La ex stazione ferroviaria nuova sede per alcune associazioni di volontariato

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Il volontariato “trova” casa. I locali al piano terra della ex stazione ferroviaria di piazzale IV novembre saranno la nuova sede di : Anffas, Auser e Società San Vicenzo De’ Paoli. Oltre a queste, la nuova sede è utilizzata anche dal “Diverticentro”, il servizio di sostegno didattico, destinato a bambini e ragazzi dai sei ai quattordici anni di età, che il Comune ha affidato in gestione alla Cooperativa sociale “Mosaico” di Fabriano. Il “Diverticentro”, la cui sede era in precedenza situata presso il “Cag” (Centro di aggregazione giovanile) di piazzale Dante, è svolto sotto la guida di due educatori della suddetta cooperativa, affiancati da insegnanti e volontari che hanno offerto la propria disponibilità e parte del loro tempo libero per svolgere gratuitamente un servizio importante per i ragazzi, sia sotto il profilo didattico, sia su quello formativo. La nuova sede destinata alle citate associazioni di volontariato, che il Comune ha ottenuto in concessione in concessione d’uso dalle Ferrovie dello Stato, è stata ristrutturata e ridisegnata con un intervento della spesa centoquarantamila euro, ripartita in parti uguali tra lo stesso Comune e la Regione Marche. Anffas, Auser e Società San Vincenzo De’ Paoli sono tre associazioni di volontariato che operano su scala nazionale, in campo sociale, per il bene comune e per essere d’aiuto agli altri. Nella cittadina sentinate tali sodalizi di volontariato sono diretti rispettivamente da Giulio Pietrangeli (presidente dell’Anffas onlus di Fabriano), Giampiero Moroni e Simone Santoni. «L’associazionismo – spiega il sindaco Ugo Pesciarelli – è presente in maniera massiccia ed incisiva sul nostro territorio e rappresenta un valore aggiunto. Sono una cinquantina – aggiunge il primo cittadino – le associazioni che operano nei vari settori della vita pubblica, dalla cultura allo sport, dal sociale all’ambiente e al tempo libero e noi, come in questa circostanza, cerchiamo di offrire loro la massima collaborazione possibile, riconoscendone il prezioso contributo fornito soprattutto a beneficio delle categorie più deboli e per la formazione delle giovani generazioni».

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