7mila euro per una parcella senza incarico: esce dal consiglio la “Per Sassoferrato”

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Consiglio comunale di Sassoferrato - GiuntaSassoferrato – Sette mila euro, è il prezzo della  pietra tombale sul precontenzioso tra il rag. Gabriele Satolli e il comune di Sassoferrato. Il pagamento (7.123 €) è stato approvato dalla civica assise sentinate a fine giugno e mette un termine ad una vicenda che risale a dicembre 2014 quando il comune utilizzò la perizia di valutazione delle quote sociali della Sassofarm, farmacia di cui il comune allora era proprietario al 42%. Una perizia fornita senza che ci sia traccia di un incarico formale ma citata ben due volte – nella stima alla base dei bandi di gara e nell’atto finale di vendita. Perizia che era un aggiornamento della prima perizia volontaria e gratuita fornita dal farmacista Flavio Maria Federici per il primo bando che metteva all’asta pubblica la quota comunale. Insomma, si era ritenuto che l’aggiornamento fosse gratuito e il fatto che il rag. Satolli fosse stato un revisore di conti del comune nel passato giustificava in qualche modo il suo intervento. Parcella (33.000 euro) comunque contestata dal comune giudicata “sproporzionata ed eccessiva in relazione all’attività svolta in concreto” ma oggetto di transazione “per evitare i costi di un giudizio complesso, di non facile ed immediata soluzione e dall’esito incerto” e “senza riconoscimento alcuno delle reciproche ragioni e pretese”.

Per Sassoferrato, i consiglieriUna posizione assolutamente non condivisa dai consiglieri Fraboni-Damiani-Caverni-Carletti della “Per Sassoferrato” che al momento del voto sono usciti dal consiglio dopo aver letto una dichiarazione di voto mordace e provocatoria. Considera la proposta di transazione “pietra miliare del dilettantismo, dell’approssimazione, della pessima gestione della “res publica”, afferma che di nuovo “solleva una serie di punti oscuri” specchio “di quello che ha sempre contraddistinto la farmacia fin dalla sua nascita”, ed “è l’epilogo di una storia che vede un dipendente della Sassofarm in 9 anni trasformare un investimento di 43.500 euro (58% delle quote societarie) in un milione”, “soldi sottratti ai sassoferratesi”. Leggere qui la dichiarazione di voto.

 

UnConsiglieri del consiglio comunale di Sassoferrato attacco sul piano politico a cui ha replicato il sindaco Pesciarelli ricordando che i soldi della vendita sono stati fondamentali per la realizzazione della Casa Protetta nell’ospedale di comunità del Sant’Antonio Abate, struttura che ha consentito al comune di conservare 25 posti letto nel territorio comunale dopo che la casa di riposo San Giuseppe era stata giudicata per quel servizio, ed in quel periodo, non a norma e dunque di rafforzare l’intero presidio.

 

 

Véronique Angeletti@riproduzione riservata

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