“Le Bal” inaugura la stagione del Teatro del Sentino

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Un'immagine di scena (1)Sassoferrato – La stagione di prosa 2018/19 del Teatro del Sentino si apre sotto i migliori auspici: record di abbonati, che occupano il 78% dei posti disponibili in sala, e sold out per lo spettacolo inaugurale!

Si parte venerdì 23 novembre, alle ore 21,00, con una rappresentazione emozionante: “LE BAL – L’Italia balla dal 1940 al 2001”. Oltre sessant’anni di storia italiana vengono rivisitati attraverso la musica e il ballo. Diretto da Giancarlo Fares, “Le Bal” è un suggestivo viaggio nel tempo a passo di danza, scandito dalla musica che diventa racconto, un racconto appassionante che si sviluppa a cavallo di due drammatici momenti storici, dalla scoppio della II^ Guerra Mondiale al crollo delle Torri Gemelle.

Lo spettacolo originale è stato ideato dal francese Jean-Claude Penchenat, presente come attore anche nella trasposizione cinematografica del 1983, “Ballando Ballando”, diretta da Ettore Scola. Il cast è composto da sedici bravissimi attori-ballerini: Giancarlo Fares, Sara Valerio, Riccardo Averaimo, Alberta Cipriani, Manuel D’Amario, Vittoria Galli, Alessandro Greco, Lorenzo Grilli, Alice Iacono, Davide Mattei, Matteo Milani, Pierfrancesco Perrucci, Maya Quattrini, Lucina Scarpolini, Patrizia Scilla e Viviana Simone. Le coreografie portano la firma di Ilaria Amaldi.

Tutto si svolge all’interno di una balera. Un luogo d’incontro dove si va a passare i pomeriggi, in cui uomini e donne cercano gli altri. Si compiono gli ultimi passi, si rivivono le ultime memorie. Ma gli uomini e le donne che ora popolano la sala sono ancora vivi: gelosie, rancori, stilemi caratteriali radicati nell’essere umano si mostrano e interagiscono. Tutti ballano e progressivamente si raggiunge il momento clou: una sorta di gara di ballo a chi è più bravo, una gara in cui non vince nessuno, ma nel procedere del crescendo si arriva ad un movimento accelerato che porta i personaggi a liberarsi dal peso dell’età, ci si libera dei costumi e si torna giovani degli anni trenta. Da questo momento è la storia a farla da padrona e la musica ne scandisce l’evolversi. La musica si fa drammaturgia e permette alle azioni di esplodere e raccontare la storia del nostro paese che si dipana dagli anni trenta, passando per la seconda guerra mondiale, la liberazione, il boom economico, le lotte di classe, la corruzione, il degrado, le paillette, la paura dell’undici settembre e la riconquista dei valori, dell’amore che dona speranza, narrando i cambiamenti della vita quotidiana e del costume, la migrazione verso il nord, l’abbigliamento, il mangiare, il modo d’esprimere le proprie emozioni.

Un racconto che non è affidato alle parole, ma alla musica, al linguaggio del corpo e alle capacità mimiche dei sedici protagonisti. Alla forza comunicativa delle azioni, dei gesti e dei suoni si accompagnano i tanti cambi di costume e gli splendidi giochi di luci. La narrazione si sviluppa sulle note di canzoni che appartengono alla memoria collettiva, da Claudio Villa, Domenico Modugno, Adriano Celentano, Gino Paoli, Gianni Morandi, Mina, Rita Pavone, Enrico Ruggeri ai Rolling Stone, Pink Floyd, Franco Battiato e Gloria Gaynor. Accattivanti note da cui prendono corpo tip-tap, cha-cha-cha, tango, lento, rock and roll, twist, balli da discoteca ed altri ancora.

Dunque, uno spettacolo divertentissimo, coinvolgente, che è, al tempo stesso, poetico, spumeggiante, intenso e delicato.

Antonio Maria Luzi

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