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Albo artigiani del comprensorio fabrianese, il 2011 si chiude con un leggero decremento
Rinviato per il maltempo l'incontro pubblico sul tema dei bambini e ragazzii dati in affidamento alle famiglie
Si terrà regolarmente al Teatro del Sentino la commedia "Grisù, Giuseppe e Maria"
Continuano le avverse condizioni meteorologiche: scuole chiuse anche venerdì e 3 sabato 4 febbraio
La ditta chiude, operai salvano la tredicesima
Sparita una fabbrica, quarantuno famiglie all’asciutto
Riorganizzazione del servizio di trasporto pubblico locale
Ambientalisti e agricoltori: "Stop ai pannelli e alle pale eoliche"
Obbligo di ritargatura dei ciclomotori immessi in circolazione prima del 14 luglio 2006
Sassoferrato - La cedolare secca sugli affitti
Bonus gas
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17 numeri del giornalino "l'Opinione"
Inserita sezione STREET nel menù GEO
07/12/11 08:35
Viaggio virtuale tra le vie di Sassoferrato
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Campo Base 2011
28/11/11 15:13
-> Tutti i filmati
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GLI ZOMBI INDUSTRIALI NEL CREPUSCOLO DEL “DISTRETTO” Il COLLASSO DEL CALZATURIFICO VAINER
Per qualche verso, l’ultimo atto della crisi dello storico marchio delle calzature Vainer (nei tempi d’oro poteva contare su una manovalanza di oltre mille operai su diversi stabilimenti in più regioni per oltre un milione di paia di scarpe prodotte), risulta paradigmatico del collasso del modello produttivo marchigiano, articolazione meridionale dell’incensato sistema industriale dei distretti tipico del nord est, polmone produttivo del paese. Un sistema che ha basato le proprie fortune non su una innovazione di prodotto ma su una applicazione particolarizzata, adattata alle situazioni geografiche sociali, di sistemi produttivi più adeguati al far east asiatico che alla quinta potenza industriale del globo. Capitalismo industrial-familiare innestato su un sistema bengalese di contoterzismo, bassi salari e frequente evasione fiscale e contributiva, assistenzialismo statale e bancario, endemica ipocapitalizzazione e scarsa propensione all’export. Una miriade di piccole-piccolissime imprese più abituate a fare “clan” che sistema. Una giungla imprenditoriale cresciuta all’ombra dei grandi marchi assistiti generosamente dallo stato il cui unico “core-businnes” era la raccolta delle briciole. Organizzazione che non ha retto allo shock competitivo portato diretto della globalizzazione: i “grandi” del mercato sono economicamente sopravvissuti esternalizzando dall’oriente europeo alla Cina, per gli altri è iniziata l’agonia.
Sarebbe ingeneroso parlare di copia incolla per il collassi industriali della regione. Non è corretto accostare la situazione della Best di Montefano all’agonia dell’impero della famiglia Merloni alle ruberie generalizzate dell’associazione a delinquere “Italfilter” con i selvaggi valzer di assetti proprietari della sentinate Vainer.
Come le facce di un icosaedro tutte queste crisi sono lo specchio variegato e multiforme di un sistema capitalistico rapace ed egoistico che, dopo aver cercato di annichilire la naturale propensione solidaristica tipica delle genti rurali e della montagna, ha fatto leva sui peggiori sentimenti sociali innescando meccanismi ora di lotta fratricida, ora di consociativismo becero e mafioso. Sistema economico che ha plasmato una intera classe politica (con il presidente della regione di diretta di discendenza dai desk dirigenziali del principale impero industriale locale e il vicepresidente, ex capo del personale dell’azienda del fratello) e ha piegato le organizzazioni sindacali a volte annientandole a volte acquisendole mediante privilegi e prebende. Tra le macerie del collasso decine di migliaia di lavoratori appesi ai rinnovi delle casse integrazioni, come gli antichi egiziani alle piene del Dio Nilo.
Nel nostro percorso politico verso una costruzione partecipata di un modello di sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile vogliamo dedicare degli attimi di riflessione ad ogni piega di questo riassetto di poteri chiamato crisi. Oggi iniziamo il percorso d’inchiesta con questa nostra videointervista a Veronique Angeletti, giornalista e attenta osservatrice del nostro presente sulla ultima crisi dello stabilimento di calzature Vainer di Serra Sant’Abbondio (PU)
http://squola.noblogs.org
Per qualche verso, l’ultimo atto della crisi dello storico marchio delle calzature Vainer (nei tempi d’oro poteva contare su una manovalanza di oltre mille operai su diversi stabilimenti in più regioni per oltre un milione di paia di scarpe prodotte), risulta paradigmatico del collasso del modello produttivo marchigiano, articolazione meridionale dell’incensato sistema industriale dei distretti tipico del nord est, polmone produttivo del paese. Un sistema che ha basato le proprie fortune non su una innovazione di prodotto ma su una applicazione particolarizzata, adattata alle situazioni geografiche sociali, di sistemi produttivi più adeguati al far east asiatico che alla quinta potenza industriale del globo. Capitalismo industrial-familiare innestato su un sistema bengalese di contoterzismo, bassi salari e frequente evasione fiscale e contributiva, assistenzialismo statale e bancario, endemica ipocapitalizzazione e scarsa propensione all’export. Una miriade di piccole-piccolissime imprese più abituate a fare “clan” che sistema. Una giungla imprenditoriale cresciuta all’ombra dei grandi marchi assistiti generosamente dallo stato il cui unico “core-businnes” era la raccolta delle briciole. Organizzazione che non ha retto allo shock competitivo portato diretto della globalizzazione: i “grandi” del mercato sono economicamente sopravvissuti esternalizzando dall’oriente europeo alla Cina, per gli altri è iniziata l’agonia.
Sarebbe ingeneroso parlare di copia incolla per il collassi industriali della regione. Non è corretto accostare la situazione della Best di Montefano all’agonia dell’impero della famiglia Merloni alle ruberie generalizzate dell’associazione a delinquere “Italfilter” con i selvaggi valzer di assetti proprietari della sentinate Vainer.
Come le facce di un icosaedro tutte queste crisi sono lo specchio variegato e multiforme di un sistema capitalistico rapace ed egoistico che, dopo aver cercato di annichilire la naturale propensione solidaristica tipica delle genti rurali e della montagna, ha fatto leva sui peggiori sentimenti sociali innescando meccanismi ora di lotta fratricida, ora di consociativismo becero e mafioso. Sistema economico che ha plasmato una intera classe politica (con il presidente della regione di diretta di discendenza dai desk dirigenziali del principale impero industriale locale e il vicepresidente, ex capo del personale dell’azienda del fratello) e ha piegato le organizzazioni sindacali a volte annientandole a volte acquisendole mediante privilegi e prebende. Tra le macerie del collasso decine di migliaia di lavoratori appesi ai rinnovi delle casse integrazioni, come gli antichi egiziani alle piene del Dio Nilo.
Nel nostro percorso politico verso una costruzione partecipata di un modello di sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile vogliamo dedicare degli attimi di riflessione ad ogni piega di questo riassetto di poteri chiamato crisi. Oggi iniziamo il percorso d’inchiesta con questa nostra videointervista a Veronique Angeletti, giornalista e attenta osservatrice del nostro presente sulla ultima crisi dello stabilimento di calzature Vainer di Serra Sant’Abbondio (PU)
http://squola.noblogs.org
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I film in programma dal 4 al 5 febbraio 2012 al Cinema Teatro del Sentino:
Trama del film: Durante la sua vita, J. Edgar Hoover è diventato l’uomo più potente di tutti gli Stati Uniti d’America. A capo dell’FBI per circa 50 anni fino alla data della sua morte, nel 1972, non si è fermato davanti a nulla pur di proteggere il suo Paese. Restando in carica durante i mandati di ben 8 Presidenti e tre guerre, Hoover ha dichiarato guerra a minacce sia vere che immaginarie, spesso infrangendo le regole per proteggere i cittadini americani. I suoi metodi erano allo stesso tempo spietati ed eroici e la sua più grande ambizione era quella di essere ammirato a livello globale. Hoover è stato un uomo che dava grande valore ai segreti - soprattutto a quelli degli altri - e non ha mai avuto paura ad usare le informazioni in suo possesso per esercitare la sua autorità sui leader più importanti della nazione. Consapevole che la conoscenza è potere e che la paura crea le opportunità, ha usato entrambe per ottenere un’influenza senza precedenti e per costruirsi una reputazione che era formidabile e intoccabile.
Domenica 5 febbraio - ore 16,30
Happy Feet 2
Nazionalità: Australia, 2011 - regia: George Miller - sceneggiatura: George Miller, Warren Coleman, Gary Eck, Paul Livingston - interpreti: Elijah Wood, Giuseppe Fiorello, Matt Damon, Linus, Brad Pitt, Nicola Savino, Pierfrancesco Favino, Pink, Gigi Proietti, Robin Williams, Nathalie, Hugo Weaving, Rodolfo Bianchi, Anthony LaPaglia - genere: animazione - durata: 1 h 40 m - produzione: Animal Logic, Kennedy Miller Productions, Village Roadshow Pictures - distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia.
Happy Feet 2
Nazionalità: Australia, 2011 - regia: George Miller - sceneggiatura: George Miller, Warren Coleman, Gary Eck, Paul Livingston - interpreti: Elijah Wood, Giuseppe Fiorello, Matt Damon, Linus, Brad Pitt, Nicola Savino, Pierfrancesco Favino, Pink, Gigi Proietti, Robin Williams, Nathalie, Hugo Weaving, Rodolfo Bianchi, Anthony LaPaglia - genere: animazione - durata: 1 h 40 m - produzione: Animal Logic, Kennedy Miller Productions, Village Roadshow Pictures - distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia.
Sabato 4 febbraio - ore 21,15
Domenica 5 febbraio - ore 21,15
J. Edgar
Nazionalità: Usa, 2011 - regia: Clint Eastwood - sceneggiatura: Dustin Lance Black - interpreti: Leonardo Di Caprio, Naomi Watts, Armie Hammer, Judi Dench, Josh Hamilton, Geoff Pierson, Ken Howard, Dermot Mulroney, Josh Lucas, Cheryl Lawson, Kaitlyn Dever, Gunner Wright, David A. Cooper, Ed Westwick, Kelly Lester, Jack Donner, Dylan Burns, Jordan Bridges, Brady Matthews, Jack Axelrod - genere: biografico, drammatico - durata: 2 h 17 m - produzione: Imagine Entertainment, Malpaso Productions, Wintergreen Productions - distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia.
Domenica 5 febbraio - ore 21,15
J. Edgar
Nazionalità: Usa, 2011 - regia: Clint Eastwood - sceneggiatura: Dustin Lance Black - interpreti: Leonardo Di Caprio, Naomi Watts, Armie Hammer, Judi Dench, Josh Hamilton, Geoff Pierson, Ken Howard, Dermot Mulroney, Josh Lucas, Cheryl Lawson, Kaitlyn Dever, Gunner Wright, David A. Cooper, Ed Westwick, Kelly Lester, Jack Donner, Dylan Burns, Jordan Bridges, Brady Matthews, Jack Axelrod - genere: biografico, drammatico - durata: 2 h 17 m - produzione: Imagine Entertainment, Malpaso Productions, Wintergreen Productions - distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia.
Trama del film: Mambo, re del tip tap, ha dei problemi con il piccolo Erik, che ha la fobia per la danza. Poi Erik fugge e incontra Sven, un pinguino che può volare! Mambo non ha alcuna speranza di poter competere con lui. Ma le cose peggiorano quando il mondo viene sconvolto da forze potenti. Però Erik scopre il coraggio e la determinazione del padre quando Mambo riunisce attorno a sé la nazione dei pinguini e tutta una serie di creature straordinarie, dai minuscoli krill ai giganteschi elefanti marini, per rimettere le cose a posto.
Per informazioni:
Cinema Teatro del Sentino - Sassoferrato - Via Cardinale Oliva, n.3
cell.338.38.28.008 - 334.22.19.954 - tel./fax.0722.98.62.30
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