Il bilancio di due mandati dell’amministrazione guidata da Ugo Pesciarelli

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La Devota Bellezza Sassoferrato

Sassoferrato – Pochi rimpianti e molte realizzazioni per Ugo Pesciarelli. Anzi nonostante sia stato il sindaco della crisi – in dieci anni il bilancio ha perso quasi due terzi dei trasferimenti – lascia una cospicua eredità. Nuovi poli culturali come il parco archeominerario dello zolfo o la galleria d’arte contemporanea, e politiche che fanno del suo paese un protagonista attivo nel comprensorio, che gioca per la prima volta la carta delle alte terre del pesarese.

Quella dell’area interna dell’Appennino con Arcevia, SSAbbondio, Frontone, Cantiano, Cagli, Acqualagna, Piobbico e Apecchio che, forte di 12milioni di euro, si tradurranno a breve in azioni. Poi, quella dell’Um Esino Frasassi, di cui Pesciarelli è presidente, che con strategie promozionali specifiche abbina il sentinate al Parco regionale e alle grotte, e si sono concretizzate in press tour sui patrimoni culturali, ambientali e l’agro alimentare tipico dei territori e presenze con i produttori nel porto di Ancona a Tipicità in blu od ancora a Fermo.

Ugo Pesciarelli, Lorena Varani

La giunta Pesciarelli ha anche lavorato per rafforzare l’identità storica del paese e ciò a vantaggio di un uso turistico: il Castello è entrato nel club esclusivo dei “Borghi più belli d’Italia”, con le azioni dei fondi europei (Gal) cerca di potenziare il parco archeologico, ha posizionato un altro polo con il recupero della Rocca di Rotondo (XIIesimo sec.), dimostrato con “La Devota Bellezza” (20mila presenze) – coinvolgendo la Fondazione Carifac – la potenzialità del Mam’s come sede di grandi mostre decentrate e, supportando la rievocazione della Battaglia delle Nazioni, creato un evento storico e di spettacolo.

«Abbiamo anche pensato – precisa il sindaco – alle nuove generazioni con il completamento degli impianti sportivi (terra battuta), la messa in sicurezza sismica delle scuole attuali, lavorato su un progetto per un complesso scolastico nell’area ex Vainer». Riconosce che «sulle strade avrebbe voluto fare molto di più ma che è stato possibile intervenire solo sui tratti più critici e con un mutuo» e che «se la macchina comunale è stata ottimizzata. la spending review ha dimezzata la squadra degli operai comunali».

Véronique Angeletti@civetta.tv

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