Non vale la legge delle statistiche e dei principi: l’Engles Profili è un grande ospedale

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Manifestazione a Fabriano contro la chiusura di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Lascio ad altri la polemica politica che ne è nata, mi limito ad alcune considerazioni e suggerisco delle argomentazioni, sperando siano utili a chi difende il nostro punto nascita o si sta comunque occupando di questo problema. Quello che dirò l’avevo in parte già espresso tempo fa , in uno dei momenti in cui come accade periodicamente si era riaccesa la polemica sul punto nascita. Si erano infatti verificati dei tragici casi di morte in parti espletati in ospedali dove avvengono più di 1000 parti l’anno e in Regioni in cui la Sanità funziona, uno al S. Anna di Torino.

Il parto è un evento naturale, nondimeno, se i ginecologi sono la categoria più bersagliata dalle richieste di risarcimenti, per danni da parto, un motivo deve pur esserci. Il rischio di eventi sfavorevoli nel parto è basso, ma non è nullo ed è difficilmente preventivabile, richiede dunque l’intervento di operatori capaci di affrontarli tempestivamente e con azioni adeguate. Si può morire di parto, o comunque una sofferenza neonatale può cambiare la vita di una persona e della famiglia.

L’accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010, identifica in un Ospedale con almeno 1000 parti una struttura adeguata a garantire un standard di qualità e sicurezza a mamma e bambino. Ma questo criterio che ha certo rilevanza per certi tipi di prestazioni specialistiche, che richiedono una costosa dotazione strumentale e soprattutto operatori che eseguano ripetutamente certe procedure ,interventi diagnostici e terapeutici, per non smarrire senso clinico e manualità, per effettuarle in sicurezza ,nel caso dell’Ostetricia perde un po’ della sua validità, oltre tutto impattando con una realtà così frammentata come le Marche, con problemi di viabilità, zone montane scarsamente popolate e difficilmente raggiungibili.

Faccio allora notare che :

  • La dotazione strumentale dell’ospedale di Fabriano, sale operatorie, sala parto è sovrapponibile a quella di un grande ospedale.
  • I medici, le ostetriche che operano a Fabriano eseguono lo stesso numero di parti di quelli che operano ad Ancona o a Milano, dove certo i parti sono più numerosi, ma di gran lungo più numerosi sono gli organici che si ripartiscono tale attività.
  • L’ospedale di Fabriano è al momento dotato di Rianimazione, Pediatria, centro trasfusionale Pronto Soccorso…ossia di un’organizzazione e servizi che affianca il punto nascita h24 e gli garantiscono qualità ed efficienza. Certo se continuiamo a ventilare la possibilità della chiusura del punto nascita un pediatra o anche un ostet/ginecologo cui piace il proprio lavoro, tenderà a preferire di lavorare in una struttura in cui ci siano delle certezze, alcuni pediatri si sono trasferiti in altre sedi costringendoci a ricorrere a pediatri di ospedali vicini per garantire il servizio.
  • Le statistiche esibite da alcuni, che proverebbero che la morbilità nei punti nascita di ospedali con più di 1000 parti è inferiore rispetto a quelli con parti meno numerosi, si riferiscono a punti nascita di ospedali che non hanno organizzazione e dotazione strumentale di un ospedale come il nostro. Certo ce ne sono in una realtà variegata come quella italiana. Ovviamente le statistiche non fanno distinzioni e citano numeri bruti.
  • E’ tutto da dimostrare, ma direi difficilmente sostenibile da chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale e competenze tecniche, che chiudendo il punto nascita di Fabriano , le nostre partorienti si avvantaggerebbero del fatto di partorire in una struttura in cui i parti sono più numerosi o piuttosto non sarebbero penalizzate dal doversi mettere in macchina o salire in ambulanza per raggiungere un posto più lontano e dall’inevitabile ritardo con cui un’eventuale complicanza sarebbe affrontata da personale in grado di porvi rimedio e non da un medico del 118 che al massimo ha assistito al parto della moglie o che ha partorito se è una dottoressa.
  • Inoltre si focalizza l’attenzione sul luogo e sul momento del parto, in realtà esiste tutta una problematica connessa all’assistenza durante la gravidanza od anche prima di intraprendere una gravidanza e poi c’è l’assistenza al post partum per madre e neonato, la chiusura del punto nascita depotenzierebbe anche questo tipo di assistenza, riducendo anche gli operatori del nostro ospedale in grado di farsene carico.
  • Personalmente vorrei anche far notare che partorire in una piccola struttura rende piu’ bello un evento così importante, lo umanizza, permette ai papà di assistere al parto se lo vogliono fare, rende più facile e soddisfacente il rapporto con medici ostetriche personale infermieristico, anche da un punto di vista alberghiero la situazione è piu confortevole che in una grande struttura più estranea e spersonalizzata, ma forse sono un inguaribile romantico.
  • E’ del tutto evidente che creare de novo un punto nascita in una zona con limitato bacino d’utenza è sbagliato ed inutile, oltre che pericoloso, ma smantellare una struttura che da 50 anni garantisce un ottimo servizio è dissennato al limite del masochismo ed espone soltanto mamma e bambino al pericolo di trasferimenti presso altri ospedali, non così vicini e facilmente raggiungibili.
  • Vorrei anche far notare che le Fabrianesi andranno a partorire a Branca Gubbio che dista 23 km da Fabriano e non a Jesi che ne dista 46, ma 61 da Serradica e 66 da Campodonico con ricadute economiche negative sulla regione Marche, costretta a risarcire l’Umbria per questi parti fuori regione, che hanno un prezzo ben più rilevante di parti nell’ambito regionale.

Altri hanno espresso poi il rammarico per il mancato riconoscimento della peculiarità della nostra zona montana, che crea un’innegabile disparità di trattamento e di opportunità fra cittadini della costa e dell’entroterra, hanno giustamente sottolineato le ulteriori difficoltà create dalla viabilità, una signora postava ieri su Face Book, Fabriano città creativa, Fabriano città dell’Unesco e ci chiudono anche il punto nascita, tutto vero, io ho espresso alcune considerazioni tecniche, ma tu Sindaco, che forse, in questo momento, hai un accesso privilegiato alle segrete stanze della sanità italiana, vedi un po’ se riesci ad evitare tale iattura per la nostra città.

Elio Palego

ex primario del reparto d’emergenza urgenza dell’Engles Profili di Fabriano

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