Carta di Fonte Avellana : la montagna è sviluppo. Un modello per la crescita dell’Appennino

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IMG_0231Serra Sant’Abbondio – Più ricca ma soprattutto ancora più universale. La Carta di Fonte Avellana festeggia i suoi venti anni arricchendosi di contenuti e conquistando nuovi firmatari. Considerata già nel 96, strumento innovativo per lo sviluppo delle aree montane, venti anni dopo, diventa il perno di un progetto per l’Appennino sottoscritto dalla Regione Marche, dalle Unione Montane, dal mondo della cooperazione, dalle associazioni di categorie e sindacali  a cui, da ieri, si sono aggiunti l’Assemblea legislativa delle Marche, l’Università di Urbino, il Consorzio di Bonifica, Legambiente e Banca Prossima. Il documento è stato firmato nel millenario Scriptorium,  in presenza della maggior parte dei sindaci dell’area Basso Pesarese-Alto Anconetano. L’area pilota, forte di nove comuni, sede del Monastero, dove per la prima volta il governo sta attuando una strategia di rilancio che parte proprio dalle aree marginali  suscitando l’interesse e la presenza dell’onorevole Enrico Borghi, presidente Uncem nazionale e di Giuseppe Blasi, capo dipartimento per il coordinamento delle politiche europee,  internazionali e dello sviluppo rurale.

Carta di Fonte Avellana 2016Dopo vent’anni – ha affermato il presidente della regione Luca Ceriscioli – è giusto rivedere la carta senza stravolgerla perché era molto avanzata nei contenuti. Da allora, però, i nuovi assetti ci chiamano a modificare le strategie, a ripensare le politiche.  E’ cambiato il modo di progettare e ci vuole maggiore autorevolezza degli interventi.  Tanto lavoro da fare, ma gli ingredienti sono tutti disponibili. Vanno ricombinati in una strategia nuova che tenga conto dei cambiamenti intercorsi“.  Poi entra nello specifico: “Ogni tematica, dallo sviluppo agricolo alla banda larga, si pensa sia centrale. Mentre quello che è centrale è solo l’uomo ed avere la cultura e la logica della filiera, del fare sistema e, più in generale, dei servizi. Perché nelle dinamiche di un progetto come le aree interne, è d’obbligo Carta di Fonte Avellana 2016considerare l’uomo e la sua comunità e fare di tale modo che, in ogni politica, siano previste azioni specifiche a supporto della strategia delle aree interne. La regione Marche – incalza – impegnandosi a rinnovare la Carta, vuole dimostrare che mira a rafforzare la coerenza delle sue politiche e delle sue scelte e che terrà in giusta e corretta considerazione questa strategia delle aree interne. Impegnandosi a declinare le sue decisioni insieme a tanti altri attori. Quegli stessi attori del tavolo verde dove ci confrontiamo con tutte le categorie e tutti i settori che, seppur hanno dimensioni e sensibilità diverse, sono però chiamati ad essere anche loro coerenti con  questa strategia“.  Infine conclude :  “Dobbiamo fare che l’inchiostro che lasciamo sotto quella firma non possa che essere il segno di un’attività che, goccia a goccia, nelle politiche che portiamo avanti sia presente e possa costituire un grande passo in avanti. E’ un onore firmare questo strumento, una visione di qualità, oggi patrimonio di tutti. Pertanto, il fatto che questa carta arricchita nasca a dieci mesi dall’insediamento della nostra amministrazione, consente di avere tempo ed allarga le possibilità di dare gambe e forza a questo fondamentale documento”.

Carta di Fonte Avellana 2016Un arricchimento ad opera dell’Assemblea Legislativa che proprio nel corso dell’ultima seduta consiliare ha votato una risoluzione all’unanimità  “che pone –  ha spiegato il presidente dell’Assemblea legislativa, Antonio Mastrovincenzo – al centro dell’attenzione, l’esigenza di coniugare sviluppo, creazione di occupazione e di imprenditorialità, con la salvaguardia dell’ambiente. Gli aggiornamenti alla Carta – ha concluso – contengono l’auspicio che la dimensione delle progettualità destinate alle aree interne vada oltre i confini di una singola regione per abbracciare tutti i territori dell’Appennino”.

Carta di Fonte Avellana 2016Un lavoro intenso attestato anche dalla presenza dei presidenti della II e III commissione regionale, Gino Traversini (Pd), Andrea Biancani (Pd) e il consigliere Luca Marconi (Udc) . “L’impegno – ha sottolineato l’assessore regionale alle Aree interne, Angelo Sciapichetti –  è di far si che il progetto per la montagna delle Marche si allarghi oltre i confini della regione e diventi una buona prassi per tutti, con il quale promuovere azioni e progettualità condivise, anche al fine di accrescerne l’efficacia”.

Véronique Angeletti@riproduzioneriservata

La carta arricchita, articolo di approfondimento

 

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