Il “magico” presepio vivente di Coldellanoce

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clipboard01L’evento è nato per caso, nel 1998, come regalo di una ragazza alla comunità alla fine della Messa di mezzanotte. L’iniziativa piacque così tanto ai coldellanocesi che tutti decisero di partecipare invitando parenti stretti e alla lontana, amici e conoscenti, a vestirsi e a diventare personaggi – testimoni del più bell’evento del mondo. Oggi, il presepe di Coldellanoce si articola sull’intero borgo e, avvolto da un’atmosfera speciale, quasi magica, provocata da sapienti giochi di luce e ombre, si presenta animato da un’ottantina di figuranti che, dalle 17,30 fino alle 19,30 allieteranno le giornate di lunedì 26 dicembre e di domenica 1 gennaio. Un teatro a tappa che inizia con l’annunciazione e poi si snoda in ogni vicolo, ogni angolo, ogni scorcio del paese e propone scene di vita quotidiana di un tempo che non c’è più.
Ci sono le filatrici di lana, le sarte, l’arrotino, il venditore di cereali, lo scultore, il poeta, il panificio, l’osteria, i pastori. Non mancano scene importanti con i soldati romani, i Re Magi, l’harem e quella scena di Erode e della sua corte in bella vista sulla terrazza che domina il cuore del borgo.
Ci sono il fabbro, il falegname, il coltivatore, il pastore, il venditore di semi, di olio, di vino. La scuola, ben due forni e pure due osterie. Insomma, c’è chi lavora e chi si diverte, e, per la gioia dei bambini, tantissimi animali. Ovviamente impossibile citare tutti i partecipanti – sono un’ottantina – ma spicca la volontà di questo piccolo paese di invitare le persone a rappresentare se stessi. Come il poeta Antonio Cerquarelli presente nelle proprie vesti di poeta, lo scultore Carlo Porfiri, la pittrice Rosella Garofoli, lo stampatore di monete Massimo Tiberi, l’uomo dei cavalli Sandro Trionfetti, e Lucia Camilletti che alleva pecore e produce uno squisito formaggio. Addirittura nella scena dei pescatori, c’è un tocco di vita reale: Marco Giovannini lavora in una pescheria sulla costa. Quanto alle bruschette e al vin brulè sono compiti di Clementino Clementi dei forni omonimi, e la cioccolata calda di Vincenzo Grillo, da sempre sponsor della manifestazione. Infine, la novità di quest’anno, è che sarà compito della redazione sentinate del settimanale L’Azione concretizzare il censimento che motivò lo spostamento della Vergine Maria, che presente inviterà i visitatori a firmare l’albo d’oro. Infine, come al solito, per trovare Coldellanoce non c’è bisogno del satellitare, basta inseguire la stella cometa che quest’anno non sarà in cima al Monte Gallo ma sulla collina che domina l’edicola votiva e la fontana curata ogni estate dalla passione di Vincenzo Grillo. Chiudiamo con una nota che fa la differenza: oltre a regalare una natività vivente, la piccola comunità di Coldellanoce ci offre una preziosa lezione di vita. Nella settimana di preparazione dell’evento ha fatto di tutto per coinvolgere la comunità dei venti richiedenti asilo, ospiti da alcuni mesi nel loro paese.

​Véronique Angeletti@civetta.tv

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