allestiti con gusto raffinato i presepi, lungo le strade sono state montate le luci e grandi pannelli raffiguranti la natività. Lungo le vie del Castello si respira una suggestiva atmosfera natalizia.
L’Amministrazione comunale ha aiutato i volontari a posizionare luci e pannelli e, per non essere da meno, ha fatto organizzare un percorso ad ostacoli (ennesimi lavori in corso) per chi ha partecipato alla Messa di Natale nella chiesa parrocchiale di San Pietro. E dire che la difficoltà del percorso era già stata in parte semplificata, visti i problemi riscontrati dai partecipanti alla Messa officiata per le scuole medie sabato 22 dicembre. In piazza Matteotti, inoltre, l’Amministrazione ha permesso che si lasciasse un bel recinto, al cui interno non c’è un grazioso presepe, ma il deposito del materiale di un cantiere al momento non attivo.
Sono certo che i tanti sassoferratesi che hanno passeggiato in questi giorni in Castello hanno facilmente notato il contrasto tra le cura dei presepi e l’incuria in cui è lasciato il paese.
Massimo Bardelli
27 dicembre 2007

Cassonetti raccolta differenziata
Premesso di essere favorevole:
- alla raccolta differenziata (già da tempo provvedo a selezionare, dividere e smaltire i rifiuti nelle apposite "campane" ubicate nelle varie isole del territorio comunale);
- alla maggiore capillarità dei punti di raccolta.
Tuttavia vorrei porre l'attenzione del comune e del nuovo gestore di rifiuti alla pericolosità dei nuovi cassonetti.
Essi sono molto piccoli, leggeri e non sono ancorati né al terreno né ad alcun sostegno fisso (alberi, transenne, ecc.). Essendo il nostro territorio molto esposto al vento essi possono pertanto diventare molto pericolosi per l'incolumilità pubblica.
Qualora si verificassero danni a persone o cose, causati da una cattiva gestione della messa in sicurezza degli stessi a chi dovremo richiedere eventuali risarcimenti?
Vorrei pertanto invitare gli enti preposti ad intervenire prima possibile nella messa in sicurezza dei nuovi cassonetti.
Simone Latini
27 dicembre 2007

Vademecum dell'incazzato nero
Vorrei iniziare ringraziando quanti si sono prodigati alla realizzazione di questo sito che rappresenta,almeno nel mio caso, uno dei pochi modi di esprimere un'opinione sull'operato dei nostri dipendenti, comunali e non.
Oltre ad avere problemi (purtroppo fisiologici) con le amministrazioni locali,mi sembra che tanti altri ce ne siamo con il governo del paese Italia.
Quello di seguito è un commento,da me condiviso pienamente, che ho trovato sul blog di beppe grillo ed è firmato "l'incazzato nero" (anche questo condiviso pienamente).
PROBLEMI IN ITALIA DA RISOLVERE CON URGENZA:
- sicurezza sul lavoro
- disoccupazione
- precariato
- carovita
- immigrazione clandestina
- criminalità organizzata
- microcriminalità
- smaltimento rifiuti
- inquinamento
- conflitto d’interessi
- costi della politica
- debito pubblico
- mass media semiliberi
- canone Rai (tassa più scandalosa della ricarica dei cellulari, probabilmente un altro caso più unico che raro nel mondo)
SOLUZIONI DI GOVERNO E OPPOSIZIONE:
- Mastella Ministro di Giustizia invece dell’ex pm Di Pietro
- indulto
- costruire nuove discariche e inceneritori
- costruire una nuova base militare americana a Vicenza
- permanenza dei nostri soldati in Iraq e Afghanistan
- compravendita senatori
- raccomandare attrici alla Raiset
- trasferire e indagare giudici
- nascondere le intercettazioni telefoniche
- aumento canone Raiset
- cambiare i nomi ai partiti
- modificare la legge elettorale
REAZIONE DEL POPOLO COGLIONE:
- pagare per votare un candidato preconfezionato per le primarie
- fare la fila per votare un nome nuovo per il partito dei soliti noti
- andare ai comizi applaudendo, cantando e sventolando bandiere
- rinnovare l’abbonamento Raiset
- seguire programmi spazzatura Raiset
- alle prossime elezioni votare Veltroni & Co.
- alle prossime elezioni rivotare Berlusconi & Co.
- alle prossime elezioni votare chi regala un pacco di pasta
REAZIONE DI UN POPOLO NORMALE:
- disdire il canone Raiset
- ritirare i soldi dalle banche
- non comprare a rate (case comprese)
- ignorare i prodotti pubblicizzati
- spostarsi solo con bicicletta o mezzi pubblici
- andare ai V-day
- disertare le votazioni
- sciopero generale ad oltranza
- assedio in massa di Montecitorio con caccia al parlamentare
- rivolta stile 14 luglio 1789
- oppure emigrare
Se avete un pò di tempo e buono stomaco(dopo che vi è passata la nausea),sarei contento se diffondeste questo testo ai vostri amici e magari conoscere la vostra opinione a riguardo.
P.S.: maggiori informazioni le potete trovare nel sito di Beppe Grillo: http://www.beppegrillo.it/
Ciao a tutti, firmato l'amico dell'incazzato nero.
26 dicembre 2007

Polimedika
Alcuni medici della Polimedika hanno assunto come segretaria la moglie di un altro medico, per raggirare la legge che vieta di assumere la propria. Proprio come in un club di scambisti a luci rosse. Se paragonato ai problemi ben più seri che la città di Sassoferrato deve affrontare questa ci sembra solo una cosa buffa: grazie POLIMEDIKA per averci regalato un sorriso.
Caterina Prato
24 dicembre 2007

Ciao Nessie,
fai un salto su:
http://db.formez.it/ProgrammiComunitari.nsf/aa8c06b59532be3ec1256965002
52e18/8bf8b5b3a481fab0c125696c00717d5a?OpenDocument

potrai trovare una nota dell'Unione Europea sul programma per il gemellaggio tra i comuni.
La redazione


Cari Signori,
Voglio sapere si P. Armando Pierucci di Gerusalemme (chi fa pace e convivenza nel Medio Oriente e nel Mondo, e certo nel l'Uuniverso) è lo stesso persone chi a scritto:
" In riferimento all'articolo "Gli ebrei spariranno" bufera sui francescani"
(Corriere, 11 dicembre) ed evitando insulti, attacchi personali, ironie,
ritengo le parole del Direttore francescano Padre Armando Pierucci della
rivista "Terra Santa" stampata a Gerusalemme, molto cattive ed offensive nei
riguardi di Israele e del popolo ebraico..." 
http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/1997/12/co_0_97122113089.xml
" Polemica a Gerusalemme per un articolo "Gli ebrei spariranno" Bufera sui
francescani GERUSALEMME...:
http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/1997/12/co_0_97121114507.xml
Grazie,
Gesualdo Venosa

Comunicato stampa del Coordinamento della Sinistra di Sassoferrato
Venerdì 23 novembre si è tenuta alla sala Avis di Sassoferrato un’estemporanea riunione per aggiornare la cittadinanza sullo stato di attuazione dei lavori pubblici promossa dall’amministrazione di CentroDestra. Se da un lato riteniamo che informare i cittadini e renderli partecipi dei programmi riguardanti le opere pubbliche sia una lodevole pratica una domanda sorge spontanea: era forse il caso di convocare un assemblea pubblica prima dello svolgimento di contestati lavori quali la risistemazione del piazzale Castellucci e via Decio Mure?
Incontrare il popolo a cose fatte lascia l’idea di non voler affrontare l’agone dialettico e le possibili contestazioni che sarebbero sicuramente piovute sui metodi ed i contenuti. Dalla poco informativa gazzarra nata in seno all’assemblea per opera dei rappresentati della stessa maggioranza almeno un dato significativo è emerso: grazie all’amministrazione di CentroDestra l’indebitamento dei cittadini sassoferratesi imputabile al costo complessivo dei lavori pubblici risulterebbe pari a oltre 3.000 euro procapite. L’amministrazione ha anche candidamente ricordato che il dato medio complessivo nazionale sarebbe di gran lunga inferiore attestandosi sui 1.000 euro procapite. Di questi tempi vantarsi di avere una spesa tre volte superiore alla media nazionale, oltre che a non avere reso di certo entusiasti i cittadini, getta finalmente una nuova luce sui metodi di amministrare del CentroDestra. In tanti si erano infatti interrogati sui motivi di abbattere i tigli già esistenti in via Decio Mure per ripiantarne di nuovi alcuni centimetri più in là, (a proposito non ne dovevano essere rimessi più di quanti ne venivano abbattuti, e di un diametro di ben 30 cm., o avevamo capito male), in tanti si erano chiesti le ragioni che avevano portato alla realizzazione di un vero e proprio campo minato per le strade del paese bloccandone la viabilità per terminare l’ennesimo ciclo di lavori. L’intento ora evidente era quello di poter spacciare una quanto meno opinabile gestione della cosa pubblica per un virtuoso investimento che, in realtà, graverà inesorabilmente sui cittadini sassoferratesi, non si sa per quanti anni a venire, compromettendo lo sviluppo che potrebbero sperare o sognare di avere le generazioni future. Il reale stato di attuazione dei lavori pubblici, per un ammontare complessivo di circa 25 milioni di euro, è sotto gli occhi di tutti, e si capisce bene anche il perché di costi così elevati dovendovi rimettere mano in continuazione, (vedi la frana sul terrapieno del nuovo ponte a Felcioni), ci domandiamo perché non sono state messe le gabbie di contenimento al momento opportuno, senza dover ora nuovamente intervenire con notevole aggravio di costi. Per non parlare dello stato dei lavori in via le Piagge, del Parco dedicato ai nostri caduti e dei percorsi del bosco urbano in generale, ove le nostre storiche Mura Medioevali sono buone oramai solo per le massicciate dei manti stradali, (altro che attrazioni e risorse turistiche, stiamo vedendo un contesto paesaggistico stupendo ed unico destinato alla sua definitiva scomparsa), perché il turismo non si crea con Internet ma con la riqualificazione della storia e del paesaggio. A questo punto speriamo che altre iniziative illuminate come questa seguiranno presto: chissà che nuove e fondamentali verità saranno rivelate agli esterrefatti cittadini sassoferratesi? Cittadini, non ci resta che dire: EVVIVA LA SINCERITA’!!! Ma dal nostro punto di vista vorremmo far presente che le opere pubbliche, specie in questi tempi di ristrettezze economiche, andrebbero fatte, “ e bene “ , solamente quelle essenziali o utili, come ad esempio un marciapiede in via La Pace per raggiungere l’Ospedale dal Pincetto, oppure una rotatoria presso l’incrocio del calzaturificio e dell’area artigianale delle Fornaci, unico luogo ove occorrerebbe veramente. Essendo tra l’altro all’ingresso del paese sarebbe anche una buona immagine di benvenuto per chi arriva in città. Perche le rotatorie non sono una moda, come asserito dall’attuale amministrazione di CentroDestra, ma un moderno strumento per il miglioramento e la sicurezza della viabilità, oltre che un ottimo elemento di arricchimento ed abbellimento del decoro urbano di cui sinceramente a Sassoferrato sentiamo viva necessità dopo tanto nero e maleodorante catrame e grigio cemento armato. Ma non è certamente l’inutile, pericolosa, costosa e pure brutta “ gincana del Castello” in via degli Atti a tracciare la via da percorrere. E tanto che c’erano hanno tolto anche la pensilina per il Pullman, costringendo i ragazzi del luogo che aspettano il Bus per andare a scuola a sottostare al freddo ed alla pioggia delle intemperie invernali in arrivo. E poi parlando di ragazzi e di scuola, ci domandiamo se i soldi per le opere pubbliche debbano essere spesi solamente per le strade o se magari non sarebbe più opportuno fare qualcosa per questi nostri giovani che sono il nostro futuro?
ponte felcioni
Frana sul terrapieno del nuovo ponte di Felcioni

Caro webmaster,
condivido le tue parole, anzi vorrei ringraziarti per avere dato a quei cittadini che come me si interessano, si indignano, e vogliono vederci chiaro su come Sassoferrato viene amministrata, la possibilità di poter esprimere idee, opinioni, proposte, critiche e quanto altro può servire a migliorare il posto in cui viviamo.
So che di mali ne abbiamo tanti qui, ma la mia domanda da diverso tempo è: perché Sassoferrato, a differenza di molte altre città e cittadine italiane, non è gemellata con nessun paese europeo? La Comunità Europea concede delle sovvenzioni ai Comuni che decidono di iniziare un gemellaggio, perchè non provare?
Sarebbe un'opportunità molto interessante che ovviamente non è mai stata presa in considerazione.
Ritengo che sia un modo per far conoscere il proprio paese e nello stesso tempo conoscerne uno nuovo, incontrare i suoi abitanti, fare nuove amicizie, stare con persone con usi e costumi diversi dai nostri, e imparare tante cose interessanti e perchè no allargare i propri orizzonti.
Oltretutto sarebbe un modo per attirare visitatori e turisti e e farci conoscere nel mondo!
A chi devo chiederlo secondo te?
Fammi un nome!
Bella gente lassù!
(...)
Ciao e grazie ancora
Nessie
Ps.: Non sai che Rinaldi odia sentirsi criticato? Come poteva dirti bravo per sassoferrato.tv?

Oggi ho trovato in giro un volantino inquietante...
Non so se lo hai letto anche tu, comunque lo riporto di seguito:
ATTENZIONE
siete al corrente che a Sassoferrato in località Berbentina lo stabilimento Ritrama S.p.A. a breve termine intende installare un TERMOVALORIZZATORE (inceneritore) per lo smaltimento dei rifiuti industriali? Tale procedimento implica un processo di combustione ad altissime temperature e di conseguenza ci sarà tra le altre cose, la formazione di POLVERI SOTTILI non biodegradabili.
Secondo te che fine faranno tali microparticelle?
Se vuoi saperne di più e non lasciare che come al solito qualcuno decida per te, vai presso il comune di sassoferrato (dove il progetto è depositato chiedi tutte le spiegazioni del caso e LÌ DA LIBERO CITTADINO ESPRIMI IL TUO PARERE)
Tu sai se è vero?
Ciao
Nessie

Complimenti!
Complimenti alla voce che amplifichi per mezzo del web, complimenti per il layout grafico pulito ed essenziale, complimenti per le informazioni che metti a disposizione del mondo su sassoferrato, e soprattutto complimenti per la presenza nel tuo sito del video sul basket sassoferratese.
Complimenti, ciao Gianluca Sabbatini.

Primo intervento del webmaster su sassoferrato.tv
Egregio sig. Sindaco,
un po' per impegni di lavoro, un po' per pigrizia, un po' per la scarsa attenzione che da anni dedico alle cose inutili, sono arrivato in ritardo alla pubblica assemblea del 23 novembre 2007, alla sala AVIS. Alcuni mi hanno riferito però che precedentemente al mio arrivo, ad inizio assemblea, lei, signor sindaco, si è scagliato contro questo sito web e contro il suo autore (webmaster), giudicando "sassoferrato.tv" strumento politico, non democratico ed inesatto.
La prima riflessione che mi è venuta in mente è: ma il nostro sindaco è a conoscenza dell'argomento? Il nostro sindaco sa cosa sia un blog, un sito web, una posta elettronica, per non parlare di altre diavolerie come Skype, opensource, freeware? Lo ha visitato il mio sito o ne ha sentito solo parlare?
Che ne pensa il nostro sindaco della opportunità di sapere il meteo di Sassoferrato fino a 4 giorni, di sapere tutti gli ultimi avvenimenti di cronaca sentinate, di vedere foto e filmati della vecchia sassoferrato, di vedere le dirette dalla stazione spaziale internazionale, di avere addirittura un servizio di diretta televisiva web, a costo zero, nel nostro Comune?
"Grazie sig. webmaster, per aver fornito il Comune di Sassoferrato di uno strumento così potente da essere visibile in tutto il mondo, grazie di aver fatto conoscere il nostro comune ad un abitante di Bogotà" mi sarei aspettato di leggere sul blog in una e-mail firmata di suo pugno! E invece...
L'unica attenzione del nostro sindaco è rivolta alla rubrica "sbloggo", che raccoglie le idee dei sassoferratesi sull'andamento della vita paesana.
Signor sindaco il mondo democratico è pieno di blog e di siti come "sassoferrato.tv", e non parlo di centinaia, né di migliaia, ma di milioni di siti! E' pieno di siti ove le scelte politiche vengono discusse, criticate, appoggiate da chi è rimasto oramai spettatore del paradossale e pericoloso spettacolo della politica.
Non possiamo chiuderli tutti!
E' il mondo di oggi, signor sindaco, ma che dico, di domani.
La gente, sul web, si scambia informazioni, cultura, documenti, minacce, sorrisi, canzoni, denaro, si incontra, parla, si vede, si spoglia... e lei che fa?: si indigna! E lo fa in una pubblica assemblea, davanti alla sua attempata clack, che anche in questo caso lo ha applaudito, pur non sapendo perché.
Se dieci e-mail, più simpatiche che cattive, bastano a metterla in difficoltà e le sono sufficienti per sferrare un pubblico attacco censorio, faccia una visita al sito http://www.rsf.org/ e potrà vedere dove i nostri politici democratici (a volte anche cristiani) ci hanno relegato nella classifica per la libertà di stampa. Le do un'anteprima: siamo dopo la Namibia, il Ghana, la Bosnia, le Mauritius, Taiwan.
Pensi al futuro e ci dia una mano a risalire la classifica!
Scriva anche lei sul blog, invece di volerlo chiudere!
Ci lasci sperare che a Sassoferrato non sia inutile essere intelligenti!
La saluto cordialmente sperando in una futura collaborazione.
Il webmaster
Sassoferrato, 25 novembre 2007

Il fatto è certo...
Anni di amministrazioni colorate più o meno vivacemente hanno contribuito a distruggere sogni, aspettative, realtà, tradizioni di questo povero paese che ha dato i natali ad illustri personaggi,che ha di suo delle potenzialità che in altre realtà sarebbero state non solo sfruttate, ma forse qualcosa di più. Attività commerciali ed artigiane che chiudono, altre che si trasferiscono, altre che faticosamente resistono. Non ci chiediamo perché si fanno tanti lavori per migliorare viabilità, servizi ma per chi? Solo per i cittadini? Ma i commercianti ed artigiani o i potenziali cittadini commercianti ed artigiani, se hanno strutture, strade e chissà che cos'altro, vedono passare solo tir o autotreni che transitano più veloci della luce. Ma i loro prodotti, la loro merce a chi la andranno a vendere? Sempre ai soliti cittadini? Ma se la grande distribuzione è in costrante crescita quanto potranno durare ancora questi piccoli commercianti ed artigiani?
BARTOLO DA SASSOFERRATO: sbaglio o al Palazzo degli Scalzi doveva nascere, diciamo, un polo di studio relativo a facoltà di laurea in legge, mentre... un bellissimo albergo realizzato con soldi pubblici fa sì che tra qualche lustro torni ad ospitare chi in quel palazzo ci abitava prima della ristrutturazione? (LE PANTEGANE...)
SENTINUM: città romana di 16 ettari all'interno delle mura dal lontano 1958? 1960? ora non ricordo bene, viene ogni tanto lavorata per far risplendere il recuperabile ma, di questo passo, forse, tra altri 40 o 50 anni,  i miei pronipoti potranno ammirarne la bellezza.
GIOVANBATTISTA SALVI DETTO IL SASSOFERRATO: ma vi ricordate quando fu organizzata la mostra sui 500 anni della nascita (o qualcosa del genere) presso la chiesa di San Francesco? I quadri dell'artista venivano da tutto il mondo e che risalto ebbe la mostra? Scarso. Solo gli ultimi 40 giorni ci fu un buon afflusso di visitatori, ma la mostra se non erro durò 3 o 4 mesi. Ricordo, che all'epoca frequentavo assiduamente la città di Pesaro. Sapete quanti manifesti dell'evento erano affissi in città?? Uno... nell'atrio del Conservatorio Rossini, manifesto che dopo due giorni era coperto da altri manifesti di altre manifestazioni. Portai io dei volantini sul lungo mare, tramite un mio amico allora presidente dell'associazione albergatori di Pesaro.
ALESSANDRO DEGLI ALESSANDRI, NICCOLO' PEROTTI (si discute di umanesimo a livello internazionale, ma la materia è per quanti?) PIETRO PAOLO AGABITI, VITTORIO MEROLLI E QUANTI ALTRI CONTEMPORANEI ARTISTI? Ma non voglio annoiarvi oltre, però pensiamo alla SAGRA DEGLI SPAGHETTI, I TAMBURLANI, LA MONTAGNOLA, LE PIAGGE, IL PARCO BASSO E QUELLO ALTO, LA ROCCA, IL TEATRINO PEROTTI E TUTTI GLI ALTRI SITI E TRADIZIONI CITATE DAGLI ALTRI SASSOFERRATESI CHE HANNO SCRITTO FIN'ORA CHE FINE HANNO FATTO?
I MUSEI SONO PUBBLICIZZATI SOLO SUL SITO INTERNET DEL COMUNE DI SASSOFERRATO? E QUESTA SAREBBE PUBBLICITA'? 
IL TURISMO... POTENZIATE IL TURISMO... ACCOGLIETE IL TURISTA... CONSIDERATE IL TURISTA... DATE UN MOTIVO AL TURISTA!
IN TUTTO QUESTO BAILAMME, PURTROPPO, SIAMO GESTITI DA SCARSE MENTI ACQUISTATE CHISSA' A QUALE SVENDITA PER 30 DENARI, IGNARE DI COSI' TANTA STORIA PROVENIENTI DAL PAESE DI IRAMOS...
UN DATO DI FATTO E' CERTO... I SASSOFERRATESI SI STANNO ESTINGUENDO COME I DINOSAURI, MA NOI CHE SIAMO COME GLI STEGOSAURI... 'L VOLEMO FA STO CLUB DE L'ARCO DE MINNE?
SALUTI A TUTTI
'L BRODETTO
(Email non firmata - Sassoferrato, 18 novembre 2007)

Dal pincetto verso la piazza
Pizzeria Carlos, in vendita; Bruno de Manlio, chiuso; Righetto il barbiere, chiuso; Trattoria da Maccarò, chiusa; fruttivendolo Clara, chiuso; Abbigliamento Anna, chiuso; fruttivendolo Peppino, chiuso; Mercanti e Cencio, orologiai, chiusi; negozio di intimo a lato del Bar del Centro, chiuso; Stilcasa, chiusa; Jolly sport, chiuso; la donna di Marchesi, chiuso; agenzia viaggi Jacarada, chiusa; profumeria, poi pelletteria, chiusa; merceria vicino alla gelateria, chiusa. Al loro posto hanno aperto: un ingrosso di mozzarelle, un negozio di prodotti dimagranti (in apertura), una sede di partito, una assicurazione...
Ma siccome non voglio essere disfattista faccio notare che negli anni hanno aperto i battenti ben cinque attività dal nome perlomeno criptico: CRFC, BdM, BCC, BPA, più una quinta di cui vi darò la sigla appena la saprò!
Cinque filiali bancarie, una ogni 1.500 sassoferratesi, neonati compresi.
Sei assicurazioni, quattro sedi di partito, cinque banche...: ma chi cazzo è che lavora, chi è che produce, dove sono i negozi? Se non mi scade un mutuo od una assicurazione, perché mai devo andare in piazza?
I bar alle 21.00 sono chiusi, non esiste un circolo cittadino, non un teatro, non un cinema, non una piscina.
Sto a casa, la sera. Dalla finestra guardo tutte le transenne sparse per Sassoferrato e penso: che stia per passare il giro d'Italia?
Marchetta_86
(Sassoferrato, 18 novembre 2007)

Fiori, non opere di bene…
 
Fiori sui marciapiedi
Fiori sulle strade
Fiori nelle piazze
Fiori sui selciati
Fiori sui ponti…
 
Fiori, Fiori, Fiori…
 
Fiori Nello stendere asfalto
Fiori Nello scavare fogne
Fiori Nello spargere ghiaia
Fiori Nello spianare bitume
Fiori Nello…
 
Ma quanto ci costano ‘sti… Fiori!
Amen

 
 
Recitate questa preghiera, con la massima devozione, almeno 5 volte al giorno, rivolti verso il Morello e vi accorgerete con sorpresa che, come sempre, non succederà un bel niente!
 
Anonimo saxoferratese
(Sassoferrato, 10 novembre 2007)

Rinaldi - Pesciarelli e il turismo a Sassoferrato
Il Sindaco di Sassoferrato ed il consigliere Giovanni Pesciarelli stanno portando avanti un dibattito sul turismo. Mi permetto di inserirmi in questo dialogo fra il primo cittadino ed uno dei suoi primi elettori. Tutti e due dicono, fondamentalmente, le stesse cose. L’Amministrazione comunale, nella figura dell’assessore alla cultura (stranamente non quello al turismo) ha operato mettendo in atto le azioni che anche il consigliere Pesciarelli, giustamente e con puntualità, suggeriva. Certamente i tempi sono stati eccessivamente lunghi e molte iniziative sono state appena tracciate; soprattutto, per esempio, manca ancora un ufficio informazioni. Ma il nocciolo della questione è un altro: Rinaldi e Pesciarelli non approfondiscono il problema del turismo e lo affrontano solo parzialmente e, comunque, non negli aspetti più significativi.
Partendo dal presupposto che per promuovere turisticamente una realtà non si fa mai abbastanza, vorrei sottolineare che fare turismo non è solo essere inseriti in qualche guida più o meno importante, o essere presenti in qualche associazione sovra-comunale più o meno attiva nella promozione turistica; neppure tenere aperti musei ed aree archeologiche è sufficiente (è, piuttosto, dovuto). L’inserimento su siti web? Internet non è la panacea per risolvere tutti i mali.
Anche se l’amministrazione avesse operato in questo senso con maggiore organicità, puntualità, e ulteriori nuove iniziative, non avrebbe comunque fatto abbastanza, per la semplice ragione che il turismo si promuove, in primo luogo, offrendo al visitatore un paese pulito, ordinato, dalle cui pietre traspaia la storia e la cultura del posto. Un paese dove sia piacevole passeggiare fra vicoli vecchi ma puliti, passare davanti a vetrine allettanti, dove si sia invitati a fermarsi a guardare una piazza senza essere sommersi dagli scarichi delle auto, dove il museo o l’area archeologica, ben indicati e facilmente raggiungibili, siano il giusto stimolo all’approfondimento della conoscenza del luogo che si sta visitando.
Chiuso il libro dei sogni… Sarebbe bene che il primo cittadino, l’assessore alla cultura e, perché no, l’assessore al turismo si confrontassero con il loro collega all’urbanistica e ai lavori pubblici per fargli visitare l’attuale Sassoferrato.
Innanzitutto voglio precisare che sono cosciente e capisco perfettamente che i lavori si debbano eseguire, ma, magari, con maggiore organicità ed a seguito di un progetto generale, lungimirante, di ampio respiro e, soprattutto, partecipato.
Arrivando a Sassoferrato si trova un paese che, grazie ai progetti urbanistici (forse la parola progetto è eccessiva) che si stanno realizzando, si sta trasformando, violentando il comune senso estetico, sempre di più in un posto anonimo, uguale a tante squallide periferie, a centri nati senza nessuna storia alle spalle. Aree cementificate in fotocopia, dove non è importante il risultato ma il risparmio, di cervelli e di materiali.
Strade continuamente interrotte per lavori interminabili, cantieri aperti – chiusi – riaperti, con giacenza di cavi, ferri, attrezzi, transenne… Tutto questo per tempi lunghissimi. Strade in parte asfaltate e in parte rimaste imbrecciate. Si crede che le persone usino solo la macchina, ma non è vero, in molti vanno a piedi, spesso anziani e bambini, che si devono scapicollare scavalcando buche, marciapiedi rotti e quant’altro.
I pochi turisti che capitano, si trovano a visitare un paese che sta devastando il centro storico, e che brilla per le fantastiche opere di alta ingegneria e architettura: area ex gioco delle bocce e rotatoria (Castello), ponte Garibaldi, piazzale Castellucci, area ex mattatoio, area del parco circostante il museo Arti e Tradizioni Popolari (Montagnola). Per concludere e, scusandomi, vorrei ricordare all’amico Gianni che alcuni anni fa, proprio in occasione di una campagna elettorale pro Sindaco Rinaldi, era stato sbandierato il recupero della bellissima strada delle Piagge e delle mure romane che li si trovano: bè, se andrà a vederla, forse, concorderà con me: sarebbe stato meglio che i lavori non fossero mai iniziati!
Massimo Bardelli
(Sassoferrato, 28 ottobre 2007)

G.A.A.U.M.
Il sito è molto interessante, importante ed un ottimo mezzo di informazione, ed a quanto pare sembra essere una voce libera, indipendente ed autonoma.
Per questo vi chiediamo cortesemente di aggiungere il seguente link www.sentinum.it, anche se, purtroppo, chi aggiornava questo sito si è trasferito a Como e siamo alla ricerca di un altro volontario che ci aiuti.
Vi formuliamo i nostri migliori auguri.
Cordialmente
G.A.A.U.M.
(Sassoferrato, 23 ottobre 2007)

Caro sindaco Rinaldi,
devo ammettere che provo forti perplessità riguardo il suo operato.
Userò questo sito per esprimerle, tanto, il mio, è solo uno sfogo e poi scriverLe direttamente sarebbe inutile, così tanto indaffarato a fare cose secondo legge...
Voglio ringraziare chi ha reso operativo il sito, così che queste esternazioni vengano lette almeno da un operatore, selezionate e forse pubblicate. Merito della meravigliosa, stimolante BLOGSFERA.
Quindi, caro Rinaldi, vengo al punto: leggendo l'articolo del Corriere Adriatico riguardante il fatto, oramai a tutti tristemente noto, delle minacce da Lei subite, mi ha colpito il fatto che Lei ha sottolineato d'aver agito secondo legge. Ma, mi scusi, non è scontato per un'amministrazione comunale?
Certo non è sufficiente stare dentro le leggi. Occorrerebbe qualcosina in più.
Se non senso estetico, poesia, cultura, almeno un pochino di lungimiranza PRIMA DI FARE, PER POI DISFARE!
Magari avere collaboratori all'altezza del loro stipendio.
Magari cercare di ricavare dei soldi dalle risorse del territorio.
Magari intuire che la popolazione sta cambiando ed aiutare gli abitanti di questo paese, indigeni e immigrati a conoscersi, così che i primi non si sentano depraudati della loro cultura e i secondi accolti da questa nostra storia. Od una rotatoria è più urgente?
Con cose semplici caro Penelope: uno spettacolo per bambini, ad esempio, nel nostro teatro. Già il teatro... Ne vogliamo parlare? Quanti dei miei soldi ha speso caro Penelope per ristrutturare quell'edificio?
E gli Scalzi? Quanto mi è costato tutto "l'affaire"? Inquietante capitolo.
Ehi! Sindaco, mio caro sindaco, le voglio dire una cosa: lei lavora per me e c'è una storia che proprio non mi va giù. Perché ha svenduto la farmacia comunale, tra l'altro, a colui che è stato per lungo tempo il contabile del Comune? Non lo trova poco elegante? (Tutto dentro le regole, lo so... lo so...)
Ma abbiamo così tanti soldi?
Tutti gli anziani, i bambini, i giovani di Sassoferrato hanno ciò che spetta loro?
Per cosa vuol essere ricordato sindaco, mio caro sindaco?
Ulisse_1949
(Sassoferrato, 21 ottobre 2007)

Risposta al dott. Fanesi (1)
Caro Massimo i nostri politici non vivono tutti al Morello. Vengono anche dalle Cave o da Cabernardi, altri addirittura da Pergola e Fabriano. Questo non è un delitto. Vogliono fare qualcosa. In campagna ci si annoia. In tutto il mondo c'è un esodo verso la città.
E il metro è rimasto quello: non è bello ciò che è bello è bello ciò che è utile. Certo perché sia utile mandare le ruspe sulla Montagnola io non lo capisco, ma se chiedi a chi ha sistemato la frana conseguente sicuramente una risposta l'avrai. Dato che ci sei chiedi anche dell'utilità di un muro di cemento armato di tre metri sulla Valle. Prima per mille anni ce n'è stato uno a secco di un metro. Tu vivi in Borgo io bazzico anche in Castello ed ho visto, dove c'era un gioco di bocce, una spianata di asfalto che poi scende verso una rotatoria. Se di città si parla bisogna che si ragioni con asfalto e cemento. Così abbiamo rifatto il marciapiede di via Bruno Buozzi. Anche lì ci sono gli alberi, ma danno fastidio solo a chi passeggia, magari con una carrozzina. Siccome non sono né belli né utili non li abbiamo tagliati. A me la città non piace così, sono venuto in campagna. Le cose non cambiano.
NOVEMBRE ‘05: sulla strada, mentre nevica, le ruspe grattano l'asfalto. Per tutto l'inverno fango, per tutta l'estate polvere. Poi è tornato l'inverno, non è stato bello e non è stato utile, qualcuno ha scritto un cartello: BENVENUTI IN KOSSOVO. È arrivata una nuova primavera con i suoi fiori di sempre. Gara di appalto 86M euri, credo ne abbiano spesi 200. Adesso è già quasi ora di rifarla. Utile e bella.
Per...
Giuseppe Sadori
(Sassoferrato, 21 ottobre 2007)

Risposta al dott. Fanesi (2)
...arrivare a casa mia passo davanti a tre altre abitazioni: una ha una luce accesa le altre sono al buio. Quattro case una luce. Il Comune decide di installare su questa strada altre tre luci. Indovina dove le ha messe. Sicuramente qualcuno le troverà utili e belle. Io no. Tu parli di giardinetti, rotatorie e farmacie certo non sono belle, ma per qualcuno molto utili.
Giuseppe Sadori
(Sassoferrato, 21 ottobre 2007)

Ve ne racconto un'altra...
Sarà poi così difficile far cancellare un numero dall'elenco telefonico? Da due anni tutti noi della scuola di Rione Borgo siamo diventati i centralinisti del Comune. Perché? Perché nell'elenco telefonico, sotto la voce COMUNE c'è il numero della nostra Scuola elementare. A nulla sono valse le richieste e proteste.
Grazie per l'attenzione.
Marcella Maiolatesi
(Sassoferrato, 21 ottobre 2007)

Ve ne racconto una...
Mi chiedo: ma i nostri politici vivono a Sassoferrato o vivono tutti al Morello?
Ho 50 anni vivo a Sassoferrato da 45, voglio bene a questo paese e vedendo ogni giorno il degrado che lo sta avvolgendo, mi chiedo: ma i nostri politici abitano tutti al Morello?
Vi racconto la mia settimana: la mattina accompagno la mia bambina alla scuola materna, progettata dagli "scienziati" dell'ufficio tecnico comunale, senza un parcheggio e nella zona di passaggio del traffico pesante, per cui immaginate di tenere per mano un bimbo di 3 o 4 anni mentre passano dei TIR.
Mi chiedo: ma questi i figli o i nipoti non li hanno?
Vado al lavoro e mi blocco perché, dopo aver abbattuto i tigli per allargare la sede stradale, il traffico è stato deviato verso Fabriano. Mi chiedo: ma come, dappertutto portano il traffico pesante fuori dai centri urbani e noi abbattiamo i tigli per farli passare?
Arrivo al lavoro in ritardo e con i grattini è difficile parcheggiare.
Parcheggio nei pressi dell'Hotel Relais degli Scalzi, ristrutturato con i nostri soldi nel dopo terremoto; mi chiedo: quanto ci guadagna il nostro Comune ad aver affittato questa struttura che è sempre chiusa? Non lo si potrebbe destinare ad altri usi o come passaggio?
Finalmente arrivo alla Farmacia Vianelli, in cui lavoro da 20 anni. A proposito, a Sassoferrato esiste anche la Farmacia Sassofarm, che il Comune ha per il 50% REGALATO alle sue dipendenti. Capita anche a Matelica o a Chiaravalle che il comune dismetta il 50% della proprietà, ma in seguito a regolari aste e con base di qualche miliardo: invece noi no REGALIAMO. Mi chiedo: quanto guadagna il Comune dalla ex Farmacia Comunale?
Torno a casa a pranzo, sfoglio il giornale e leggo che il nostro Sindaco dichiara che i cittadini gli devono esser grati per il fatto che abbiamo solo un ripetitore telefonico. Mi chiedo: dato che il ripetitore è sopra la mia testa in pieno centro abitato, se per questo devo ringraziare il sindaco, o se forse sarebbe stato meglio trovare nel nuovo piano regolatore una zona nel monti del Morello dove concentrare i ripetitori.
Arriva il fine settimana e mi dedico alla famiglia. Il sabato porto la mia bambina ai giardinetti: ora mi dicono che vogliono fare una rotatoria e quindi saranno ridimensionati. Mi chiedo: ma questi, i figli, dove li portano? Il Sindaco e gli Assessori escono a Sassoferrato con i loro figli o i loro nipoti? Ai giardini si nota il degrado che ha avvolto la nostra città. I bambini sono il nostro futuro, iniziamo ad investire sui loro giochi.
Vado al centro, dove le già poche attività commerciali ancora aperte sono state affossate dai grattini. Mi chiedo: quanto guadagnerà il Comune in un anno con i grattini? Non è possibile; mettono i grattini ed in piazza hanno dato in concessione dei parcheggi per un tendone arancione ad un bar.
Arriva la domenica, siamo indecisi se andare al Cinema o alla Festa dei tartufi… a Pergola!
Mi chiedo: quanti anni sono che devono aggiustare il teatro, ci hanno fatto 2 o 3 campagne elettorali, forse saranno 30 anni…
Non è forse una priorità di una buona amministrazione diffondere cultura, invece di spendere tutte le nostre risorse economiche per rivoltare come un calzino la nostra città con ruspe e ruspette?
Buona notte
Massimo Fanesi
(Sassoferrato, 21 ottobre 2007)

Non ci credo!!!!
Mi piacerebbe sapere come si fa ad allargare una strada che pochi metri più in giù del luogo dove erano piantati i tigli si va comunque restringendo a causa del sottopassaggio della chiesa, poi del ponte, del fiume e delle case.
Si sono abbattuti 16 alberi secolari solo per allargare un tratto di poche decine di metri?
(Email firmata - Sassoferrato, 18 ottobre 2007)

Anche stasera pe' la piazza n'c'è nisciuno.
Sto sudderitta chi davanti a Razzi, come 'na volta, quand'eravamo tanti.
Ma qué c'è armasto pe' facce ricordà, chi semo e chi eravamo?
Tutta la gente nostra do è finita?
Na volta ce bastaa n'gelado, na passeggiata... l'giro dell'abitato.
Sci.. se facea l'giro.... Se partia dal pincio, poi l'viale Decio Mure e t'artroai n'altra volta su la piazza.
Me pare ancora de sentì l'odore dei tigli e de l'estate.
Sto borgo mo me pare n'culo al mondo... e sci che del mondo per me era l'core...
Stavamo tutti come na famijia e dormiamo co la chiave su la porta...
A scola ce dicea che sto paese era n'paese ricco de storia e de talenti.
Tra savi e matti semo cresciuti e da più colori amministrati...
ma commè che ce semo cuscì ridotti, se in passato eravamo tanto dotti?
Sta pensata e sto scalino m'ha fatto pià del cane.
Nun ce l'avemo più n'identità paesana!
De tutte le ricchezze que c'è armasto?
E de la storia nostra a chi je frega?
Anche la roccaccia s'è intristita,
e a me me sa, che cuscì sola nun ce s'è mai sentita.
(Email firmata - Sassoferrato, 12 ottobre 2007)

Sarà stata l'aria uggiosa?
Saranno state le facce tristi dei passanti alla vista di quei rami cadaveri?
Sarà stato il dover sondare e capire e scegliere, una volta per tutte, tra la funzionalità di un marciapiede, il "così va il mondo" e l'attaccamento al piacere così scontato e banale ogni volta provato alla vista di quegli alberi"?
Sta di fatto che oggi è stata una giornatina di merda.
Una tristezza che, lenta ma costante, col passare delle ore, ha messo a fuoco un'immagine: tigli e cemento.
Io scelgo i tigli nelle strade, il cemento per le case.
(Email firmata - Sassoferrato, 11 ottobre 2007)

Requiem
Dobbiamo ammetterlo, l’abbattimento dei tigli di via Decio Mure ci ha feriti e colpiti in profondità un po’ tutti, perlomeno tutti quelli che si sentono appartenere ancora a questo paese e a chi ha vissuto per queste strade sentendosele sue.
Questi alberi di quasi un secolo di vita e, quindi, fermi nella nostra memoria e appartenenza, ora non ci sono più.
Requiem.
Il motivo?
Un’arida quanto assurda scelta tecnica non risolutiva del problema spaziale della viabilità.
Questa può essere un’opinione personale, naturalmente, ma quello che se ne evince dalla vicenda, ma anche da altre precedenti, è la sordità istituzionale nei confronti delle istanze della cittadinanza, a dimostrazione di un dirigismo amministrativo assai cieco e poco lungimirante.
C’è anche da ammettere che una parte della cittadinanza, non so quanta, viste le circa 800 firme contrarie espresse nel centro cittadino, era d’accordo con il loro abbattimento, speriamo, almeno, ponendosi il problema del licenzioso utilizzo delle risorse economiche pubbliche, visto che i lavori inerenti il marciapiedi sono di recentissima data.
Sicuramente la maggioranza degli abitanti del centro si è schierata per una differente soluzione tecnica e fattibile della questione, ma ha anche tenuto conto della frammentarietà dei lavori di Piazzale Castellucci, con tutte le sue dispendiose rivisitazioni ed i suoi interminabili rimaneggiamenti.
Se si poteva spendere TOT ora siamo a TOT+TOT+TOT+TOT….. , quindi ad una sommatoria di n interventi da uno ad indefinito(?) (il fisico e assessore prof. Dennis Censi sa sicuramente di cosa stia parlando).
Soldi derivati da dove?
Non lo so con precisione, ma sicuramente non dalle loro tasche, ma da quelle di tutti noi.
La causa di tutto ciò è annosa ed in parte è anche dovuta alle mutate condizioni sociali del paese da un decennio a questa parte, ma anche e soprattutto da un generale disinteresse dei cittadini per la politica locale, con un’eccessiva fiducia nella delega democratica.
Abbiamo abituato la politica a fare da sé, ma ora ci stiamo accorgendo dell’errore commesso quando i buoi stanno scappando dalla stalla.
Sbrighiamoci a richiudere la porta di questa stalla, altrimenti il paese non avrà futuro.
Mi racchiudo in profonda solennità e dico:
Tigli addio!
(Email firmata - Sassoferrato, 11 ottobre 2007)

Il manifesto del Comitato per la difesa dei tigli
Condanna dell'anonimo atto intimidatorio
(Sassoferrato, 17 ottobre 2007)

Abbattuti i tigli di via Decio Mure
Li hanno tagliati.
L’amministrazione comunale di Sassoferrato ha reso esecutiva la propria delibera del 31 luglio scorso dove si decideva l’abbattimento dei 16 tigli in via Decio Mure.
A nulla è valso l’incontro che una delegazione di cittadini ha avuto con il sindaco circa un mese fa, durante il quale il primo cittadino si era reso disponibile a continuare il dialogo valutando scelte alternative che potessero salvaguardare questo pezzo di storia sassoferratese.
A nulla è valso il consiglio comunale, che ha visto l’affluenza di molti cittadini contrari all’abbattimento e desiderosi di partecipare alla vita democratica del proprio paese.
A nulla sono servite le quasi 800 firme raccolte per scongiurare quest’atto “estremo”, ignorate per vizio di forma.
La cosa più triste di tutta questa vicenda è il dover constatare i grandi limiti di questa democrazia rappresentativa, sorda al dissenso ed alle richieste di partecipazione di quanti non si accontentano di tracciare una croce ogni cinque anni per poi essere considerati sudditi  il successivo quinquennio.
(Email firmata - Sassoferrato, 11 ottobre 2007)